Cos’è tutto questo brusìo su Yik Yak?

Con un nome come Yik Yak (e un yak come icona dell’applicazione), sarebbe difficile capire esattamente il motivo per cui l’applicazione sta creando problemi in tutti i campus universitari degli Stati Uniti.

In poche parole, Yik Yak sta alla comunità studentesca come Secret stava alla comunità tech: un modo per condividere anonimamente qualcosa con le persone della tua rete. La differenza con Yik Yak è che la rete è fisica, limitata a un raggio di circa 2 km dalla propria posizione.

Dopo aver guadagnato un’enorme popolarità dal suo debutto, avvenuto lo scorso anno, Yik Yak ha visto nascere applicazioni come FacebookSnapchat. Attualmente è una delle applicazioni top di social network dell’App Store e ha appena ottenuto altri 75 milioni di dollari di finanziamento. Ma, nonostante il suo successo, si trova anche in mezzo a molte polemiche.

Con l’anonimato arriva anche il tipico senso di libertà che fa pubblicare cose sprezzanti e dannose, proprio perché si può farla franca. Di conseguenza, Yik Yak sta ricevendo poca copertura mediatica perché viene vista come un’app che incoraggia il bullismo nelle scuole superiori e fra gli studenti universitari.

Ancora una volta, sembra che un’app social stia ridefinendo l’esperienza scolastica (pensa a com’era la vita prima di Facebook), ma non starà facendo più male che bene? Diamo uno sguardo più da vicino a Yik Yak per scoprire se, come Facebook, può sopravvivere fuori dai campus.

Che cos’è Yik Yak?

Potremmo definirlo una combinazione di SecretWhisperTwitter. Yik Yak, infatti, è un social network anonimo che ti consente di postare aggiornamenti in un news feed in stile Twitter, che saranno letti dalle persone che si trovano entro un raggio di 2 km. Gli sviluppatori Tyler Droll e Brooks Buffington la chiamano una “bacheca virtuale” per i campus universitari, ma sperano che finirà per trasformarsi in una fonte di notizie locali.

Come funziona?

L’applicazione è semplice. Non è necessario alcun login o registrazione. Basta scaricare l’app e avrai accesso ai post scritti nel raggio di circa 2 km. Paragonabile a Reddit, i messaggi possono essere votati positivamente o negativamente: nel primo caso otterranno più visibilità, mentre nel secondo caso possono anche essere rimossi dall’app. Puoi anche commentare anonimamente i post. Come avviene per Twitter, i messaggi sono limitati a 200 caratteri. Tuttavia, a differenza di Twitter, scadono dopo 100 giorni.

Sebbene tu possa vedere solo gli “Yak” delle persone nelle tue vicinanze, esiste una sezione Featured posts con i trending topic, una sezione Top Yaks per i post più popolari e una sezione chiamata Peek Near, che ti consente di scoprire cosa sta succedendo nelle università degli Stati Uniti, senza però la possibilità di commentare.

Perché è così popolare?

Come Facebook e Snapchat, Yik Yak ha trovato un gran seguito tra gli studenti delle scuole superiori e delle università, il sigillo di approvazione implicito per un’applicazione sociale. I ragazzi lo vedono come un modo per condividere anonimamente cosa sta accadendo nei campus e, poiché è legato al posto in cui ti trovi in quel momento, finiscono per contribuire ad una rete molto locale. Più che un luogo in cui rivelare qualche grande segreto a un gruppo di sconosciuti, Yik Yak è una sorta di cassa di risonanza per sfogare la propria frustrazione su cose che le persone intorno a te potrebbe capire.

Con poca promozione, gli sviluppatori hanno affermato di aver preso di mira gli utenti più importanti dei campus per aiutare a diffondere e promuovere l’applicazione. Ha funzionato.

Perché tante polemiche?

L’anonimato è la fortuna e la sfortuna di quest’app. Chiaro e semplice: i ragazzi possono essere meschini. Quella che dovrebbe essere una bacheca virtuale si è trasformata in un centro pubblico per bullismo, fanatismo e minacce di bombe. I ragazzi del liceo sono specialmente colpevoli di usare l’applicazione per fare del male invece che del bene.

Immagina questa situazione: uno studente anonimo pubblica un commento offensivo su un altro studente. Indicandone il nome, che la cosa sia vera o no, tutta la scuola conosce il pettegolezzo. Tuttavia, nessuno si prende la colpa, perché il commento è anonimo. E questo ovviamente è un fatto già successo in innumerevoli scuole di tutto il paese.

Molto più dannose sono le minacce anonime inviate via Yik Yak, che hanno costretto alcune scuole a chiudere, in attesa di indagini sulla loro legittimità. Mentre finora non c’è stato alcun merito per la maggior parte di queste minacce, ci sono state ripercussioni reali sugli studenti coinvolti.

Gli sviluppatori cosa stanno facendo per controllare la situazione?

Le minacce e il bullismo non sono chiaramente lo scopo che gli sviluppatori Droll e Buffington avevano per l’applicazione e stanno lavorato duramente per alleviare alcune delle tensioni che ha causato nelle scuole.

In termini di minacce, Droll e Buffington hanno collaborato con le autorità, come nel caso di una minaccia fatta all’Università di Albany, SUNY, per identificare gli studenti coinvolti.

Si tratta per lo più di ragazzi che spifferano cose sulle lezioni o gli esami, che fanno scherzi stupidi o pubblicano confessioni da ubriachi.

Stanno, inoltre, lavorando per tenere Yik Yak fuori dalle scuole superiori. Hanno implementato il geo-fencing per evitare che si abbia accesso all’applicazione dagli istituti. Ciò significa che, se sei nei paraggi di una scuola, non puoi pubblicare nulla né vedere i feed. Molto è stato fatto volontariamente da Droll e Buffington dopo aver sentito le notizie di bullismo e di minacce. Inoltre, con l’aiuto di Maponics, che aveva già tracciato l’85% dei licei negli Stati Uniti, sono stati in grado di implementare rapidamente il geo-fencing in molte scuole in tutto il paese.

Infine, c’è anche la politica interna di Droll e Buffington secondo cui i messaggi offensivi vengono votati negativamente e successivamente rimossi dal feed, anche se non è ancora chiaro quanti voti servono. C’è anche la possibilità di contrassegnare yak inappropriati.

Qual è il futuro di Yik Yak

Come Facebook, Yik Yak sta ottenendo la sua parte di successo, puntando in primo luogo sugli studenti universitari, nella speranza di espandersi oltre i campus universitari. Droll e Buffington sono stati chiari sul fatto che vedono Yik Yak più come una “fonte di notizie locali” piuttosto che una semplice cassa di risonanza per liceali angosciate e ragazzi ubriachi. Per ora, però, i ragazzi del college ubriachi sono ancora il loro target di mercato.

È difficile prevedere se Yik Yak potrebbe avere un futuro al di fuori delle scuole superiori, soprattutto se si guarda il tipo di cose che vengono pubblicate: si tratta per lo più di ragazzi che spifferano cose sulle lezioni o gli esami, che fanno scherzi stupidi o pubblicano confessioni da ubriachi. Ovviamente, non è né così pericolosa né così utile. La domanda è: ti interessano di più le lamentele di sconosciuti in metropolitana o cosa fanno le persone sedute accanto a te nel campus? Il senso di comunità locale sembra essere la caratteristica più importante di Yik Yak (insieme all’anonimato) e potrebbe essere difficile da ricreare nel mondo reale.

Chissà se a qualcuno interessa davvero.

Per quanto riguarda la fonte di notizie locali, il limite di 2 km potrebbe essere uno svantaggio, una volta che l’app dovesse uscire dai campus. Potrai ottenere solo le notizie di un’area specifica e, a essere onesti, Twitter e le app di messaggistica come WhatsApp hanno già coperto questo aspetto.

L’anonimato di Yik Yak è sia un punto di forza che una potenziale minaccia. In questo momento, l’applicazione sta ancora creando molte polemiche a causa dell’apparente attrazione di condividere pensieri scorretti con persone che potrebbero in realtà sapere di cosa stai parlando. Oltre a ciò, come abbiamo visto con Secret e Whisper, una volta che arriva nel mondo reale, potrebbe diventare noioso. Chissà se a qualcuno interessa davvero.

Facebook ha iniziato nello stesso modo e guarda dov’è ora. Ci sono molti che sperano che l’app sia solo una moda passeggera. Solo il tempo lo dirà.

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Articolo originale di Zuzanna Blaszklewicz su Softonic EN

Le migliori app per i podcast su iOS e Android

Dopo il successo di Serial, sarai stato probabilmente colto da una strana smania di trovare una buona app per podcast per non perderti neanche un episodio. Che tu sia un appassionato ascoltatore di podcast in cerca di una soluzione per gestire i tuoi contenuti audio, un neofita oppure un utente interessato a scoprire podcast nuovi e interessanti, hai a disposizione una miriade di buoni prodotti disponibili sia per iOS che Android, che ti consentiranno di sfruttare al meglio quella che, probabilmente, sarà destinata a diventare la tua nuova ossessione.

L’app per i podcast in dotazione su iPhone è discreta, tuttavia le opzioni di personalizzazione o le funzionalità avanzate disponibili sono piuttosto ridotte. Sebbene nella maggior parte dei casi le app per podcast presentino le stesse funzionalità standard, alcune risultano più utili delle altre per supportarti in ricerca, gestione e riproduzione dei podcast.

In questo articolo ti presenteremo le migliori app dedicate ai podcast per iOS e Android.

A pagamento

Overcast (iOS) – $4.99

Nell’universo delle podcast app, Overcast è uno dei prodotti più semplici ma di migliore qualità disponibili sul mercato, in parte grazie all’interfaccia molto pulita che la caratterizza. Il funzionamento dell’app è molto semplice e trovare nuovi podcast o podcast correlati è un gioco da ragazzi.

Avrai la possibilità di collegare il tuo account Twitter per ricevere suggerimenti da coloro che segui. Inoltre, potrai usufruire di uno Starter Kit, che consiste in un gruppo di podcast raggruppati in diverse categorie, nel caso in cui tu non abbia mai usato prima i podcast e non sappia bene come muoverti.

Sebbene il download sia gratuito, per attivare le funzionalità premium, ossia il fulcro dell’app, dovrai pagare $4.99. Queste comprendono i download su smartphone, playlist illimitate, un timer di arresto e il controllo della velocità di riproduzione con una qualità del suono eccezionale, una delle migliori funzionalità dell’app, che supera molte delle app elencate in questo articolo.

Scarica Overcast per iOS

Pocket Casts (iOS e Android) – $3.99

Pocket Casts è molto amata dagli utenti. Come Overcast, è semplice, intuitiva e presenta un’interfaccia eccellente che rende l’esperienza quasi nativa su iOS e Android. Fluidità è la parola chiave di quest’app: è possibile impostare download automatici, ad esempio, in presenza di connessione Wi-Fi, così come la quantità di podcast da conservare, la sincronizzazione tra dispositivi Android e iOS, grazie al supporto sia di Airplay che di Chromecast.

Inoltre, è possibile personalizzare la velocità di riproduzione (da 0.5x a 3x) e selezionare un timeframe personalizzato per andare avanti o tornare indietro. I filtri personalizzati semplificano lo scorrimento degli episodi non ancora riprodotti e ti consentono di creare categorie personali.

Gli utenti iOS hanno anche la possibilità di controllare la riproduzione dei podcast dal Control Center e dalla schermata di blocco, mentre quelli di Android possono usufruire di un pratico widget.

Scarica Pocket Casts per iOSAndroid

Downcast (iOS) – $2.99

Sebbene non sia graficamente accattivante come Overcast e Pocket Casts, Downcast rappresenta comunque una valida alternativa per l’ascolto di podcast sul tuo dispositivo iOS.

La barra degli strumenti inferiore risulterà familiare agli utenti dell’iPhone, poiché semplifica notevolmente la navigazione. Oltre alle caratteristiche standard disponibili anche nelle altre app, come il controllo della velocità di riproduzione e il download automatico, con quest’app avrai anche la possibilità di rinominare i podcast e di gestirli facilmente.

Un enorme punto a favore è la desktop app per Mac che consente di sincronizzare i tuoi podcast mediante iCloud.

Scarica Downcast per iOS

DoggCatcher (Android) – $2.99

DoggCatcher è una delle podcast app per Android più solide disponibili sul mercato. Avrai la possibilità di gestire sia podcast che news feed in un’unica app. Offre una miriade di opzioni per facilitare la ricerca di podcast, tra cui il supporto di feed RSS e di directory di podcast.

All’interno dell’app sono disponibili sezioni separate per i feed, i contenuti audio e video e le news, in modo da semplificare la gestione dei podcast. Inoltre, DoggCatcher memorizza anche l’ubicazione dei tuoi file in modo da non obbligarti di tornare continuamente al tuo podcast.

Una caratteristica unica di DoggCatcher è una community di utenti molto attiva, che tiene impegnati gli sviluppatori a elaborare costantemente ottimizzazioni dell’app.

Se desideri avere un piccolo assaggio di DoggCatcher prima di immergerti nella versione completa, puoi scaricare quella lite.

Scarica DoggCatcher per Android

Gratuite

Instacast (iOS)

Instacast è un’app piuttosto basilare ma che risulta molto utile per iOS. Simile a Overcast, è caratterizzata da un’interfaccia utente molto piacevole con un ottimo lettore multimediale che, tuttavia, non offre molte opzioni. La versione 5.0 è stata completamente ridisegnata ed è stata inserita la funzione di playlist dinamica, che ti consente di mettere in coda gli episodi da riprodurre uno di seguito all’altro.

Facendo clic per aggiungere un podcast, vedrai quelli più popolari. Sono disponibili sezioni per autori, generi e l’opzione di lanciare una ricerca di un argomento specifico. Inoltre, la funzione di ricerca supporta fino a 18 lingue.

L’app è gratuita, tuttavia alcune funzioni avanzate sono a pagamento, come la Night Mode (testo bianco su sfondo nero) e la ricerca di podcast tramite parole chiave.

Avrai anche la possibilità di scaricare l’app Instacast per Mac per sincronizzare i contenuti del tuo desktop, eseguendo l’accesso mediante un account Instacast Cloud.

Scarica Instacast per iOS

Podcast Addict (Android)

Podcast Addict può essere considerata la versione gratuita di DoggCatcher, un’app per Android per la gestione dei tuoi podcast robusta e piena di funzionalità.

Le opzioni di personalizzazione di Podcast Addict sono particolarmente degne di nota: avrai la possibilità di modificare i temi, personalizzare i widget e i singoli podcast, così come di modificare le modalità di visualizzazione, in elenco o a griglia. Potrai modificare i tuoi podcast audio e video e integrarli nei feed RSS e pubblicarli nei canali Youtube offerti dall’app. Inoltre, potrai utilizzare l’app come lettore multimediale predefinito sul tuo Android, rendendolo un punto di gestione unificato per i contenuti audiovisivi.

Oltre a quelle descritte, Podcast Addict presenta anche tutte le funzionalità standard: il controllo della velocità di riproduzione, un timer di arresto e un widget completamente personalizzabile.

Podcast Addict è integrato con Android Wear e supporta Chromecast.

Scarica Podcast Addict per Android

Stitcher Radio (iOS e Android)

Stitcher è in grado di riunire in un’unica app canali radio e podcast, dunque risulta davvero utile quando si tratta di trovare e gestire tutti i contenuti audio da una sola app.

Una delle migliori funzionalità è la cosiddetta Front Page, che può essere filtrata in base a titoli, nuovi contenuti nelle tue playlist o suggerimenti, per visualizzare così i nuovi contenuti più rilevanti all’apertura dell’app. Facendo click su un file audio da Front Page, viene attivata la riproduzione continua e l’app passa automaticamente alla riproduzione del file successivo. Avrai la possibilità di condividere il file audio, di commentarlo se accedi a Facebook oppure di salvarlo per ascoltarlo in seguito. Inoltre, è disponibile anche una funzionalità di suggerimento che ti mostra quello che stanno ascoltando gli altri utenti.

La barra inferiore in Stitcher mostra i podcast Now Playing, in riproduzione, e ti consente di metterli in pausa o arrestarli rapidamente, mentre stai navigando all’interno dell’app. L’interfaccia non è straordinaria, ma offre alcune opzioni che semplificano la navigazione.

Nel complesso, Stitcher è davvero un’ottima app se non vuoi limitarti soltanto all’ascolto di podcast.

Scarica Stitcher Radio per: iOSAndroid

TuneIn Radio (iOS e Android) Free

Forse non è la prima funzione che ti verrebbe di cercare d’immediato quando utilizzi TuneIn, ciò nonostante quest’app gratuita per iOS e Android presenta una sezione dedicata ai top podcast e una funzione di ricerca che ti consentirà di trovarli. Inoltre, puoi seguire i podcast affinché vengano visualizzati nel tuo profilo. Da qui potrai accedere agli episodi e questo è quanto.

Se ascolti molti podcast, quest’app non è la soluzione ideale perché non è ottimizzata per la gestione dei podcast né per la categorizzazione di diverse tipologie di contenuto; tuttavia, l’app è molto facile da usare e, inoltre, se ascolti la radio molto spesso e ti diletti occasionalmente con i podcast (oppure se non ti va di scaricare una podcast app separata), TuneIn Radio ti consente di scaricare i podcast che ti interessano.

Scarica TuneIn Radio per: iOS Android

Che tu sia un neofita dei podcast o un veterano stagionato che sta cercando un modo più efficiente per la gestione dei contenuti, sono sicura che troverai quello che fa al caso tuo tra le app contenute in questa lista.

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Articolo tradotto dall’inglese. Seguimi su Twitter: @suzieblaszQwicz

Facebook at Work: dovrebbe il social network arrendersi finché può permetterselo?

Ogni volta che Facebook lancia una nuova applicazione, un prodotto o un servizio, io sospiro. Da quando il suo fondatore si è laureato, Facebook ne ha fatta di strada, ma Zuckerberg non ha mai rinunciato alla speranza che Facebook diventasse onnipresente nel campo della comunicazione. Per avere il controllo del mercato, la società è anche ricorsa all’acquisto di alcuni dei più grandi nomi della comunicazione (WhatsAppInstagram). Ma da un progetto all’altro, Facebook continua a deludere, soprattutto quando si tratta di aggiungere nuovi prodotti o servizi. Quando smetterà? Non sembra che sarà a breve.

La sua prossima impresa è Facebook at Work, una soluzione all-in-one per il problema della produttività sul posto di lavoro. Ci riuscirà? Dati i maldestri tentativi di Facebook di ricreare delle applicazioni già popolari, io non sono molto fiduciosa. Guarda tu stesso.

Facebook Deals (aprile 2011 – agosto 2012)

Il poco conosciuto Facebook Deals è apparso in sole 5 città degli Stati Uniti come un tentativo di competere contro Groupon e Living Social, fornendo buoni e offerte per le imprese locali. Se ti stai chiedendo perché non è mai arrivato nella tua città, è perché il progetto è stato chiuso appena 4 mesi dopo il suo lancio.

Livello di successo: FIASCO

Messenger (agosto 2011-oggi)

Messenger è stata la prima app della serie, comparsa nell’agosto del 2011. Si presentava come un’applicazione a sé stante volta a ottimizzare l’esperienza di messaggistica di Facebook. Nel luglio del 2014, Facebook ha rimosso completamente Messenger dalla sua applicazione per cellulare, costringendo gli utenti a scaricarlo separatamente (e facendone arrabbiare molti). Dal mese di novembre, Facebook ha fatto una piccola marcia indietro consentendo, ancora una volta, l’accesso a Messenger dall’app Android di Facebook. Nel corso degli anni, Messenger ha guadagnato abbastanza funzionalità per essere considerata un’app di messaggistica, con la possibilità di effettuare chiamate vocali, video chat e condividere foto e video.

Classifica in Google Play: #1 nella categoria Communication, #2 complessivo negli Stati Uniti.

Classifica nell’App Store: #1 nella categoria US Social Networking, #4 complessivo negli Stati Uniti.

Livello di successo: ALTO

Camera (maggio 2012- maggio 2014)

Se non hai mai sentito parlare di Facebook Camera, non sei l’unico. L’applicazione è stata lanciata per iPhone nel maggio del 2012 come un concorrente di Instagram (che, curiosamente, Facebook aveva appena acquistato). Faceva, fondamentalmente, la stessa cosa di Instagram: photo feed con la possibilità di mettere Mi piace e commentare, taggare una persona, aggiungere una posizione o dei filtri. La grande pecca è che non prevedeva alcuna funzione di scoperta, consentendoti di visualizzare solo le foto dei tuoi amici, rendendolo in sostanza un Instagram minore. La sua scomparsa, a maggio del 2014, ha fatto poco scalpore, ma alcune delle sue caratteristiche simboliche, come il selettore d’immagine, sono state integrate nell’applicazione mobile di Facebook.

Classifica nell’App Store, Maggio 2014: #304 nella categoria Photo and Video negli Stati Uniti.

Livello di successo: FIASCO

Facebook Pages Manager (maggio 2012-oggi)

Se gestisci delle pagine di Facebook, c’è un’applicazione per farlo. Facebook Pages Manager è un’app separata che ti consente di gestire le pagine di Facebook. È un po’ un’applicazione di nicchia, in quanto non tutti sono amministratori, ma è ancora in giro e utile se hai bisogno di gestire una pagina dal cellulare.

Classifica in Google Play: #2 nella sezione Business negli Stati Uniti, #498 complessivo negli Stati Uniti.

Classifica nell’App Store: #6 nella sezione Business negli Stati Uniti, #358 complessivo negli Stati Uniti.

Livello di successo: MODERATO

Poke (dicembre 2012- maggio 2014)

Il Poke è diventato un’applicazione stand-alone nel 2012. Quello che era iniziato come uno scherzo (e ha continuato ad esserlo), è diventato il primo tentativo di concorrenza diretta contro Snapchat, che ti permette di inviare immagini, video e messaggi che si autodistruggono ai tuoi amici di Facebook. Ahimè, Poke non si è rivelato un vero concorrente di Snapchat ed è rimasto in giro più a lungo del previsto nell’App Store fino a quando è stato rimosso, insieme con Facebook Camera, a maggio 2014.

Classifica nell’App Store, Maggio 2014: #469 nella categoria Social Networking negli Stati Uniti.

Livello di successo: FIASCO

Home (aprile 2013-oggi)

Quasi come un Launcher di Android, nel mese di aprile 2013, Facebook ha pubblicato Home per HTC e i dispositivi Samsung, offrendoti il Facebook News Feed nella schermata iniziale del tuo dispositivo Android. Fondamentalmente, è stato progettato per gli utenti più affezionati di Facebook, con Chat Heads come uno dei punti forti dell’app. Il concetto non era del tutto chiaro e, sebbene sia ancora in giro, non è stato aggiunto alcun supporto per altri dispositivi Android e nessun aggiornamento dal 2013. Sembra che Facebook lo abbia abbandonato.

Classifica in Google Play: #229 negli Stati Uniti nella categoria Social Apps.

Livello di successo: BASSO

Paper (gennaio 2014-oggi)

Una volta che Facebook ha capito quante persone leggevano le notizie attraverso il social network, la società ha lanciato un’app propria chiamata Paper. L’app, disponibile da gennaio 2014 per iPhone ed esclusivamente negli Stati Uniti, mescola le storie del tuo news feed e di altre categorie di tua scelta per offrirti un’esperienza più personalizzata. L’applicazione in sé è perfettamente funzionante, con opzioni di scorrimento che semplificano l’esperienza, ma non è ancora in grado di competere con la semplicità e la facilità d’uso di altri aggregatori di notizie come FeedlyFlipboard. Sebbene sia ancora in giro, l’applicazione è rimasta stagnante sin dal suo lancio, un anno fa. Dato che non vi è alcuna notizia su un suo possibile lancio internazionale o per Android, non sarei sorpreso se facesse la stessa fine delle altre.

Classifica nell’App Store: #31 nella categoria News negli Stati Uniti.

Livello di successo: MODERATO

Mentions (luglio 2014-oggi)

A meno che tu non sia una celebrità o un atleta famoso, probabilmente non conoscerai Mentions. Si tratta di un’app disponibile solo per iOS, realizzata appositamente per i personaggi pubblici verificati e che consente loro di vedere quello che i fan dicono e di unirsi alla conversazione. Non posso garantire sulla sua utilità perché, purtroppo, io non sono un personaggio pubblico, ma se nel tuo News Feed parli di una celebrità e questa ti risponde, ciò significa che probabilmente usa l’applicazione. Pensa all’app come alle menzioni di Twitter per Facebook. Poiché è stata lanciata solo nel mese di luglio negli Stati Uniti, se è utile o meno si deve ancora vedere.

Classifica nell’App Store: #184 nella categoria Social Networking negli Stati Uniti.

Livello di successo: MODERATO

Slingshot (giugno 2014-)

Il secondo tentativo di Facebook di competere contro Snapchat (o il terzo, se si considera l’offerta di acquisto di Snapchat) è arrivato a giugno 2014 sotto forma di Slingshot per AndroidiOS. Proprio come Poke, Slingshot ti consente di condividere dei messaggi che si autodistruggono. La sua novità sta nella reciprocità. Per aprire un messaggio devi prima inviarne un altro, presumibilmente per incentivare la condivisione. O no.

Dal suo lancio, Slingshot ha rimosso l’obbligo di condividere per sbloccare e, sebbene sia un’alternativa a Snapchat bella e che funziona correttamente, i numeri dimostrano che non può comunque competere.

Classifica in Google Play: #317 negli Stati Uniti nella categoria Social Apps.

Classifica nell’App Store: #522 nella categoria Social Networking negli Stati Uniti.

Livello di successo: BASSO

Rooms (ottobre 2014-oggi)

Rooms è il tentativo di Facebook di ricreare le chat room del passato, consentendoti di usare un’identità ambigua per conversare nelle varie camere e sui diversi argomenti accessibili solo tramite i codici QR. Il contributo è in gran parte basato sulle immagini e la chat è piuttosto limitata. Personalmente, io non sono una grande fan dell’applicazione. È stato detto che Facebook ha visto un’opportunità nel mercato con il successo di Yik Yak, l’app di notizie anonime che ha seminato tempesta nei campus universitari, ma non si è saputo molto dopo il lancio.

Classifica nell’App Store: #273 nella categoria Social Networking negli Stati Uniti.

Livello di successo: BASSO

Groups (novembre 2014-)

L’ultima aggiunta di Facebook al mondo delle app è Groups, un’applicazione a sé stante che ti consente di gestire i gruppi di Facebook per creare uno spazio privato di condivisione con la famiglia e gli amici, quasi come il News Feed. L’applicazione sembra abbastanza bella, ma se le persone utilizzano i gruppi abbastanza da giustificare un’applicazione separata (o da volerne una) è un’altra questione. Finora, sta andando bene, ma ancora non abbiamo un giudizio definitivo.

Classifica in Google Play: #33 nella categoria US Social, #469 complessivo negli Stati Uniti.

Classifica nell’App Store: # 20 nella categoria US Social, #167 complessivo negli Stati Uniti.

Livello di successo: MODERATO (finora)

Facebook at Work (gennaio 2015)

Non tanto un’app, bensì una nuova esperienza di Facebook. La società sta progettando di lanciare Facebook at Work all’inizio del prossimo anno. Con quest’app, l’azienda spera di creare una sorta di spazio di lavoro per connettere in tempo reale i colleghi sui vari progetti, senza doversi preoccupare delle distrazioni dovute a video di gatti o alle foto delle vacanze. È come una combinazione di LinkedInGoogle Drive che mira a rendere la collaborazione sul posto di lavoro più facile, ma anche un luogo per fare nuovi contatti. Il suo  potenziale è stato anche comparato con quello di Outlook di Microsoft e Lync.

Livello di successo: STAREMO A VEDERE

Sì, meglio smettere finché è ancora in vetta

Qualcuna la usi, di altre potresti averne sentito parlare, mentre alcune sono scomparse nell’oscurità, ma non si può negare un filo conduttore: le app di Facebook non sono altro che un tentativo di ricreare delle applicazioni già di successo che non riusciva ad acquistare.

Facebook at Work non sembra molto diverso. La chiave potenziale del suo successo, presumibilmente, potrebbe essere una fusione, in un luogo enorme, di tutti i servizi per la produttività (LinkedIn, Google Drive, Outlook e Lync), un approccio che potrebbe effettivamente apportare un valore aggiunto, invece di saturare ulteriormente un mercato già pieno. Dovremo aspettare fino al prossimo anno per vedere come funziona, ma conoscendo la sua storia, non morirò d’ansia nell’attesa.

Spezzerei una lancia a favore di Facebook: prova e riprova più e più volte, forse perché, quando si hanno abbastanza soldi, il fallimento è un’opzione plausibile.

[Adattamento di un articolo originale di Suzie Blaszkiewicz su Softonic EN]

Le migliori app del 2014 per viaggi e trasporti

Con la fine dell’anno, i nostri redattori di Softonic hanno deciso di passare in rassegna alcune delle migliori applicazioni del 2014 per la serie Le migliori applicazioni dell’anno. Il nostro gruppo di esperti ha discusso a lungo sulle migliori app per mobile di quest’anno, dividendole in 8 diverse categorie e, dopo il voto, sono state scelte le prime 5 app di ogni categoria.

Quando si tratta di viaggi e trasporti, una cosa è chiara: la gente preferisce la convenienza. I nostri redattori hanno cercato di ridurre la loro lunga lista di app preferite per questa categoria tenendo presente quest’importante dato. Sono state considerate non solo le app rilasciate nel 2014, ma anche quelle che hanno ricevuto degli enormi aggiornamenti quest’anno o che hanno avuto delle grande novità per un motivo o un altro.

Alla fine della giornata, è stata scelta un’app come la migliore del 2014 per viaggiare e muoversi: CityMapper. Continua a leggere per capire il perché e vedere le altre 4 applicazioni che hanno completato la nostra lista delle 5 app top per muoversi e viaggiare del 2014.

CityMapper

L’app proveniente da Londra, completamente integrata con il trasporto pubblico, ha avuto un grande successo quest’anno, vincendo il Best Overall Mobile App nel Mobile World Congress di febbraio. E per una ragione valida. L’applicazione fornisce un’esperienza quasi impeccabile per i mezzi pubblici, offrendo diverse opzioni per andare dal punto A al punto B, con aggiornamenti in tempo reale utilizzando i dati forniti dai data center del trasporto pubblico di ogni città. Una volta che hai cominciato ad usarla, è quasi impossibile immaginare la tua vita senza questa app.

CityMapper ha aggiunto oltre 10 nuove città all’applicazione proprio quest’anno. L’elenco completo delle città include ora San Francisco Bay, Boston, New York, Washington DC, Chicago, Londra, Barcellona, Madrid, Milano, Parigi, Roma, Berlino, Città del Messico e Tokyo. Il modo con cui CityMapper sceglie le città non è arbitrario, poiché gli utenti hanno la possibilità di votare per la città che vogliono vedere all’interno della app. Se vuoi vedere la tua città su CityMapper, puoi votarla sul loro sito web.

Scarica CityMapper per Android | iOS

Maps.ME

Riportando la tradizione delle vecchia mappe cartacee su smartphone, Maps.ME è uno dei concorrenti top per la nostra classifica di quest’anno. Le sue mappe offline scaricabili hanno avuto un grande successo, con gli utenti impazziti grazie alla possibilità di attraversare città sconosciute senza dover contare su WiFi o sul costoso uso dei dati. Ciò che risalta maggiormente rispetto ad altre app di mappe offline non è solo il numero di mappe disponibili (ovunque nel mondo), ma anche la sua velocità e i dettagli.

Scarica Maps.ME per AndroidBlackberryiOS

Google Maps

Il vecchio classico Google Maps si è fatto un enorme lifting per mobile quest’anno sia per la versione iOS che Android, aggiungendo tantissime nuove funzionalità. È stato aggiunto il pulsante Esplora in stile Yelp e Foursqaure, mostrando diversi luoghi nella tua zona per mangiare, bere e svagarsi. Ha inoltre integrato applicazioni come Open Table per consentire di effettuare una prenotazione e Uber, per chiamare un taxi, direttamente all’interno dell’app, rendendo Google Maps più robusto che mai.

Scarica Google Maps per AndroidiOS

Uber

L’app di taxi personale si è espansa molto quest’anno. Con una presenza in oltre 100 città di più di 40 paesi, Uber quest’anno è diventata quasi sinonimo della parola “taxi”. Pubblicizzata come la “alternativa conveniente” ai taxi con licenza, Uber è anche stata al centro delle polemiche per l’impennata dei prezzi, per causare la perdita del posto di lavoro dei tassisti regolari e per la mancanza di una regolamentazione nelle città dove Uber sta ancora combattendo “il sistema”. Indipendentemente da ciò, l’applicazione quest’anno ha continuato lungo la sua strada verso il successo, facendo miglioramenti come l’aggiornamento dell’interfaccia e una nuova funzionalità denominata UberPool per carpooling.

Scarica Uber per Android iOS |Windows Phone

Airbnb

Proprio come Uber, Airbnb ha fatto molto parlare di sé quest’anno per un paio di motivi. Il servizio di prenotazione di viaggi, che consente a dei privati di affittare appartamenti o case ai viaggiatori in cerca di avventure, ha ottenuto un sacco di critiche in varie città per aggirare le leggi fiscali. Con la crescita che il servizio ha avuto quest’anno anche la sua importanza nei notiziari è aumentata. L’applicazione ha ottenuto una nuova riprogettazione con un nuovo logo del marchio, un altro punto al centro dell’attenzione dei media. Nonostante tutto il ronzio, l’applicazione e il servizio sono stati aggiornati per renderlo più user-friendlypiù sicuro per gli affittuari e gli ospiti, compresi gli ID verificati, sia online che offline, e la verifica delle email anonime.

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L’immediatezza è la chiave per il 2015

Convenienza e immediatezza sono la chiave del successo per una app di viaggi o di trasporti. La gente vuole qualcosa che sia facile da usare, senza dover preoccuparsi troppo e lo vuole adesso. Vuoi un taxi? Chiamane uno con Uber. Vuoi tornare a casa? Arrivaci ancora più facilmente con CityMapper. Per entrambe le applicazioni, tutto quello che devi fare è premere un pulsante per arrivare là dove devi andare.

Le app per viaggiare e per muoversi che nel 2015 saranno in grado di competere con quelle in questo elenco dovranno saper offrire un servizio a dir poco straordinario e immediato, che pensi non solo ad ogni alternativa, ma che possa portarti lì dove vuoi nel più breve tempo possibile.

Scopri il resto della nostra serie Le migliori app del 2014

Articolo originale in inglese. Seguimi su Twitter: @suzieblaszQwicz