Angry Birds Star Wars II: in arrivo l’aggiornamento Carbonite Pack

Angry Birds Star Wars II riceverà questa settimana un aggiornamento importante. L’update è chiamato “Carbonite Pack” e Rovio ha già iniziato a rilasciare qualche teaser delle novità attraverso il profilo Tumblr di Angry Birds Star Wars. Nessun dettaglio preciso sui nuovi personaggi introdotti dall’aggiornamento, se non una strizzata d’occhio ai fan di Guerre Stellari, che certamente ricordano Han Solo congelato nella carbonite.

Sul sito è presente un conto alla rovescia che indica quando verrà rilasciato l’update: dovremmo quindi poter aggiornare la nostra versione di Angry Birds Star Wars II venerdì 7 febbraio intorno alle 12 (ora italiana).

Non rimane che attendere fiduciosi, Rovio è noto per la generosità dei propri update, che la maggior parte delle volte includono nuovi personaggi e nuovi livelli di gioco.

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Angry Birds Star Wars II è il sequel del primo Angry Birds Star Wars. Questa nuova versione del gioco permette per la prima volta di scegliere da che parte stare: chi ama il lato oscuro della Forza potrà giocare con i maiali. È la prima volta che un gioco di Angry Birds permette di scegliere la fazione. I più ambiziosi possono puntare a diventare Maestro Jedi, e giocare nel lato luminoso della forza…

[Via:Angry Birds Star Wars Tumblr]

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Google Now è ora integrato con Chrome beta per Windows e Mac

Google vuole integrare Google Now dentro Chrome. E oggi, Big G ha compiuto un passo importante in questa direzione. La nuova versione beta di Google Chrome per desktop (Windows e Mac) include ora il Notification Center di Google Now.

Per provare la nuova feature, gli utenti Chrome beta dovranno solo usare il browser con lo stesso account che utilizzano per Google Now. La funzione sarà attivata automaticamente.

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Con l’integrazione di Google Now, gli utenti di Chrome possono interagire con l’assistente personale di Google direttamente dal browser. In questo modo, le notifiche in tempo reale sul traffico e sui  prossimi eventi in calendario, per esempio, verranno visualizzate direttamente nel browser, in una barra che appare alla destra della pagina.

Maggiori informazioni sull’uso delle Card di Google Now all’interno di Chrome Beta a questo indirizzo. Le notifiche di Google Now per il momento sono disponibili solo in inglese.

[Via: Google Chrome Blog]

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10 anni di Facebook: storia del social network che ha cambiato il mondo

Oggi, 4 febbraio 2014, compie 10 anni il social network di Mark Zuckerberg. Un decennio che ha segnato non solo il destino dell’ex studente di Harvard, che nel frattempo è diventato il più giovane miliardario del mondo, ma anche un po’ la storia di tutti noi.

Oggi sono 10 anni di Facebook, 10 anni di social network. Ma la storia prende avvio un po’ più di 10 anni fa, per la precisione nell’ottobre del 2003, quando uno studente diciannovenne fonda Facemash, l’antenato di Facebook. Quel sito fu chiuso dopo solo pochi giorni, ma conteneva l’idea che qualche mese dopo ispirò la creazione Facebook. E quel ragazzo, Mark Zuckerberg, già aveva capito che nel suo destino c’era la realizzazione di una pagina web che potesse unire gli studenti, prima, e il resto del mondo poi.

Parlavamo con i miei compagni di stanza all’università, volevamo tutti un mondo più aperto. Credevamo che in mondo migliore le persone possono condividere le informazioni che vogliono e avere accesso alle informazioni che vogliono.” (The Wired Interview: Facebook’s Mark Zuckerberg)

Il 4 febbraio 2004 vedeva la la luce il sito thefacebook.com. Con un investimento di 1000 dollari, fu fondato da Mark Zuckerber insieme ai suoi compagni di università Eduardo Saverin, Dustin Moskovitz e Chris Hughes. Semplice e lineare, in opposizione al caos barocco di MySpace, Thefacebook era caratterizzato da una predominanza di blu (la leggenda vuole che la scelta dei colori fosse legata al daltonismo di Mark Zuckerberg) ed era destinato inizialmente ai soli studenti di Hardvard.

Thefacebook

Si aprì gradualmente ad altre università e scuole del mondo. Successivamente il social network divenne disponibile anche per gli impiegati di grandi società come Microsoft e Apple. Il 26 settembre del 2006 il sito, che nel frattempo era passato a chiamarsi semplicemente Facebook.com, divenne disponibile a chiunque avesse più di 13 anni e un indirizzo e-mail. È l’inizio del boom. Nel 2006 Facebook è il sessantesimo sito più visitato al mondo, nel 2013 è al primo posto tra i più visitati al mondo.

Il resto è noto. Nel 2006 nasce il news feed, nel 2007 i post promozionali, nel 2008 fa la sua comparsa la chat di Facebook e la rivista Forbes incorona Zuckerberg “il più giovane miliardario del mondo. Il 2009 è l’anno del pulsante Mi Piace (ed è strano pensare che non ci sia stato sempre) e del primo sostanziale layout del sito. Il 2010 vede la comparsa della nuova pagina profilo e Mark Zuckerberg guadagnare la copertina del Time come “Person of the year”.

time-person-of-the-year-2010

Nel 2011 arriva la “timeline”, amata da alcuni e detestata da moltissimi. Nel 2012 Facebook lancia l’app center per i dispositivi mobili, compra Instagram e fa il suo approdo in Borsa. Il 2013 è l’anno dei grandi cambiamenti, a cominciare dal nuovo News Feed, una home page completamente rinnovata con immagini più grandi, feed multipli e uniformità di aspetto tra web e cellulari. L’anno scorso Facebook ha presentato anche il Graph Search, il nuovo strumento di ricerca che permette di trovare tutto e tutti, come per esempio scoprire chi sono “i miei amici fan di Star Wars e Harry Potter”… Presentato nel gennaio del 2013, ad oggi Graph Search non è ancora disponibile nell’edizione italiana di Facebook, ma si può provare in anteprima da questo indirizzo. Il 2013 è stato anche l’anno di Facebook Home, ambizioso progetto di un launcher per Android che fino ad ora non ha incontrato i favori del grande pubblico, e del miglioramento di Facebook Messenger, che ha un nuovo stile grafico, tante funzioni aggiuntive, una chat in stile WhatsApp e gli oramai immancabili adesivi.

Nel 2014, tante nuove sfide e un obiettivo preciso: puntare alle notizie. Dopo il recente aggiornamento dell’algoritmo di Facebook, che ora punta a favorire le news e i contenuti di qualità, è arrivata anche una nuova app: Paper, il giornale di Facebook.

Nel frattempo, le polemiche sulla privacy hanno accompagnato il social network in tutti questi anni (e casi come quello di PRISM non aiutano a tranquillizzare gli animi dei più pessimisti), così come le voci che periodicamente danno Facebook per moribondo. Sarà, ma nel frattempo il 2014 si è aperto molto positivamente: il 30 gennaio scorso il social network ha fornito i dati aggiornati sul consumo: 1.23 miliardi di utenti attive ogni mese.

Forse non durerà altri 10 anni, forse si trasformerà in un social network per aggregare notizie… Intanto, la fine è ancora molto lontana.

Questo il video con cui il social network festeggia i suoi primi 10 anni:



Buon compleanno, Facebook!

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10 anni di Facebook: 10 errori che oggi non rifaremmo

10 anni di Facebook: 10 errori che oggi non rifaremmo

Se potessi tornare indietro, al momento in cui ti sei iscritto a Facebook, c’è qualcosa che faresti in maniera diversa? Ce lo siamo chiesti anche noi, della redazione internazionale di Softonic, e ci auguriamo che tu possa imparare qualcosa dai nostri errori.

Facebook compie 10 anni. Cifra tonda: tempo di bilanci. Noi di Softonic abbiamo deciso di guardare indietro e ricordare il momento in cui siamo entrati su Facebook. Com’eravamo allora? Giovani e entusiasti, ancora inconsapevoli degli inquietanti scenari rischiosi per la privacy che Facebook avrebbe aperto, o già disincantati e sospettosi, già predisposti a difendere con le unghie e con i denti le nostre informazioni personali dall’abisso di internet che tutto inghiotte?

Quello che è certo è che se potessimo tornare indietro con una macchina del tempo, a 10 anni fa, o semplicemente all’anno della nostra iscrizione a Facebook, c’è qualcosa che faremmo in maniera diversa: condivideremmo meno cose, avremmo meno amici, staremmo più attenti a non divulgare informazioni sensibili che ci riguardano. Ti raccontiamo brevemente le nostre storie, svelandoti cosa abbiamo imparato, a volte a nostre spese, perché tu possa difenderti e non ripetere i nostri stessi errori.

Markus: Condividere troppe cose

Quando ho iniziato a usare Facebook nel 2006, come molti altri non pensavo al possibile impatto sulla mia vita sociale. In quanto avido viaggiatore, la mia lista di amici crebbe rapidamente fino a raggiungere oltre 500 contatti. E non avevo nemmeno le idee chiare su come usarlo e su cosa condividere. Nel 2010 ero ormai totalmente Facebook-dipendente e condividevo un sacco di roba inutile e privata con persone che conoscevo appena. Peggio ancora: mi ero ridotto a sbirciare constantemente, cercando chissá cosa in tutto quel superficiale flusso di feed. Così alla fine presi la mia decisione: cancellai il mio profilo e mi diedi un anno di pausa. Dal 2011 sono tornato, ma con un approccio totalmente diverso: non ho più una timeline, mantengo un massimo di 5 post sul mio muro e sono molto più selettivo al momento di aggiungere amici. Può persino succedere con facilità che mi dimentico di loggarmi per più di una settimana.

Per evitare di ripetere gli stessi errori di Markus, leggi l’articolo 10 cose da non fare su Facebook

Fabrizio: Aggiungere troppi amici

Facebook ha ucciso il mio blog. E ciò fu cosa buona e giusta. Nel 2007 stavo ancora bloggando in modo molto personale, e la visibilità che ottenni mi fece sentire a disagio. Quando arrivò Facebook, mi diede finalmente il potere di controllare chi poteva leggere i miei update, e più canali per ricevere commenti. E l’audience era più visibile, anche se più ridotta. Oggi continuo ad usare il mio account come banco di prova per i miei esperimenti letterari, e i miei amici hanno la chance di poter leggere la mia roba in anteprima. Ora ne ho meno, di amici: sono 140, meno del famoso numero di Dunbar. Elimino contatti periodicamente per aumentare la qualità della mia timeline (e per cacciare i ficcanaso).

Fai come Fabrizio, ripulisci la tua lista contatti: leggi l’articolo su Come eliminare amici da Facebook

Junko: Aggiungere troppi colleghi

Sono entrata su Facebook nel novembre del 2007, ma non è che lo usassi molto i primi tempi: la maggior parte dei miei amici stava su un social network giapponese chiamato “mixi” che ti permette di usare un nickname invece del tuo vero nome. Alla fine del 2010, Facebook divenne finalmente popolare anche in Giappone, e mixi, dal canto suo, iniziò a perdere popolarità. La cultura giapponese comunque è molto particolare e questa peculiarità si riflette anche nella maniera che abbiamo di interagire sui social media. I giapponesi si sentono praticamente “obbligati” a cliccare su Like e mettere dei commenti positivi sui muri dei propri amici e anche dei colleghi di lavoro, perché ci si aspetta che ci sforziamo continuamente di vivere in pace e armonia con tutti. Per questo ho deciso di non avere troppi colleghi tra i miei contatti di Facebook: per evitare di sentirmi in colpa quando non ho voglia di cliccare su Like. Suona strano?

Maria: Diventare fan di tutto

Ho iniziato a usare Facebook nel settembre del 2008. Contemporaneamente iniziai anche con Twitter e per un po’ di tempo non riuscii a capire con chiarezza le differenze tra i due social network: scrivevo e fotografavo su entrambi qualsiasi cosa facessi, sentissi o mangiassi. Ma il peggio venne quando iniziai a scrivere di me in terza persona! “Maria è stanca”, “Maria sta cercando lavoro”… Sebbene fortunatamente mi resi conto abbastanza presto di quanto fosse sciocco tutto ciò, iniziai a fare un’altra cosa bizzarra: diventavo fan di qualsiasi parola, alimento o personaggio vedessi: caffè, leggins, cocker spaniel marroni… Era davvero necessario? Adesso so che non lo è, ma nel 2008 vedevo tutto in maniera diversa. Per fortuna sono cresciuta!

Attenzione a non diventare uno stereotipo come Maria: leggi l’articolo 15 stereotipi di amici su Facebook

Pier Francesco: Creare un profilo con un falso nome

Il mio primo approccio a Facebook fu per sottrazione. Cioè: cercare di sottrarmi ad esso con ogni mezzo. Ma un giorno, nel lontano 2008, entrai a far parte di una squadra di lavoro con uno specifico obiettivo: raccogliere fondi per i terremotati dell’Aquila. Io ero il responsabile di tutti i contenuti. E il mezzo principale di divulgazione dell’iniziativa era, ovviamente, Facebook. Quindi cedetti. Ma non del tutto. Creai un profilo, ma non usai il mio nome vero. Volevo resistere allo tsunami social. Questo creava delle difficoltà: dovevo sempre spiegare, nelle richieste di amicizia, perché io non fossi io, pur essendo io. Ed ero introvabile nella rete. Oggi userei il mio nome vero. Ma alla fine funzionò lo stesso. Il paese di Barisciano ebbe 10.000 euro. Veri. E io il mio primo profilo Facebook. Falso.

I profili falsi su Facebook possono essere pericolosi, scopri come identificarli

Daniel: Creare un profilo col mio vero nome

La prima volta che ho sentito parlare di Facebook pensavo fosse una brutta copia di MySpace, senza neanche la musica: zero appeal. Non c’è voluto comunque molto prima che mi iscrivessi. Era il 2008, stavo lasciando l’Australia ed era la scusa perfetta per rimanere in contatto con i miei amici di là, che avevano già tutti Facebook. La prima cosa che ho fatto? Mettere il mio nome vero, aggiungere molte, troppe persone e anche caricare delle foto. Non c’è voluto molto per cancellare tutte le mie foto, cambiare il mio nome in uno fittizio e cambiare le impostazioni di privacy. Adesso non posso neanche essere taggato nei post o nelle immagini senza il mio consenso. I tempi cambiano, no?

Fai come Daniel, impara a settare le impostazioni della privacy

Sebina: Usare troppo Facebook Connect

C’erano una volta (nel 2008, per essere precisi), me e la mia decisione di entrare finalmente nello spensierato mondo di Facebook. Tuttavia all’inizio avevo deciso di andarci piano e usavo il mio profilo solo per trovare e collezionare vecchi e nuovi amici, quasi fossero rari e preziosi francobolli, assaporando il segreto piacere di ripetere “Carramba, che sorpresa, non pensavo di rivederti!”. Quando sorella, mamma e la famiglia al completo entrarono su Facebook, qualcosa cambiò e mi ritrovai a condividere pensieri, foto, link e persino emozioni. Diventai più imprudente, per pigrizia, essenzialmente, non curandomi più di tanto delle impostazioni della privacy e usando Facebook Connect per provare nuove app e servizi senza perdere tempo a registrarmi. Qualche giorno fa, grazie a MyPermissions, ho scoperto con orrore che più di 190 applicazioni che a malapena stento a riconocere hanno accesso alle mie informazioni personali! Ho revocato l’accesso a tutto e mi sono intimata: non toccare quel pulsante mai più nella tua vita, pigrona che non sei altra…

Per non rischiare di fare gli stessi errori di Sebina, impara a usare MyPermissions.

Baptiste: Usare il muro invece dei messaggi privati

Non sono mai stato un grande fan di Facebook. Sono ancora convinto che condividere troppe cose personali su internet abbia un impatto negativo sulla vita delle persone. Nonostante questo ci sono cascato anche io. I miei amici continuavano a parlare di Facebook e poco a poco hanno abbandonato Windows Live Messenger e Skype. Il 30 gennaio del 2011 ho deciso anche io di dargli una chance e ho aperto un profilo sul social network. La prima cosa che ho fatto è stata quella di guardare a fondo le opzioni della privacy. C’è chi non se ne preoccupa affatto e chi lo fa solo per precauzione. Io, oggi proprio come allora, uso Facebook per parlare con i miei amici… ma solo attraverso messaggi privati. Non pubblico quasi nulla sulla mia bacheca e non commento i post degli altri. Insomma non sono proprio l’utente Facebook modello e credo che l’espressione “condividere è amare” non abbia alcun senso. Però sono anche la dimostrazione del fatto che Facebook può essere usato senza per forza abusarne.

Usi molto la chat di Facebook? Non permettere ai tuoi amici di sapere quando leggi i messaggi

Samuel: Non proteggere la mia reputazione online

Guardando la mia bacheca sembra proprio che abbia iniziato a usare Facebook nel 2007. In realtà non mi ricordo molto di quei tempi ma quello che mi ricordo perfettamente è la regola che ho cercato di imporre a me e ai miei amici. Facebook non è la mia vita reale. Mi sono reso subito conto dei pericoli del social network dove si possono aggiungere o ignorare amici, rifiutare messaggi o scriverne alcuni pubblicamente sulle bacheche degli altri. In un certo senso ero riuscito già a prevedere che prima o poi la vita su Facebook si sarebbe intrecciata così tanto con quella reale da non riuscire più a distinguerle tra di loro. Se potessi ricominciare tutto da capo credo che farei le cose in modo diverso. Proteggerei ancora meglio la mia privacy per cercare di non rovinare la mia reputazione online per colpa del social network.

Jan-Hendrik: Errore?!?

La risposta alla domanda: qual è stato il tuo errore più grande su Facebook è facile. Nessuno. Questo perché io sono la pecora nera del team, senza un account Facebook. Pensi che abbia fatto un errore a non iscrivermi a Facebook? Questo sarebbe vero se mi sentissi escluso e se avessi la sensazione di perdermi qualcosa di importante. Ma in realtà non capisco l’esigenza e il divertimento nel guardare le foto dei gattini tutto il giorno! Inoltre le informazioni che voglio ricevere mi piace cercarle attivamente piuttosto che esserne sommerso passivamente. Il tempo per filtrare tra il (poco) utile e il (tanto) inutile è troppo prezioso per i miei gusti. Proprio per questo motivo Facebook non è stato la mia scelta in passato e propobabilmente non lo sarà per i prossimi dieci anni. Potrebbe essere un errore, ma non per me.

Jan-Hendrik ti ha convinto? Allora non ti resta che cancellarti da Facebook una volta per tutte.

E tu?

10 anni sono passati, e tantissimi sono gli errori fatti su Facebook. Ma speriamo che leggendo le nostre storie hai potuto scoprire 10 nuovi modi di usare meglio il popolare social network, proteggendo di più la tua privacy e diventando più consapevole di quello che condividi online. Perché niente in questo mondo è veramente cattivo: sono l’ignoranza e l’abuso che possono trasformare anche qualcosa di innocuo in una minaccia.

Raccontaci di te e aiuta altri utenti: che errori hai fatto su Facebook che oggi non rifaresti?

10 comandamenti per una reputazione online impeccabile

Sai cosa dicono di te su internet? Controlli le informazioni personali che pubblichi sul web?

Ogni giorno i confini tra pubblico e privato sono sempre più difficili da distinguere. Per questo ho raccolto una lista dei 10 comandamenti da seguire per proteggere la tua privacy e gestire la tua reputazione online con facilità!

I. Usa la testa

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Su internet non fare ciò che non faresti nella vita reale! Per esempio, non pubblicare le tue informazioni personali, come l’indirizzo email o il numero di telefono, negli spazi pubblici (forum, commenti di un blog e così via). Prima di postare informazioni private o immagini divertenti, chiediti se ti piacerebbe che degli estranei possano accedervi.

II. Sii discreto

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Evita di gridare ai quattro venti tutto ciò che ti passa per la testa. Prima di pubblicare qualcosa, chiediti se stai usando il canale giusto: a differenza dei messaggi diretti, i tweet sono pubblici e accessibili a chiunque. Allo stesso modo, scegli se condividere il tuo stato di Facebook con i tutti gli amici o se è meglio renderlo invisibile ad alcuni.

III. Sii educato

10 commandements reputation en ligne e-reputationNon insultare le aziende, le istituzioni o altri utenti. Internet non dimentica mai e tra 5 o 10 anni potresti anche rimpiangere di aver scritto dei commenti sconvenienti. Nel caso in cui volessi far sentire le tue ragioni, ricorri ai moduli di contatto presenti sulla maggior parte dei siti o contatta direttamente il servizio clienti.

IV. Non moltiplicarti

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Non inquinare la tua reputazione online con decine di account orfani. Perché tenerli aperti se in realtà non ti servono? Puoi chiudere gli account inutili attraverso l’opzione spesso nascosta nelle impostazioni del profilo o inviando un’email al servizio clienti del sito. Se devi creare un nuovo account, usa le opzioni di connessione di Facebook, Twitter o Google+, perfette per non moltiplicare i nomi utente e le password.

V. Copri le tue tracce

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Controlla regolarmente il contenuto delle tue pubblicazioni ed elimina le attività compromettenti accedendo al registro delle attività del tuo profilo di Facebook. I più preoccupati possono anche usare alcuni servizi online come SimpleWash, che cercano i contenuti più pregiudizievoli in un batter d’occhio.

VI. Conosci il tuo nemico

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Se trovi del contenuto che preferiresti sopprimere (una foto imbarazzante, dati personali e così via), cerca di scoprire qual è l’origine. Se ne sei l’autore, puoi facilmente modificare le condizioni di accesso o rimuovere il contenuto. In caso contrario, potrebbe essere necessario contattare direttamente il responsabile della pagina.

VII. Difenditi

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Per eliminare il contenuto sul sito di una terza persona, dovrai contattare il webmaster. Innanzitutto, cerca di individuare il gestore del sito e spediscigli un messaggio con la tua richiesta. Dovresti trovare i dati di contatto nella sezione Contatti o nei Termini e condizioni. Se le informazioni sul sito sono incomplete, puoi accedere al Whois, un database pubblico che contiene l’identità dei proprietari del dominio.

VIII. Google è tuo amico

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Se vuoi rimuovere delle informazioni da Google e senti di avere la legge dalla tua parte (diffamazione , calunnia e così via), potrai richiederne la rimozione legale contattando la società attraverso questa pagina. Se si tratta di dati personali, questa pagina ti consente di comunicare a Google quali contenuti sopprimere dai risultati di ricerca.

IX. Sii creativo

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Batti i risultati indesiderati creando delle pagine personali. In generale, gli utenti dei motori di ricerca si fermano alla prima pagina, perciò puoi facilmente relegare le pagine più imbarazzanti nelle profondità di Google con la creazione di un profilo professionale su Linkedin o lanciando il tuo sito personale!

X. Stai sempre all’erta

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Per essere sicuro che delle informazioni private non vengano improvvisamente svelate, assicurati di aver impostato correttamente le opzioni sulla privacy. Alcuni servizi, tra cui Facebook, apportano regolarmente delle modifiche alla loro politica sulla privacy. Cerca quindi di essere sempre informato sulle ultime notizie del tuo network preferito (ad esempio, attraverso Softonic) per evitare delle spiacevoli sorprese!

Vorresti ricevere una notifica ogni volta che il tuo nome viene citato pubblicamente su internet? Allora affidati a Google Alert, un servizio che ti manda un’email non appena viene pubblicato qualcosa su di te. Un buon modo per non essere colto di sorpresa da rivelazioni compromettenti!

L’undicesimo comandamento

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Google è spesso il primo strumento che i curiosi usano per trovare delle informazioni su di te. Ogni tanto, cerca il tuo nome e il tuo cognome tra virgolette per scoprire le informazioni che circolano sul tuo conto. Scopri i possibili contenuti compromettenti e applica scrupolosamente i comandamenti che ti ho appena elencato!

Cosa fai per proteggere la tua reputazione online?

[Adattamento di un articolo originale di Samuel Marc su Softonic FR]

Facebook Paper disponibile per il download, per ora solo negli USA

Sbarca sull’App Store americano Paper, la nuova app di Facebook che si propone come un elegante “giornale personale”. Disponibile per iPhone, iPad e iPod touch, Paper viene rilasciato inizialmente solo negli Stati Uniti. Per tutti gli altri, e per gli utenti Android, c’è ancora da attendere.

paper

Alla vigilia del suo decimo anniversario, Facebook punta ai contenuti di qualità e offre agli utenti iPhone un giornale bello e personalizzabile. Simile per certi versi a Flipboard, Paper si propone come aggregatore di notizie e articoli. Permetterà inoltre anche di pubblicare foto, aggiornamenti di status e di leggere i contenuti pubblicati dai nostri contatti.

Visuale, elegante e totalmente touch, Paper è gratuito e, almeno per il momento, privo di pubblicità.

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Scoperto il modo per effettuare il jailbreak a vita

Il famoso hacker iH8sn0w ha spiegato su Twitter di aver scoperto una grave falla che permetterebbe il jailbreak untherered perenne per gli iPhone, iPad e iPod touch che montano il processore A5 o A5X.

Qualificato come falla iBoot, si tratta di un difetto hardware presente negli iPhone 4S, iPad 2 e 3, Apple TV 3G, iPod Touch 5G e iPad mini. Trattandosi di hardware, nessun aggiornamento del software rilasciato da Apple potrebbe risolvere il problema. Un jailbreak eterno, quindi? iH8sn0w ha voluto frenare gli entusiasmi, affermando che per il momento non svelerà pubblicamente la falla e non offrirà software in grado di sfruttare il difetto di fabbrica. L’hacker ha dichiarato però che intende utilizzare la sua scoperta per jailbreakkare più facilmente i nuovi dispositivi iOS e che non comunicherà la sua scoperta ad Apple.


L’avvenire sembra radioso, quindi, per i tantissimi utenti che amano effettuare il jailbreak sul proprio dispositivo. Apple, nel frattempo, continua la sua lotta senza quartiere, per esempio con la quarta beta di iOS 7, che neutralizza il Jailbreak del team Evad3rs.

Chi la spunterà?

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MultCloud: come trasferire e gestire file da Dropbox a Google Drive

I server remoti come Dropbox e Google Drive sono utilissimi. Ma se ne usi tanti, non sai mai dove andare a pescare i tuoi file. MultCloud unifica tutto, e risolve il problema.

È l’epoca d’oro del clouding, non c’è dubbio. Perché? Per due motivi.

Il primo: smartphone e tablet stanno sempre più rapidamente e massicciamente rimpiazzando i computer tradizionali, ma hanno poca memoria. Ma mettendo file e musica su file remoti raggiungibili via internet risolvi perfettamente il problema. E viaggi leggero, ma con tutto quello che ti serve.

Il secondo: tra computer del lavoro, computer personale e cellulari vari, è facile perdere traccia di file, foto e documenti vari. Mettendoli nella nuvola, sai sempre esattamente dove sono, e puoi accedervi da tutti i dispositivi.

Quindi: hurrà per il clouding! Ma c’è un piccolo problema: che i servizi sono tanti. E ognuno ha alcuni vantaggi. Per questo è facile che ciascuno di noi utilizzi più di un drive remoto, ciascuno per scopi diversi.

Con Multicloud, però, puoi fare ordine, e gestirli tutti insieme da una stessa web app. Per ora sono supportati Dropbox, Box, Google Drive, SkyDrive, SugarSync e AmazonS3.

Ecco come funziona, e come può esserti utile.

MultCloud: un unico servizio per controllarli tutti

La prima cosa da fare per iniziare è aprire un account MultCloud, un processo rapidissimo. L’interfaccia, quando effettui il login, mostra i servizi di clouding supportati.

OverviewCol tasto blu Add Account aggiungi un drive alla lista di quelli che puoi gestire da MultCloud: Dropbox, Box, Google Drive, SkyDrive, SugarSync e AmazonS3.

Quando lo fai, ti viene sempre spiegato nel dettaglio a quali dati del tuo account avrà accesso il servizio. Una scelta di trasparenza apprezzabile.

This app would like to

Un’avvertenza: se hai abilitato il blocco dei popup, aggiungi Multcloud alle eccezioni, altrimenti, quando cercherai di aggiungere un nuovo account, la finestra di login verrà bloccata.

Quando aggiungi un nuovo drive a MultCloud, la prima cosa da fare è assegnargli un nome.

Scegli nome per il driveUna delle comodità di questo servizio è la possibilità di aggiungere anche account multipli dello stesso drive remoto. In molti, ad esempio, hanno più di un account Dropbox, che usano per scopi diversi. È importante, quindi, assegnare a ciascuno un nome che lo renda facilmente riconoscibile, ad esempio “Dropbox Franco Lavoro” e “Dropbox Franco Personale”, per distinguere l’account professionale da quello privato.

La navigazione tra le cartelle degli account è istintiva. Selezioni un drive dalla colonna di sinistra, trovi quello che ti serve e, per tornare indietro, puoi usare la barra del percorso, in alto.

Barra percorsoNella parte alta dell’interfaccia ci sono tre pulsanti, con cui puoi scaricare in locale o caricare file o aggiungere nuove cartelle.

I tre pulsantiPuoi selezionare e gestire anche più di un file alla volta, selezionado quelli che ti interessano con un segno di spunta.

Se clicchi col tasto destro del mouse su un elemento, apre il menu contestuale, da cui puoi, tra le altre cose, rinominare, cancellare, tagliare e copiare file.

Menu contestualeOvviamente il copia/taglia e incolla funziona anche tra diversi drive, quindi puoi facilmente trasferire file e cartelle da uno all’altro in un attimo, un’operazione che, senza MultCloud, richiederebbe invece tempo.

Copia file in corsoUno degli strumenti più utili di MultCloud è la ricerca simultanea in tutti i drive remoti. Inserendo in alto a destra i termini di ricerca, il servizio mostrerà i risultati specificando in quale delle tue cloud si trovi

Risultati di ricercaMolti (grandi) pregi, pochi (piccoli) difetti

Durante i nostri test abbiamo notato che la preview dei file non funziona sempre a dovere. Ad esempio, le foto caricate in Dropbox la consentono, mentre quelle che sono in Google Drive non si caricano. Questo non compromette, comunque, l’uso di MultCloud.

Per il resto, MultCloud è un servizio ben funzionante e utilissimo, che risolve brillantemente il problema dei file disseminati in tanti drive virtuali diversi. Così, invece di organizzare una migrazione di dati di massa verso una stessa nuvola (il cui pensiero scoraggerebbe il più paziente degli uomini), possiamo goderci il meglio di ogni drive remoto senza rinunciare all’ordine.

Se vuoi scoprire pregi e difetti dei principali servizi di clouding, abbiamo un articolo che fa per te.

Flappy Bird, il gioco mania per Android e iOS, è in arrivo su Windows Phone

Incredibile successo per Flappy Bird, titolo che in pochi giorni ha già segnato record di download sia per Android che su iOS.

Il gioco, creato da un piccolo sviluppatore indie del Vietnam e lanciato senza nessuna promozione pubblicitaria, è al tempo stesso semplicissimo e incredibilmente addictive, e questo sembrerebbe essere l’elemento che ha garantito la viralità esplosiva del gioco.

Dato in arrivo anche su Windows Phone, secondo quanto riportato dal sito WMPoweruser, Flappy Bird è stato definito da molti giocatori “impossibile”. Proprio l’elevata difficoltà del gioco lo renderebbe così avvincente, insieme ad elementi di grafica mutuati dai classici Super Mario a 8 e 16 bit. Anche l’elemento principale del gioco, i tubi verdi che l’uccellino protagonista del gioco dovrà schivare, sono un chiaro omaggio a Super Mario.

flappy bird ios

E poco altro, le meccaniche di gioco sono davvero elementari: bisogna premere sullo schermo per far salire di quota l’uccellino, cercando al tempo stesso di schivare i tubi verdi. Si va incontro ad un Game Over dietro l’altro e la frustrazione diventa presto insopportabile. Che sia stato questo a garantire il successo del gioco?

[Via: WMPoweruser]

Voglio lasciare Facebook! Come fare? Ecco 7 passi indispensabili per una separazione indolore

Sei pronto. Lascerai Facebook. Ma hai fatto le valigie? Ti spiego cosa devi fare prima di abbandonare il grande social network.

Lasciare Facebook senza avere un piano preciso fa più male che bene: ci sono i tuoi account e le applicazioni associate, le tue foto, i video e i messaggi che non troverai da nessun’altra parte. Disattivare l’account da un momento all’altro significa imprigionare tutti questi dati e dare il via a una sgradevole sensazione di “devo tornare, ho lasciato il gas aperto”.

Ho passato 102 giorni su Facebook e ho postato più di 9.000 aggiornamenti (fonte)

Molti di noi non riescono a lasciare Facebook proprio perché alcune informazioni sulla nostra vita sono disponibili solo lì. Per rompere questo legame e abbandonarlo una volta per tutte, è necessario togliere questi dati.

Quindi, se vuoi andare via da Facebook e non vuoi tornare sui tuoi passi, segui i consigli che ti presento di seguito: ti aiuteranno a diventare meno dipendente e a evitare una ricaduta. Tutto questo senza la necessità di eliminare l’account per sempre.

Ottieni una copia completa del tuo profilo

Facebook ti dà la possibilità di scaricare un backup completo del tuo account, con tutte le foto, i video, le pubblicazioni che hai condiviso, le chat e i messaggi.
Per fare ciò, vai alle impostazioni generali dell’account e fai click su “Scarica una copia dei tuoi dati di Facebook”. Se è la prima volta che lo fai, l’operazione richiederà un po’ di tempo. Una volta concluso il processo (Facebook ti avvisa via email), torna alle impostazioni e scarica tutto il contenuto del tuo account in un file ZIP.

La copia del profilo è organizzata in sezioni. Ti dice anche chi sono i tuoi ex…

Puoi anche scaricare il tuo profilo con l’applicazione non ufficiale GiveMeMyData.com. Questo programma ti consente di ottenere tutti i tipi di informazioni, come eventi, compleanni, like e molto altro. I dati vengono esportati nel formato di tua scelta: testo, XML, JSON e così via.

Combinare entrambe le copie ti consentirà di estrarre tutte le informazioni utili. Il vantaggio di GiveMeMyData è che salva i dati in formati facilmente leggibili da altre applicazioni, che in teoria possono essere importati su altre reti.

Scollega le applicazioni vincolate al tuo account

Una delle cose che rende più difficile abbandonare il social network è Facebook Login, la funzionalità con cui ci identifichiamo in altre applicazioni. Agendo come una chiave per decine di servizi, Facebook diventa indispensabile.

Dal menù Applicazioni puoi vedere tutte quelle che sono collegate al tuo account di Facebook: giochi come Candy Crush, i siti che usi quotidianamente, le applicazioni ufficiali per Facebook, i sistemi operativi… tutti questi servizi, in un dato momento, hanno richiesto l’accesso al tuo profilo per ottenere dei dati, inviare aggiornamenti o semplicemente identificarti.

Prima di andare via da Facebook è necessario eliminare le applicazioni. Se non lo fai, può accadere che una di loro diventi una porta attraverso cui un utente malintenzionato può accedere al tuo account.

Per eliminare le applicazioni hai 2 possibilità:

Allo stesso tempo, segna i servizi che vuoi continuare a utilizzare per accedervi con un nome utente e una password invece di cliccare sul pulsante blu.

Riprendi il controllo dei tuoi account, dì no al pulsante blu!

Non dimenticare di scollegare Spotify da Facebook

Spotify è un’altra ragione per cui abbandonare Facebook sembra così difficile. Perché? Perché non potrai accedere a Spotify senza che il tuo account di Facebook venga riattivato.

Se hai creato il tuo account Spotify prima del 22 settembre 2011, puoi interrompere il collegamento a Facebook dalla finestra Preferenze, nella sezione social network. Assicurati però di aver segnato da qualche parte il tuo nome utente e la tua password.

Se hai creato il tuo account senza Facebook, puoi scollegarti premendo questo pulsante

Se ti sei registrato attraverso Facebook, dovrai prima creare un nuovo account utilizzando il tuo indirizzo di posta elettronica e quindi spostare le tue playlist sul nuovo profilo. Si tratta di una procedura noiosa ma semplice. Per farlo, segui questi passi:

  1. Accedi con il tuo account originale e trascina le playlist in una cartella
  2. Accedi con il nuovo account e trascina le playlist su Spotify
  3. Copia il contenuto o taglia e incolla le canzoni nelle nuove playlist

Le playlist associate a Facebook possono essere aperte da un account indipendente

Ricreare le playlist risolve solo una parte del problema. L’altro è che cosa fare con la registrazione: per ora puoi solo cancellarla e crearne una nuova. Se contatti il servizio clienti, forse possono aiutarti con la transizione verso un account non-Facebook.

L’ultima risorsa è contattare il servizio clienti di Spotify

Fai una pulizia degli amici e nomina dei “guardiani”

Quando fai un trasloco, butti via le cose vecchie. Perché non fare lo stesso con i contatti di Facebook?

D’altra parte, non è una cattiva idea nominare tre o più contatti di fiducia per il tuo profilo. Sono degli amici che ti possono aiutare ad accedere al tuo account nel caso di problemi. Li puoi nominare dal menù Sicurezza – Contatti fidati.

Passa i diritti di amministratore delle tue pagine ad altre persone

Se hai creato o gestisci delle pagine di Facebook, è un buon momento per nominare un amministratore. Se non lo fai, la pagina sarà ancora lì, ma nessuno potrà moderare i commenti.

Un’altra opzione? Chiuderla temporaneamente, ma sarebbe un colpo basso per i fan. Puoi anche eliminare definitivamente le pagine, ma il processo richiede alcuni giorni.

Cambia la “serratura” prima di andare via

Se te ne vai, smetterai di prestare attenzione all’attività del tuo account, compresi i tentativi di accesso. Metti i bastoni tra le ruote a che cerca di rubare il tuo profilo e cambia la password con una lunga e difficile da indovinare.

Un’altra buona misura è l’attivazione della verifica in due passaggi e degli avvisi di accesso, che ti avvertono dei possibili tentativi di connessione da altri dispositivi.

Avvisa i tuoi contatti (se vuoi)

Puoi lasciare una nota sulla bacheca 24 ore prima di chiudere l’account, inviare un messaggio a tutti i tuoi contatti o annunciarlo su altre reti come Twitter. In ogni caso, potrebbe interessarti far sapere ai tuoi amici che possono trovarti su altri network.

Se vuoi qualcosa di più radicale… cancellare il tuo account!

Facebook ti consente di disabilitare l’account e di tornare in qualsiasi momento, con tutti i contatti e i contenuti di prima. Se però vuoi eliminarlo completamente, dovrai richiedere la cancellazione con questo modulo.

Eliminare l’account prima di aver eseguito tutti i passi sopra elencati non solo ti impedisce di collegarti ad altre applicazioni, ma ti farà perdere la possibilità di recuperare i tuoi dati o di tornare sul social network. Pertanto, ti consiglio di non cancellare il tuo profilo. Ma la decisione spetta a te.

Cosa faresti prima di lasciare Facebook?

[Adattamento di un articolo originale di Fabrizio Ferri-Benedetti su Softonic ES]