Arrivederci dalla redazione italiana di Softonic!

Tutto è iniziato con questo articolo. È stato solo tre anni fa, ma sembra già passata una vita. All’inizio eravamo un piccolo blog, OnSoftware, che affiancava Softonic e raccoglieva notizie e articoli esclusivamente sul mondo del software. Ma grazie a voi e al vostro affetto siamo cresciuti velocemente, abbiamo detto ciao al dominio OnSoftware e abbiamo invaso il sito Softonic con due sezioni esclusivamente dedicate alle ultime Notizie e agli Articoli in profondità dove abbiamo raccolto centinaia e centinaia di contributi, anche tradotti degli altri editor delle redazioni internazionali di Softonic.

Oggi, è arrivato il momento di voltare pagina. Softonic è in un momento di grandi cambiamenti strategici e strutturali e per qualche tempo non troverete nuovi articoli e notizie su queste pagine. Le strade di noi redattori italiani, almeno per il momento, si dividono.

Si dice che in questa vita ci sia un solo grande amore e che non tutti hanno la fortuna di trovarlo. In qualche modo la nostra vita qui è stata molto simile a una storia d’amore e siamo consapevoli di essere stati fortunati.

Abbiamo scritto, corretto, riscritto e cliccato su Pubblica come se non ci fosse un domani, vi abbiamo raccontato indiscrezioni e breaking news, rivelato le nostre app preferite, condiviso le opinioni più scottanti, e stilato con precisione lunghe guide e tutorial passo passo, anche per chi il computer non sapeva nemmeno come accenderlo!

Ma soprattutto abbiamo imparato a dare un volto e un nome a molti di voi, abbiamo scherzato, conversato, discusso, e ci siamo emozionati insieme, a ogni vostro commento, ogni like, ogni tweet, ogni email. Porteremo sempre con noi il ricordo di quelle emozioni e la certezza che, nel nostro piccolo, con i nostri articoli e notizie, siamo riusciti ad aiutare  gli italiani a migliorare la vita di ogni giorno con i software e le app.

Ed è per questo che oggi non siamo tristi: con allegria abbiamo iniziato e con allegria vogliamo concludere questa bellissima storia, fatta di passione, dedizione e soprattutto tanto, meraviglioso, praticamente perfetto, lavoro di squadra.

Comunque, niente paura: se volete, potete continuare a seguirci individualmente su Twitter. Il mondo social pullula di noi e delle nostre attività, quindi non è un addio, ma solo un…

ARRIVEDERCI, A PRESTO, COMMUNITY SOFTONIC!

Daniel (Twitter)

Laura (Twitter)

Marco (Twitter)

Marina (Twitter)

Pier Francesco (Twitter)

Sebina (Twitter)

GTA 5 per PC, The Witcher 3, Mortal Kombat X… gli 8 giochi che ti sorprenderanno nel 2015

Il 2014 sta finendo e ci lascia dei grandi giochi. Ma non ti assopire, il 2015 sarà ancora più emozionante. Continua a leggere e fai con me un viaggio verso il futuro più vicino.

Ottobre e novembre 2014 sono stati dei mesi incredibili per tutti i giocatori. In questo breve periodo di tempo abbiamo visto innumerevoli giochi emozionanti, che presagivano un inizio del 2015 non all’altezza. Sei sicuro? Io non ne sono certa… Solo per i primi mesi del 2015 ho individuato almeno otto giochi che non vedo l’ora di provare e quasi una dozzina di titoli a cui vorrai assolutamente giocare dopo aver visto i trailer.

GTA 5 per PC: il re in tutto il suo splendore

Il gioco che ha suscitato più interesse negli ultimi dieci anni farà la sua comparsa su PC nel 2015, dopo le sue stupende versioni per le console vecchie e nuove. Anche se hai già acquistato una delle versioni precedenti di Grand Theft Auto 5, l’edizione per PC potrebbe comunque farti cadere in tentazione. Perché? Perché, oltre ai miglioramenti grafici e alla divertente modalità in prima persona di PS4/Xbox One, sarà caratterizzata da un editor di video e, naturalmente, dalla possibilità di aggiungere mod e trasformare la tua avventura a Los Santos in qualcosa di pazzesco. Come saranno le mod di questo capitolo? Scopri di più su GTA 5.


The Witcher 3 Wild Hunt: l’RPG dell’anno

Lo stregone Geralt di Rivia torna su PC e console con un gioco di ruolo che punta a rompere tutti gli standard visti finora nel genere. Lo farà con un mondo di gioco enorme e in continua evoluzione che potrai esplorare liberamente, una storia non lineare che varia a seconda delle decisioni che prendi e, naturalmente, una grafica che ti lascerà senza fiato. È vero che giochi come Dragon Age: Inquisition hanno alzato il livello, ma The Witcher 3 promette di andare anche oltre. Le sue prime due parti sono state molto rivoluzionarie, quindi da questo terzo capitolo non ci aspettiamo niente di meno.


Battlefield Hardline: la guerra si vive sulla strada

La concorrenza diretta di Call of Duty arriverà nel 2015, dopo un anno e mezzo dal suo ultimo lancio. Battlefield 4 uscirà con un gioco che cambia l’approccio della serie. Così, dopo aver combattuto in tutto il mondo Hardline, ti concentrerai su una guerra molto più personale: quella di poliziotti e criminali per le strade d’America. Se Battlefield 4 ha messo da parte la modalità campagna per un potente multiplayer, Hardline recupera l’interesse per la trama, che racconta la storia della vendetta di un giovane poliziotto. Naturalmente, il multiplayer continua ad avere tutta l’attenzione che ci aspettavamo, con innumerevoli modalità in cui giocare a guardie e ladri. Ecco come sono state le nostre partite con la beta di Battlefield Hardline.


Mortal Kombat X: appuntamento con la lotta più brutale

Street Fighter o Smash Bros. sono dei grandi giochi di combattimento ma, quando vogliamo qualcosa di più selvaggio, non c’è niente di meglio di Mortal Kombat, una serie che ha avuto alti e bassi, ma che è riuscita a riciclarsi negli ultimi anni. Mortal Kombat X avrà la meccanica di lotta classica che lo ha reso famoso, i leggendari Fatalities e delle aggiunte che abbiamo visto nell’ultima versione, come gli attacchi X-Ray. Quindi, cosa distingue questo gioco da quello precedente? Una grafica di nuova generazione, dei nuovi controlli e l’interazione con gli oggetti nella scena e nuovi personaggi, come Kotal Kahn o D’Vorah, che competono per essere le nuove icone della saga, come Scorpion e Raiden.


Dead Island 2: ritorno all’isola degli zombie

Gli zombie vanno ancora di moda e lo prova il ritorno di Dead Island. Dopo le difficoltà sperimentate dal suo spin-off in terza persona, Escape from Dead Island, la serie torna alle sue origini per raccontarci gli eventi successivi al primo gioco. Dead Island 2 offrirà più azione brutale in prima persona, più ingegno per creare armi più efficaci e più divertimento nella soleggiata California, poiché questo titolo si concentra nel gioco cooperativo fino a otto giocatori.


Evolve: che la caccia abbia inizio!

Evolve è il nuovo gioco dei creatori di Left 4 Dead. Fuggendo dalle trame contorte, questo sparatutto multiplayer ti offre un’esperienza in cui vestirai i panni di un cacciatore di mostri o della sua preda. Unisciti ad altri tre amici e goditi la ricreazione di un grande pianeta selvaggio e usa tutte le armi e gli attacchi a tua disposizione per uscire vittorioso da questo gioco del gatto col topo in versione sci-fi. Queste sono le nostre prime esperienze con Evolve.


Resident Evil Revelations 2: survival horror nella giusta dose

Dopo il tanto atteso Resident Evil 6, finalmente quest’anno arriverà un nuovo capitolo basato sulla famosa serie di Capcom. Tuttavia, non si tratta di Resident Evil 7, bensì del seguito di Revelations (2013). La cosa buona di questa scelta è che potrai usufruire di una grande dose di survival horror classico e del ritorno di un personaggio iconico: Claire Redfield, che ritorna disposta a dare il meglio a Raccoon City. Con un approccio classico, la novità di RE Revelaitons 2 è un’altra: il gioco comparirà sotto forma di episodi settimanali.


Batman Arkham Knight: la fine del Cavaliere Oscuro?

Tutte le serie hanno una fine e sembra che questo 2015 sarà la volta di Batman. Dopo Asylum e City (Origins, un prequel, non è loro), l’uomo pipistrello dovrà affrontare tutti i classici cattivi di DC in Arkham Knight. Se le puntate precedenti ti sono piaciute, in questo capitolo tutti i tuoi sogni diventeranno realtà, grazie a una storia più matura, una meccanica di gioco più raffinata e una mappa di gioco che farà sembrare molto piccola la Gotham del gioco precedente. Abbiamo provato Batman Arkham Knight all’E3, leggi le nostre impressioni qui.


Ed è solo quello che sappiamo finora…

Questi otto giochi arriveranno durante i primi mesi del prossimo anno, quindi immagina tutto quello che deve ancora venire. Oltre ai soliti simulatori sportivi, non rimanere sorpreso se vedrai una nuova versione di Assassin’s Creed e qualche altra espansione per The Sims 4, senza contare i nuovi giochi che verranno sicuramente presentati durante il prossimo E3.

Quale gioco del 2015 hai più voglia di provare?

[Adattamento di un articolo originale di Maria Baeta su Softonic ES]

Game of War – Fire Age: 7 strategie fondamentali per costruire un grande impero

L’intera Roma potrà essere tua con questi suggerimenti. Comincia Game of War nel migliore dei modi.

Game of War – Fire Age (disponibile su AndroidiOS) è uno dei giochi di strategia di maggior successo che puoi trovare su Google Play e App Store. Lo scopo del gioco è quello di costruire una piccola città, che potrà arrivare ad essere un grande impero, se saprai guidare le tue truppe, gestire le risorse e costruire ciò di cui hai bisogno.

Oggi ti daremo 7 consigli fondamentali per iniziare nel migliore dei modi la tua partita a Game of War – Fire Age.

Non attaccare sin dall’inizio

Non inviare le tue truppe a combattere le città rivali fino a quando la tua città non abbia raggiunto un livello abbastanza avanzato. Dai priorità alla raccolta delle risorse e aumenta di livello i tuoi edifici.

Se inizi attaccando sin dall’inizio, non solo non otterrai un grande rendimento dalle campagne, ma sarai costantemente attaccato per vendetta e avrai molte più sconfitte che vittorie.

Concentrati sulle Avventure (Quest)

Soprattutto all’inizio, gioca le Avventure dell’Impero (o Quest) che ti vengono proposte. Sono degli ordini che compaiono sul fondo dello schermo e generalmente corrispondono ai requisiti che deve rispettare la tua partita: avere un certo numero di edifici, migliorarli fino un determinato livello e così via…

Le Avventure sono il modo più semplice e veloce per salire di livello e guadagnare premi e punti per il tuo eroe.

Queste ricompense, però, non vengono pagate automaticamente, per cui ricordati di andare spesso all’opzione Missioni per rivendicarle.

Oltre a questo tipo di avventure, nel menu Quests ne troverai altri tre tipi: giornaliere, Alleanza e VIP (quest’ultimo solo a pagamento). Portale spesso a termine per ottenere ricompense veloci.

Comincia analizzando l’Economia

Un’altra chiave per avanzare velocemente è quello di investire nella ricerca (disponibile nell’Accademia). La prima cosa che ti consiglio è quello di analizzare il settore dell’Economia, perché è quello che ti aiuterà a generare più risorse e a costruire più velocemente. Lascia gli investimenti sulle truppe solo per un secondo momento.

Usa i primi livelli per teletrasportarti

Non appena puoi, spostati verso un posto migliore. Puoi farlo accedendo alla mappa del mondo e cercando uno spazio libero. Premi il pulsante Teletrasporto e quello spazio diventerà tuo.

Ricordati di teletrasportarti non oltre il livello 5 della Fortezza, perché altrimenti non sarà più gratis e potrai farlo soltanto in determinati momenti.

Teletrasportati sempre su terreni con molte risorse intorno o che si trovano vicino alle città della tua Alleanza. È utile anche stabilirsi nei pressi di una Meraviglia.

A proposito, che cosa sono le Alleanze?

Le alleanze sono gruppi di giocatori che si riuniscono per aiutarsi nella costruzione e nella battaglia (sì, qualcosa di simile a Clash of Clans). Unisciti a una di queste sin dall’inizio del gioco per approfittare dei suoi vantaggi.

Nell’icona delle mani che si stringono puoi vedere, in ogni momento, quali utenti hanno bisogno di aiuto. Aiutali a guadagnare premi ed aumentare la loro reputazione nella comunità.

Equipaggia il tuo eroe

Manca poco per poter finalmente combattere, ma prima, ricordati di dotare il tuo eroe delle giuste attrezzature. Per farlo, dovrai produrre le apparecchiature nella Fucina.

Fatto ciò, equipaggia l’eroe in questo ordine: Accessori (almeno 2 o 3), Arma, Casco, Armatura e Protezione per i piedi.

E ora… a combattere!

Quando già disponi di risorse, di una città con edifici di ogni genere, un eroe attrezzato ed una buona posizione nella tua alleanza, allora potrai pianificare un attacco.

Per fare questo, vai alla mappa del mondo e cerca la città che vuoi saccheggiare. Un’altra opzione è quella di optare per un Rally, che sarà un po’ meno aggressivo.

In ogni caso, fai delle prove e non avere paura di fallire, anche i grandi imperi hanno subito delle piccole sconfitte!

Ti piacciono i giochi di strategia? Allora dovresti leggere anche i nostri consigli per Clash of Clans o Star Wars Commander.

Articolo originale in spagnolo. Seguimi su Twitter: @mariabaeta

I migliori giochi per cellulare del 2014

Il nostro team di esperti ti presenta i cinque migliori giochi dell’anno per Android e iOS. Quale sarà il vincitore?

Il 2014 è stato un grande anno per tutti gli appassionati di giochi mobile. Finalmente è arrivato sui nostri telefoni e tablet GTA San Andreas, un adattamento perfetto per touch screen. In più, un classico moderno come Bioshock è apparso con successo su iOS. Gli appassionati di sport hanno avuto il loro regalo con un adattamento mobile di FIFA, il migliore di tutti i tempi. Anche gli amanti del gossip saranno rimasti contenti con il tanto atteso gioco di Kim Kardashian.

Come vedi, quest’anno ci sono stati giochi per tutti i gusti ma, secondo la nostra giuria di esperti, c’è un gioco che ha superato tutti gli altri e quattro finalisti che vale la pena provare. Continua a leggere e scoprirai quali sono.

Il vincitore

Threes!: il vincitore all’unanimità

I nostri esperti non hanno avuto dubbi: Threes! è il gioco dell’anno, lo si è visto dai voti ottenuti, quattro su quattro giurati hanno votato questa app! La giuria è rimasta affascinata da Threes! per il suo gameplay unico. Questo gioco è stato il primo ad avere questa meccanica originale, mettere insieme dei pezzi sommando dei numeri, che è poi stato imitato mille volte in altri titoli come 2048. Ci è piaciuto, ma Threes! è l’originale e vince di gran lunga con il suo design affascinante e la dipendenza senza limiti che produce.

Scarica Threes! per Android

Scarica Threes! per iPhone

I finalisti

Monument Valley: una fiaba che diventa videogame

Monument Valley è uno dei giochi più belli che esistano. Questo puzzle, in cui giochi con la prospettiva, è una piccola opera d’arte che ha incantato la nostra giuria. Monument Valley si fa notare per la sua bella grafica piena di colori e un gameplay profondo che mette alla prova il tuo intelletto. Inoltre, presenta anche una storia che ricorda una bella favola: la Principessa Ida e il suo viaggio attraverso dei mondi di fantasia.

Scarica Monument Valley per Android

Scarica Monument Valley per iOS

Flappy Bird: il fenomeno dell’anno

Anche se è stato lanciato nel 2013, Flappy Bird si è fatto conoscere in tutto il mondo solamente nel 2014. All’inizio di quest’anno, tutti parlavano di questo gioco supermegadifficile, nel quale bisogna far superare ad un uccello tutti i tipi di ostacoli. La sua leggenda è cresciuta ancora di più quando il suo creatore ha deciso di rimuoverlo dal Google Play Store. Ma a quel punto il fenomeno era cresciuto così tanto che erano già presenti cloni via web, migliaia di alternative scaricabili ed alcune parodie sorprendenti del gioco originale. Sia per il suo gameplay divertente che per tutto l’alone che è stato creato intorno a questo titolo, i nostri esperti hanno coronato Flappy Bird come uno dei giochi mobile dell’anno.

Leggi la nostra recensione di Flappy Bird

Scopri e scarica le migliori alternative migliori

Botanicula: un’avventura indimenticabile

Botanicula, lanciato su PCMac nel 2012, è un’avventura grafica in stile classico, che ci ha affascinato con il suo gameplay, la sua storia e i personaggi adorabili. La sorpresa è arrivata quest’anno, perché, dopo averla desiderata a lungo, l’azienda ha lanciato la versione mobile. Botanicula è così divertente che non ci importerà rigiocarlo mille volte ed è una meraviglia farlo con il supporto touch.

Scarica Botanicula per Android

Scarica Botanicula per iOS

Angry Birds Go!: l’erede di Mario Kart

Il 2014 è stato un anno speciale per Angry Birds. Anche se la serie aveva già lanciato in passato lo spin-off Bad Piggies, quest’anno i nostri uccelli preferiti hanno abbandonato le loro catapulte per lanciarsi, con successo, verso altri generi. Dal RPG con Epic, all’azione con Transformers ma, senza dubbio, il nostro preferito è Angry Birds Go!, il suo debutto nel genere delle auto. Angry Birds Go! è per i nostri giudici uno dei migliori giochi di quest’anno, perché è la cosa più vicina a Mario Kart alla quale potrai giocare nella tua vita su un cellulare…

Scarica Angry Birds Go! per Android

Scarica Angry Birds Go! per iOS

Scarica Angry Birds Go! per Windows Phone

Vecchie formule, giochi nuovi

Come vedi, i migliori giochi per mobile del 2014 secondo i nostri esperti comprendono un po’ di tutto, dalle meccaniche classiche dei puzzle, alle avventure o le corse d’auto, ma spiccano, soprattutto, per aver apportato delle novità ai loro rispettivi generi e per le loro indimenticabili sezioni visive.

E fin qui i migliori giochi mobile dell’anno. Vuoi scoprire i vincitori delle altre categorie di applicazioni? Allora continua a leggere qui.

Articolo tradotto dallo spagnolo. Segui @mariabaeta

Android: le app più strane del 2014

Tra i meandri di Google Play si annidano delle applicazioni uniche. Programmi dei quali non avresti mai immaginato l’esistenza. Qui di seguito ne troverai alcuni che sono apparsi nel corso del 2014 e che ci hanno lasciato a dir poco stupiti.

Visitare Google Play è come entrare in una grande biblioteca. I bestseller e le promozioni sono messi in bella vista, come se fossero in una vetrina. Quando, però, ti addentri nella biblioteca, puoi fare degli incontri davvero strani. I titoli sono moltissimi: vi sono quasi un milione e mezzo di applicazioni, la maggior parte delle quali con meno di un centinaio di download e quasi nessun aggiornamento.

Ci siamo avventurati nei sotterranei di Google Play alla ricerca delle applicazioni più inusuali che sono apparse durante il 2014. Trovarle è stato più facile di quanto pensassimo, ma il problema è stato riuscire a capirle: le più curiose erano molto spesso anche incomprensibili. Per motivi di spazio ne abbiamo scelte dieci.

Se vuoi provarle, eccoti la lista. Noi non ci riterremo responsabili della reazione che avrai quando ti troverai di fronte ai loro grafici assurdi o alle inutili funzioni. Dopo averle provate sul tuo cellulare, potrai dire, però, di aver visto di tutto nella tua vita.

Flappy Potato: una patata che vola!

I cloni di Flappy Bird sono innumerevoli, pero Flappy Potato è senza dubbio il più strano. Ad ogni tap, dai un impulso ad una patata. Non un uccello, né un aereo, ma una patata. Secondo l’autore del gioco, Flappy Potato stimola l’appetito e la sua patata è la più famosa al mondo. Non voglio contraddirlo, ma preferirei di gran lunga vederla friggere in una padella.

Dai una occhiata a Flappy Potato

Free Pee: trova il WC gratis più vicino a te

La nobile missione di Free Pee è quella di aiutare coloro che hanno un bisogno impellente di trovare un bagno gratuito. Ha una modalità offline (ideale per chi viaggia senza connessione) e, sopratutto, quella che gli autori definiscono come una grande comunità di… beh, di “utenti”. La toilette può essere valutata dopo l’uso ed è molto semplice aggiungere nuovi WC. In qualche modo, Free Pee è più utile di Airbnb.

Dai una occhiata a Free Pee

Slap: una strana gara di sberle

Ci sono molti modi per sfogarsi. Alcuni tagliano la frutta con una katana, come in Fruit Ninja… Altri preferiscono prendere a schiaffi uno strano coniglio, come in Slap. Il gioco ha una modalità zen e una infinita, oltre alla possibilità di cambiare il volto del coniglio con quello di un’altra persona – tramite una foto. Se non fosse per i controlli molto difficili da padroneggiare, questo gioco sarebbe potuto diventare un classico.

Dai una occhiata a Slap

Polyfauna: una nuova forma di arte?

Non si tratta di un gioco, né di uno screensaver, ma di un’esperienza psichedelica creata da un gruppo di artisti (tra cui Thom Yorke, leader della band Radiohead). Il risultato, sia al livello sonoro che visuale, è misterioso e ipnotizzante. Quando entri in Polyfauna ti sembra di diventare un granello di polline perso su di un tappeto. Si consiglia di provare questa applicazione al buio e con le cuffie.

Dai una occhiata a Polyfauna

Talking Putin: viva la satira!

La satira politica riesce spesso a produrre delle applicazioni stravaganti. Questo è il caso di Talking Putin, una raccolta di mini-giochi in cui l’eroico presidente della Federazione russa è orgoglioso delle proprie abilità sportive, che gli servono per sconfiggere i terroristi a colpi di machete. Naturalmente, puoi anche farlo parlare come se fosse Talking Tom. Se preferisci la politica americana, allora potrai provare Talking Obama.

Dai una occhiata a Talking Putin

InstaFace: Animal Face: che faccia da volpe

Negli ultimi anni le teste di animali sono diventate molto popolari. Nel video musicale The Fox, ad esempio, i protagonisti sono travestiti da creature della foresta. Adesso è possibile riuscire ad ottenere qualcosa di simile con il cellulare: basta scaricare InstaFace: Animal Face. Si tratta di un’applicazione che consente di sostituire le teste di una foto con uno dei dieci animali disponibili. Il montaggio ottenuto potrà essere esportato e condiviso.

Dai una occhiata a Instaface: Animal Face

Impossible Breakfast Simulator: una colazione 2.0

Viviamo in una vera e propria febbre da simulatori. Ce ne sono per tutti i gusti, ma quello che non ci saremmo mai immaginati era che esistesse anche un simulatore in prima persona per una… colazione 2.0. L’obiettivo è apparentemente semplice: devi mangiare i cereali mentre giochi a Flappy Bird. Una missione non proprio facile, perché mentre premi lo schermo del tuo cellulare, devi maneggiare anche il cucchiaio: un errore di coordinamento e perdi la partita.

Dai una occhiata a Impossible Breakfast Simulator

The Battle Cats: una battaglia di gatti che vengono dal Giappone

Dieci milioni di giocatori non possono essersi sbagliati: PONOS (The Battle Cats) è un gioco coinvolgente e molto ben fatto. I suoi protagonisti sono molto particolari: dei gatti sorridenti. Migliaia di gatti sorridenti. Un esercito senza fine di cuccioli di varie forme e dimensioni… Sarà meglio, che sia tu stesso a scoprirlo (ti assicuriamo che il gioco è molto divertente).

Dai una occhiata a The Battle Cats

Crazy Foot Doctor: un callo doloroso

Dopo aver visto simulatori di interventi chirurgichi, di ortodonzia e primo soccorso, credevamo di aver visto di tutto. Ma eccoti qui Crazy Foot Doctor, un gioco “educativo” di podologia, nel quale devi trattare vari tipi di problemi ai piedi dei pazienti, senza farli soffrire troppo. La cosa più inquietante del gioco non sono gli occhi sporgenti dei pazienti, ma l’opzione di fare il solletico ai piedi con una piuma di uccello.

Dai una occhiata a Crazy Foot Doctor

Butt: un gioco completamente senza senso

Non cercare di capire che cosa faccia questa app, perché è impossibile. La sua lunga e assurda descrizione, in cui l’autore mescola autobiografia e storia dei videogiochi, serve soltanto a creare ancora più confusione nel giocatore. È uno scherzo tra amici? Un esperimento di arte dadaista? Chi lo sa! Quello che sappiamo è che Butt è una delle applicazioni più strane dell’anno, con oltre un centinaio di download!

Dai una occhiata a Butt

Queste applicazioni sono un prezioso riflesso dei nostri tempi

Tra tutte queste app abbiamo potuto riscontrare gli incubi, le tensioni e le contraddizioni della nostra società. Anche se sono quasi del tutto inutili, hanno comunque un valore in quanto prodotto culturale, come se fossero libri, film o canzoni. Perciò meritano un posto nella nostra memoria (e in quella del cellulare).

Quali altre applicazioni strane hai provato nel 2014?

Articolo originale in spagnolo. Seguimi su Twitter: @remoquete

Perché il mio Android non funziona? Z-DeviceTest ti dà la risposta

“Cosa c’è che non va con il mio Android?”, mi sono chiesto. Mentre stavo cercando una risposta, mi sono imbattuto in un’app per la diagnostica dell’hardware, Z-DeviceTest.

In media, dopo circa due anni, anche il migliore degli Android comincia a dare problemi. Non importa la marca o l’importo pagato: il tuo prezioso telefonino ha una data di scadenza. Un bel giorno dovrà arrendersi alla sua obsolescenza programmata, una tattica usata dai produttori di dispositivi elettronici per costringere la gente a comprare nuovi gadget ogni anno.

Tra i guasti più fastidiosi, vi sono problemi con i sensori di prossimità che fanno spegnere lo schermo quando si chiude una chiamata e i difetti delle antenne WiFi, che ti lasciano senza connessione a casa. Anche gli altri componenti possono avere dei difetti, come le schede SD che scompaiono, le applicazioni che si aprono lentamente e le batterie che si scaricano.

A volte, sapere ciò che accade ad un Android rotto è molto difficile (fonte)

Per scoprire che cosa succede il sistema operativo Android non è molto utile da sé, perché non ha delle funzioni che aiutino a capire cosa succede. Per fortuna, esistono applicazioni gratuite che aiutano a verificare il funzionamento di ogni “organo” del cellulare. Sono programmi estremamente utili per raccogliere informazioni, prima di dover ricorrere al servizio tecnico o di portare lo smartphone al negozio sotto casa.

Z-DeviceTest: 33 test dell’hardware in una sola app

Una delle migliori applicazioni Android di diagnostica è Z-DeviceTest. I suoi oltre 30 test verificano il corretto funzionamento dell’hardware di telefoni e tablet. Alcuni ritengono che questa sarebbe la prima applicazione da eseguire su un telefono appena acquistato, per vedere se ci sono anomalie che possono essere riparate entro il periodo della garanzia.

test si dividono in:

  • Fotocamere (anteriore e posteriore)
  • Antenne (Radio, GPS, WiFi, Bluetooth, NFC, GSM/UMTS)
  • Sensori di movimento (accelerometro, giroscopio, gravità, accelerazione, distanza)
  • Schermo
  • Batteria
  • CPU e memoria
  • Suono (ingresso e uscita)
  • Uscite audio / video
  • Trasmettitore a infrarossi
  • Connessioni USB
  • Vibrazione
  • Sensore di luminosità e di prossimità
  • Sensori atmosferici (pressione, temperatura e umidità)
  • Sistema operativo

Z-DeviceTest non risalta per il suo design, ma per la quantità e qualità di strumenti di diagnosi. Per aprirli basta toccare semplicemente una delle icone. Se il test è disponibile, verrà visualizzato un segno di spunta verde sul pulsante; in caso contrario, apparirà una X rossa. La disponibilità di un test dipende dal fatto che l’hardware sia riconosciuto o meno.

Z-DeviceTest sul mio Nexus 4 con Android 5.0 Lollipop

Ogni test consiste in una tabella di dati che viene talvolta aggiornata in tempo reale. Ciò vale, ad esempio, per la prova dell’accelerometro, il sensore che misura l’orientamento dello smartphone nello spazio e la velocità di rotazione. Alcuni dati sono troppo tecnici, ma il test dà un’idea di come funziona ogni componente.

Gli altri test sono più elaborati. Il più impressionante è quello del GPS, che mostra la posizione e la disponibilità dei satelliti disponibili, fornendo tutti i dati necessari: longitudine, latitudine, velocità, azimut, altitudine, oltre al tempo di cui il GPS ha bisogno per stabilire la prima posizione.

La maggior parte dei test permettono di verificare velocemente la salute di questi importanti componenti, utilizzando i dati forniti da Android, ma che, però, il sistema non rivela agli utenti. Con Z-DeviceTest puoi anche sapere quale sono le reali capacità del tuo telefono, al di là di quelle fornite dal costruttore.

Non tutti i test funzionano. Se il telefono dispone di un hardware sconosciuto, è possibile che Z-DeviceTest non riesca ad accedervi. Può anche succedere che il tuo telefono o tablet non abbiano alcuni componenti e alcuni test possono causare la chiusura imprevista dell’applicazione, ma sono errori che l’autore cerca di correggere ad ogni aggiornamento.

Un secondo parere e pure gratis

Se ritieni che qualcosa sul tuo Android non stia funzionando come previsto, allora lancia Z-DeviceTest: fornisce informazioni utili a definire la portata del problema e rende la comunicazione con il servizio assistenza più efficiente. Ad esempio, puoi fare uno screenshot di uno dei test e inviarlo via WhatsApp.

Perché questa funzionalità non è integrata su Android? Perché Google ritiene che sia compito dei fabbricanti. Per questo motivo esistono applicazioni ufficiali per alcune marche, come Samsung Smart CareXperia Diagnostics. Il vantaggio di Z-DeviceTest, in questo senso, è che è universale e compatibile con i cellulari privi di app ufficiali per la diagnosi.

Scarica Z-DeviceTest per Android

Articolo originale in spagnolo

Immagine dell’intestazione: Fraunhofer, Analogic Corp.

I migliori giochi per computer del 2014

Scegliere i cinque migliori videogiochi del 2014 e un vincitore assoluto è stato difficile, ma grazie ai nostri esperti in materia e a un’approfondita discussione, li abbiamo trovati. Ecco il top del top videoludico dell’anno!

Ne abbiamo visti di grandi giochi quest’anno. A partire da Titanfall, il primo grande titolo in ordine di tempo rilasciato quest’anno, fino ad arrivare ai grandi giochi lanciati sul mercato da settembre a dicembre (da FIFA 15 a The Crew), giusto in tempo per il Natale, sono usciti una grande quantità di altri videogame.

Fare il punto della situazione non è stato semplice, così come metterci d’accordo. Per questo, abbiamo riunito una giuria di esperti di videogiochi. Hanno esaminato l’offerta videoludica di quest’anno e hanno selezionato una serie di titoli. Dopodiché, chiusi in una stanza, hanno dovuto scegliere i migliori cinque, secondo la qualità del gameplay, grafica, storia, controlli, rigiocablità e divertimento.

Ma non è bastato, perché volevamo darti il migliore in assoluto. Hanno così continuato a discutere fino a trovare l’accordo e, tra questi finalisti, hanno proclamato il vincitore dell’anno secondo Softonic.

Se vuoi sapere quali sono i parametri e le procedure che abbiamo usato, così come scoprire qual è il miglior gioco mobile e quali sono le migliori app dell’anno, leggi il nostro articolo indice sulle migliori app del 2014.

Dark Souls II: il miglior gioco del 2014

È state dura, ma alla fine siamo riusciti a trovare il vincitore: il gioco dell’anno è Dark Souls II. La lotta per il primo posto è stata serrata, ma alla fine la supremazia del titolo di Namco Bandai per quanto riguarda il gameplay, i controlli e soprattutto la rigiocabilità hanno determinato la vittoria.

Come ben saprai, Dark Souls II non è un titolo per tutti. Anche se è più accessibile del primo, rimane un gioco molto difficile, spesso frustrante, ma proprio per questo in grado di darti più soddisfazione di altri quando riesci nelle imprese.

Il sistema di combattimento, insieme all’ambientazione in un mondo aperto tutto da esplorare sono stati fattori importanti per la vittoria del gioco. Se però dovessimo scegliere i due elementi chiave che ci hanno portato a far vincere Dark Souls II, questi sarebbero l’alto livello di sfida e la rigiocabilità, anche grazie al grande DLC.

Scarica Dark Souls II

Alien Isolation: gameplay bilanciato e originale

In competizione fino all’ultimo per il premio di gioco dell’anno, Alien Isolation è l’altro titolo che più ci ha convinti nel 2014, soprattutto dal punto di vista della grafica e della storia. Il gioco di SEGA è infatti il primo grande titolo del franchising di Alien a essere stato rilasciato, talmente ben fatto che potrebbe essere benissimo stato il seguito dell’ultimo film.

Dal punto di vista del gameplay abbiamo premiato Dark Souls II, ma non per questo Alien Isolation è da meno, anzi, dal punto di vista dell’originalità è forse meglio del gioco dell’anno. Il titolo è una combinazione di survival horror e FPS che ti tiene in costante tensione, un’esperienza straziante in cui non puoi rilassarti neanche un attimo.

In un anno in cui le donne hanno rivendicato di diritto il loro posto nell’industria dei videogiochi e sono state al centro di una accesa controversia, è anche da non sottostimare il fatto che in Alien Isolation puoi impersonare una personaggio di sesso femminile.

Scarica Alien Isolation

TowerFall Ascension: multiplayer da festa

Il multiplayer in locale è una cosa da anni ’80, uccisa con l’arrivo della PS2 e XBox, ormai relegata alla Wii? Assolutamente no, e TowerFall Ascension è il party game che lo prova.

Veloce, frenetico, con un gameplay elegante, tanto contenuto, combattimenti in arene e bonus, insomma divertimento puro vecchio stile. Per alcuni dei giurati è uno dei titoli che ha riportato sul loro schermo sensazioni che non provava da tempo, tanto da definirlo “il miglior party game a cui ho giocato negli ultimi anni”.

Da stagionati videogamer quali siamo, abbiamo scelto TowerFall Ascension come uno dei migliori titoli del 2014 perché è riuscito a farci rivivere sensazioni passate ma in chiave moderna. Per questo, è anche un gioco consigliatissimo ai più giovani che non sono cresciuti, come noi, rompendo cubi di mattoni nelle vesti di Super Mario Bros. o combattendo contro il compagno di classe a colpi di bazooka in Worms.

Scarica TowerFall Ascension

Luftrausers: frustrante distruzione

Un gran gioco non ha bisogno di essere ambientato in uno spazioso open world da esplorare liberamente. A volte basta una sola ambientazione, tanti aeroplanini e un solo livello di difficoltà, come in Luftrausers.

Se da una parte propone un gioco vecchio stile, dall’altra Luftrausers ha una dinamica simile agli odierni titoli di successo sviluppati su mobile, fatta di partite teoricamente infinite ma in pratica brevi e intense.

L’alto livello di sfida alla ricerca del punteggio più alto è proprio la chiave del divertimento del gioco e quello che lo fa diventare un titolo addictive. Non è tuttavia un gioco monotono, dato che dopo ogni partita accumulerai esperienza e potrai modificare il tuo aeroplano per migliorarlo ed essere più efficace in battaglia.

Scarica Luftrausers

Far Cry 4: spazio ai sequel

I membri della giuria non sono amanti dei sequel, almeno non apertamente, a maggior ragione quando si tratta di titoli con molti bug, come Assassin’s Creed Unity. Con Far Cry 4, però, la storia è diversa: qui Ubisoft ha rilasciato un gran gioco.

Nonostante i 10 anni della serie, in Far Cry 4 ti sentirai di nuovo un esploratore in un mondo nuovo, che tu sia un neofita o un fan della saga. Certo, c’è chi ha sostenuto che il livello di Far Cry 3 non fosse eguagliabile, ma non tutti erano d’accordo, e alla fine anche i restii ad includerlo nella lista dei migliori titoli del 2014 si sono resi conto che un gioco con un open world così pieno di vita non poteva essere lasciato fuori.

Insomma, il gameplay vario con molto contenuto e soprattutto una modalità cooperativa, che apre nuove possibilità di gioco e estende il divertimento oltre la classica campagna, rendono Far Cry 4 il quinto titolo della nostra lista dei migliori giochi del 2014.

Scarica Far Cry 4

2014 emozionante: cosa ci riserva il 2015?

Come dicevamo, sono tanti i titoli usciti quest’anno e limitare la selezione a cinque nomi è stato realmente difficile. Nelle nostre discussioni, per trovare un accordo che soddisfacesse tutti, abbiamo spesso dovuto dare un punteggio ad ogni gioco per ciascun singolo criterio usato per confrontare i giochi e scegliere quelli da includere nella lista.

La discussione più lunga è arrivata alla fine, quando la giuria ha dovuto scegliere il miglior gioco dell’anno tra i cinque finalisti. Alcuni credevano fermamente che il vincitore avrebbe dovuto essere Dark Souls II e altri che un tale onore poteva meritarlo solo Alien Isolation.

Alla fine, dopo che ogni giurato ha esposto debitamente le sue ragioni (specialmente Alex, grande fan di Dark Souls II, e Marco, acceso difensore di Alien Isolation), siamo giunti a un accordo e il gioco di Namco Bandai è stato nominato vincitore.

Dark Souls 2 è un grande gioco, però si arriverà allo stesso livello di qualità nei videogiochi che usciranno nel 2015? Lo scopriremo presto, ma siamo fiduciosi perché già nel primo trimestre del nuovo anno arriveranno titoli promettenti come The Witcher 3 o Batman Arkham Knight.

Tu cosa ne pensi? Faccelo sapere con un commento!

Vuoi sapere quali sono le migliori applicazioni del 2014 nelle altre categorie? Leggi il nostro articolo!

Segui Daniel Barranger su Twitter

Il miglior programma per gestire le foto sul PC: la comparativa di Softonic

Qual è il miglior programma per gestire la tua libreria di foto con il PC? Abbiamo testato a fondo Adobe Photoshop Elements Organizer (PSE Organizer), ACDSee, Zoner Photo Studio e Picasa per scoprirlo. Ecco come è andata.

La rivoluzione della fotografia digitale ha fatto venire allo scoperto tantissimi appassionati di questa nobile forma d’arte. Ma nella loro vita arriva sempre il momento in cui la proliferazione di fotografie diventa ingestibile senza un software che metta un po’ d’ordine.

Per questo motivo abbiamo messo a confronto quattro photo manager, confrontandone le otto caratteristiche più importanti per gli utenti. Si tratta di Photoshop Elements Organizer 13, ACDSee 18, Zoner Photo Studio 17 Pro e Picasa 3.

Vi abbiamo già spiegato, nell’articolo introduttivo a questo Softonic Special, perché un programma per gestire la libreria fotografica è essenziale, e i criteri che abbiamo seguito per testare i quattro candidati. Ecco ora la comparativa vera e propria.

Importazione delle immagini

Durante l’importazione di nuove foto nel catalogo, spesso l’utente vuole fare due cose contemporaneamente: copiare le immagini della scheda SD della fotocamera nel disco rigido e importare le immagini nel database del programma che vuole usare per gestire la sua libreria fotografica.

Non solo: spesso vuole anche, in questa prima fase, aggiungere alcuni metadati e fare delle correzioni di base.

Selezione delle foto

Tutti i programmi testati offrono la possibilità di selezionare le immagini che si desidera importare e creare nuove sottocartelle sul disco rigido. Ogni programma, tranne Picasa, offre la possibilità di rinominare i file durante l’importazione con stringhe o nomi personalizzati e ad applicare i metadati.

In questa fase si notano già alcune differenze: ACDSee offre la maggior parte delle opzioni per aggiungere tutti i tipi di metadato, come parole-chiave, autore o titolo.

Zoner Photo Studio limita le opzioni a titolo, autore, copyright e parole chiave, mentre PSE Organizer consente, durante l’importazione, di aggiungere solamente creatore e autore. Le parole-chiave, quindi, non possono essere aggiunte in questa fase.

Modifica durante l’importazione

ACDSee e Zoner offrono la possibilità di ruotare automaticamente le immagini, mentre PSE Organizer elimina il problema degli occhi rossi durante l’importazione e inserisce automaticamente le immagini importate in un album, se lo si desidera. Picasa si distingue per la possibilità di condividere le immagini subito dopo l’importazione.

PSE Organizer, oltre alla finestra di dialogo di importazione avanzata con tutte le opzioni che abbiamo descritto più altre, offre una finestra di dialogo di importazione di base. Qui è possibile importare tutte le immagini da un qualsiasi supporto, creare una sottocartella e rinominare i file. L’interfaccia di questa finestra di dialogo è semplice e utile per l’importazione rapida di immagini da una sessione fotografica.

PSE Organizer Import
La finestra di dialogo di importazione avanzata di PSE Organizer è ricca di opzioni

Conclusione: “opzioni utili” batte “molte opzioni”

ACDSee e PSE Organizer sono quasi di pari livello in questa sezione. Il vincitore è comunque PSE Organizer. Abbiamo valutato la possibilità di rimuovere gli occhi rossi automaticamente come una funzione più importante rispetto all’enorme quantità di metadati che è possibile modificare in ACDSee durante l’importazione.

Per l’utente domestico medio questa sembra infatti essere l’opzione più utile, tenendo anche presente che il tagging in PSE, una volta che le immagini sono state importate, è molto agevole.

Se la modifica dei metadati è per te molto importante, ti consigliamo invece di optare per ACDSee.

Anche Zoner Photo Studio fa un buon lavoro in fase di importazione, ma non offre strumenti particolarmente utili. Picasa si posiziona invece ultima, perché non offre quasi nessuna opzione durante l’importazione.

Tag, categorie, keyword

Se gli album sono l’ossatura della libreria fotografica, i tag ne sono le vene e le arterie. Assegnare agli scatti parole chiave ed etichette serve a mantenere in salute e in ordine la propria collezione, e a ritrovare facilmente uno scatto anche quando il database ne conta molte migliaia.

Tutti i programmi testati sono in grado di leggere e trattare questo tipo di informazioni, anche se ciascuno ha un diverso modo di mostrarli e di gestirli.

PSE Organizer, ACDSee e Picasa sono, da questo punto di vista, molto convincenti, ed offrono approcci intuitivi.

In ACDSee, ad esempio, puoi assegnare i tag semplicemente trascinando una foto o un gruppo di foto sulla relativa parola chiave, nel pannello di destra. D’altronde, quando apri il programma per la prima volta, se vuoi taggare una foto, il primo metodo che ti verrà spontaneo provare è proprio questo. Ed è una bella sensazione prendere atto che funziona.

Un altro sistema di tagging rapido che quest’ultimo offre e che ci è piaciuto molto è Quick Tags, un tastierino con nove bottoni personalizzabili a cui assegnare tag, che puoi poi applicare alle foto con un semplice click.

ACDSee Quick keywords

Anche Picasa ce l’ha, ed ha anche un sistema molto semplice ed efficace di gestire il geotagging e il riconoscimento facciale. D’altronde la principale caratteristica dei prodotti di Google è l’integrazione dei tanti tasselli che compongono il loro universo, e quindi era facile aspettarsi che Google Maps e la tecnologia di face recognition si integrassero perfettamente anche in Picasa.

In PSE Organizer il tagging funziona, come in ACDSee, con il drag and drop, e le tre categorie principali di parole-chiave (Keywords, People Tags e Events Tags) possono essere facilmente arricchite di ulteriori categorie e sottocategorie.

PSE Tags tabIl tab Tags di PSE Organizer

Zoner Photo Studio, invece, non ci ha convinti. Per assegnare una keyword a una foto devi selezionarla e, dal pannello Tags sulla destra, cercare la parola chiave da assegnare, cliccarci col tasto destro e scegliere Assign Keywords to Section. Oppure inserire manualmente le keyword. Metodi un po’ scomodi, che non si adattano al meglio al flusso di lavoro a cui siamo oggi abituati, che punta su intuitività e rapidità.

Abbiamo inoltre trovato l’assegnazione di tag, etichette o rating in modalità batch lenta: mediamente ci vogliono cinque secondi per assegnare un voto a 10 foto contemporaneamente.

Conclusione: vince l’efficienza anche in condizioni difficili

Difficile stabilire quale programma, tra PSE Organizer e ACDSee, meritasse il primo posto della categoria. Entrambi, difatti, combinano bene la quantità di opzioni e l’accessibilità delle stesse. Vero è che il campione di Adobe può contare su un’interfaccia più gradevole e moderna, ma alla fine ACDSee la spunta per un soffio.

Nei nostri test, infatti, l’abbiamo trovato il più efficiente nel gestire una libreria corposa anche subito dopo averla importata, permettendoti di catalogare gli scatti rapidamente e di avere un database gestibile dopo breve tempo.

Il terzo posto va a Picasa, che pure fa un’ottima figura in questa categoria. Al quarto Zoner, troppo farraginoso.

Metadati

Dei metadati ben organizzati sono molto utili, specialmente se un giorno si decide di passare a un altro software di gestione delle foto, o si desidera condividere alcune informazioni con persone che non utilizzano lo stesso tuo software.

I metadati vengono scritti direttamente nel file di immagine e quindi sono sempre a disposizione con la foto stessa.

Regolare la data e l’ora

Tutti i programmi offrono la possibilità di modificare la data e l’ora dello scatto. Gli strumenti per farlo, però, differiscono molto.

Picasa e PSE Organizer optano per la semplicità. Si cambia la data e l’ora per la prima immagine selezionata, e il software regola quelli delle altre che hai selezionato in base alla differenza.

ACDSee offre alcune altre opzioni, come impostare la stessa ora per tutte le immagini selezionate. Con Zoner Photo Studio è possibile modificare vari valori temporali.

Transparenza e gestione chiara dei metadati

ACDSee metadata

In ACDSee puoi personalizzare la visualizzazione dei metadati e salvare diversi profili di visualizzazione. In questo modo avrai facilmente a portata di mano le informazioni che ti sono davvero necessarie, lasciando fuori tutte quelle che invece generano solo confusione.

Tra i dati EXIF che puoi modificare ci sono modello di fotocamera, descrizione immagine, artista, copyright, utenti e commenti.

Zoner Photo Studio permette di modificare tutti i tipi di dati EXIF, compreso il tempo di esposizione, diaframma, la lunghezza focale.

PSE Organizer, invece, offre una visualizzazione dei dati EXIF molto gradevole, ma non permette di modificarli.

Per i dati IPTC, ACDsee offre un keyword manager interessante. Tuttavia, e questo è un minus importante, non vi è alcuna possibilità di modificare in batch i dati IPTC, ad esempio aggiungendo una parola chiave per una selezione di varie immagini in un solo passo.

PSE Organizer ha invece uno strumento molto piacevole e facile da utilizzare per farlo.

PSE Organizer Edit IPTC

PSE Organizer offre una bella interfaccia per il batch editing dei dati IPTC

Conclusione: modifica dei metadati chiara e semplice

Nonostante non sia PSE Organizer ad offrire la più grande quantità di metadati EXIF e IPTC modificabili, è lui che vince in questa categoria, per la migliore combinazione di modificabilità, comfort e trasparenza nei dati.

È vero che ACDSee è ancora più trasparente quando si tratta di metadati e, per i fotografi a cui questi sono necessari, è un ottimo strumento. Ma il fatto di non consentire l’editing in batch di tali dati impedisce al software di trionfare sugli altri.

Zoner Photo Studio è, tra i quattro, quello con cui è possibile modificare la maggior quantità di dati EXIF, ma cambiare l’indicazione del tempo di esposizione, dell’apertura del diaframma o la lunghezza focale con cui hai scattato una foto ha senso solo in un numero molto limitato di occasioni. Zoner conclude al terzo posto anche per essere molto confuso e non molto trasparente quando si tratta di modifica dei metadati.

Picasa è ultimo perché consente solo la regolazione dell’ora di scatto. Tuttavia, se l’aggiunta della geolocalizzazione in Google Maps è per te importante, Picasa funziona bene.

Search

Tanto più una libreria è grande, tanto più importante è la qualità degli strumenti di ricerca. Ovviamente l’utente stesso gioca un ruolo chiave in questo.

Se infatti investiamo un po’ di tempo a prenderci cura dei nostri scatti, dividendoli in album, assegnando keyword, tag ed etichette, e magari anche dando dei nomi alle foto diversi da quelli che le fotocamere danno loro di default, ritrovare una fotografia sarà più facile. Se non lo facciamo, invece, un po’ più difficile.

Ma anche in caso di nostra negligenza, i programmi di gestione di foto hanno molte frecce al loro arco.

Durante i test del manager di foto di Adobe abbiamo sempre trovato tutto in un attimo, e mai abbiamo avuto difficoltà a capire come il sistema funzionasse. Un’ottima esperienza utente e un motore di ricerca da primo della classe. Anche gli altri tre concorrenti si comportano però molto bene.

Picasa, che è di Google, offre tre approcci diversi.

Il primo è composto di cinque strumenti con cui puoi filtrare il database o un album e vedere solo foto contrassegnate con la stella, foto caricate nei web album, foto che contengono visi, video o foto che contengono un tag geografico. I filtri possono essere usati anche congiuntamente.

Il secondo approccio è la classica ricerca rapida, mentre il terzo (sperimentale) è una ricerca per colori predominanti. Tutti funzionano bene, sono rapidissimi e soprattutto efficaci.

Picasa-Search suggestions and filtersI filtri e la ricerca rapida in Picasa

La ricerca rapida di Zoner non è male: puoi infatti incrociare contemporaneamente titolo, autore, descrizione, keyword e percorso, rating, colore dell’etichetta e anche coordinate geografiche.

Il problema è che nella pratica l’esperienza d’uso è frustrante, perché tutto è lento e pesante, e le stringhe che usi per la ricerca testuale devono essere esatte e complete, altrimenti non ottieni risultati.

Anche la funzione di Search completa è poco soddisfacente: sono previsti tanti criteri, ma persi in mille tab. Anche qui, il programma non dimostra di essere al passo con i tempi.

In ACDSee la ricerca rapida (in alto a destra del pannello centrale dell’interfaccia) è invece piuttosto spartana, ma parzialmente personalizzabile. Il pannello di Search principale, che si trova nella colonna di destra, permette invece ricerche per nome di file, per testo e per proprietà.

Quest’ultimo criterio è personalizzabile, e puoi aggiungere tanti criteri quanti ne vuoi tra metadati, dati EXIF, proprietà dei file, attributi dell’immagine, IPTC e attributi multimediali.

Nel complesso, le ricerche possono essere molto precise, ma il metodo non è dei più immediati.

Anche PSE Organizer offre due opzioni di ricerca, ma nel suo caso sono entrambe convincenti.

La prima è un sistema di filtraggio che incrocia la data di scatto (che selezioni manualmente dall’utilissima timeline che c’è in alto al centro dell’interfaccia) con le keyword e i tag (People, Places e Events), tutti personalizzabili.

Basta spuntare le parole chiave che ti interessano e automaticamente visualizzerai i risultati di conseguenza. Un sistema comodissimo e totalmente soddisfacente, che nel 95% dei casi soddisfa le tue necessità di ricerca.

PSE Organizer - Timeline and Tags tabSe vuoi un sistema più tradizionale e chirurgico, c’è il menu Find, che è particolarmente ricco. Hai infatti tantissimi criteri di ricerca e, all’interno di ognuno, hai tante opzioni.

Particolarmente interessanti sono il menu By Visual Searches, che permette di trovare i doppioni, le foto simili e gli oggetti che appaiono in una foto, e Find by Details, che offre due menu a tendina con parametri booleani e un campo di ricerca, con cui, se hai mantenuto ragionevolmente ordinata la libreria, puoi trovare virtualmente qualunque scatto in un istante.

Conclusione: vince il binomio completezza/semplicità

In questa categoria, Picasa e PSE Organizer staccano la concorrenza, e quest’ultimo supera il gestore di foto di Google per l’ottimo rapporto tra completezza e semplicità, che è per tutte le categorie uno degli indicatori più importanti nello stabilire una gerarchia tra programmi omologhi.

Terzo e quarto posto vanno, rispettivamente, a ACDSee e Zoner.

Editor

Tutti i programmi testati includono strumenti di modifica delle immagini.

PSE Organizer viene venduto in un pacchetto che comprende PSE Editor, uno strumento grafico completo e di alto livello. Potrebbe però sembrare un po’ ingiusto confrontare questo editor con gli editor built-in degli altri programmi. Comunque, considerato che né l’Organizer né l’Editor sono disponibili in versioni standalone, abbiamo deciso di trattare i due programmi come un unico software.

Nella scheda Edit, ACDSee offre una ricca selezione di strumenti per riparare, regolare o giocare con le immagini. L’editor ha diversi strumenti di correzione che lavorano in modalità totalmente automatica.

Tuttavia, è possibile effettuare regolazioni molto dettagliate e perfezionare il risultato di queste correzioni. Inoltre ACDSee offre un gran numero di effetti speciali e strumenti potenti di vignettatura e tilt-shift. Nella versione Pro troverai una cassetta degli attrezzi ancora più fornita.

ACDSee editor
L’editor di ACDSee è ricco di opzioni e facile da usare

Anche il tab di editing di Zoner Photo Studio offre un gran numero di strumenti per modificare le immagini.

Ci sono anche strumenti di quick fix, ma privi di opzioni. Davvero interessante in questa sezione è il confronto prima-dopo, che ti permette di passare, toccando il tasto sinistro del mouse e rilasciandolo, tra l’originale e l’immagine modificata. Per le regolazioni più squisitamente manuali, è necessario utilizzare gli strumenti della toolbar principale.

L’editor Instant Fix di PSE Organizer è molto basilare e comprende il tool di ritaglio, contrasto, rimozione occhi rossi, autocolor, la nitidezza e i livelli, e un correttore intelligente che migliora i colori, le ombre e le luci. Non ci sono opzioni.

Se passi all’editor completo, che si apre in una finestra a parte, trovi invece tutto quello che un utente non professionale possa desiderare in termini di editing di immagini, a partire dai layer e dal tool History fino alle forme e ai modelli personalizzati, solo per citare una piccola parte dell’intera cassetta degli attrezzi.

PSE editor
Il PSE Editor ti offre qualunque strumento tu possa desiderare

I principali strumenti di editing su cui Picasa punta sono i suoi filtri in stile Instagram. Dei cinque tab di strumenti, infatti, ben tre sono dedicati ad essi. Negli altri due troverai tool per ritagliare, l’autocolor e Contrast, Lightning e Color Fixes. Le opzioni sono piuttosto limitate.

Conclusione: la giusta combinazione di editing automatico e manuale

PSE Organizer è chiaramente il vincitore di questa sezione. L’editor appartiene ad un’altra categoria rispetto agli altri e non lascia a desiderare da nessun punto di vista.

L’editor di ACDSee è impressionante nel suo campo di applicazione, tra correzione automatica e la possibilità di affinare le regolazioni manualmente.

La quantità di strumenti è incredibilmente grande per un programma in cui l’editing non è il focus principale. Puoi facilmente applicare le regolazioni più comuni e molte, molte altre. Pur offrendo così tante opzioni, l’interfaccia rimane chiara e facilmente accessibile in ogni momento.

Questo aspetto, nel caso di Zoner Photo Studio, è invece nuovamente carente rispetto ai suoi concorrenti. C’è una grande quantità di strumenti, ma sono difficili da trovare e da usare.

Picasa offre solo le correzioni di base e un ampio corredo di filtri.

Organizzazione dell’interfaccia

Tutti e quattro i programmi analizzati hanno un’interfaccia divisa in tre aree, con un browser a sinistra, il visualizzatore al centro e gli strumenti di catalogazione e di filtraggio a destra. Ciononostante, ci sono differenze molto evidenti.

Photoshop Elements Organizer e Picasa sono, esteticamente e a livello di organizzazione grafica degli strumenti, superiori ai due concorrenti. L’approccio che offrono è immediato e istintivo, tutto è molto chiaro fin dalla prima apertura e la sensazione che trasmettono è di un ambiente accogliente.

Entrambi permettono di organizzare il database con semplicità: creare album, taggare foto singole o multiple, filtrare, tutto è a portata di click.

Picasa - InterfacePicasa ha un’interfaccia chiara, pulita e amichevole

ACDSee è invece, a livello grafico, migliorabile. L’interfaccia è un po’ troppo spartana in stile Windows, e l’organizzazione del pannello di sinistra non è chiarissima. Un altro piccolo difetto è una divisione non molto netta tra foto e foto nel pannello centrale, che ha come conseguenza la difficoltà a capire se il nome di una foto si riferisca all’immagine sopra o sotto di esso.

Di contro, però, ACDSee offre una grandissima quantità di strumenti. La modalità Catalog raccoglie una grandissima quantità di filtri per ordinare estemporaneamente le foto, e con i tre sottopannelli del pannello Properties (Metadata, Organize e File) la catalogazione della libreria è rapida ed efficace.

Purtroppo anche in questo caso è Zoner Photo Studio l’anello debole. L’interfaccia è caotica, con un’enorme quantità di icone sparse senza un vero criterio. Anche l’organizzazione è complicata, e si ha costantemente la sensazione di non avere il controllo delle proprie foto.

Anche il tagging è un po’ farraginoso e, nel complesso, fare e mantenere l’ordine è un’impresa che richiede una dose notevole di buona volontà.

Conclusione: vince l’interfaccia bella, usabile e completa

PSE Organizer batte la concorrenza: c’è tutto, l’ambiente è gradevole, gli strumenti si trovano facilmente e sono facili da usare ed efficaci. Cosa puoi chiedere di più?

La vittoria in questo caso è particolarmente meritata. Va detto che anche Picasa brilla a livello di organizzazione, ma la quantità di strumenti è minore rispetto a Photoshop Elements Organizer. E questo è il motivo per cui lo mettiamo al secondo posto.

Servizi Cloud

Una volta organizzate le immagini, molto probabilmente vorrai condividerle con la famiglia e gli amici. Tutti i programmi testati includono varie opzioni di condivisione.
Inviare le immagini via email è possibile con tutti i software.

PSE Organizer, però, offre in questa fase un’opzione particolarmente interessante: è possibile infatti ridimensionare le immagini nel formato e nella qualità che desideri.

Con Zoner Photo Studio è invece possibile zippare le immagini in un unico file prima di inviarle.

Servizi di clouding proprietari

Tutti i programmi offrono i propri servizi cloud, per usare i quali devi creare un account.

Quello più interessante è Zonerama di Zoner Photo Studio. Offre infatti spazio gratuito illimitato per conservare foto di qualsiasi qualità.

Picasa utilizza i 15 GB di cloud storage che si ottengono con ogni account Google gratuito, ma condivide questo spazio con Gmail e Google Drive. Adobe Revel, che è invece incluso in PSE Organizer, offre 2 GB di spazio gratuito.

ACDSee 365 è l’opzione più costosa, a partire da 34 euro l’anno, ma con una grande quantità di opzioni.

Zonerama

Zonerama offers unlimited storage space.

Condivisione sui social media

PSE-Organizer Sharing

Oltre che nei suoi album web, Picasa offre solo il caricamento in Blogger e la creazione di una presentazione di foto che puoi condividere su YouTube.

Le possibilità di condivisione social sono quindi piuttosto limitate, mentre l’offerta di ACDSee, PSE Organizer e Zoner Photo Studio è più ricca.

Ognuno dei tre offre infatti l’upload diretto a Facebook e Flickr. Il network fotografico SmugMug è integrato in ACDSee e PSE Organizer, mentre Zoner Photo Studio permette il caricamento in Picasa. PSE Organizer integra invece Twitter, Vimeo e YouTube.

Conclusione: vince chi integra più network

In questa categoria vince PSE Organizer. Oltre alla condivisione via email e al proprio servizio di cloud, integra un totale di sei reti sociali per la condivisione di immagini.

Zoner Photo Studio si piazza secondo. Il motivo: anche se supporta solo tre reti sociali, è l’unico programma che include un cloud storage illimitato.

Anche ACDSee supporta tre reti, ma il servizio proprietario è costoso. Picasa arriva invece ultimo, perché supporta solamente i servizi di Google.

Backup

Uno strumento per creare copie di sicurezza del database non può mancare in un programma di gestione della libreria fotografica. Tutti e quattro programmi analizzati ne offrono uno, con più o meno opzioni.

ACDSee ha quello che ci è sembrato più completo. Si trova in Tools > Database > Backup Database, e si usa tramite un wizard che ti guida passo per passo al backup dell’intera libreria o di parti di essa, ad esempio singole cartelle, su DVD o CD. È anche supportato il backup incrementale.

ACDSee - Backup wizard

Il Backup Wizard di ACDSee

Una volta stabiliti i parametri e dato il via al processo, il backup è pronto in un tempo incredibilmente esiguo. Ad esempio, per una cartella di 341 MB con 156 foto ci sono voluti circa 4 secondi.

Anche PSE Organizer offre un wizard che ti permette di scegliere tra backup completo e backup incrementale. Rispetto ad ACDSee ha meno opzioni, ma si tratta di un ottimo strumento. Tra l’altro, ad ogni apertura, il programma ti offre la possibilità di effettuare il backup. Un ottimo sistema che difende i procrastinatori dai pericoli che comporta il rimandare la procedura all’infinito.

Zoner Photo Studio funziona in modo leggermente differente. Puoi infatti effettuare il backup online grazie a Zonerama, di cui abbiamo parlato poco sopra. Puoi anche scegliere se mantenere la qualità originale (ed è questa la vera e propria modalità di backup) o abbassarla, per creare copie in rete più leggere, che puoi mostrare facilmente agli amici.

Zoner - Chose the quality before uploading to Zonerama

Un’altra opzione per avere una copia di sicurezza delle foto si chiama Folder synchronization, e ti permette la sincronizzazione simmetrica o asimmetrica delle cartelle con le tue foto. Grazie alle impostazioni avanzate puoi sincronizzare in base alle tue esigenze specifiche. Un sistema molto completo.

Anche il sistema a due passi di Picasa è buono: si crea un setup di backup (che puoi salvare per riusarlo ad ogni backup successivo), si sceglie se copiare in un disco esterno o masterizzare su CD o DVD e il gioco è fatto. Semplice e ben fatto, anche se con meno opzioni dei prodotti concorrenti.

Conclusione: vincono personalizzazioni e velocità

È particolarmente difficile stabilire un vincitore, in questo caso. Tutti e quattro i sistemi hanno caratteristiche peculiari che ci sono piaciute, e tutti funzionano bene. Alla fine, però, abbiamo deciso di premiare ACDSee, per le molte opzioni offerte e per la considerevole velocità di copia. È comunque bello vedere come tutti e quattro i programmi curino questo importante aspetto con l’attenzione che merita.

Assegniamo invece il secondo posto a PSE Organizer, il terzo a Zoner e il quarto a Picasa.

Abbiamo un vincitore!

Dopo aver testato a fondo le otto principali funzioni di ACDSee, PSE Organizer, Picasa e Zoner Photo Studio, e dopo averli messi a dura prova dando loro in pasto un database di quasi 9.000 foto, è finalmente arrivato il momento di stabilire un vincitore.

Oltre alle funzioni analizzate in modo “scientifico”, per decretare chi meritasse il gradino alto del podio, abbiamo anche considerato un aspetto difficilmente quantificabile, che potremmo definire “carattere”, in cui si fondono diversi aspetti: la sensazione che il programma trasmette (solidità, sicurezza, o confusione, farraginosità), il piacere o il fastidio che si prova usandolo, l’appeal che il programma ha, cioè se ti invoglia o meno ad aprirlo e usarlo.

La tabella riassuntiva

Considerato tutto ciò, e considerati gli otto elementi che abbiamo descritto in questo articolo, abbiamo assegnato la medaglia d’oro a PSE Organizer.

A livello di completezza, semplicità, potenza e carattere, infatti, è quello che ci ha convinti di più. Per questo motivo lo consigliamo come prima scelta a chi voglia un’applicazione seria per gestire un database massiccio di foto e desideri da essa affidabilità e piacevolezza d’uso.

Il secondo posto spetta ad ACDSee, che è ricco ed efficiente quanto PSE Organizer (e per certi aspetti anche superiore), ma che è un po’ più farraginoso e meno esteticamente amichevole.

Terzo posto: Picasa. Non si tratta di una punizione, intendiamoci. Il programma di Google, semplicemente, si rivolge ad un’utenza un po’ meno esigente, che ha bisogno di un programma robusto ma semplice per organizzare e condividere foto, senza troppe complicazioni.

Per questo target, Picasa è un capolavoro. Se vuoi qualcosa di più, però, ci sono programmi più adatti.

Zoner Photo Studio si piazza all’ultimo posto perché non ci sembra all’altezza degli altri tre. L’interfaccia è molto confusa, l’organizzazione è caotica e l’esperienza d’uso piuttosto frustrante. Dopo giorni e giorni di prove, infatti, continuavamo ad avere difficoltà a orientarci in quel dedalo di iconcine. Ha i suoi punti di forza, come abbiamo visto, ma non bastano a fargli reggere il confronto.

Se vuoi sapere più specificamente i criteri che abbiamo usato per valutare i quattro programmi che abbiamo messo a confronto, leggi l’articolo introduttivo di Mareike.

[Articolo scritto a quattro mani da Mareike Erlmann e Pier Francesco Piccolomini]

Gestione professionale delle foto: cosa fa realmente la differenza?

Nell’era della fotografia digitale, la raccolta di immagini sui nostri computer diventa ogni giorno più grande. Il disordine è prevedibile e la frustrazione si materializza rapidamente quando non riesci più a trovare le foto del viaggio a Londra con gli amici o dei tramonti spettacolari nella tua spiaggia preferita.

In caso di regali fotografici, presentazione di immagini durante il matrimonio del tuo migliore amico o semplicemente per il tuo piacere personale, se fotografi spesso e volentieri ti consigliamo di affidarti a un buon software di gestione delle immagini per organizzare i tuoi scatti.

Nella nostra comparativa mettiamo a confronto i quattro programmi leader del mercato. Quale software è più adatto ad un certo ambito? Qual è il migliore in assoluto? In questi quattro programmi abbiamo testato e comparato otto importanti feature che ci aiutano a trovare le giuste risposte: importazione delle foto, funzione metadati, supporto ad un servizio on the cloud, ed altre. Leggi qui l’articolo completo del nostro speciale, dove scoprirai maggiori dettagli sulle feature prese in analisi e il motivo per il quale sono così cruciali per una gestione efficace delle foto.

Ma prima, in questo articolo di supporto, te ne forniamo una panoramica generale.

Importazione delle immagini

import

Mediante l’importazione delle immagini è possibile copiare le vostre foto dalla scheda di memoria a un’altra destinazione a piacimento, nella cartella delle immagini o sul disco rigido. Al tempo stesso, è possibile importare le foto nel catalogo del software di gestione.

Grazie alla funzione di anteprima, è possibile selezionare le foto da copiare. Spesso vengono visualizzati anche i duplicati, ossia foto già importate in precedenza, che non sono ancora state cancellate dalla scheda di memoria. Alcuni programmi consentono già in fase di importazione di cancellare gli occhi rossi attribuire metadati.

Categorie e parole chiave

Per consentirti di organizzare le foto in modo efficiente, i programmi utilizzano categorie, parole chiave o tag. Se avete assegnato le giuste parole chiave alle vostre immagini, la ricerca è un gioco da ragazzi.

categories

Nel migliore dei casi, il software consente di filtrare i contenuti di più cartelle. Dunque, riuscirà a trovare le foto dei cani dalla cartella Vacanze 2012 così come quelle contenute nella cartella generica, a patto che le immagini siano contrassegnate da un tag comune, ossia Cane.

Le parole chiave e i tag possono essere assegnati alle immagini in vari modi: alcuni programmi prevedono l’utilizzo di maschere d’immissione, altri consentono di trascinare i tag sulle foto tramite la funzione Drag&Drop.

Metadati: IPTC ed Exif

L’assegnazione di tag e categorie risulta utile soprattutto all’interno del software di gestione. Oltre a queste è possibile assegnare una quantità di metadati che vengono scritti direttamente nel file immagine.

metadata

Questi dati, infatti, sono disponibili anche all’esterno dello strumento di gestione, ad esempio in Windows Explorer. In questo caso, si tratta di dati IPTC ed Exif, che sono conformi a standard internazionali e, di conseguenza, sono neutrali e indipendenti.

Lo Standard IPTC è stato sviluppato dall’International Press Telecommunications Council e contiene tutti i dati fondamentali relativi al contenuto di un’immagine, ad esempio, fotografo, copyright o parole chiave; mentre i dati Exif contengono quasi esclusivamente i dati tecnici della fotocamera, tra cui il tempo di esposizione, l’apertura del diaframma, la distanza focale o valore ISO ma anche le coordinate GPS complete di data e ora.

Ricerca

search

A cosa serve dunque l’assegnazione di parole chiave e l’elaborazione dei metadati, se in ultima analisi non sono utili per la ricerca delle foto? Un componente piuttosto essenziale dei software di gestione delle foto è la funzionalità di ricerca avanzata.

Nel migliore dei casi, è possibile combinare in modo ottimale varie opzioni di ricerca come categorie, ora, parole chiave, metadati o valutazione, per riuscire a visualizzare rapidamente le immagini corrispondenti in più cartelle.

Editor

Sebbene l’obiettivo principale di un software per la gestione delle immagini non sia l’editing fotografico, spesso potrebbe essere necessario apportare anche dei piccoli ritocchi. Non a caso, la maggior parte dei software di questo tipo offre anche editor delle immagini con funzionalità più o meno estese.

Ad esempio, possiamo trovare semplici funzioni di taglio e alcuni filtri fino a veri e propri programmi di grafica. Ad esempio, Adobe ha inserito in Photoshop Elements l’organizer nello stesso pacchetto del fotoeditor. Non è possibile acquistare i programmi singolarmente.

Servizi su Cloud

cloud

Se dopo aver organizzato e modificato le tue immagini desideri condividere il risultato delle tue fatiche in piena sicurezza con amici e parenti, molti programmi di gestione delle immagini offrono anche il collegamento a diversi servizi su Cloud pensati appositamente per la condivisione delle foto.

Il tipo e la quantità di servizi supportati, così come di social network, potrebbe influenzare notevolmente la scelta dello strumento di gestione.

Al termine della configurazione, la condivisione diretta dal software è naturalmente molto più agevole rispetto a quella tramite Facebook, Flickr o Twitter. La maggior parte dei programmi di gestione di software offrono anche soluzioni Cloud ad hoc, che, in molti casi, prevedono servizi molto diversi.

Backup

backup

Poco amato ma estremamente importante: il backup. Se hai dedicato molto tempo per organizzare al meglio le tue foto, ti consigliamo di non eseguire il backup soltanto delle immagini grezze ma anche dell’intero catalogo organizzato.

Questo include l’assegnazione di parole chiave, album e altre raccolte. In caso di perdita dei dati, il backup del catalogo conserva l’intera organizzazione, non soltanto i metadati salvati nei file immagine.

Interfaccia

Prima di scegliere è consigliabile anche dare un’occhiata all’interfaccia utente del programma: serve molto tempo a capire come funziona oppure risulta piuttosto intuitiva? I programmi migliori spesso nascondono le funzioni che non sono necessarie nella vista corrente migliorando la generale chiarezza del programma. Tuttavia, le procedure per lo svolgimento di determinate funzioni dovrebbero essere sempre chiare, in modo da evitare una ricerca troppo lunga dopo aver scoperto una funzione magari perché ci si trova nella vista sbagliata.

L’enigma della scelta

La scelta del software di gestione delle foto non è affatto facile, soprattutto considerando che dovrai utilizzarlo a lungo. Inoltre, trasferire rapidamente un catalogo fotografico ben organizzato in un altro programma non è un’operazione affatto semplice. Per queste ragioni, prima di procedere all’acquisto, è necessario valutare bene le funzioni che sono più importanti rispetto alle tue necessità.

Nel caso in cui tu abbia bisogno di condividere con altri utenti molte informazioni sulle foto, allora per te è necessario avere a disposizione una funzionalità di gestione dei metadati avanzata e altamente personalizzabile; in alternativa, se vuoi condividere in modo facile e veloce le foto con i tuoi amici, ti consigliamo di scegliere i programmi che offrono una buona integrazione con i servizi Cloud.

Nella nostra grande comparativa di ACDSee, Picasa, PSE Organizer und Zoner Photo Studio ti aiuteremo a prendere la decisione migliore. Leggi l’articolo completo.

Articolo originale in tedesco

Skype Translator Preview disponibile per il download

Presentata il mese scorso, la Preview di Skype Translator è disponibile per il download. Questa prima versione al momento supporta le traduzioni in tempo reale delle chiamate audio video in inglese e in spagnolo e di oltre 40 lingue per la traduzione delle chat.

Skype Translator Preview è compatibile con Window 8.1 e con Windows 10 Technical Preview.

La versione definitiva di Skype Translator permetterà traduzioni in tempo reale in 45 lingue e sarà compatibile con la maggior parte dei principali sistemi operativi.

La Preview è scaricabile attraverso la pagina di registrazione di Skype Translator.

Via: Skype

Leggi anche:

WhatsApp: in arrivo la versione web?

Wire, la nuova app di comunicazione creata dal co-fondatore di Skype

Skype per Android: multitasking durante le chiamate e altre novità

Segui su Twitter @LauraCeridono