{"id":45139,"date":"2013-12-31T09:44:03","date_gmt":"2013-12-31T09:44:03","guid":{"rendered":"http:\/\/onsoftware.softonic.it\/?p=45139"},"modified":"2024-03-08T01:32:04","modified_gmt":"2024-03-08T00:32:04","slug":"le-news-piu-importanti-del-2013-sicurezza-online-e-privacy","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/cms-articles.softonic.io\/it\/le-news-piu-importanti-del-2013-sicurezza-online-e-privacy\/","title":{"rendered":"Le news pi\u00f9 importanti del 2013: sicurezza online e privacy"},"content":{"rendered":"<p>La sicurezza e la privacy sono stati due temi caldi nel 2013: scandali, attacchi informatici e vulnerabilit\u00e0 dei sistemi sono stati all&#8217;ordine del giorno. Ma quali sono state le notizie pi\u00f9 importanti sui software e i problemi del mondo online in generale? Softonic le ha raccolte per te.<\/p>\n<h3><strong>MEGA<\/strong><\/h3>\n<p>Agli inizi di gennaio Kim Dotcom ha lanciato il servizio di cloud MEGA, un sistema che prometteva di rivoluzionare il campo della privacy, ma poi non si \u00e8 rivelato cos\u00ec tanto a prova di hacker. Poco dopo il lancio, Steve Thomas ha segnalato una <a href=\"http:\/\/news.softonic.it\/mega-sicurezza-password\">falla di sicurezza<\/a> nel sistema di gestione delle password, che consentirebbe agli hacker di entrare in possesso dei codici d\u2019accesso degli utenti. Dal canto suo, Dotcom chiedeva ai clienti di \u201cscegliere password meno ovvie\u201d e li invitava a partecipare a un concorso che prevedeva un premio in denaro per chi avrebbe realizzato il miglior criptaggio. Una mossa astuta che ha risollevato Mega da una situazione alquanto imbarazzante.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" style=\"height: 379px; width: 597px;\" src=\"https:\/\/articles-images.sftcdn.net\/wp-content\/uploads\/sites\/5\/2013\/12\/password-hack_yNISa_250161.jpg\" alt=\"\" \/><\/p>\n<h3><strong>Verifica in due passaggi<\/strong><\/h3>\n<p>Quest&#8217;anno abbiamo visto il passaggio dalla <a href=\"http:\/\/articoli.softonic.it\/password-un-male-necessario-ma-non-per-sempre\">password tradizionale<\/a> alla cosiddetta identificazione in due passaggi. Aziende come Facebook, Twitter, Dropbox, Google e Microsoft hanno adottato questo nuovo sistema che costituisce, insieme alla password, un\u2019evoluzione nella sicurezza, impedendo agli hacker di accedere facilmente agli account degli utenti. Sfortunatamente, questo metodo non \u00e8 a prova di malintenzionato: la societ\u00e0 F-Secure ha individuato una vulnerabilit\u00e0 nell\u2019autenticazione nel login di Twitter.<\/p>\n<h3><strong>iOS<\/strong><\/h3>\n<p>Anche iOS, il sistema operativo di Apple, ha sperimentato dei problemi di <a href=\"http:\/\/articoli.softonic.it\/confronto-sulla-sicurezza-ios-7-android-4-3\">sicurezza<\/a>. L\u2019aggiornamento 6.1.2 \u00e8 stato rilasciato per risolvere i bug della versione precedente relativi alla batteria, ma si \u00e8 dimostrato essere estremamente sensibile agli attacchi degli hacker. Le cose non sono migliorate quando la societ\u00e0 americana ha lanciato iOS 7, un nuovo sistema operativo con qualche problema: nonostante il dispositivo di blocco, gli sviluppatori sono riusciti ad accedere alle foto, alle e-mail e all\u2019account di Twitter. Successivamente si \u00e8 scoperto che era possibile eseguire degli acquisti attraverso una carta di credito collegata, senza bisogno di password.<\/p>\n<h3><strong>Adobe<\/strong><\/h3>\n<p>Il gigante del software ha avuto un anno difficile. Agli inizi di ottobre, la societ\u00e0 \u00e8 stata vittima di un <a href=\"http:\/\/news.softonic.it\/cyber-attacco-adobe\">attacco su larga scala <\/a>che ha permesso agli hacker di entrare nel sistema e rubare i dati di 2,9 milioni di utenti. Attraverso un comunicato, Adobe assicurava che le informazioni riguardanti i pagamenti erano cifrate e per tanto non correvano il rischio di essere state violate.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" style=\"height: 294px; width: 600px;\" src=\"https:\/\/articles-images.sftcdn.net\/wp-content\/uploads\/sites\/5\/2013\/12\/Adobe-AnonNews.png\" alt=\"\" \/><\/p>\n<p>Tuttavia, lo stesso mese, \u00e8 saltato fuori che le informazioni rubate erano molto pi\u00f9 che semplici profili: 38 milioni di account Adobe sembravano essere stati colpiti dall&#8217;attacco. La verit\u00e0 \u00e8 venuta alla luce quando AnonNews.org ha ottenuto il file originale con tutti i dati. Il servizio di informazione di Anonymous inoltre ha riportato che 150 milioni di password erano state rubate. Per riguadagnare la fiducia degli utenti, i due popolari programmi Lightroom e Photoshop 5 sono stati offerti a prezzi molto convenienti.<\/p>\n<h3><strong>NSA e PRISM<\/strong><\/h3>\n<p>Ultimo, ma non meno importante, lo scandalo che ha stravolto il mondo online: Edward Snowden ha rivelato pubblicamente i dettagli di <a href=\"http:\/\/news.softonic.it\/prism-programma-spia-facebook-google\">PRISM<\/a>, un programma di sorveglianza di massa del governo degli Stati Uniti.<\/p>\n<p>Da quel giorno la percezione della privacy online \u00e8 cambiata: il web non era pi\u00f9 un luogo sicuro, in cui lasciare i propri dati con spensieratezza, poich\u00e9 il governo americano li poteva intercettare. Facebook, Google, Microsoft, Apple e molti altri servizi sono comparsi nella lista nera delle societ\u00e0 coinvolte nello scandalo. Snowden ha reso evidente che l\u2019interesse degli Stati Uniti non era rivolto solamente ai terroristi. Quella che \u00e8 iniziata come una voce, \u00e8 diventata qualcosa di ancora pi\u00f9 spaventoso: la <a href=\"http:\/\/articoli.softonic.it\/scandalo-nsa-quali-sono-i-rischi-che-corri-e-come-difenderti\">NSA<\/a> non aveva solo accesso alle informazioni di Google e Microsoft, ma utilizzava i propri programmi di spionaggio anche nel mondo virtuale di World of Warcraft e Second Life.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" style=\"height: 329px; width: 585px;\" src=\"https:\/\/articles-images.sftcdn.net\/wp-content\/uploads\/sites\/5\/2013\/12\/slwownsa-664x3741.jpg\" alt=\"\" \/><\/p>\n<p>Il 2013 \u00e8 stato un anno turbolento per la sicurezza online e per la privacy. Lo scandalo della NSA e le rivelazioni di Edward Snowden su Microsoft, Adobe, Twitter e molte altre aziende hanno dato agli utenti la sensazione che anche i software pi\u00f9 familiari non sono pi\u00f9 un ambiente cos\u00ec sicuro. Da qui la nascita di servizi alternativi che promettono maggiore sicurezza in fatto di privacy, come DuckDuckGo, un motore di ricerca anonimo che non immagazzina le informazioni sulle ricerche degli utenti, o servizi di posta elettroni criptati come CounterMail.<\/p>\n<p><strong>Dal 2013 il panorama della sicurezza online e della privacy \u00e8 cambiato e ci chiediamo, cosa ci riserver\u00e0 il 2014? <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>[Adattamento di un articolo originale di\u00a0<a href=\"https:\/\/plus.google.com\/106169343645665744231\/about?hl=es\">Sophie Notten<\/a> su <a href=\"http:\/\/nieuws.nl.softonic.com\/online-veiligheid-en-privacy-het-belangrijkste-nieuws-van-2013\">Softonic NL<\/a>]<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La sicurezza e la privacy sono stati due temi caldi nel 2013: scandali, attacchi informatici e vulnerabilit\u00e0 dei sistemi sono stati all&#8217;ordine del giorno. 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