{"id":3407,"date":"2011-06-08T09:24:08","date_gmt":"2011-06-08T09:24:08","guid":{"rendered":"http:\/\/onsoftware.softonic.it\/?p=3407"},"modified":"2024-03-09T08:20:08","modified_gmt":"2024-03-09T07:20:08","slug":"guida-formati-audio-parte-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/cms-articles.softonic.io\/it\/guida-formati-audio-parte-2\/","title":{"rendered":"WAV, MP3, AAC, MIDI: guida ai formati audio (e dintorni!) \u2013 parte 2\/2"},"content":{"rendered":"<p>La <strong><a title=\"Leggi la prima parte del post sui formati audio digitali\" href=\"http:\/\/onsoftware.softonic.it\/guida-formati-audio\" target=\"_self\" rel=\"noopener noreferrer\">prima parte<\/a><\/strong> di questo post introduceva alla digitalizzazione del suono e ai concetti di campionamento e quantizzazione. <strong>In questa seconda parte, invece, parleremo pi\u00f9 dettagliatamente dell&#8217;audio compresso<\/strong> (e quindi dei formati MP3 e AAC) e del protocollo MIDI, spesso frainteso. A proposito: se cerchi un buon programma per <strong>convertire file WAVE in MP3<\/strong> e usi Mac, puoi provare <a title=\"Recensione di Max\" href=\"http:\/\/max.softonic.it\/mac\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Max<\/a> (molto completo); se invece usi PC Windows, una buona scelta \u00e8 <a title=\"Recensione di FreeMp3 Wma Converter\" href=\"http:\/\/free-mp3-wma-converter.softonic.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Free Mp3 Wma Converter<\/a>.<\/p>\n<h3>Comprimere la musica<\/h3>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-3420\" title=\"Cuffie\" src=\"https:\/\/articles-img.sftcdn.net\/sft\/articles\/auto-mapping-folder\/sites\/4\/2011\/06\/Cuffie150.png\" alt=\"Cuffie\" width=\"150\" height=\"150\" \/>I formati musicali digitali sono tanti, ed ognuno ha delle caratteristiche specifiche. La discriminante principale \u00e8 il grado di compressione di ciascuno. Per &#8220;grado compressione&#8221; si intende una maggiore o minore sottrazione di informazioni rispetto al file originale (quello che \u00e8 registrato sui CD, per intenderci).<\/p>\n<p><!--more--><strong>I formati audio compressi usano algoritmi molto evoluti per stabilire cosa togliere e cosa tenere del file originale <\/strong>che devono comprimere. Alcuni interventi classici sono il taglio di frequenze molto alte e molto basse, quello di suoni deboli quando vi si sovrappongono suoni molto pi\u00f9 forti e, in generale, l\u2019eliminazione delle informazioni relative a suoni che, in base ad approfonditi studi di psicoacustica, per un motivo o per un altro non vengono percepiti dall\u2019orecchio umano medio.<\/p>\n<p>Tanto maggiore \u00e8 la quantit\u00e0 di compressione applicata, tanto pi\u00f9 piccolo sar\u00e0 il file risultante, e tanto maggiore sar\u00e0 anche la perdita di qualit\u00e0. <strong>I formati musicali compressi pi\u00f9 utilizzati, che sono AAC ed MP3<\/strong>, hanno avuto grande diffusione perch\u00e9, a fronte di un dimagrimento dei file originali del 90% circa, eliminano informazioni in modo \u201cintelligente\u201d. La qualit\u00e0 dei file compressi in questi formati, quindi, \u00e8\u00a0 soddisfacente per la maggior parte delle persone che ascoltano musica.<\/p>\n<h3>Sua maest\u00e0 l\u2019MP3<\/h3>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-3416\" title=\"Compressione dell'audio\" src=\"https:\/\/articles-img.sftcdn.net\/sft\/articles\/auto-mapping-folder\/sites\/4\/2011\/06\/Compressione-dellaudio.png\" alt=\"Compressione dell'audio\" width=\"150\" height=\"160\" \/>Il \u00a0formato musicale audio compresso pi\u00f9 diffuso \u00e8 l\u2019MP3. Il suo nome esteso \u00e8 International Standards Organization &#8211; Motion Picture Expert Group Audio Layer 3 (ISO-MPEG Audio Layer 3). Meno male che l\u2019hanno abbreviato in MP3. Si tratta di un algoritmo di compressione audio ideato nel 1987, ma che si \u00e8 diffuso capillarmente negli anni \u201990.<\/p>\n<p>La qualit\u00e0 di un file MP3 dipende dal suo bit rate che, come abbiamo visto, \u00e8 il numero di unit\u00e0 binarie (zeri o uni) che fluiscono ogni secondo di musica. Pi\u00f9 alto \u00e8 tale numero, pi\u00f9 dettagliato \u00e8 l&#8217;audio. Il bitrate minimo per una qualit\u00e0 audio sufficiente \u00e8 considerato 128 Kbit al secondo, mentre il pi\u00f9 alto possibile in questo formato di compressione \u00e8 320 Kbit al secondo. Il formato WAVE, come abbiamo visto, ha un bit rate di 1411 Kbit al secondo.<\/p>\n<h3>E che succede se comprimo un file gi\u00e0 compresso?<\/h3>\n<p>Accanto all\u2019MP3 ci sono altri formati compressi di ampia diffusione. I pi\u00f9 utilizzati sono WMA, OGG, ATRAC e AAC. Gli algoritmi che ne costituiscono le fondamenta sono diversi tra loro. Questo vuol dire che, quando vengono applicati ad un file musicale WAVE, eliminano informazioni diverse rispetto all&#8217;algoritmo MP3. Ma cosa succede se, invece di un file WAVE, comprimiamo un file gi\u00e0 compresso in un altro formato? Per rispondere useremo un esempio.<\/p>\n<p><strong>Prendiamo tre file audio con il medesimo contenuto musicale, e rappresentiamoli come tre semplici stringhe numeriche.<\/strong><\/p>\n<p>La prima (che rappresenta il file WAVE) contiene il massimo delle informazioni possibile, cio\u00e8 da 1 a 10.<\/p>\n<p>La seconda (che rappresenta il file MP3) conterr\u00e0 meno informazioni, perch\u00e9 alcune sono andate perse perse durante il processo di compressione da WAVE ad MP3.<\/p>\n<p>La terza (il file AAC) idem, ma le informazioni perse rispetto al file di partenza saranno diverse, perch\u00e9 l\u2019algoritmo di compressione \u00e8 differente.<\/p>\n<p>In pratica, ciascun algoritmo far\u00e0 una cernita di cosa togliere e cosa tenere del file originario in modo che il risultato finale sia gradevole.<\/p>\n<p><strong>File WAVE: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10<\/strong><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong>File MP3:\u00a0\u00a0\u00a0 1 2\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 4\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 7\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 9<\/strong><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong>File AAC: \u00a0\u00a0 1\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 3 4\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 6\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 9<\/strong><\/p>\n<p>Se per\u00f2 al nostro file MP3 (quindi un file gi\u00e0 compresso) applicassimo una compressione AAC, otterremmo come risultato un file audio a cui mancano sia le informazioni tolte dalla prima compressione, sia quelle tolte dalla seconda. <strong>La qualit\u00e0 dell\u2019audio del file risultante sar\u00e0 molto bassa<\/strong>, perch\u00e9 ci\u00f2 che resta \u00e8 frutto di due sottrazioni non omogenee.<\/p>\n<p>Per fare un paragone culinario, <strong>applicare due compressioni \u00e8 come friggere delle patate e poi lessarle<\/strong>. Le patate fritte sono buone. Le patate lesse sono buone. Le patate fritte bollite sono una schifezza.<\/p>\n<p>Per questo motivo, applicando una compressione AAC al file MP3 dell&#8217;esempio precedente succeder\u00e0 questo:<\/p>\n<p><strong>DOPPIA COMPRESSIONE MP3+AAC:\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 1\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 4\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 9<\/strong><\/p>\n<p>Quindi, riassumendo: ciascun formato di compressione \u201cragiona\u201d in modo diverso, bilanciando differentemente ci\u00f2 che toglie e ci\u00f2 che tiene per ottenere risultati soddisfacenti. E in questo frangente, l&#8217;unione non fa la forza: fa la fossa!<\/p>\n<p>Ma quando si parla di musica c\u2019\u00e8 un altro formato di cui spesso si parla ma di cui poco si sa: \u00e8 il MIDI.<\/p>\n<h3>MIDI, lo sconosciuto pi\u00f9 famoso che ci sia<\/h3>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-3414\" title=\"General-MIDI\" src=\"https:\/\/articles-img.sftcdn.net\/sft\/articles\/auto-mapping-folder\/sites\/4\/2011\/06\/General-MIDI.png\" alt=\"General-MIDI\" width=\"150\" height=\"108\" \/>Molto spesso mi \u00e8 stato chiesto: che programma posso usare per<strong> convertire un file WAVE o MP3 in un file MIDI? Posso convertirlo, no? La risposta \u00e8: ni. Ma pi\u00f9 no che s\u00ec<\/strong>. Perch\u00e9? Vediamo.<\/p>\n<p>MIDI \u00e8 l\u2019acronimo di Musical Instrument Digital Interface, ed \u00e8 un \u201cprotocollo standard per l\u2019interazione degli strumenti musicali elettronici\u201d (definizione tratta da <a title=\"Vai alla definizione di MIDI su Wikipedia\" href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Musical_Instrument_Digital_Interface\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Wikipedia<\/a>) inventato negli anni ottanta e rimasto praticamente inalterato fino ad oggi.<\/p>\n<p>Non scender\u00f2 nei dettagli di questo protocollo perch\u00e9 non \u00e8 questa la sede giusta. Per ora ci interessa dire solo una cosa: un file MIDI non \u00e8 un file audio come WAVE, MP3 ed AAC, e quindi non contiene musica. Esso \u00e8, di fatto, una sorta di spartito musicale.<\/p>\n<p>Su di esso sono scritte una serie di informazioni, del tipo: in un dato momento nel tempo suona un si bemolle centrale, con intensit\u00e0 100, con una determinata durata, e interrompi l\u2019esecuzione della nota dopo mezzo secondo. <strong>Perch\u00e9 queste informazioni si trasformino in suoni \u00e8 necessario che vengano &#8220;lette&#8221; da uno strumento hardware o software<\/strong> (campionatori o sintetizzatori, ad esempio), in grado di trasformarle in musica.<\/p>\n<p>Questo vuol dire che uno stesso file MIDI, a seconda dello strumento che lo legge, pu\u00f2 \u201csuonare diversamente\u201d. Il si bemolle di cui abbiamo parlato sopra, ad esempio, pu\u00f2 avere il suono di un pianoforte, di un Moog, di un flauto traverso o di qualunque altro strumento. Ed ecco che torna il paragone con gli spartiti: la musica che c\u2019\u00e8 scritta sopra pu\u00f2 essere suonata da pianisti, tastieristi, flautisti. Siccome il protocollo \u00e8 studiato con intelligenza, i file che contengono queste informazioni sono molto leggeri, solitamente poche decine di kilobyte.<\/p>\n<p>Ora che sappiamo cosa c\u2019\u00e8 scritto in un file MIDI, possiamo trarre un\u2019importante conclusione: trasformare un file audio (WAVE, MP3 o qualunque altro) in un file MIDI non \u00e8 un\u2019operazione semplice come convertire un formato audio in un altro, proprio perch\u00e9 <strong>il MIDI non \u00e8 un formato audio.<\/strong><\/p>\n<p>Per questo tipo di conversione esistono dei programmi molto complessi (e di norma costosi), in grado di isolare i diversi strumenti che suonano in un brano musicale, trascriverne le note eseguite e generare il relativo &#8220;spartito&#8221; MIDI. In realt\u00e0 per\u00f2 questa operazione ha dei grossi margini di errore, a meno che non si tenti di convertire file audio estremamente semplici.<\/p>\n<p>Per questo motivo, <strong>trasformare un file audio in un file MIDI non \u00e8 un\u2019operazione di routine<\/strong>, e chi desiderasse farlo sappia che dovr\u00e0 mettere in conto una spesa importante e dovr\u00e0 aspettarsi dei risultati spesso mediocri. Se volete comunque testare un programma per convertire file WAVE o MP3 in un file MIDI, potete provare <a title=\"Recensione di WIDI Recognition System Standard\" href=\"http:\/\/widi-recognition-system-standard.softonic.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>WIDI Recognition System Standard<\/strong><\/a>.<\/p>\n<p>L\u2019argomento dell\u2019audio digitale \u00e8 infinitamente pi\u00f9 ampio di come \u00e8 stato rappresentato in questo post. Il nostro scopo, per\u00f2, era di fare un po\u2019 di chiarezza su alcuni formati musicali comuni, in modo da poterli <a title=\"Leggi l'articolo sui formati audi digitali\" href=\"http:\/\/onsoftware.softonic.it\/guida-formati-audio-digitali\"><strong>gestire pi\u00f9 consapevolmente<\/strong><\/a>, evitando piccoli errori che a volte si commettono. Ah, un ultimo consiglio! Riesumate i vostri giradischi: ascoltare la musica su vinile \u00e8 tutta un\u2019altra cosa!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La prima parte di questo post introduceva alla digitalizzazione del suono e ai concetti di campionamento e quantizzazione. In questa seconda parte, invece, parleremo pi\u00f9 dettagliatamente dell&#8217;audio compresso (e quindi dei formati MP3 e AAC) e del protocollo MIDI, spesso frainteso. 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