Ultima: i nuovi marchi registrati da Electronic Arts riaccendono le speranze per un ritorno
Stando ai documenti dello United States Patent and Trademark Office (USPTO), Electronic Arts ha rimesso mano in questi giorni alla parte legale del marchio Ultima, aggiornandolo con categorie molto più vicine al mercato videoludico di oggi. È bastato questo per far ripartire l’entusiasmo dei fan, anche se al momento non c’è alcuna conferma ufficiale su un nuovo gioco, una remaster o un annuncio imminente legato alla serie.
La parte più curiosa di questi nuovi depositi sta proprio qui, nel loro taglio molto più attuale. Nelle registrazioni presso l’USPTO compaiono infatti le classi 009 e 041, cioè quelle che coprono i videogiochi scaricabili su PC e le esperienze online.
È un cambio di un certo peso rispetto alla vecchia copertura in classe 028, una formula ormai datata che rimandava ai giochi distribuiti su supporti magnetici. Tradotto: Electronic Arts sta riallineando Ultima al linguaggio commerciale dell’industria di oggi, che gira soprattutto attorno a download digitali e servizi online.
Questo, da solo, non basta a dire che sul fronte creativo ci sia davvero qualcosa in movimento. Le pratiche sui marchi possono fermarsi a un rinnovo o a un aggiornamento amministrativo, soprattutto quando si parla di proprietà intellettuali storiche che un’azienda vuole continuare a tenere al sicuro.
Finché Electronic Arts non farà il nome di uno studio coinvolto, di un partner esterno o almeno di un progetto concreto, il ritorno di Ultima resta poco più di una possibilità.
E comunque Ultima non è un nome qualsiasi, e chi mastica RPG occidentali lo sa bene. La saga creata da Richard Garriott viene considerata una delle più importanti nella storia dei giochi di ruolo, con un peso enorme nell’evoluzione del genere. Electronic Arts ne possiede i diritti dal 1992, dopo l’acquisizione di Origin Systems, e da allora il marchio è rimasto un riferimento quasi simbolico per gli appassionati.
Il punto è che manca un capitolo single-player da un tempo lunghissimo. L’ultimo episodio principale, Ultima 9: Ascension, uscì nel 1999. Dopo di allora il marchio è rimasto vivo soprattutto grazie a Ultima Online, lo storico MMO che continua ancora oggi a essere supportato e che, nei fatti, è stato il volto più presente della serie negli ultimi decenni.
A mantenere viva l’attenzione c’è anche Richard Garriott in persona. Più volte l’autore ha detto di voler tornare a lavorare su Ultima, ma nel 2020 raccontò anche che Electronic Arts aveva già respinto in passato i suoi tentativi di rilanciare o rimasterizzare la saga.
Un dettaglio da non prendere alla leggera. Ed è anche quello che suggerisce di tenere i piedi per terra davanti all’entusiasmo nato attorno a questi nuovi marchi.
Anche il momento in cui arrivano questi depositi si fa notare. L’industria sta vivendo una fase in cui molte IP classiche vengono recuperate, rilanciate o rilette in chiave nuova, e questo rende più facile immaginare un ritorno possibile anche per Ultima.
Da sola non è una prova. Però basta eccome per rimettere in circolo le speculazioni su una delle serie più leggendarie della storia dei giochi di ruolo.
Per adesso, comunque, siamo ancora nel territorio delle indiscrezioni non confermate. Tocca aspettare per capire se Ultima tornerà davvero, magari con un nuovo capitolo, una remaster o un progetto pensato per il pubblico di oggi. Fino a quel momento, la posizione più sensata, anche per la community, resta quella dell’ottimismo cauto: i documenti sono abbastanza interessanti da alimentare la discussione, non abbastanza da far pensare che ci sia già qualcosa di concreto dietro.
Fonte e immagini: USPTO.