Shinobi: Art of Vengeance ha una data su Nintendo Switch 2: esce il 24 settembre 2026

Shinobi: Art of Vengeance arriva su Nintendo Switch 2 il 24 settembre 2026

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SEGA ha ufficializzato l’arrivo di Shinobi: Art of Vengeance su Nintendo Switch 2: il gioco uscirà il 24 settembre 2026. Si tratta dell’action 2D con Joe Musashi, già pubblicato nel 2025 sulle altre piattaforme.

Dopo il debutto multipiattaforma dello scorso anno, il ritorno di Joe Musashi si prepara quindi a trovare spazio anche sulla nuova console Nintendo, con una versione rivista.

Il punto più interessante, qui, è proprio questa nuova edizione. Rispetto al gioco uscito sulla prima Nintendo Switch, il porting per Nintendo Switch 2 promette una risoluzione più alta, una resa visiva un po’ più rifinita e, almeno dai primi confronti apparsi online, anche un frame rate a 60 FPS più stabile.

SEGA ha fatto sapere che la versione Nintendo Switch 2 sarà disponibile sia in formato digitale sia fisico, e che i preordini sono già aperti.

Per ora, però, manca ancora una scheda tecnica completa del porting. Restano quindi da capire diversi dettagli: la risoluzione effettiva, l’eventuale presenza di modalità grafiche e possibili funzioni esclusive legate alla nuova piattaforma.

Se al lancio ti era sfuggito, Shinobi: Art of Vengeance era uscito originariamente il 29 agosto 2025 su PS4, PS5, Xbox One, Xbox Series X|S, Steam e Nintendo Switch, secondo quanto riportato da SEGA.

L’approdo su Nintendo Switch 2 segna così un nuovo passaggio importante per uno dei revival SEGA che ha raccolto i riscontri migliori da parte della critica negli ultimi anni.

SEGA ha confermato anche una Deluxe Edition per Nintendo Switch 2.

C’è poi il DLC SEGA Villains Stage, che mette Joe Musashi contro alcuni dei volti più celebri del catalogo della casa giapponese.

Fra i boss già citati da SEGA compaiono Dr. Eggman, Goro Majima e Death Adder. Un crossover piuttosto evidente nelle intenzioni: rendere questa edizione ancora più appetibile per chi segue il publisher da tempo.

A sviluppare il gioco è Lizardcube, lo studio già noto per Wonder Boy: The Dragon’s Trap e Streets of Rage 4. Fin dal debutto, Shinobi: Art of Vengeance ha ricevuto recensioni molto positive.

La critica ha apprezzato soprattutto lo stile grafico disegnato a mano, la fluidità del sistema di combattimento e il modo in cui il team è riuscito a riprendere un classico dell’epoca arcade e console senza snaturarlo.

Su Metacritic, a seconda della piattaforma, il gioco ha raccolto punteggi compresi tra 84 e 88. Numeri che lo piazzano tra le produzioni rétro-moderne più riuscite pubblicate da SEGA negli ultimi tempi.

Sul fronte dei contenuti, la storia segue Joe Musashi nella sua missione di vendetta, dopo la distruzione del suo villaggio e la trasformazione in pietra del suo clan.

Il gameplay mescola azione frenetica, sezioni platform, esplorazione, combo e abilità Ninpo. Il ritmo resta quello serrato tipico della serie, ma l’impianto generale ha una veste molto più attuale.

In attesa di conoscere le specifiche tecniche definitive della versione Nintendo Switch 2, la data d’uscita ormai fissata e i miglioramenti già emersi bastano comunque per farne un’edizione da seguire con attenzione, soprattutto se hai un debole per gli action 2D e per i giochi dal sapore marcatamente classico.

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TTK Testing su Roblox è già virale: 4 milioni di visite in 24 ore

TTK Testing, il nuovo sparatutto in prima persona arrivato su Roblox ancora in piena fase di test, ha messo insieme circa 4 milioni di visite nelle prime 24 ore dal debutto e ha superato i 40.000 like, almeno stando ai numeri visibili sulla sua pagina ufficiale. Nel giro di pochissimo si è infilato tra le esperienze del momento sulla piattaforma.

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Qui l’immaginario classico di Roblox, quello più semplice e “a blocchi”, resta decisamente sullo sfondo. TTK Testing va da un’altra parte: effetti visivi in stile bodycam, animazioni molto fluide e un gunplay che parecchi utenti stanno descrivendo come insolitamente rifinito per gli standard abituali della piattaforma.

Il motivo del passaparola si intuisce quasi subito. Basta vedere qualche clip di TTK Testing, oppure entrarci direttamente e fare una partita.

La strada scelta è molto più realistica rispetto alla media dei giochi Roblox: ambientazioni scure, rinculo credibile, movimenti convincenti e una presentazione che, per tono e ritmo, ricorda più gli shooter tattici che gli arcade classici della piattaforma.

Le somiglianze con Ready or Not saltano fuori abbastanza chiaramente, ma sul piano visivo e tecnico TTK Testing sembra spingersi un po’ oltre rispetto a molte altre esperienze nate su Roblox.

Per adesso, però, il gioco resta piuttosto limitato. La build disponibile funziona soprattutto come ambiente di prova centrato sul free-for-all, quindi scontri rapidi tutti contro tutti, e serve più a mostrare il feeling delle armi e il potenziale tecnico del progetto che la sua vera forma finale.

Siamo ancora davanti a un rilascio anticipato, e infatti TTK Testing non offre per ora quella quantità di contenuti che ci si potrebbe immaginare dopo un debutto così forte.

Eppure la risposta della community è stata molto buona anche così, con contenuti ancora ridotti. Nei commenti ricorrono spesso gli stessi elogi: ottimizzazione, qualità delle animazioni, sensazione restituita dalle sparatorie. In molti, senza girarci troppo attorno, lo definiscono semplicemente “fantastico” da vedere in azione, soprattutto pensando al fatto che gira su Roblox.

C’è poi un aspetto che conta parecchio: TTK Testing non viene presentato come se fosse già un prodotto finito. Gli sviluppatori lo descrivono apertamente per quello che è, cioè una versione di prova, e hanno già parlato di aggiornamenti pesanti in arrivo. Sul tavolo ci sarebbero modalità cooperative PvE, IA di squadra, scenari e missioni narrative ispirate a Door Kickers, oltre a modalità multiplayer a team. Per il momento, però, tutto questo non è ancora disponibile.

Quello che oggi sta attirando i giocatori, quindi, sarebbe soltanto la base tecnica e di gameplay di un progetto più grande e più strutturato.

Secondo le informazioni circolate online, dietro TTK Testing ci sarebbe Sable Digital, con i creator PoptartNoahh e CanyonJack al lavoro sul progetto nel loro tempo libero. Un dettaglio che rende il risultato ottenuto fin qui ancora più notevole, almeno se si guarda all’impatto iniziale.

Il debutto è stato fortissimo. I dati sulla permanenza, invece, raccontano qualcosa di più cauto.

A fronte di circa 4 milioni di visite nel primo giorno, il picco di utenti contemporanei riportato online per TTK Testing si sarebbe fermato attorno ai 4.500. I numeri più recenti, sempre stando alle informazioni circolate online, sarebbero poi scesi nell’ordine di poche migliaia.

Non dev’essere letto per forza come un segnale negativo, soprattutto parlando di una build di test, ma lascia intendere che la curiosità iniziale non si sia trasformata da sola in una base stabile di giocatori. Per TTK Testing l’impatto visivo è stato abbastanza da spalancare la porta; da qui in avanti, però, serviranno contenuti, modalità più profonde e aggiornamenti costanti se l’obiettivo è trasformare l’hype in qualcosa che duri.

Resta comunque un caso interessante, perché TTK Testing conferma una tendenza che su Roblox si vede sempre più chiaramente: c’è spazio anche per progetti che spingono forte sul piano tecnico e visivo e che mettono in discussione l’idea di una piattaforma legata per forza a un’estetica semplice.

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Ultima: EA rinnova i marchi e riaccende le speranze, ma senza annunci

Ultima: i nuovi marchi registrati da Electronic Arts riaccendono le speranze per un ritorno

Stando ai documenti dello United States Patent and Trademark Office (USPTO), Electronic Arts ha rimesso mano in questi giorni alla parte legale del marchio Ultima, aggiornandolo con categorie molto più vicine al mercato videoludico di oggi. È bastato questo per far ripartire l’entusiasmo dei fan, anche se al momento non c’è alcuna conferma ufficiale su un nuovo gioco, una remaster o un annuncio imminente legato alla serie.

La parte più curiosa di questi nuovi depositi sta proprio qui, nel loro taglio molto più attuale. Nelle registrazioni presso l’USPTO compaiono infatti le classi 009 e 041, cioè quelle che coprono i videogiochi scaricabili su PC e le esperienze online.

È un cambio di un certo peso rispetto alla vecchia copertura in classe 028, una formula ormai datata che rimandava ai giochi distribuiti su supporti magnetici. Tradotto: Electronic Arts sta riallineando Ultima al linguaggio commerciale dell’industria di oggi, che gira soprattutto attorno a download digitali e servizi online.

Questo, da solo, non basta a dire che sul fronte creativo ci sia davvero qualcosa in movimento. Le pratiche sui marchi possono fermarsi a un rinnovo o a un aggiornamento amministrativo, soprattutto quando si parla di proprietà intellettuali storiche che un’azienda vuole continuare a tenere al sicuro.

Finché Electronic Arts non farà il nome di uno studio coinvolto, di un partner esterno o almeno di un progetto concreto, il ritorno di Ultima resta poco più di una possibilità.

E comunque Ultima non è un nome qualsiasi, e chi mastica RPG occidentali lo sa bene. La saga creata da Richard Garriott viene considerata una delle più importanti nella storia dei giochi di ruolo, con un peso enorme nell’evoluzione del genere. Electronic Arts ne possiede i diritti dal 1992, dopo l’acquisizione di Origin Systems, e da allora il marchio è rimasto un riferimento quasi simbolico per gli appassionati.

Il punto è che manca un capitolo single-player da un tempo lunghissimo. L’ultimo episodio principale, Ultima 9: Ascension, uscì nel 1999. Dopo di allora il marchio è rimasto vivo soprattutto grazie a Ultima Online, lo storico MMO che continua ancora oggi a essere supportato e che, nei fatti, è stato il volto più presente della serie negli ultimi decenni.

A mantenere viva l’attenzione c’è anche Richard Garriott in persona. Più volte l’autore ha detto di voler tornare a lavorare su Ultima, ma nel 2020 raccontò anche che Electronic Arts aveva già respinto in passato i suoi tentativi di rilanciare o rimasterizzare la saga.

Un dettaglio da non prendere alla leggera. Ed è anche quello che suggerisce di tenere i piedi per terra davanti all’entusiasmo nato attorno a questi nuovi marchi.

Anche il momento in cui arrivano questi depositi si fa notare. L’industria sta vivendo una fase in cui molte IP classiche vengono recuperate, rilanciate o rilette in chiave nuova, e questo rende più facile immaginare un ritorno possibile anche per Ultima.

Da sola non è una prova. Però basta eccome per rimettere in circolo le speculazioni su una delle serie più leggendarie della storia dei giochi di ruolo.

Per adesso, comunque, siamo ancora nel territorio delle indiscrezioni non confermate. Tocca aspettare per capire se Ultima tornerà davvero, magari con un nuovo capitolo, una remaster o un progetto pensato per il pubblico di oggi. Fino a quel momento, la posizione più sensata, anche per la community, resta quella dell’ottimismo cauto: i documenti sono abbastanza interessanti da alimentare la discussione, non abbastanza da far pensare che ci sia già qualcosa di concreto dietro.

Fonte e immagini: USPTO.