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Nintendo cambierà qualcosa nei prezzi dei suoi giochi negli Stati Uniti, almeno per alcune uscite first-party in arrivo su Nintendo Switch 2: le edizioni digitali avranno un prezzo consigliato più basso di quelle fisiche. La novità c’è, ma ha confini molto più stretti di quanto alcuni titoli abbiano fatto pensare. Da quello che Nintendo ha comunicato finora, il cambio di rotta riguarda solo i prossimi giochi first-party della nuova console e non include alcun taglio retroattivo per i titoli che sono già sul mercato.
Quindi no, non significa che tutti i giochi digitali Nintendo costeranno automaticamente 10 dollari in meno. E no, non ci sarà neanche una riduzione retroattiva sui titoli già usciti. Per adesso il cambiamento tocca soltanto i prossimi giochi first-party di Nintendo Switch 2.
Prezzi Nintendo Switch 2: cosa cambia davvero
Il primo caso concreto è Yoshi and the Mysterious Book. Nintendo lo ha segnalato per il mercato USA con un prezzo consigliato di 59,99 dollari in digitale e 69,99 dollari in formato fisico. La distanza, quindi, è di 10 dollari.
Qui sta il cuore della nuova impostazione: Nintendo sta distinguendo in modo più marcato il listino tra download e copia su cartuccia, almeno per alcune uscite su Nintendo Switch 2. Non è però una revisione complessiva dei prezzi di tutto il catalogo digitale Nintendo, come era sembrato in un primo momento leggendo certe ricostruzioni.
Non è uno sconto su tutto il catalogo digitale
E questo chiarimento conta, perché il raggio d’azione della misura è parecchio più limitato. La nuova struttura non si applica a tutti i titoli Nintendo e non cambia in automatico i prezzi dei giochi già pubblicati su Nintendo Switch.
Sulla Switch attuale, infatti, digitale e fisico sono quasi sempre partiti con lo stesso prezzo di listino. Le differenze, semmai, si sono viste nei negozi: lì le copie fisiche finiscono spesso in sconto per iniziativa dei rivenditori.
C’è stato anche un caso un po’ a parte, quello di Nintendo Switch Sports, che aveva un prezzo consigliato di 39,99 dollari. Se lì hai notato scarti rispetto al digitale, il motivo era un altro: la versione fisica includeva anche il laccetto da gamba.
Perché il digitale costa meno del fisico
La spiegazione data da Nintendo è piuttosto semplice e riguarda i costi dei due formati. Una copia digitale non richiede la produzione della cartuccia, il confezionamento, la logistica o la distribuzione nei punti vendita. Per questo può arrivare sul mercato con un prezzo consigliato più basso.
Detta in modo meno formale, per Nintendo non sarebbe tanto il fisico a costare di più: sarebbe il listino digitale ad avvicinarsi meglio ai costi inferiori del formato scaricabile.
Una mossa strategica che può spingere verso il digitale
Per alcuni osservatori del settore, però, quei 10 dollari di distanza non raccontano solo una differenza di costi. Più che come un semplice sconto sul digitale, il gap può anche essere letto come un sovrapprezzo implicito per chi continua a preferire il supporto fisico.
L’effetto, alla fine, potrebbe essere quello di spingere più persone verso il download. Per Nintendo è un canale più redditizio, perché elimina una parte dei costi industriali e tiene fuori anche il mercato dell’usato, dal quale l’editore non incassa nulla.
È ancora presto, comunque, per trattarla come una regola valida in generale. Le informazioni disponibili non parlano di una riduzione sistematica per i titoli minori o per serie come Star Fox, né per un eventuale Nintendo Switch Sports Resort.
C’è poi un altro limite evidente: finora l’attenzione si è concentrata soprattutto sul mercato statunitense e sui giochi first-party di Nintendo Switch 2. Resta da vedere se questa strategia verrà portata anche in altre regioni e se finirà per influenzare pure le scelte di prezzo dei publisher terzi.
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