{"id":804,"date":"2011-02-11T16:10:31","date_gmt":"2011-02-11T16:10:31","guid":{"rendered":"http:\/\/onsoftware.softonic.it\/?p=804"},"modified":"2024-03-08T02:20:11","modified_gmt":"2024-03-08T01:20:11","slug":"spiati-e-infelici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/cms-articles.softonic.io\/it\/spiati-e-infelici\/","title":{"rendered":"Spiati e infelici: una sporca storia di telefoni infedeli e privacy claudicante"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-830\" title=\"L'iPhone ti spia\" src=\"https:\/\/articles-img.sftcdn.net\/sft\/articles\/auto-mapping-folder\/sites\/4\/2011\/02\/iPhoneSpioneDEF-copy3.jpg\" alt=\"\" width=\"187\" height=\"115\" srcset=\"https:\/\/articles-img.sftcdn.net\/auto-mapping-folder\/sites\/4\/2011\/02\/iPhoneSpioneDEF-copy3.jpg 406w, https:\/\/articles-img.sftcdn.net\/auto-mapping-folder\/sites\/4\/2011\/02\/iPhoneSpioneDEF-copy3-300x185.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 187px) 100vw, 187px\" \/>Altro che <a title=\"Recensione su Softonic\" href=\"http:\/\/facebook.softonic.it\/applicazioni-web\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Facebook<\/a>, altro che <a title=\"Recensione su Softonic\" href=\"http:\/\/twitter.softonic.it\/applicazioni-web\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Twitter<\/a>, altro che social network: il peggior nemico della tua privacy \u00e8 sempre con te, annidato nella tua tasca, o che ti scruta dalla borsetta. \u00c8 il tuo amato, costoso smartphone. E <strong>in cima alla lista dei telefoni spioni ci sono il sexy iPhone e i tanti telefoni che ospitano Android<\/strong>.<\/p>\n<p>La questione, negli Usa, \u00e8 recentemente sfociata in una <a title=\"Leggi la notizia\" href=\"http:\/\/www.reuters.com\/article\/idUSTRE6BR1Y820101228\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">class action<\/a> contro la Apple. La denuncia non \u00e8 cosa da poco: si accusa l&#8217;azienda di Cupertino di vendere sul proprio App Store programmi che<strong> trasmettono dati personali dei clienti senza il loro consenso<\/strong>, silenziosamente. E dove andrebbero a finire, questi dati personali? Nei database di aziende che, a diversi titoli, si occupano di pubblicit\u00e0. Sgrunt.<!--more--><\/p>\n<h3>Come ci spiano<\/h3>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-1298\" title=\"computer webcam\" src=\"https:\/\/articles-img.sftcdn.net\/sft\/articles\/auto-mapping-folder\/sites\/4\/2011\/02\/1298565434_mycomputer.png\" alt=\"computer webcam\" width=\"128\" height=\"128\" \/>Ciascun iPhone \u00e8 dotato di un <strong>codice identificativo univoco<\/strong>, chiamato UDID (Unique Device ID). Le applicazioni che scarichi sul tuo iPhone possono accedere a tale codice, e possono trasmetterlo a server che nulla hanno a che vedere n\u00e9 con la Apple, n\u00e9 tantomeno con te. E questo succede con tante applicazioni.<\/p>\n<p>Qualcuno potrebbe dire: e allora? Qual \u00e8 il problema? Il problema \u00e8 che l&#8217;iPhone \u00e8 dotato di una gran quantit\u00e0 di ninnoli, tra cui un <strong>rilevatore di segnali GPS<\/strong>, che su di noi possono dire tante, tante altre cose. Ad esempio, avete presente tutte quelle applicazioni che, al primo lancio, vi chiedono l&#8217;autorizzazione a poter utilizzare la vostra posizione corrente? Bene: se le autorizzate, \u00e8 possibile che loro comunichino, assieme al vostro UDID, anche la vostra posizione. E grazie a un cookie che si installa nella directory dell&#8217;applicazione, pu\u00f2 anche darsi che continui a farlo per anni.<\/p>\n<h3>I biscotti (avvelenati) della nonna (cattiva)<\/h3>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-1299\" title=\"cookie\" src=\"https:\/\/articles-img.sftcdn.net\/sft\/articles\/auto-mapping-folder\/sites\/4\/2011\/02\/cookie.png\" alt=\"cookie\" width=\"128\" height=\"128\" \/>Alcune applicazioni infatti, come spiegato nel documentatissimo <a title=\"Leggi il white paper\" href=\"http:\/\/www.pskl.us\/wp\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/iPhone-Applications-Privacy-Issues.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">white paper<\/a> di Eric Smith (del <a title=\"PSKL\" href=\"http:\/\/www.pskl.us\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">PSKL<\/a>, organizzazione di primaria importanza votata alla sicurezza nel web), installano <strong>cookie di durata trentennale<\/strong> (sic!). Grazie al metodo di sincronizzazione tra computer e telefono su cui si basa la gestione delle applicazioni iPhone, in caso di update ad un nuovo modello di melafonino, il cookie si &#8220;trasmette&#8221; al nuovo apparecchio con la migrazione dell&#8217;applicazione, continuando cos\u00ec a trasmettere i dati dell&#8217;ignaro utente. Che poi saresti tu. Se vuoi sapere di pi\u00f9 su questi longevi e perniciosi biscotti, puoi leggere anche <a title=\"Leggi il reportage sulla privacy di theregister.co.uk\" href=\"http:\/\/www.theregister.co.uk\/2010\/10\/04\/iphone_privacy_report\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">questo bel post<\/a>.<\/p>\n<h3>L\u2019inchiesta del WSJ<\/h3>\n<p>Il rigoroso Wall Street Journal ha svolto un\u2019<a title=\"Leggi l'inchiesta del WSJ\" href=\"http:\/\/online.wsj.com\/article\/SB10001424052748704694004576020083703574602.html?mod=WSJ_hp_LEFTTopStories\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">inchiesta approfondita<\/a> sulla questione. In un ambiente tecnologico creato ad hoc, i giornalisti Scott Thurm e Yukari Iwatani Kane <strong>hanno testato 101 applicazioni scaricate dall&#8217;App Store<\/strong>. Con <a title=\"Leggi i risultati dell'inchiesta del WSJ\" href=\"http:\/\/blogs.wsj.com\/wtk-mobile\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">risultati molto chiari<\/a>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-1300\" title=\"icona pandora radio\" src=\"https:\/\/articles-img.sftcdn.net\/sft\/articles\/auto-mapping-folder\/sites\/4\/2011\/02\/pandora-icon-512.jpg\" alt=\"icona pandora radio\" width=\"94\" height=\"94\" srcset=\"https:\/\/articles-img.sftcdn.net\/auto-mapping-folder\/sites\/4\/2011\/02\/pandora-icon-512.jpg 512w, https:\/\/articles-img.sftcdn.net\/auto-mapping-folder\/sites\/4\/2011\/02\/pandora-icon-512-300x300.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 94px) 100vw, 94px\" \/>L&#8217;esempio pi\u00f9 eclatante \u00e8 la popolarissima applicazione <strong>Pandora<\/strong>, che fornisce agli utenti una sorta di radio personalizzata che indovina i gusti di ciascun ascoltatore partendo da un brano musicale da lui scelto, e gli propone quindi playlist adeguate. I giornalisti hanno verificato che il programma invia informazioni sull&#8217;utente a ben otto societ\u00e0: a sette di esse comunica la sua posizione esatta, a tre lo UDID, e a due anche alcuni dati personali, tra cui et\u00e0 e sesso.<\/p>\n<p>Le altre 100 applicazioni passate al setaccio non sono comunque state da meno: 56 di esse comunicano l&#8217;ID del telefono a compagnie terze senza il consenso dell&#8217;utente, e 47 inviano la sua posizione. Questi dati valgono molti soldi: <strong>si calcola che la pubblicit\u00e0 rivolta ad un target selezionato grazie a tali dati renda da due a cinque volte di pi\u00f9 della stessa pubblicit\u00e0 proposta ad un target generico<\/strong>. Non \u00e8 tutto: delle 101 applicazioni testate, 45 si sono rivelate del tutto sfornite di una policy sulla privacy: non ce n&#8217;era infatti traccia n\u00e9 all&#8217;interno dell&#8217;applicazione, nel sui siti web degli sviluppatori.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-1301 alignleft\" title=\"icona amazon iphone\" src=\"https:\/\/articles-img.sftcdn.net\/sft\/articles\/auto-mapping-folder\/sites\/4\/2011\/02\/amazon_app-300x300.png\" alt=\"icona amazon iphone\" width=\"94\" height=\"94\" \/><\/p>\n<p>Un&#8217;altra menzione speciale merita l&#8217;applicazione <strong>Amazon per iPhone<\/strong> che, assieme allo UDID, comunica alla casa-madre anche il vero nome dell&#8217;utente (in formato di testo semplice!), permettendo cos\u00ec l&#8217;accoppiamento di numero identificativo del telefono con il nome del proprietario. E per giunta questi dati, nudi come polli spennati, girano per la Rete, a disposizione di sgherri d\u2019ogni fatta.<\/p>\n<h3>Privacy un corno<\/h3>\n<p>Altre applicazioni, invece, raccolgono dati per la Rete e li condensano in schede, ad esempio <a title=\"Vai alla pagina ufficiale del programma\" href=\"http:\/\/www.beenverified.com\/iphone\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">BeenVerified<\/a>. <strong>Se vuoi informazioni su qualcuno basta digitare il suo nome<\/strong>, e in un istante avrai tutti i dati reperibili in rete su di lui. Ne parla un <a title=\"Leggi il post su iSource\" href=\"http:\/\/isource.com\/2010\/01\/22\/has-your-iphone-turned-into-big-brother-iphone-apps\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">post del blog iSource<\/a>, sottolineando come, anche in un caso simile, la questione privacy sia spinosa, e gli utilizzi possibili dei dati raccolti con tanta facilit\u00e0 possano essere i pi\u00f9 disparati.<\/p>\n<h3>E per difendersi?<\/h3>\n<p>Per chi possiede un iPhone jailbroken, un&#8217;opzione per parare qualche colpo \u00e8 il programma gratuito <strong>PrivaCy<\/strong>, che puoi procurarti tramite Cydia (screenshot presi da iSpazio.net). L&#8217;applicazione blocca la comunicazione delle applicazioni iPhone verso quattro importanti societ\u00e0 che raccolgono e commercializzano dati degli utenti: Flurry, Medialets, Mobclix e Pinch Media, quest&#8217;ultima una delle pi\u00f9 importanti del settore.<\/p>\n<p>Ognuno, in sostanza, potr\u00e0 scegliere a quali di queste compagnie far arrivare i propri dati e a quali no.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-819\" title=\"Screenshot di PrivaCy\" src=\"https:\/\/articles-img.sftcdn.net\/sft\/articles\/auto-mapping-folder\/sites\/4\/2011\/02\/ScreenshotUniti-copy.jpg\" alt=\"PrivaCy\" width=\"600\" height=\"285\" srcset=\"https:\/\/articles-img.sftcdn.net\/auto-mapping-folder\/sites\/4\/2011\/02\/ScreenshotUniti-copy.jpg 600w, https:\/\/articles-img.sftcdn.net\/auto-mapping-folder\/sites\/4\/2011\/02\/ScreenshotUniti-copy-300x142.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/p>\n<h3>Pinch Media<\/h3>\n<p>Proprio parlando di Pinch Media il discorso si fa particolarmente spinoso, perch\u00e9\u00a0 l&#8217;azienda vende agli sviluppatori di applicazioni per iPhone uno <a title=\"Approfondisci sul sito eidac.de\" href=\"http:\/\/www.eidac.de\/?p=109\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">strumento<\/a> (codice da inserire nei programmi) che comunica all\u2019azienda dati sull&#8217;uso che fai dell&#8217;applicazione. Un altro gingillo, dunque, quantomeno discutibile, considerato che agisce all&#8217;insaputa dell&#8217;utente. Per sapere qualcosa di pi\u00f9 su quest\u2019azienda puoi leggere l&#8217;esauriente articolo su <a title=\"Leggi l'articolo su readwriteweb.com\" href=\"http:\/\/www.readwriteweb.com\/archives\/dear_iphone_users_your_apps_are_spying_on_you.php\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">readwriteweb.com<\/a>.<\/p>\n<h3>E allora?<\/h3>\n<p>Che fare, dunque? I margini per difendersi sono risicati. Rimaniamo in attesa di sviluppi su questa importante class action americana, intanto. D&#8217;altronde l&#8217;unica arma efficace per difendersi dalle intrusioni nei fatti nostri, parrebbe, \u00e8 evitare di usare computer e smart phone. E non solo quelli. Oppure sperare che le ragioni dei consumatori prevalgano sulle lobby che su di essi lucrano, e che i governi agiscano di conseguenza. Il che, al momento, appare alquanto improbabile. O no?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Altro che Facebook, altro che Twitter, altro che social network: il peggior nemico della tua privacy \u00e8 sempre con te, annidato nella tua tasca, o che ti scruta dalla borsetta. \u00c8 il tuo amato, costoso smartphone. 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