iOS 7: le app di terze parti e la nuova interfaccia

Le app per iOS si stanno pian piano aggiornando (con qualche polemica!) per adattarsi ai cambiamenti grafici che iOS 7 porta con sé. E alcuni produttori di applicazioni hanno approfittato per introdurre anche cambiamenti sostanziali.

Il nuovo design di iOS 7 non è una novità circoscritta, ma coinvolge anche gli sviluppatori, che devono adattare le loro app alla nuova cornice grafica. E di conseguenza, l’utente finale si trova a maneggiare app che improvvisamente hanno cambiato aspetto.

Ne abbiamo analizzate 6 tra le più importanti, e abbiamo messo a confronto vecchie e nuove versioni per vedere se la rivoluzione minimal imposta dalla Apple sta dando buoni frutti o no.

Facebook

L’app social per antonomasia si è subito adattata al nuovo aspetto di iOS. Ha eliminato le sfumature di colore e ha modificato leggermente alcune icone, semplificandole e rendendole un po’ più spigolose.

Facebook comparison

Le funzioni più comuni non sono più nascoste nel menu di sinistra (che si richiamava con il tasto apposito o con un movimento del dito da sinistra a destra sullo schermo), ma sempre visibili. Oltre alle consuete richieste di amicizia, messaggi e notifiche, adesso hai sempre sottomano anche il menu di ricerca (che ha assunto una posizione predominante, in alto a sinistra) il newsfeed e i link per modificare lo status, pubblicare una foto o fare un check in.

Il menu con gli altri tool si è spostato dall’angolo superiore sinistro a quello inferiore destro, ed offre ora uno sfondo bianchissimo.

Graficamente, quindi, Facebook si adatta perfettamente ad iOS 7. L’usabilità è sotto osservazione, perché i nuovi menu in bella vista tolgono un po’ di spazio al contenuto. A livello di prestazioni, abbiamo notato tempi piuttosto lunghi di avvio, ma l’app aggiornata sembra un po’ più stabile della precedente versione. Ed è una fortuna, perché le performance di Facebook per iOS erano sempre state mediocri.

Evernote

Il sultano di tutti i taccuini digitali ha approfittato dell’avvento di iOS 7 per cambiare profondamente. E, aggiungerei, decisamente in meglio.

L’app non era facilissima da navigare. Non che fosse eccessivamente complicata, questo no. Ma le funzioni erano tante, lo spazio sullo schermo dell’iPhone poco, e la grafica ipertrofica delle app per iOS 6 non favoriva la chiarezza. Il risultato era una curva di apprendimento dell’app non immediata.

Il restyling grafico in occasione dell’avvento di iOS 7, però, ha rimesso in moto anche il processo di incremento dell’usabilità. Il risultato è lusinghiero.

Evernote comparison

La nuova Evernote offre una schermata iniziale praticamente perfetta, in cui tutto è a portata di click. Sono scomparsi i tab, e le ultime due note create sono accessibili direttamente dalla home. Il bello è che l’organizzazione dell’interfaccia è dinamica, e ti vengono mostrati gli strumenti che di volta in volta servono, nascondendo gli altri.

La sezione Quicknote (ottima idea!) ti permette di scrivere una nota, fare una foto, creare un reminder e una lista di cose da fare direttamente dalla home page, grazie al pannello sulla parte bassa dello schermo.

Anche le schermate Taccuini e Tags sono state migliorate e razionalizzate. Da utente Evernote pluriennale, non posso che salutare Evernote per iOS 7 con soddisfazione. E poi, questo nuovo verde campo da golf con nuance smeraldo fa la sua figura!

Twitter

Niente di veramente nuovo. A parte la solita sfumatura di colore dell’interfaccia che lascia il posto ad un azzurro solido ma leggero, e il pulsante per aggiungere persone da seguire piazzato bene in vista in alto a sinistra, l’app non è cambiata. Le icone hanno subito un moderato restyling, ma nulla di eclatante. Delusione?

Twitter comparison

Foursquare

Una mano di vernice, non molto di più. Per il futuro Foursquare Labs promette grossi update, ma per ora cambia poco. L’interfaccia è in tono con iOS 7 e l’icona si è anch’essa adeguata. Le linee sono più sottili. Ma gli utenti affezionati non avranno traumi. È sempre la solita, vecchia Foursquare.

Foursquare comparison

Instagram

L’interfaccia cambia alcuni dettagli, ma coglie nel segno. Lo spazio per visualizzare le foto è leggermente superiore alla vecchia versione, che abbondava in cornici. In generale, gli spazi prima sprecati vengono utilizzati, ma sorprendentemente questo non appesantisce l’aspetto, ma lo alleggerisce.

La miniatura della foto del profilo dei contatti è diventata tonda, con un risultato estetico gradevole. Le icone non hanno subito ritocchi tranne quella per accedere alla pagina del profilo.

Un perfetto esempio di come con poco si possa fare tanto.

Instagram compared

eBay

Le icone si sono adattate allo stile iOS 7, e ora sono grigie e sottili, su sfondo bianco sporco invece che nero. Anche i font sono coerenti col nuovo sistema operativo.

Anche in questo caso la sensazione è di maggior ariosità. Dal punto di vista delle funzioni e dell’organizzazione, non c’è stato nessun cambiamento di rilievo, e l’app funziona bene come ha sempre fatto.

eBay comparison

Insomma, finora la maggior parte delle applicazioni più popolari si stanno limitando a pochi cambiamenti estetici per adeguare il look delle proprie app al nuovo ambiente bidimensionale di iOS 7, ma solo poche app come Evernote corrono qualche rischio in più avventurandosi nel terreno scivoloso dei cambiamenti alla user experience.

Chissà al prossimo aggiornamento vedremo qualcosa di più azzardato?

Se vuoi sapere di più su iOS 7, dai un’occhiata all’indice con tutte le notizie, gli articoli e i video sul nuovo sistema operativo mobile Apple.

BB Messenger per iPhone e Android: un tweet restituisce speranza a chi attende

Il viaggio di BlackBerry Messenger verso gli store di Apple e Google è ancora più lungo del previsto. Dopo aver dovuto rimandare l’uscita, per problemi tecnici, le uniche notizie che arrivavano da BlackBerry riguardavano il disastro finanziario in cui si trovava l’azienda.

Ma dopo giorni di silenzio, oggi il canale Twitter ufficiale di BlackBerry Messenger è stato aggiornato con nuove, speranzose, informazioni:

Siamo ancora impegnati al 100% per portare BBM su Android e iPhone“. Nel tweet si invitano poi gli utenti a registrarsi sul sito per essere avvisati di quando il programma sarà, finalmente, disponibile.

Tra le ragioni del ritardo, oltre alle finte versioni di BBM per Android che erano trapelate sul Google Play nei giorni precedenti l’uscita, c’è stato forse il tentativo di BlackBerry di creare grande aspettativa per l’uscita dei porting di BBM su Android e iOS prima che questi fossero effettivamente pronti.

Inoltre, attualmente BlackBerry detiene solo il 2% della quota di mercato, monopolizzato da Android e, in misura minore, da iOS, con una piccola presenza di Windows Phone. La valanga di utenti che potrebbero scaricare BBM è forse una quantità troppo alta per le strutture tecniche attuali.

Stiamo a vedere.

American Truck Simulator: pubblicate nuove immagini

Cresce l’attesa per American Truck Simulator, la versione a stelle e strisce del popolare simulatore di guida di camion. Rilasciati oggi 5 nuovi screenshot del gioco.

SCS Software ha rilasciato qualche giorno fa Going East, DLC per Euro Truck Simulator 2. Gli sviluppatori hanno annunciato che ci saranno presto nuove espansioni per ETS2, per la gioia dei tanti fan del gioco.

E, guardando al futuro, i developer di SCS Software hanno comunicato che la prima fase di sviluppo di American Truck Simulator prosegue senza intoppi. Ancora pochi i dettagli noti in merito al gameplay e nessuna data di uscita è stata annunciata finora. Per ingannare l’attesa, ecco i cinque nuovi screenshot di American Truck Simulator.

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Apple è il brand più redditizio al mondo, seguito da Google

Apple sorpassa Coca Cola. La bibita più famosa al mondo è quest’anno, per la prima volta, solo terza nell’elenco delle marche più redditizie stilato da Interbrand, società di consulenza e brand strategy. Al primo posto del rapporto di Interbrand quest’anno troviamo Apple, al secondo Google e solo terza Coca Cola.

Il valore del marchio Apple, secondo i dati riportati da Interbrand, è cresciuto del 28% rispetto al 2012. La mela morsicata è ora il marchio più redditizio al mondo. Interbrand ogni anno elenca i brand più di successo, dal 2000. Questa è la prima volta che Coca Cola deve cedere il primo posto della classifica.

“Il dominio dei brand tecnologici nella nostra classifica evidenzia il ruolo fondamentale e insostituibile che svolgono nella vita dei consumatori“, ha dichiarato Interbrand.

apple interbrand
La classifica di Interbrand è il risultato di diversi fattori, tra cui le performance finanziarie, la fidelizzazione del cliente e il ruolo che svolge il marchio nella decisione di acquisto.

“Pochi marchi hanno permesso a così tante persone di fare così tante cose facilmente, ecco perché Apple ha legioni di fan, adoranti, come dimostra il lancio dell’iPhone 5C e 5S” dice il rapporto, che poi prosegue spiegando “Apple ha rivoluzionato il nostro modo di lavorare, giocare e comunicare“.

Probabilmente, oltre ai nuovi device, il successo di Apple di quest’anno è imputabile anche alla grandissima aspettativa che ha preceduto l’uscita di iOS 7, il nuovo sistema operativo mobile di Apple.

Non stupisce nemmeno la crescita di Google, marchio che ha appena festeggiato i suoi 15 anni, e che continua a conquistare quote di mercato.

Nella top five della classica Interbrand troviamo anche IBM e Microsoft, a sancire ulteriormente l’importanza che i marchi tecnologici hanno nelle scelte di acquisto di sempre più utenti.

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Call of Duty: Ghosts e Battlefield 4 a confronto

Call of Duty: Ghosts e Battlefield 4 arrivano quest’autunno nei negozi per combattere tra loro un’epica battaglia per il titolo di miglior sparatutto dell’anno. Entrambi hanno lo stesso vantaggio, cioè quello di essere la continuazione di due saghe già ben affermate nell’ambito dei FPS. Ebbene, quale dei due è davvero il migliore?

Metteremo a confronto i due giochi, le rispettive campagne, le modalità multiplayer, le tecnologie usate e le loro caratteristiche specifiche. In questo modo, dopo questa analisi esaustiva, sarai in grado di decidere quale gioco risponde di più alle tue aspettative: CoD Ghosts o Battlefield 4.

Campagna: storie epiche o novità poco significative?

E’ sicuro che per i fan di CoD e Battlefield la modalità più entusiasmante, dove passare ore ed ore, è quella multiplayer. Non possiamo però dimenticare che entrambi i giochi hanno anche campagne single player. Black Ops 2, l’ultimo Call of Duty fino ad ora, manteneva gli standard della saga, mentre Battlefield 3 aveva deciso che la campagna dovesse essere molto breve e di poco peso. Questo però appartiene al passato. Cosa offrono quest’anno i nostri FPS preferiti nell’ambito del single player?

Così come abbiamo scoperto alla E3, CoD: GhostS è ambientato in un futuro molto prossimo nel quale gli Stati Uniti hanno subito un attacco dal Venezuela e altri paesi del Sudamerica che gli ha fatto perdere lo status di nazione più potente del mondo. Il risultato di questo assalto è un paese oramai distrutto e in preda al caos nel quale l’esercito si riorganizza in piccole fazioni che combattono il nemico.

Uno dei team più importanti è quello dei Ghosts, un gruppo paramilitare d’élite del quale farai parte anche tu per combattere i nemici che hanno distrutto gli USAi. Il bello di questa storia è che ti accompagna Riley, un fedele pastore tedesco che per propri meriti è diventato un Ghost anche lui.

A parte la presenza canina, la storia pecca un po’ di originalità, con il tema classico dell’attacco al paese più civilizzato e gli sforzi per riconquistare l’egemonia.

Ma al confronto, la storia di Battlefield 4 è davvero più originale? Non molto di più, in fondo. Qui controlli Daniel Recker, membro dello squadrone Tombstone, che scopre che un certo generale Cheng si è alleato con i russi per organizzare un colpo di stato in Cina. Appoggiati dalla CIA, Recker e i suoi compagni dovranno evitare il colpo di stato e salvare il paese asiatico.

Como vedi, entrambe le storie si basano sul “che succederebbe se…”, lasciando da parte la ricostruzione storica o quanto successo nei capitoli precedenti della saga. Senza dubbio in entrambe le campagne vivremo parecchi momenti spettacolari ed emozionanti che però ogni volta diventano sempre meno sorprendenti; forse perché sia la Infinity Ward che DICE (le rispettive Software House) preferiscono concentrarsi sulla modalità multiplayer.

Multiplayer: il piatto forte

I produttori di Call of Duty: Ghosts e Battlefield 4 hanno deciso di dedicarsi ancora una volta al multiplayer perché è il motivo principale per il quale la gente lo compra. Ebbene, è così differente dai suoi predecessori? Andiamo a vedere.

Call of Duty: Ghosts preferisce andare sul sicuro e conserva tutte quelle modalità che i fan della saga desiderano trovare. L’unica cosa è che sono cambiati o stati aggiunti alcuni elementi per dare la sensazione di star giocando a qualcosa di molto più completo di Black Ops 2.

La prima novità che notiamo è il nuovo sistema di perk, che adesso si sbloccano a seconda dei punti. Si dice che questo cambiamento sarà definitivo per la franchigia. Sarà così o torneremo al sistema classico di Black Ops 2 e di altri giochi precedenti?

Oltre ai perk, altra novità importante è Squads, modalità nella quale combatterai contro gli squadroni e che, sebbene pensato per il multiplayer, ti farà divertire anche in single player. Essa rappresenta una delle grandi novità di questo capitolo che contiene inoltre dettagli insuperabili per la personalizzazione.

Di fronte a questi interessanti cambiamenti, Battlefield 4 rappresenta una buona alternativa? Certo che sì. Così come CoD, anch’esso conserva le sue modalità classiche e aggiunge alcune funzioni nuove. Ma la vera rivoluzione di quest’anno ha solo due nomi: Levolution e Modalità Comandante.

Levolution è un nuovo sistema per modificare fisicamente le mappe del multiplayer mentre si gioca: ciò darà più variabilità e imprevedibilità ad ogni partita.

La  modalità Comandante, sebbene non nuova nella franchigia, riappare con piû forza che mai. Adesso la persona con la carica di comandante avrà potere assoluto, una visibilità molto maggiore della mappa e delle unità, nonché la possibilità di inviare qualsiasi tipo di offensiva.

Come vedi, entrambi i multiplayer procedono allo stesso modo: conservano i loro principi fondamentali, ma aggiungono succose novità che in futuro potranno diventare delle caratteristiche fisse.

La tecnologia: con un piede nellla next-gen

Battlefield 4 e CoD Ghosts sono giochi in cui notiamo una grande differenza tra le versioni della generazione attuale e la next-gen. Sì? Siamo sicuri? Relativamente…

Anche se CoD: Ghosts dispone di una nuova versione del IW Engine, il motore di tutta la franchigia, il passo dalla versione 4.0 alla 5.0 non è così grande come ci si potrebbe aspettare. Sí… migliore grafica e rendimento però, secondo il nostro amico Chris, niente di veramente spettacolare.

Battlefield, franchigia che si è fatta notare un paio di anni fa con l’eccellente motore Frostbite 2 visto su Battlefield 3, sembra che abbia fatto centro anche stavolta. Alle base delle impressioni del nostro collega Raúl alla E3, Frostbite 3 sì che rappresenta un miglioramento sostanziale rispetto al suo predecessore, cosa che comunque si noterà di più sulle console che su computer di fascia alta.

Quindi sembra che a livello di tecnologia Battlefield vinca ancora una volta nei confronti di CoD, anche se per il momento abbiamo visto solo versioni preliminari di entrambi i giochi. E le cose potrebbero cambiare nella versione finale.

Se non puoi aspettare…

Battlefield 4 parte con un altro vantaggio, che è quello che potrai provarlo prima del suo concorrente. E non solo perché il gioco di DICE esce una settimana prima, bensì anche per la sua imminente beta.

La beta, per coloro che riusciranno ad accedere per primi, arriverà il 1º di ottobre, mentre per il resto dei giocatori solo a partire dal quarto giorno. Grazie alla versione beta puoi quindi già dare un’occhiata a  Battlefield 4, mentre CoD: Ghosts invece non ha annunciato nessuna demo.

Ma farsi vedere prima dell’uscita è davvero un vantaggio? Non del tutto… dato che se la beta delude i fan può darsi che questi decidano di passare a Call of Duty: Ghosts.

Questione di gusti?

Con le saghe di CoD e Battlefield succede un po’ quello che accade con FIFA e PES: ogni videogiocatore è schierato da una parte e gli risulta difficile passare al nemico. Quindi con questo confronto non credo che se sei un fan incallito di una delle due franchigie riuscirò facilmente a farti cambiare opinione. Ma ho comunque provato a sottolineare tutte le caratteristiche di ciascuno dei giochi nel caso fossi un gamer con ancora dei dubbi.

E tu, che gioco sceglierai, Call of Duty:Ghosts o Battlefield 4?

[Adattamento di un articolo originale di Maria Baeta su Softonic ES]

Windows 8.1: il primo video ufficiale di Microsoft mostra il pulsante Start

In attesa del rilascio di Windows 8.1, previsto per il 17 ottobre, Microsoft ha pubblicato un video promozionale in cui è possibile conoscere meglio il nuovo aggiornamento, la cui principale novità è il ritorno del tanto atteso pulsante Start.

Sono molti gli utenti che hanno sofferto per la decisione di Microsoft di non includere il pulsante Start in Windows 8. L’azienda di Redmond ha ascoltato le loro lamentele, ed ecco che il famoso bottone fa il suo ritorno nel sistema operativo di Microsoft, per quanto rinnovato. Cliccando su Start si verrà infatti rinviati alla nuova interfaccia, con le Tile e tutti i programmi installati. Le Tile, o mattonelle, saranno adesso ridimensionabili come in Windows Phone 8.


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Tante le novità previste, tra cui un ruolo sempre più centrale per Bing e un nuovo editor fotografico: Photo Loop. Migliora anche il multitasking, che ora sarà reso possibile dalla divisione dello schermo in tre parti.

Non rimane che aspettare il 17 ottobre per toccare con mano Windows 8.1.

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Bing cambia look, e punta in alto

Android 4.3 vs iOS 7: usabilità a confronto

L’uscita di iOS 7 è stato un evento molto interessante, non solo perché si tratta di un aggiornamento, ma soprattutto perché cambia radicalmente l’interfaccia e l’esperienza dell’utente.

iOS 7 presenta le stesse funzionalità di base, ma l’aggiunta del Centro di controllo e l’uscita dalla fase Beta di Siri dimostrano la consapevolezza di Apple dei mutamenti dell’universo mobile.

A mio parere, iOS 7 è la risposta di Apple a Ice Cream Sandwich e forse molti pensano che alcune funzionalità sono in realtà una copia di quelle già esistenti su Android ma, indipendentemente dalla verità, i due sistemi continueranno a coesistere.

Dato che gli sviluppatori stanno creando applicazioni per entrambe le piattaforme, la scelta tra i due sistemi operativi è del tutto personale e non si basa sulla mancanza di funzioni.

Di seguito ti offriamo un confronto dei due sistemi operativi.

Schermata Home

iOS 7

L’interfaccia di iOS 7 cambia notevolmente rispetto a iOS 6: il nuovo sistema operativo include sfondi dinamici che si muovono secondo l’ accelerometro. Anche i desktop personalizzati e le foto scattate in modalità panoramica con l’apposita applicazione possono spostarsi leggermente. Se gli sfondi live non ti interessano, puoi comunque impostare quello che ti piace di più.

L’attenzione di Apple si è concentrata sul nuovo design piatto per le icone e i menù. Skeuomorphic è stato rimosso da iOS 7 e nel complesso l’aspetto del sistema operativo è più elegante.

Anche iOS 7 presenta la classica schermata a griglia. L’innovazione sta nella dimensione delle cartelle: molto più piccole, ma decisamente più capienti e scorrevoli, potendo contenere fino a 9 applicazioni per pagina.

Forse questo sistema potrebbe creare qualche confusione, soprattutto se hai tante applicazioni, ma almeno ora puoi avere tutti i tuoi giochi in una sola cartella anziché sparsi per tutto lo schermo.

Se hai iPad, questa nuova grafica non è l’ideale perché le cartelle danno la sensazione di spazio inutilizzato.

Android

Con Ice Cream Sandwich 4.0, Android ha introdotto il nuovo design Holo che dà un aspetto più uniforme al sistema operativo. Nella release 4.3 il carattere Roboto è stato esteso a più applicazioni di terzi. Ma se questo launcher non è di tuo gusto, puoi sempre installarne uno di terzi per modificare l’aspetto visivo. Ci sono tantissimi temi come KakaoHome e Facebook Home che cambiano radicalmente l’interfaccia del tuo dispositivo Android.

Per quanto riguarda la personalizzazione, Android ha sempre offerto più opzioni rispetto a iOS.

Android dà la possibilità di inserire widget su più homescreen e, sebbene ce ne siano molti inutili, il widget di Google Now è un’ottima fonte di informazioni, soprattutto se usi molti servizi di Google.

Anche Android 4.3 dispone di cartelle ma, invece di scorrere attraverso le pagine, le applicazioni sono raccolte in una griglia al loro interno. Anche se questo può portare al sovraffollamento di una cartella, il vantaggio è quello di poter aggiungere più applicazioni.

Notifiche

iOS 7

Le notifiche sono state introdotte con iOS 5 ma l’usabilità è ancora un po’ scarsa, perché è principalmente informativa. L’interazione si limita all’apertura dell’applicazione corrispondente e niente di più. Inoltre, a seconda del numero di applicazioni per le quali attiverai le notifiche, lo spazio si riempirà velocemente.

Un aspetto positivo è che le notifiche degli eventi pianificati nel calendario sono veloci da visualizzare. Gli avvisi possono essere personalizzati per essere visti mediante un banner nella parte superiore dello schermo o centrale. La presenza delle notifiche nella schermata di blocco è una grande caratteristica che consente di visualizzare velocemente anche gli avvisi.

Apple sta ancora lavorando sull’usabilità di questa opzione perché non vuole che il controllo di questa funzionalità venga esteso completamente a terzi.

Android

Le notifiche su Android sono diventate un modo molto semplice per interagire rapidamente con le applicazioni collegate. La migliore integrazione viene, ovviamente, dalle applicazioni di Google, ma alcune reti sociali come Twitter e Facebook sono migliorate nel corso del tempo.

Si mormora che Android consentirà alle applicazioni di terzi di usare le notifiche per eseguire le azioni all’interno del menù piuttosto che aprire il programma. I dispositivi Android 4.1 e succesivi supportano Google Now, che offre un pacchetto di monitoraggio delle informazioni e lo stato dei voli.

Per quanto riguarda le notifiche, Android è decisamente in testa grazie alla sua profonda comprensione del ruolo centrale che ricopriranno nei sistemi operativi. Del resto, è molto più semplice vedere un messaggio sulla schermata di blocco che aprire un’applicazione per ricevere gli aggiornamenti.

Impostazioni rapide

iOS 7

Quando ho visto per la prima volta il Centro di controllo su iOS 7 Beta, ero un po’ confuso: non si capiva esattamente lo scopo della nuova disposizione delle icone, specialmente del timer. Ma il raggruppamento delle impostazioni più comuni in un menù di accesso rapido è un bene per tutti gli utenti. Poter attivare o disattivare la modalità aereo, la funzione Non disturbare o la rotazione dello schermo è più utile che aprire le Impostazioni e selezionare le diverse opzioni.

La scelta di Apple di inserire i comandi audio all’interno delle impostazioni rapide è discutibile, soprattutto perché i controlli sono permanenti, anche quando non stai ascoltando della musica. Se tale decisione è stata presa per mantenere un design uniforme, allora potrebbe funzionare, altrimenti non è altro che uno spreco di spazio.

Gli sviluppatori avrebbero dovuto testare lo scorrimento verso l’alto e verso il basso per controllare che tali comandi non vengano attivati accidentalmente dalle notifiche o dal centro di controllo.

Ma almeno gli utenti iOS possono ora attivare le impostazioni comuni molto più velocemente.

Android

Per attivare o disattivare diverse impostazioni, nella versione 4.3 del mio tablet Android non uso il menù delle impostazioni veloci, bensì i widget: le impostazioni rapide di Android si concentrano solo su quelle di sistema e non su altre applicazioni, cosa riservata al menù notifiche.

Puoi controllare la luminosità, il WiFi, la rotazione, la modalità aereo e così via. C’è anche l’accesso alle impostazioni del menù, se hai bisogno di modificare altri parametri.

In generale, le impostazioni rapide sono una parte utile di Android ma, dal momento che si può semplicemente utilizzare un widget per accedere alle stesse opzioni comuni, puoi anche non usare il menù a discesa.

Sicurezza

iOS 7

La nuova opzione di sicurezza di iOS 7 è uno scanner integrato su iPhone 5S, che ti permetterà di usare le tue impronte digitali per sbloccare il dispositivo. In precedenza l’unica opzione di sicurezza era un codice di accesso o una password per gli iPad. Ad ogni modo, anche con l’introduzione di Trova il mio iPhone, le opzioni di protezione non sono così robuste come dovrebbero essere.

Ancora non si sa se esistono dei modi per aggirare il blocco mediante impronte digitali, ma non appena i nuovi dispositivi arriveranno nelle mani della comunità di sviluppo iOS, compariranno senz’altro delle soluzioni alternative che Apple dovrà risolvere.

Android

Su Android 4.3 ci sono diverse opzioni di sicurezza che vanno dai semplici sistemi di blocco dello schermo ad altri come il Face Unlock, la sequenza di sblocco, il PIN e la password. Il lancio di Android Device Manager ti permette anche di cancellare da remoto il tuo dispositivo in caso di perdita o furto.

Nel caso della sicurezza, Android è sempre in testa rispetto a iPhone.

Una questione di gusti

IOS 7 può essere un aggiornamento visivo, ma conserva il nucleo delle versioni precedenti. Ci sono un sacco di miglioramenti di fondo, a volte non così evidenti, volti soprattutto a incrementare le prestazioni e a offrire un’ottima esperienza d’uso.

Android continua invece a perfezionare il sistema operativo introdotto con Android 4.0.  La nuova versione 4.4 KitKat è vicina e Google sta combattendo attivamente per superare la frammentazione esistente con Google Play Services.

Mentre una volta era facile argomentare a favore o contro entrambi i sistemi operativi, a questo punto i due offrono relativamente la stessa esperienza di base in quanto a produttività, utilità e comunicazione. Alcune opzioni esclusive di un sistema operativo non sono così importanti da fare la differenza rispetto all’altro.

Che tu scelga Android o iOS, troverai comunque delle opzioni adatte alle tue esigenze.

Se sei ancora indeciso, leggi le nostre guide su iOS 7 e Android

[Adattamento di un articolo originale di Christopher Park su Softonic EN]

Le facce di Facebook, arriva il sito che riunisce tutti gli utenti

Vuoi vedere le immagini del profilo di tutti gli utenti di Facebook? Ora possibile. La designer Natalia Rojas ha creato la web The Faces of Facebook, che riunisce le immagini di quel 1,2 miliardi di persone che utilizzano il social network di Mark Zuckerberg.

La schermata iniziale di The Faces of Facebook è un confuso insieme di puntini grigi, che ricorda le vecchie TV, quando non si sintonizzava un canale. Ma basta cliccare in un punto qualunque dello schermo per vedere le immagini profilo degli utenti, organizzate in ordine cronologico in base al momento della registrazione su Facebook.

Cliccando su qualunque immagine si accede al profilo Facebook di quell’utente, ma non possiamo vedere nulla di più, se non siamo amici, di quello che vedremmo cercando quello stesso utente per nome e cognome sul social network.

Per quanto faccia un po’ impressione ritrovarsi a navigare tra i visi di miliardi di utenti Facebook, The Faces of Facebook non memorizza alcun dato personale. In ogni caso, un’iniziativa interessante.


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I giochi più costosi della storia: una storia di successi e di flop

Siamo sicuri che tutte le grandi produzioni hanno tanto successo così come lo avrà GTA 5? Vale la pena produrre giochi costosi? Oggi faremo una breve indagine sui videogiochi più cari della storia e valuteremo se questi investimenti hanno avuto come risultato grandi successi o sono stati dei grossi flop.

GTA 5 è la produzione più cara della storia dei videogiochi. Una prima stima ci dice che il gioco è costato circa 265 milioni di euro, tanto quanto le grandi superproduzioni di Hollywood come ‘Avatar’ o alcuni capitoli di ‘Pirati dei caraibi’ o ‘Harry Potter’.

Che questi 265 milioni siano un buon investimento da parte di Rockstar è evidente: uscito da poco, il gioco ha già fatto registrare la bellezza di 7 milioni di prevendite sommando le sue due versioni. Queste prevendite unite alle vendite della prima settimana lasciano prevedere che nei suoi primi giorni sul mercato GTA 5 avrà venduto 11 milioni di copie. Purtroppo però non tutti i giochi hanno la stessa fortuna.

Kojima, Microsoft, Rockstar… Loro sì che hanno fatto centro!

Sviluppare nuovi capitoli di un gioco di successo non è economico. Ha fatto storia il caso di Metal Gear Solid 4: Guns of the Patriots (2008), che con il suo budget di 60 milioni di dollari non solo non ebbe perdite, ma realizzò grandi guadagni, assicurando così la continuità ad una franchigia che viaggia verso la next-gen.

Snake è garanzia di successo per Konami e Hideo Kojima

Lo stesso possiamo dire di Halo, il cui capitolo più caro finora è il terzo (2007): 55 milioni molto ben investiti e che hanno permesso poi di realizzare non solo il quarto, ma anche il quinto che vedremo anch’esso nella next-gen e che intuiamo sarà abbastanza più costoso dei suoi predecessori.

Altri che sanno fare grandi numeri sono quelli di Rockstar. Prima dell’arrivo di GTA 5, uno dei giochi che si fregiava del titolo di essere stato uno dei più costosi era il suo predecessore, GTA 4 (2008). Il capitolo precedente della saga costò 100 milioni di dollari, una fortuna certo, ma che Rokstar seppe recuperare con gli interessi. Infatti il gioco ha venduto in tutto il mondo più di 20 milioni di copie senza però essere il record assoluto: contando tutte le piattaforme GTA: San Andreas (2004) superò i 23 milioni di copie vendute!

Stando così le cose potremmo quindi giustificare i grandi investimenti di Rockstar nei giochi se poi si rifà con gli interessi… Ma è sempre così? Dipende da come si guardano le cose. L.A. Noire (2011) è tra gli ultimi due GTA, il gioco più costoso della compagnia, circa 50 milioni di dollari. Anche se non fu un fiasco completo (piacerebbe a molti vendere 5 milioni di copie) fu comunque un flop tale che lo studio Team Bondi si vide obbligato a chiudere tutto dopo sette anni di sviluppo.

L.A. Noire: un successo in parte

Quando un flop significa la fine

Però quello di Team Bondi non è l’unico studio che dopo aver realizzato un gioco divertente (e carissimo) ha dovuto chiudere bottega. È passato alla storia il caso della RealTime Worlds, che ha sviluppato APB: All Points Bulletin (2010), un gioco online che ricorda un poco Grand Theft Auto e che è costato più di 50 milioni di dollari.

APB fu accolto freddamente dal pubblico e dalla critica, cosa che, insieme alla situazione economica negativa del suo sviluppatore, costrinse a chiudere i server. Ma la storia non finisce qui: un anno dopo arrivarono quelli della Reloaded Productions che, come dei salvatori, comprarono la franchigia e la riconvertirono in modalità free to play.

Si dice che questo salvataggio possa essere costato altri 50 milioni alla compagnia che in questa maniera ha fatto diventare APB uno dei giochi più ambiziosi della ultima epoca, nonché uno di quelli di meno successo… Riusciranno un giorno a recuperare tutto l’investimento?

Meritava APB il destino che ha avuto?

Opere faraoniche

Cleopatra è una delle produzioni più care della storia di Hollywood… ma non una di quelle di maggiore successo. Non è che la pellicola della Taylor non piacesse al pubblico, ma costò tanti di quei soldi (44 milioni di dollari nel 1963!) che per la 20th Century Fox fu impossibile recuperare l’investimento. Anche il mondo dei videogiochi ha la sua Cleopatra e non è altro che Shenmue (2000).

Ostentando per molti anni il titolo di gioco più costoso della storia (70 milioni dell’epoca), Shenmue aveva tutti i numeri per avere successo: ambientazione realistica e libera, location reali, giocabilità diversificata, stupendo motore grafico … Quale fu l’errore? Che SEGA calcolò male e anche nella più rosea delle previsioni di vendita, non avrebbe mai potuto recuperare l’investimento fatto, anche perché il numero delle console Dreamcast non era sufficiente per generare certi utili.

SEGA ci riprovò poco dopo con un sequel riutilizzando lo stesso motore grafico, ma le cose andarono male anche stavolta. Risultato: finale incompiuto per una saga promettente e la fine di SEGA come fabbricante di cosole, tanto che al giorno d’oggi è diventata un’azienda third party che produce addirittura per la Nintendo, su storica rivale..

Shemue è forse il gioco con le maggiori perdite di tutta la storia.

Però Shenmue non è l’unica opera faraonica che si è dimostrata un grosso flop. Abbiamo anche un esempio più recente: Star Wars: The Old Republic (2011), con dei costi di produzione arrivati fino ai 200 milioni di dollari.

Anche se nei suoi primi mesi di esistenza questo gioco a pagamento ha goduto di grande popolarità (più di mezzo milione di iscritti in tempi record), gran parte di essi poi se ne sono andati subito. Questo ha obbligato EA a fare quello che si era sempre rifiutata di fare: far diventare il suo gioco a pagamento un free to play fino al livello 50.

Può essere che The Old Republic non abbia causato grandi perdite a EA e a Bioware, però sicuramente non è stato il grande successo che tutti si aspettavano. Diversa invece la situazione di World of Warcraft (2004), che dopo quasi un decennio è ancora in splendida forma, con espansioni periodiche e un pubblico fedele che continua a pagare religiosamente la sua quota.

Old Republic: il MMO che non sarà mai come WoW

Le due faccie di una cattiva gestione

Ci sono giochi che risultano costosi per l’ambizione di chi desidera produrli, altri invece perché per diverse ragioni non vengono rispettati i preventivi. Un caso paradigmatico di questa sindrome è rappresentatoda da Gran Turismo 5 che, con un budget iniziale di 60 milioni di dollari, finì col costarne 20 in più. Il motivo? I ragazzi della Polyphony Digital se la prendono comoda, non rispettano le date previste, che poi alla fine significa più stipendi, più risorse e molti soldi extra.

Per fortuna, nonostante questi disastrosi inizi, GT5 andava via comunque come il pane e per questo non siamo rimasti sorpresi all’annunciò del suo sequel da parte di Sony.

Dopo GT5 nessuno si sorprenderebbe di un ritardo da parte di Gran Turismo 6

Ovviamente però esiste anche l’altra faccia della medaglia, quella delle produzioni disastrose che realizzano vendite disastrose. In questa categoria il podio spetta a Too Human (2008).

Questo gioco, che in apparenza non sarebbe dovuto costare molto, finì col rappesentare una rovina. Una delle ragioni principali è che l’azienda sviluppatrice, la Silicon Knights, usò il motore Unreal Engine 3 senza rispettare le condizioni che aveva fissato la Epic Games, sua proprietaria. Questo portò ad una causa che, oltre a essere persa, provocò un enorme ritardo nello sviluppo. Sto esagerando? Tenendo conto che il gioco fu annunciato nel 1999 per la PSOne e uscì invece nel 2008 per Xbox 360 direi di no…

Questo cammino complicato termina poi con delle vendite di appena un milione di copie, insufficienti per recuperare gli 80 milioni di dollari di investimento per questo titolo. Insieme a Shemue è forse il maggior flop del primo decennio del 2000.

Too Human: un decennio di problemi

Chi venderà di più in futuro?

Come hai visto sono molti i fattori che fanno sì che un gioco costato molto abbia anche successo. Nonostante i rischi, però, ci sono sempre state compagnie che hanno rischiato e prodotto giochi costosi spendendo milioni.

Oltre a GTA 5, quest’anno anche Disney Infinity ha superato la cifra di 100 milioni di dollari. Nato come alternativa agli Skylander, questo gioco della Disney vuole conquistare il cuoricino dei bambini di tutto il mondo … Ci riuscirà? Sotto Natale lo sapremo.

Però sono sicura che Disney Infinity e GTA V non saranno gli unici giochi di quest’anno a costare queste cifre: bisognerà aspettare il lancio della PS4 e Xbox One per vedere chi, contando le due console, sarà arrivato a cifre stratosferiche.… Sicuro che fra questi  troveremo tanti succesi ma anche tanti flop.

Quali altri grandi successi o grossi flop dell’industria dei videogiochi ti ricordi?

[Adattamento di un articolo originale di Maria Baeta su Softonic ES]

Gmail per Android: presto con pubblicità

Gmail su Android si è aggiornato alla versione 4.6. L’update introduce novità a livello di interfaccia e mostra alcune stringhe di codice che fanno dedurre che nelle prossime versioni dell’app verrà introdotta la pubblicità, anche se ancora non si sa di che tipo.

Android Police ha dato uno sguardo al codice del file APK e ha trovato una libreria chiamata “ads”. Alcune stringhe (Will not save ad as message e Will save ad as message) fanno pensare che alcune pubblicità si potranno salvare nella posta principale, e verranno in quel caso considerate come messaggi normali. Le pubblicità non salvate saranno rimosse.

Non sappiamo quando Google abbia previsto di attivare gli annunci pubblicitari su Gmail per Android, al momento non sono ancora presenti.

Tra le novità già visibili nella nuova versione, troviamo l’avviso dei messaggi che, per assenza di connessione o altri motivi, non sono stati inviati. Nella nostra Inbox vedremo quindi ora la presenza di un messaggio in Posta in Uscita. L’aggiornamento rimuove inoltre il pulsante Annulla dalla scheda Invia messaggio.

La scelta di inserire annunci pubblicitari all’interno dell’applicazione è destinata a infastidire alcuni utenti, ma non sorprende, dato che nelle versione web è già presente e non è detto che su Android diventi necessariamente invasiva.

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[Via: Android Police]