65, thriller fantascientifico uscito nel 2023 con Adam Driver alle prese con i dinosauri, a gennaio 2026 è finito nella Top 10 di HBO Max negli Stati Uniti e si è spinto fino al quinto posto. Fa effetto, se si pensa a come era andata al cinema: risultati deludenti al botteghino e un’accoglienza critica tutt’altro che calorosa.
Non stiamo parlando di un film da 1 miliardo di dollari, né di un titolo con un punteggio quasi perfetto su Rotten Tomatoes. Eppure in streaming 65 si sta ritagliando una seconda possibilità.
65 su HBO Max: perché il flop al cinema sta funzionando in streaming
Dietro la regia ci sono Scott Beck e Bryan Woods, e 65 si regge su un’idea semplice, quasi istantanea da capire. Adam Driver è Mills, un pilota che precipita su un pianeta ostile. Poi arriva la svolta, quella vera: il pianeta è la Terra, ma 65 milioni di anni fa.
Con lui c’è Koa, giovane sopravvissuta interpretata da Ariana Greenblatt. Da lì in poi diventa la sua compagna di viaggio, mentre intorno si muovono predatori preistorici e pericoli continui.
Il film, in fondo, promette questo: un survival movie asciutto, un protagonista con presenza scenica e dinosauri usati come minaccia costante. Sulla carta, venderlo era facile.
Un box office sotto le aspettative
In sala, però, 65 non è riuscito a trasformare quella promessa in risultati. Negli Stati Uniti e in Canada ha incassato circa 32,1 milioni di dollari, a cui si sono aggiunti altri 28,6 milioni dal mercato internazionale, per un totale globale di 60,7 milioni.
Con un budget di produzione intorno ai 45 milioni di dollari, il bilancio è stato considerato debole. Soprattutto per un progetto costruito come intrattenimento commerciale ad alto concept.
Anche la critica ha inciso. Su Rotten Tomatoes, 65 si ferma al 35% da parte dei recensori, mentre il pubblico è stato più indulgente e l’ha portato al 64%. Quel distacco dice parecchio: molti hanno contestato personaggi poco approfonditi, un tono fin troppo cupo e una sceneggiatura che non sfrutta davvero fino in fondo una premessa del genere.
Perché il pubblico lo sta riscoprendo
Ed è qui che la cosa si fa interessante, perché quegli stessi difetti potrebbero aver giocato a favore di 65 una volta arrivato in streaming. Visto da casa, senza il prezzo del biglietto e con aspettative più contenute, il film può reggere meglio come monster movie teso, rapido e senza troppi giri.
A quel punto può bastare anche solo la sua idea più immediata: Adam Driver contro i dinosauri. Non serve chiedergli molto altro.
Non sarebbe nemmeno un caso isolato. Prima di arrivare su HBO Max, 65 aveva già trovato spettatori su Netflix e Hulu, segnale che la sua vita digitale è stata più solida del percorso fatto nelle sale.
C’è comunque un dettaglio da tenere presente. Questa piccola rinascita si legge soprattutto attraverso le classifiche delle piattaforme negli Stati Uniti. Sull’andamento internazionale in streaming si sa poco, e si sa ancora meno di quale sia stato il ritorno economico concreto per Sony.
Sul piano della visibilità, però, qualcosa si capisce abbastanza bene: 65 non è diventato all’improvviso un classico. Ha semplicemente trovato il posto giusto per farsi guardare, e forse apprezzare, da più persone.
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