TikTok: Ofcom indaga sulle verifiche dell’età e sulla tutela dei minori
Ofcom, l’autorità britannica per le comunicazioni, ha aperto oggi un’indagine formale su TikTok nel Regno Unito. Vuole capire se i sistemi con cui la piattaforma controlla l’età degli utenti proteggano davvero i minori dai contenuti dannosi, come prevede l’Online Safety Act.
Per capire perché questa inchiesta sia così delicata, basta fermarsi su un punto: secondo Ofcom, i sistemi che TikTok usa per verificare l’età potrebbero non essere abbastanza efficaci da riconoscere correttamente un numero rilevante di bambini e adolescenti.
Il timore del regolatore è semplice. Se la verifica dell’età non regge, i minori possono continuare a trovarsi davanti video e raccomandazioni collegati ad autolesionismo, suicidio e disturbi alimentari.
Qui si entra in una delle parti più sensibili dell’Online Safety Act, la legge con cui Londra sta cercando di imporre alle grandi piattaforme regole più rigide sulla sicurezza online.
Sotto osservazione c’è soprattutto il sistema di age inference di TikTok, cioè la stima dell’età basata sul comportamento dell’utente. In pratica, TikTok cerca di capire quanti anni abbia una persona da come si muove dentro il servizio. Per Ofcom, però, questo metodo potrebbe non essere abbastanza affidabile quando si tratta di distinguere davvero tra adulti e minori, soprattutto nei casi più delicati.
I vertici di Ofcom hanno descritto più volte le verifiche dell’età come uno snodo centrale delle nuove regole britanniche sulla sicurezza online.
E dentro Ofcom lo scetticismo non manca. Alti funzionari hanno già messo nero su bianco forti dubbi sul fatto che l’age inference, da sola, possa essere considerata una misura solida.
Queste preoccupazioni, poi, non arrivano dal nulla. Negli ultimi mesi Molly Rose Foundation, Amnesty International e People vs. Big Tech hanno pubblicato rapporti che vanno tutti nella stessa direzione.
Secondo i report di Molly Rose Foundation, Amnesty International e People vs. Big Tech, i sistemi di raccomandazione di TikTok possono ancora spingere account di teenager, o perfino di bambini, verso contenuti su suicidio, autolesionismo e disturbi alimentari. E, sostengono gli stessi report, il problema può presentarsi anche quando sono attive impostazioni di sicurezza come la Restricted Mode di TikTok.
La questione pesa ancora di più se si guarda a quanto l’app sia diffusa tra i più giovani nel Regno Unito. TikTok è la terza piattaforma più popolare tra i bambini britannici dagli 8 ai 14 anni.
Nella stessa fascia d’età, i minori passano in media 8 ore e 45 minuti a settimana sui siti di condivisione video.
Numeri così aiutano a capire perché il tema sia diventato una priorità politica, oltre che regolatoria.
Se Ofcom dovesse concludere che TikTok ha violato l’Online Safety Act, la società potrebbe andare incontro a sanzioni fino a 18 milioni di sterline oppure al 10% del fatturato globale, a seconda di quale delle due cifre sia più alta.
L’indagine britannica, inoltre, si inserisce in un quadro più ampio. Nel Regno Unito si discute della possibilità di vietare i social agli under 16 già dall’inizio del prossimo anno, mentre anche l’Unione europea ha aperto una propria indagine formale su TikTok nell’ambito del Digital Services Act.
Anche nell’indagine europea il punto è lo stesso: tutela dei minori e meccanismi di design ritenuti potenzialmente capaci di creare dipendenza.
Per TikTok, quindi, non è soltanto un altro passaggio burocratico. È una prova vera, perché dovrà dimostrare che i suoi strumenti di sicurezza funzionano davvero.
E alla fine il nodo è anche etico: si può accettare che una piattaforma così presente nella vita dei più giovani continui a raccomandare contenuti potenzialmente devastanti, se non riesce a distinguere con sufficiente affidabilità tra adulti e minori?
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