
I videogiochi bellici trasfigurano la realtà per creare mondi alternativi sempre più realistici. In questo articolo l’autore, appassionato di FPS e TPS, ripercorre ironicamente la storia del XX secolo con gli occhi di un videogiocatore fanatico, che si è immerso così profondamente negli sparatutto da credere che la “realtà vera” sia quella in essi contenuta.
Continua a leggere solo se come lui non puoi resistere ai first person shooter, se vuoi scoprire tutto quello che hanno da offrire e… se vuoi giocare un po’ con la storia!
Resettare tutto. Rewind. Ci hanno fregati.
Abbiamo studiato per anni, come pazzi, fin da bambini, togliendo prezioso tempo al gioco, allo sport, alla musica, per poi scoprire cosa? Che a scuola ci hanno raccontato un sacco di balle!
Stavolta però non sono né la religione né la filosofia le pietre dello scandalo. Stavolta il problema è la storia.
La situazione è questa: tutto quello che ci hanno raccontato i libri sul ‘900 è falso. Le guerre, i buoni, i cattivi, gli imperi, le invasioni, i vincitori, i vinti, gli amici e i nemici: tutto inventato.
Come l’ho saputo? Ma dai videogiochi, naturalmente, fonte inesauribile di verità. L’illuminazione è arrivata dopo aver completato Call of Duty: Black Ops. Nel momento esatto in cui ho sparato l’ultimo colpo su quella dannata nave, dopo aver visto quello che ho visto, ho capito tutto. E ho deciso: dovevo sapere come sono andate davvero le cose nel ventesimo secolo.
E così, dopo studi matti e disperatissimi tra un FPS e uno sparatutto in terza persona, tra uno sbarco in Normandia e un’invasione del Viet Nam, ho finalmente ristabilito la verità.
Se non hai paura, se sei forte abbastanza, dimentica tutto ciò che sai e vieni a scoprirla anche tu con me.
Attenzione: questo articolo contiene tre spoiler. Te li segnaleremo all’inizio dei relativi paragrafi.