Silverlight Plugin per iPad: come installarlo per vedere Video Mediaset e tanto altro

Abbiamo già parlato di Microsoft Silverlight e a cosa serve questo web player. Oggi vogliamo invece vedere come si installa il plugin di Silverlight su iPad in modo da poter riprodurre video e contenuti multimediali sul tablet iOS.

Vivendo all’estero mi capita spesso di sentire nostalgia di casa. E questo significa, aimé, anche nostalgia delle televisione e di tutta una serie di programmi che mi legano all’Italia. Col mio tablet in mano ho scovato Video Mediaset che è un sito web ma anche un’app, sia per Android che per iPhone, che permette di rivedere tutti i contenuti della televisione pubblica italiana.

Però per rivedere i programmi di Video Mediaset sul mio iPad, come anche quelli di Sky Go, preferisco la versione web, perché l’app per iPhone di Video Mediaset ha una pubblicità molto invasiva, i contenuti si bloccano spesso e la navigazione è faticosa sia col WiFi che, a maggior ragione, col 3G.

Ho avuto qualche difficoltà all’inizio anche con la versione web, perché mi compariva spesso un messaggio d’errore: “Per vedere questo video devi installare Silverlight Plugin”. Che fare? Dopo vari tentativi ho trovato la soluzione. Se anche tu hai problemi, segui questa procedura passo passo.

1. Intalla Puffin Browser

Il primo passo per poter vedere Video Mediaset sul tuo iPad è installare Puffin Web Browser, un browser che ti permette di vedere i contenuti in flash anche su dispositivi con il sistema operativo di Apple.

2. Entra su VideoMediaset.it

Apri Puffin Web Browser ed entra nel sito di VideoMediaset.it. A questo punto per qualsiasi video si cerchi di rivedere comparirà in bella vista questo messaggio d’errore:

Messaggio d’errore Silverlight Plugin

3. Scarica Moonlight per iPad

Navigando con Puffin Browser alla ricerca del plugin di Silverligh per iPad ho scoperto che in realtà quello che bisogna installare, sul tablet Apple, è Moonlight, un’implementazione opensource di Silverlight che offre lo stesso tipo di supporto.

Quindi scarica Moonlight per iPad e, per avviare il download, clicca su This Device.

Moonlight per iPad

4. Riavvia Puffin Browser

Terminato il download di Moonlight riavvia Puffin Browser per far in modo che i cambiamenti si riflettano nel tuo dispositivo.

5. Riavvia Video Mediaset

A questo punto, riavvia la versione web di Video Mediaset e clicca sul video che desideri rivedere. Et voilá… con un pochino di pazienza il video si avvia!

Video Mediaset su iPad

Rivedere tutta la televisione pubblica italiana su iPad

Con questa semplice procedura sarai anche tu in grado di rivedere il pacchetto dell’offerta Mediaset sul tuo tablet. L’archivio storico della programmazione include anche tutta una serie di trasmissioni mitiche, come Scherzi a Parte, che a te riusciranno a intrattenerti per lungo tempo… e a me a farmi sentire un pochino più a casa.

E se hai a cuore la sicurezza del tuo iPad ti suggeriamo i migliori antivirus per iPhone e iPad.

I social network per trovare lavoro: in Italia funziona così…

È

online l’edizione 2014 dell’indagine Adecco “Il lavoro ai tempi del #SocialRecruiting in Italia”. Ti raccontiamo in breve di cosa si tratta e quali sono state le principali conclusioni.

Lo studio è stato realizzato in collaborazione con l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e ha coinvolto 1500 recruiter e 17.000 candidati nel mondo per cercare di scoprire in che modo i social network stiano cambiando sia le modalità di selezione che quelle di ricerca del lavoro.

L’utilizzo dei Social Media per cercare lavoro

È un dato che sorprende e che non deve essere preso con leggerezza. Oltre il 60% degli intervistati conferma di utilizzare i social network per la ricerca di un lavoro. Di questi, circa il 75% è nato dopo il 1981 e ha un alto livello di istruzione.

Tra i social network che primeggia c’è Linkedin. E le donne sembrano essere in Italia quelle che usano, in media, maggiormente questi strumenti rispetto agli uomini.

Fonte: Adecco

Nell’ambito lavorativo i social network vengono utilizzati soprattutto per: la ricerca di annunci, circa un 69% dei candidati, la presentazione della propria candidatura, circa un 56%, e in generale per la diffusione del proprio curriculum vitae, circa il 56% degli intervistati.

Fonte: Adecco

Questo significa che c’è una generale presa di coscienza che il lavoro, ormai, si trova online. È grazie a un link condiviso su Facebook che si scopre che l’azienda tal de tali ha aperto una posizione che potrebbe interessarci. Ed è grazie al following di una determinata impresa su Linkedin che scopriamo, con più anticipo rispetto ad altri, le nuove opportunità.

E la realtà conferma in modo ancora più clamoroso come la presa di coscienza sull’utilizzo dei social network per la propria carriera professionale, sia diffusissima. Davide Ghezzi e Maurizio la Cava, per esempio, sono due giovani imprenditori italiani che hanno da poco fondato eKoodo, il social network che vuole premiare chi fa un buon lavoro tramite una raccomandazione.

L’utilizzo dei Social Media per trovare il candidato ideale

E le imprese? Come usano i social network per trovare il candidato ideale?

“Considerando i quattro settori di attività più diffusi fra le aziende dei recruiters intervistati, emerge che il recruiting stesso è il settore più presente sui social media (98%), seguito dalla consulenza tecnologica (73%)”.

Fonte: Adecco

L’elemento che sembra incidere di più sul recruiting online è la web reputation dei candidati. Un recruiter italiano su quattro ammette di aver escluso almeno una volta un candidato per le informazioni, le foto o i contenuti presenti sul profilo online.

L’elemento che influisce maggiormente sulla reputazione online di un candidato è la presenza di commenti non convenienti del posto di lavoro. Ma anche i famosi selfie in atteggiamenti poco consoni non hanno un impatto positivo.

Fonte: Adecco

Consapevole dell’importanza che ha il web anche nella selezione del personale, Alessio Romeo ha messo in piedi una piattaforma col proposito di stravolgere il mondo del recruiting. Si chiama Face4Job e verrà lanciata ufficialmente il 6 Novembre 2014.

Face4Job vuole rendere più democratico e diretto l’incontro tra aziende e candidati in tutto il mondo. Dialogare senza mediazioni è il motto di Face4Job che, con la sua piattaforma interattiva, rende democratico e accessibile l’incontro e la relazione tra talenti di qualsiasi livello, genere, età e residenza.

La caratteristica principale di Face4Job consiste nel creare uno spazio virtuale per la simulazione di un primo colloquio di lavoro. Un algoritmo incrocia requisiti ricercati e competenze-esperienze personali.  Così azienda e candidato possono “incontrarsi” prima che fisicamente, virtualmente.

Il candidato potrà rispondere a specifiche domande attraverso un video talent della durata di un minuto.

Il lavoro non si trova più con gli annunci di giornale

Sembrano davvero passati dei secoli da quando il lavoro si cercava sulle pagine dei giornali. Per non parlare delle fantomatiche agenzie di collocamento, scenari destinati a rimanere solo nella memoria storica di film comici anni ’80.

Il lavoro si trova online e i candidati si selezionano anche attraverso la loro social reputation. Si potrebbero scrivere trattati sull’eticità nell’includere o escludere un candidato tenendo in considerazione cosa pubblica sui propri profili social. Ma la verità è che ormai Facebook, Twitter e ovviamente Linkedin sono molto di più che un diario personale. Sono lo specchio di quello che siamo noi. Per questo è importante pensarci due volte prima di pubblicare qualcosa in rete che ci riguarda e che consideriamo poco consono.

Evitiamo, per esempio, foto in abiti succinti o commenti con un linguaggio colorito. Cerchiamo di ricordarci sempre che prima o poi quelle foto potrebbero essere viste da un responsabile delle risorse umane dell’impresa in cui sogniamo di entrare a lavorare.

Se a questi accorgimenti ci aggiungi un buon curriculum vitae, le chance di farcela saranno maggiori.

Vuoi proteggere la tua privacy su Facebook? Scopri come gestire al meglio la visibilità di ciò che pubblichi.

Todi Appy Days: si conclude la prima edizione del festival delle app

Cala il sipario sul Todi Appy Days. Si conclude la prima edizione dell’innovativo festival dedicato alle app. Noi eravamo presenti in queste quattro intensissime giornate. In questo articolo, trovi la raccolta della nostra cronaca quotidiana.

Ultimo giorno del Todi Appy Days. Tirarne le somme è un compito difficile perché al di là dei seminari, panel e tavole rotonde, c’è stato un elemento che ha alimentato il festival: l’entusiasmo.

L’entusiasmo di tutti quelli che hanno organizzato l’evento, di chi ha partecipato attivamente esponendo le proprie app, di quelli che hanno parlato e che hanno cercato di far vedere ai profani del settore le infinite possibilità che le app e la tecnologia offrono.

Ed è stato eccitante potervi partecipare, vedere con i miei stessi occhi quello che sarà il futuro delle app e di come queste diventeranno protagoniste indiscusse della nostra vita quotidiana. Dai viaggi alla salute, dallo sport alla formazione e all’informazione.

Più di 140 speaker e oltre 80 eventi tra panel, tavole rotonde, workshop e seminari che hanno rappresentato il cuore di questa innovativa manifestazione.

Se ti fossi perso qualcosa ti invitiamo a leggere le nostre cronache quotidiane:

Todi Appy Days, giorno 1: il futuro delle app inizia da qui

Todi Appy Days, giorno 2: splende il sole sulle app!

Todi Appy Days, giorno 3: informare (e non solo) in 140 caratteri

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Todi Appy Days, giorno 3: informare (e non solo) in 140 caratteri

Giunta al terzo e penultimo giorno la kermesse dedicata alle app, il Todi Appy Days edizione 2014. Oggi si parla di social network, e non solo.

Todi si risveglia con lentezza, in un magnifico sabato mattina. A differenza delle altre due giornate oggi, camminando per le storiche vie della cittadina medievale arroccata sulle colline umbre, si percepisce che il pubblico del Todi Appy Days sarà diverso. Molte di più le persone locali incuriosite dalla fiera, e numerosi anche i turisti provenienti da tutta Italia.

I panel della giornata sembrano, inconsapevolmente, seguire un filone comune. Quello dei social network. Ad aprire la penultima giornata dell’evento sono i giornalisti: Roberto Tallei di Rai Tg 24, Paolo Poggio, di Rai News 24, Beatrice Bortolin, giornalista del Tg5 e Ivano Porfiri, direttore di Umbria24.it.

Si parte con una dichiarazione forte ma molto sincera di Roberto Tallei: l’avvento del digitale sta mettendo in crisi l’informazione tradizionale. In questo nuovo contesto il giornalista non può più essere solo colui che scova la notizia. Anzi. Ora bisogna approfondire le informazioni e le fonti, e affrontare le storie in modo più complesso.

Ed è Beatrice Bortolin a voler affrontare proprio il tema dei social network. È importante, sia per i giornalisti che per i lettori, non credere a tutto ciò che si legge in rete. Twitter e Facebook sono dei luoghi virtuali dove le notizie, vere o presunte, si propagano con molta velocità. Per questo sia per gli addetti ai lavori che per i “comuni mortali” è fondamentale verificare la veridicità delle affermazioni.

Entrando nel vivo del discorso delle app del TG sono tutti d’accordo nel dire che queste possano migliorare l’esperienza dello spettatore nei confronti del Tg, ma le applicazioni devono essere strutturate con intelligenza, devono essere leggere ed è importante che i contenuti si trovino con facilità.

Ma i social network, com’è facile immaginare, non servono esclusivamente a informare. E il seminario nel tardo pomeriggio interamente dedicato a Twitter e dintorni ne è la dimostrazione.

Intervengono dei veri guru del settore. Da Claudio Gagliardini a Davide Licordari, passando per Ruby Bandiera e Paolo Costa. E qui il messaggio è unanime. Twitter non è più quello che era una volta. Inizialmente si twittava in modo incosciente. Poi si è iniziato a fare amicizia su Twitter, un’amicizia basata sui contenuti. Ora Twitter sta diventando troppo mainstream, attraendo più o meno chiunque e generando troppo rumore di fondo nelle conversazioni “che contano”.

Ma chi sono i veri influencers di Twitter? E come si arriva ad essere un utente Twitter popolare? Sembra che la ricetta del successo preveda tanta (auto)ironia. Far ridere in 140 caratteri è la cosa più bella e difficile che ci sia, e solo chi ne è capace riuscirà a farsi notare nel mare dei tweet giornalieri che popolano le nostre timeline.

Il Todi Appy Days anche oggi è stato ricco di chiacchiere ispiratrici, di presentazioni e dimostrazioni. Iniziative che si percepiscono essere solo l’inizio di quello che ci riserva il futuro. Un futuro connesso e tecnologico dove i protagonisti del nostro bel paese sembra che avranno tutt’altro che un ruolo marginale.

Se vuoi sapere come sono andate le giornate precedenti, puoi leggere il riassunto della prima giornata e quello della seconda. E mi raccomando non perdere il resoconto di domani, ultima giornata del Todi Appy Days 2014.

Tody Appy Days, giorno 2: il sole splende sulle app!

Giro di boa per l’italianissimo evento Tody Appy Days edizione 2014, che in questa secondo giornata, tra le altre cose, affronta temi interessanti come il mobile payment, i viaggi e le app dedicate alle università.

Metabolizzare e raccontare tutto quello di cui si parla e ciò che si vede al Todi Appy Days non è facile. Soprattutto perché le vibrazioni più forti si percepiscono camminando tra le scalinate adiacenti alla sala dei consigli, alla sala delle pietre e quella delle ceramiche, bellissimi luoghi storici che ospitano la maggior parte dei seminari e panel.

E’ proprio qui, infatti, che si ha l’opportunità di scambiare due chiacchierare con chi di app ci vive davvero. Tutti hanno voglia di dire la loro e di raccontare la propria esperienza, il proprio progetto. E, credetemi, questi progetti sono uno più interessante dell’altro.

Abbiamo avuto modo di parlare, tra gli altri, con Carlo Banfi CEO di CityGlance, una social app che vuole cambiare il nostro modo di vivere sui mezzi pubblici tramite la condivisione di informazioni personali e di storie, per passare in modo meno noioso i minuti di attesa su tram, trenini e metropolitane.

Carlo ci spiega di come in Italia non sia semplicissimo farsi notare e come anche loro stiano guardando oltreoceano per fare il grande salto e sfondare con la loro, a mio avviso, originalissima idea.

Entrando nel vivo dei panel anche oggi si è parlato di viaggio e di guide rivoluzionarie. È questo il caso di whaiwhai, parola maori che significa cercare, e che ha il grande obiettivo di voler trasformare il turista nel protagonista vero e proprio del viaggio. Con queste guide interattive è possibile, infatti, scoprire la città attraverso degli enigmi da risolvere di volta in volta sul luogo in cui si sta. Intelligente e curiosa idea che sta riscuotendo l’attenzione e l’approvazione di tanti viaggiatori in tutto il mondo.

In giornata abbiamo avuto modo di assistere anche alla presentazione e alla premiazione di UniversitApp, concorso per lo sviluppo delle app dell’Ateneo Università di Perugia. E sono proprio momenti come questi che lasciano a bocca aperta. Le idee fresche degli studenti universitari per creare un’applicazione in grado di soddisfare le necessità del popolo studentesco sono sorprendenti. E il loro entusiasmo nel presentarle al pubblico lo è ancor di più.

C’è un concetto che ritorna spesso in questa seconda giornata tra tutti i workshop e le chiacchiere del Todi Appy Days: il leite motive è l’entusiasmo. L’importanza di credere in quello che si fa, la necessità di non inventarsi nessun bisogno ma di cercare di creare qualcosa che soddisfi una necessità reale e concreta. E di farlo nel modo più emozionale possibile, perché in fondo sono le emozioni e il cuore che guidano le persone nelle loro scelte.

Se ti sei perso il resoconto della prima giornata del Todi Appy Days puoi ritrovarlo in questo articolo. E non ti perdere il racconto di domani. Penultimo giorno dell’evento dedicato alle app.

Todi Appy Days, giorno 1: il futuro delle app comincia da qui!

In una soleggiata prima, e temporalesca poi, Todi è trascorsa la prima giornata del Todi Appy Days, evento interamente dedicato alle app.

L’atmosfera è eccitante. Tante le persone coinvolte: enti istituzionali, imprese, developer, giornalisti, turisti e curiosi.

Il sindaco di Todi apre la kermesse con un ufficiale “taglio del nastro” e poi si dirige nella Sala del Consiglio per i dovuti ringraziamenti.

Il proposito di questo maxi incontro è chiaro sin da subito. Capire dove siamo e scoprire dove andremo con e grazie alle app.

Catiuscia Marini, presidente della regione Umbria, ci tiene a sottolineare come la tecnologia e le applicazioni abbiano l’onere o l’onore di cambiare la società per migliorare la qualità della nostra vita e per rendere più produttiva l’attuale economia.

Nessuno si senta escluso

Il pubblico di questo evento coinvolge proprio tutti. Ci sono i più giovani, ovviamente, definiti ormai da diversi anni i nativi digitali. Ma ci sono anche gli anziani che non devono essere esclusi da questo mondo. Anzi. Le app dovrebbero democratizzare l’utilizzo della tecnologia a favore delle persone di ogni età.

Il pubblico presente nelle sale delle conferenze e nelle viuzze di Todi rispecchia esattamente il target a cui si rivolge Todi Appy Days.

Tanti giovani provenienti dalle scuole umbre nei dintorni di Todi, ma anche tanti over 50 con tablet in mano pronti a immortalare i momenti più divertenti e curiosi dell’evento.

Innovare la tradizione

Il pomeriggio è un susseguirsi di panel e tavole rotonde per parlare di come le applicazioni stiano cambiando ogni aspetto della vita quotidiana, personale e lavorativa.

Si parla di sanità e di come tante app nel panorama italiano possano aiutare pazienti nel monitoraggio di alcune patologie. O di come altre app, tra cui l’italianissima Doctor Chat, possano aiutare a mettere in contatto medici, farmacisti, parafarmacisti per scambiarsi opinioni e migliorare e approfondire la loro conoscenze.

Si parla di scuola con Marcello Rinaldi, preside dell’istituto “Ciuffelli”, e di come questa non debba lasciarsi spaventare dalle nuove tecnologie ma piuttosto di come queste dovrebbero aiutare il sistema formativo attuale ad evolversi.

Interessante considerazione che si ripete praticamente in ogni keynote. Non bisogna fermarsi. Non si può essere conservatori. Bisogna piuttosto innovare la tradizione.

E la pensa così anche Alberto Mattei, fondatore di NomadiDigitali.it, un progetto di comunicazione online che vuole diventare una community per i nuovi viaggiatori. Le app più scaricate dagli utenti, infatti, sono proprio quelle legate ai viaggi e al turismo.

Questo perché è proprio nel momento del viaggio che le nostre necessità si moltiplicano e in questo contesto le applicazioni possono esserci utili per organizzare, semplificare, ottimizzare gestire e condividere la nostra esperienza.

Per concludere l’intensa giornata umbra gli speaker si lasciano andare su qualche considerazione generale che riguarda le app e il loro successo.

Non sempre avere un’idea originale e creativa è il segreto del successo di un’app. Quelle che ce la fanno, piuttosto, nascono col preciso proposito di risolvere un’esigenza e un problema specifico e forse è proprio su questo concetto che dovrebbero focalizzarsi coloro che vogliono sviluppare app.

E così, in una storica, bellissima, anche se uggiosa Todi, si conclude la prima entusiasmante giornata del Todi Appy Days.

Non perderti il nostro resoconto di domani!

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Trovare lavoro: le app per un curriculum vitae di successo

Il curriculum vitae è il nostro biglietto da visita. Per trovare lavoro è importante scriverne uno ben fatto. Scriverlo con cura può essere determinante. Ti suggeriamo alcuni programmi che ti aiuteranno a farlo.

Possiamo essere i migliori baristi, avvocati, architetti o giornalisti sul mercato, ma se questo non si percepisce dal nostro CV, le possibilità che ci assumano sono scarsissime. Perché chi si occupa di selezionare personale ha spesso, poco, pochissimo, tempo. E per valutare il nostro curriculum probabilmente di tempo non ne dedicheranno molto di più.

Consigli per scrivere un buon curriculum vitae

Per scrivere un buon curriculum vitae prima di tutto bisogna avere qualcosa da dire. Se pensi di non avere molta esperienza metti in risalto la formazione. Se al contrario pensi di non aver studiato molto ma di essere comunque adatto al lavoro che stai cercando, metti in risalto le tue competenze, le tue skills.

Secondo la ricerca 2010 Orange County Resume Survey, di Eric Hilden, gli aspetti che influiscono maggiormente nel distinguere un buon curriculum da uno mediocre sono, in percentuale:

– 45%, l’esperienza professionale pregressa

– 35%, le competenze

– 25%, la comprensibilità delle informazioni

– 16%, la pertinenza con la posizione

– 14%, l’assenza di errori grammaticali

– 9%, la formazione

– 9%, fattori meno tangibili, come la voglia di avere successo

– 3%, l’oggettività delle informazioni

– 2%, la presenza di keyword

– 1%, i contatti personali

– 1%, hobby e esperienze personali

– 1%, le conoscenze informatiche di base

Se non hai idea di come strutturare le informazioni e stai cercando degli esempi di curriculum puoi scaricare il curriculum vitae in formato europeo, o farti aiutare da alcuni programmi e app per Android e iPhone che hanno altri modelli di curriculum vitae da compilare.

Te ne suggeriamo alcuni ma ti consigliamo di provarli tutti, o quasi. Perché a seconda del lavoro che stai cercando o dell’esperienza pregressa, potresti preferirne uno piuttosto che un altro.

Le app del curriculum vitae per Android

Bisogna dire che compilare un CV su uno smartphone Android non è praticissimo. Sicuramente sarebbe più semplice riuscirci su un tablet piuttosto che sul cellulare. Ad ogni modo, le app che abbiamo selezionato sono tre: Curriculum Vitae, Il mio Curriculum, Super Resume Builder.

Curriculum Vitae

L’app Curriculum Vitae per Android è davvero bruttina. L’interfaccia nera con delle grosse scritte bianche in maiuscolo la rendono poco attraente. Le informazioni che ti suggerisce di inserire sono: informazioni personali, profilo, posizione per la quale ci si sta candidando, esperienza professionale, istruzione, lingue e hobby.

Cliccando su ognuno di questi campi hai la possibilità di inserire in modo discorsivo i dati richiesti. Una volta completati tutti i campi, puoi cliccare su generare CV e una copia in PDF verrà salvata sul tuo smartphone.

L’interfaccia è un po’ minimalista e poco attraente…

L’aspetto positivo di questa applicazione è la rapidità nell’inserire tutte le informazioni. Avendo pochi campi da compilare e molta libertà nella selezione delle informazioni da fornire, questa app potrebbe essere l’ideale se avessi poco tempo a disposizione per scrivere il CV.

Scarica Curriculum Vitae per Android

Il Mio Curriculum Vitae

Il Mio Curriculum Vitae per Android è un’app davvero ben fatta. Oltre ai soliti campi Formazioni, Occupazione desiderata, Esperienza professionale e via dicendo, include anche la possibilità di inserire corsi di approfondimento e lascia anche spazio per una discorsiva presentazione personale.

Una volta completati tutti i campi, puoi cliccare su Genera Curriculum per creare un file PDF da inviare alle imprese desiderate. Molto carina la possibilità di personalizzare il font del carattere.

L’aspetto più interessante dell’app, però, è la possibilità di scegliere tra più di 10 modelli differenti disponibili. Purtroppo alcuni di questi sono disponibili solo nella versione Pro mentre le demo sono accessibili anche nella versione gratuita.

L’interfaccia è un po’ caotica ma ha elevate possibilità di personalizzazione

Peccato che l’interfaccia dell’app, a causa della tanta pubblicità presente, sia un po’ confusionaria.

Scarica Il Mio Curriculum Vitae per Android

Super Resume Builder

Senza dubbio, Super Resume Builder è l’app che a prima vista convince di più. Puoi entrare con le tue credenziali Google + e così importare in automatico una serie di informazioni di base utili a compilare e completare il tuo CV. Inoltre, verrà importata anche la foto profilo del social network di Google.

Inserire le informazioni passo passo è semplice e puoi farlo in modo discorsivo. Questo è un vantaggio, ma attenzione: cerca comunque di essere conciso e di fornire tutte le dovute informazioni in poche righe. Non ti dilungare, cerca di non essere prolisso.

Il più social dei curriculum vitae!

Tenendo a mente questi piccoli suggerimenti, puoi lasciarti guidare dall’app nella compilazione più appropriata del curriculum.

Scarica Super Resume Builder per Android

Le app del curriculum vitae per iPad e iPhone

Per quanto riguarda le app per iPad e iPhone, per fare un buon curriculum la mia scelta ricade solo su una applicazione che è di gran lunga superiore al resto di app gratis per iPad che ti permettono di fare un CV. L’app in questione è LEVO Resume Builder.

LEVO Resume Builder

Il principale vantaggio di questa app è la semplicità nel compilare le informazioni. Ci sono 6 campi da riempire: info del contatto, esperienze di lavoro, educazione, skills e social links.

Nonostante l’interfaccia sia in inglese, il programma è molto intuitivo da usare e inserire le informazioni sarà persino divertente.

Dopo aver completato i campi richiesti, potrai selezionare il tipo di azienda per cui ti stai candidando e personalizzarlo ulteriormente. LEVO ti offre la possibilità di creare più profili in base al tipo di posizione per cui ti vuoi presentare.

Compilare le informazioni è facilissimo!

Se ne sentissi l’esigenza, potrai anche integrare le informazioni scritte manualmente nel programma col tuo profilo Linkedin e viceversa. Una volta completato, potrai salvarlo in formato PDF o condividerlo direttamente dal programma.

Scarica LEVO Resume Builder per iPad e iPhone

Onestà, pazienza e un briciolo di fortuna

Finalizzato il curriculum perfetto non ci resta che inviarlo alle aziende che abbiamo selezionato. Quando inviamo il curriculum, cerchiamo di allegare anche una breve lettera di presentazione che possa esprimere qualche concetto in più e che, soprattutto, sia onesta, chiara e diretta.

La cosa più difficile, una volta inviato CV e lettera di presentazione, è cercare di ingannare il tempo dell’attesa della risposta. Avere pazienza è imprescindibile per cercare di mantenere i nervi saldi.

Se nel frattempo avessi voglia di avere qualche consiglio in più su come trovare lavoro nonostante la crisi, ti consiglio di leggere questo articolo di Pier Francesco. Potrebbe svelarti qualche trucchetto a cui ancora non hai pensato!

Todi Appy Days: 7 giorni al via!

Dal 25 al 28 settembre Todi, la cittadina umbra in provincia di Perugia, ospiterà il primo evento italiano dedicato interamente al mondo delle app.

Softonic sarà presente per raccontarvi giorno dopo giorno come il mondo della tecnologia si sta muovendo e quali sono le prospettive che ci riserva il futuro.

L’evento, organizzato dall’Agenzia Sedicieventi con il patrocinio di Regione Umbria, Camera di Commercio di Perugia e Università per Stranieri di Perugia, sarà suddiviso in quattro macro-aree che racchiudono l’essenza dell’intero panorama delle applicazioni.

Area Enjoy: si parlerà di videogame e di come siano cambiati gli scenari dell’intrattenimento elettronico. Di social network, di selfie e di come queste siano passate da “essere espressione di quindicenni narcisisti e insicuri a un fenomeno di costume”. Tra gli ospiti, Ilaria Barbotti, presidente Instagramers Italia, Massimo Carboni, CEO di Strana Officina, Jaime D’Alessandro, giornalista di La Repubblica.

Area Personal: le tematiche di questa area includeranno l’apprendimento attraverso le app, l’educazione nell’era digitale, il digital fitness, l’allenamento e il benessere con il supporto della tecnologia e dei dispositivi wearable. Si parlerà anche dell’Internet of thing, ovvero come gli oggetti intorno a noi stiano acquisendo una personalità e un’intelligenza propria, offrendo agli utenti nuove esperienze. Alcuni degli speaker: Beatrice Ferri, Marketing Manager di Italia Runtastic, Alessio Jacona, giornalista e consulente di comunicazione online, e Fabio Lalli, direttore tecnico di Todi Appy Days.

Area Business: da sottolineare in questa area le discussioni che riguarderanno i pagamenti digitali innovativi, argomento da sempre di grande interesse. Per gli addetti del settore si affronterà anche l’argomento del Fare Business con le app, ovvero come l’m-commerce offra delle possibilità ulteriori rispetto all’e-commerce. E per ultimo ma non meno importante, la privacy delle app e di come riconoscere le app valide da quelle che non lo sono. Tra gli speaker: Daniel Salvini, videomaker, videogiornalista per La7 nel 2002 e per RaiNews24 dal 2011.

Area Life: corposa area questa, dove si affronteranno tematiche che riguardano il turismo con le app, il cibo, i viaggi e la cultura. Quanto le app stiano modificando il nostro modo di viaggiare, a partire dall’organizzazione del viaggio stesso, e come ti permettano di vivere l’esperienza durante e dopo in un modo completamente differente da anche solo 10 anni fa. Le app migliorano i viaggi? Se sì, come ci riescono esattamente? Gli speaker in questa area includono, tra gli altri: Alessio Carciofi, consulente di comunicazione innovativa e social media marketing turistico, e Pietro Ferraris, CEO di Map2App.

La partecipazione a tutti gli eventi, conferenze, keynote e workshop sarà completamente gratis. L’evento prevede anche una parte prettamente formativa con più di 70 panel e seminari.

L’attesa per l’inizio dell’evento è tanta. Appy Days, infatti, potrebbe essere l’occasione giusta per innovare, rinnovare e movimentare la realtà italiana che da troppi anni non brilla di luce propria. Il nostro bel paese è ricco di idee, di progetti interessanti di persone in movimento ma questo non sempre riesce a percepirsi da chi non è un addetto del settore.

Non vediamo l’ora che l’evento abbia inizio, quindi. L’appuntamento è per il 25 settembre 2014 a Todi. Se pensi di poter partecipare, consulta il programma integrale. In caso contrario seguici dal 25 al 28 per avere un resoconto giornaliero dettagliato con tutte le novità dell’evento.

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Le migliori app Android per fare video con foto e musica

Creare un video con foto e musica con le foto più belle che hai su Android dà una soddisfazione senza eguali. Perché il connubio tra immagini e canzoni è sorprendentemente emozionante.

Se vuoi raccontare con un mini film le vacanze appena trascorse, una gita in montagna, o l’ultima uscita del sabato sera, quella del video è molto probabilmente un’idea carina. Eppure, trovare un’app decente che ti permetta di farlo sembra difficilissimo.

Se è vero che al giorno d’oggi la maggior parte delle persone scatta foto con il proprio smartphone, è possibile che nessuno abbia pensato di inventarsi un’app decente di video editing per Android?

Bisogna ammettere che nel campo del video editing il settore mobile ancora non può competere con software più sofisticati e completi come quelli per il computer. Adobe Premiere, per esempio. È impossibile immaginare di avere un programma così avanzato su un dispositivo di appena 5”.

Abbiamo provato a cercare qualcosa di meno complesso ma che fosse in grado di dare dei risultati apprezzabili. Le applicazioni che ci hanno convinto di più sono quattro: Video Collage Maker, AndroMedia, Magisto e Movie Studio. Vediamole nel dettaglio.

Video Collage Maker, Creatore di collage di video

Video Collage Maker è un’ottima app per Android per creare dei video a partire dalle proprie foto. Video Collage Maker è forse il più facile tra tutti i selezionati da usare: puoi decidere se importare le foto del tuo collage dalla galleria delle immagini, da Facebook o da Instagram. Una volta selezionate le foto puoi scegliere la musica di sottofondo, delle cornici da applicare alle immagini, dei filtri per renderle più suggestive e, qualora ti sentissi particolarmente creativo, puoi anche decidere di aggiungere del testo sulle immagini.

Scarica Video Collage Maker per Android

AndroMedia: l’app per il video editing che ci ricorda Movie Maker

Alla lontana, è vero, ma AndroMedia un po’ ci ricorda il buon caro vecchio Movie Maker. Ha un’interfaccia molto simile con tre timeline in cui puoi decidere di inserire immagini, video e musica. Il tutorial integrato nell’app ti guida passo passo nella scelta delle impostazioni che fanno per te. Puoi importare le foto dalla galleria o scattarne in estemporanea quante ne vuoi. Una volta selezionate tutte le immagini da inserire nel tuo video puoi scegliere le transizioni e la musica da abbinare. Inoltre, puoi selezionare il formato del file e la qualità del video. E infine, una volta esportato il tuo progetto nel formato che più ti aggrada, lo puoi anche condividere su Facebook. Ottimo! Peccato solo per l’instabilità dell’applicazione!

Scarica AndroMedia per Android

Magisto: il video editing bello, facile e colorato

Magisto ha tutte le carte in regola per vincere a mani basse. È bello da vedere e poi è davvero facilissimo da usare. Seleziona dalla tua galleria il mix che preferisci di video e foto, dopodiché ti lasci ispirare da una delle musiche che ti suggerisce il programma (le canzoni sono suddivise per stati d’animo!), metti un titolo rappresentativo e il gioco è fatto!

Tuttavia l’app è poco personalizzabile: non puoi scegliere tu le transizioni da inserire all’interno del filmato e non puoi caricare un file musicale alternativo. Inoltre nella versione gratuita hai delle limitazioni per quanto riguarda il numero di foto da aggiungere al video. Se superi le 5 devi passare alla versione a pagamento. Peccato!

Scarica Magisto per Android

Movie Studio

Movie Studio non ha un’interfaccia grafica particolarmente accattivante e anche il suo funzionamento è meno intuitivo degli altri programmi presi in considerazione. Importare le immagini e i video da inserire nel tuo filmato è invece un’operazione semplice anche se più di una volta durante i test, Movie Studio si è bloccato inaspettatamente durante l’importazione delle immagini. Una volta che si ha tutto pronto per renderizzare il video diciamo che il gioco è fatto… Puoi decidere le dimensioni e la qualità del filmato. L’esportazione del filmato è tutto sommato veloce.

Scarica Movie Studio per Android

Niente è come Movie Maker

Insomma il panorama delle app per Android per creare video con foto e musica è ancora lontano dal poter competere con software sofisticati come Windows Movie Maker o Pinnacle Studio. Se però non sei particolarmente esigente o creativo, potrebbe andar bene per te Video Collage Maker, che risulta l’opzione più semplice e intuitiva.

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Pagare WhatsApp con credito telefonico, senza usare la carta di credito. Ecco tutta la verità

L’abbonamento di WhatsApp sta per scadere? Devi rinnovare il servizio e vorresti farlo usando il tuo credito telefonico? In questo articolo ti raccontiamo qual è la situazione delle compagnie telefoniche italiane. Se, e con quali, è possibile farlo.

La prima volta che ho ricevuto l’avviso dell’imminente scadenza del servizio sono entrata nel panico. Come posso pagare WhatsApp senza inserire i dati della mia carta di credito? Ingenuamente ho pensato subito che si potesse farlo utilizzando il credito telefonico del mio gestore.

Ma, ahimè, è bastato poco per capire che mi sbagliavo. La situazione non è chiara in Italia. In rete circolano tantissimi articoli che si smentiscono a vicenda. Per avere una risposta esaustiva, quindi, ho deciso di contattare direttamente, tramite i social network, il servizio assistenza clienti dei principali gestori telefonici italiani.

Ecco cosa ci hanno raccontato Vodafone, Wind, Tim e 3 Italia sulla possibilità di pagare WhatsApp col credito telefonico.

Vodafone: pagare WhatsApp col credito telefonico non è possibile

Ho posto la fatidica domanda all’assistenza clienti di Vodafone sulla loro pagina Facebook. “Vorrei sapere se sia possibile pagare l’abbonamento a WhatsApp col credito del mio telefono”. A discapito di una tempestività apprezzabile, la risposta della persona incaricata non è stata altrettanto soddisfacente. Mi ha allegato un link che inviava alla community Vodafone.

Cercare di districarsi tra le 20 pagine della discussione per trovare risposta alla mia domanda è stata un’odissea. E, con tutta la buona volontà investita, non ci sono riuscita.

Ho solo intuito che non fosse possibile o che, qualora lo fosse, non era certo una cosa semplice da fare. Al che ne ho chiesto conferma sulla loro pagina Facebook e questa volta la loro risposta è stata chiara. Non è possibile farlo.

L’assistenza clienti di Vodafone su Facebook

La confusione in rete sulla possibilità di pagare WhatsApp con Vodafone è veramente tanta. Ed effettivamente sviscerando notizie, articoli e recensioni ho dedotto che sino allo scorso anno questa opzione era, effettivamente, attiva. Ma che ora, per motivi che non sono dati sapere, non lo è più. Da qui nasce la confusione, peccato!

Con Wind si può pagare WhatsApp tramite credito telefonico!

Dopo la delusione ricevuta da Vodafone decido di porre la stessa domanda a Wind. Ero fiduciosa, perché qualche mese fa il nostro collega Daniel era riuscito a rinnovare l’abbonamento con Wind. Quindi, a meno che le cose non fossero cambiate in poco tempo, sapevo che sarebbe stato possibile.

Ed effettivamente gli addetti all’assistenza al cliente sono stati veloci ed esaustivi nel darmi le risposte che cercavo. Con Wind, se hai un Android o un Windows Phone, puoi acquistare app, giochi e musica dai rispettivi store pagando direttamente col credito telefonico: tramite l’opzione Google Wallet ti apparirà il pulsante mediante il quale potrai pagare anche l’abbonamento WhatsApp col credito Wind. Questa possibilità non è, per il momento, disponibile per iPhone.

L’assistenza clienti di Wind su Facebook

Oltre, quindi, alla velocità nel rispondermi e alla buona notizia data, Wind ci ha tenuto a lasciarmi un link alla loro pagina perché possa approfondire la questione. La pagina ufficiale della loro assistenza clienti è molto interessante, perché spiega in modo chiaro anche come chiedere un rimborso e i passi da seguire per acquistare col credito telefonico.

Pagare WhatsApp col credito telefonico di 3 Italia, non è possibile

3 Italia è stata interpellata sull’argomento e la sua risposta non ha lasciato possibilità di equivoci. Rinnovare l’abbonamento di WhatsApp col credito telefonico di 3 Italia non è assolutamente possibile e non si prevede la possibilità di implementare questa funzione nel futuro.

L’assistenza clienti di 3 Italia su Facebook

Insomma, peccato che anche 3 Italia ci abbia rifilato un bel due di picche, ma complimenti all’assistenza al cliente su Facebook per la serietà e la precisione nella loro risposta.

Anche per TIM è un no: non si può pagare WhatsApp col credito del telefono

La prima cosa che sorprende di TIM è che non abbiano una pagina ufficiale di assistenza su Facebook. Così sono andata su Twitter dove, invece, rispondono con una certa celerità. Ma anche in questo caso alla domanda “È possibile pagare WhatsApp col credito telefonico?” la risposta di TIM è stata un secco no!

L’assistenza clienti di TIM su Twitter


Niente da fare anche in questo caso. La nostra piccola indagine si chiude con TIM ma in malo modo.

Più difficile a farsi che a dirsi

Insomma a conti fatti solo Wind permette di pagare WhatsApp col credito telefonico. Con Vodafone è stato possibile durante un periodo limitato di tempo, ma ora ufficialmente non lo è più. Con TIM e con 3 Italia, invece, non lo è mai stato e, secondo le loro considerazioni, mai lo sarà.

Perché questo non sia possibile per la maggior parte dei gestori telefonici italiani non è facile da capire.

Potrebbe essere che l’implementazione di questo servizio non sia la cosa più semplice da fare. O che, qualora qualcosa andasse storto nell’acquisto, sarebbe difficile gestire i rimborsi o le lamentele, essendo questo un servizio che prevede il coinvolgimento di tre attori differenti: Google, WhatsApp e la compagnia telefonica.

Il mio consiglio in questo caso è che, se proprio non hai voglia di inserire i dati della tua carta di credito, puoi optare per pagare WhatsApp tramite PayPal. Per farlo dovrai cliccare su Invia URL per il pagamento e, una volta ricevuto il link sull’email, cliccare su Pagamento con PayPal.

WhatsApp prevede anche l’opzione Paga per un Amico, perciò se hai un amico o un parente più esperto di te, potresti provare a chiedergli di rinnovare l’abbonamento per il tuo account WhatsApp al tuo posto.

Hai altri dubbi su WhatsApp? Leggi la nostra guida completa per far sì che il servizio di chat mobile più popolare che c’è non abbia più per te alcun segreto!

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