Nella call sui conti del secondo trimestre 2026 di Tesla, Elon Musk ha detto che tra Tesla e SpaceX ci sono “sempre più sovrapposizioni” e che un’eventuale fusione dovrebbe passare attraverso un “iter adeguato”. Tanto è bastato per riportare al centro le voci su una possibile integrazione tra Tesla e SpaceX, uno scenario di cui a Wall Street e nella Silicon Valley si discute da anni.
A Wall Street e nella Silicon Valley l’idea gira da tempo: prima o poi Tesla e SpaceX potrebbero finire sotto lo stesso tetto.
Le parole di Elon Musk sono state sufficienti a riaccendere una storia che non si era mai davvero spenta.
Per adesso siamo ancora nel campo delle ipotesi. Però le collaborazioni operative tra Tesla e SpaceX pesano sempre di più, e le dimensioni raggiunte da entrambe le aziende sono ormai tali che liquidare tutto come l’ennesima provocazione comincia a essere difficile.
Perché l’idea di una fusione Tesla-SpaceX torna d’attualità
Il punto, oggi, è semplice: Tesla e SpaceX non sembrano più mondi separati come lo erano qualche anno fa.
Oltre ad avere in comune la guida di Elon Musk, secondo quanto circola sul mercato le due società lavorano sempre più spesso su filiere industriali e tecnologie condivise.
Tra i casi citati più di frequente nelle indiscrezioni c’è Terafab, la joint venture con Intel per costruire in Texas una fabbrica di semiconduttori destinati ai veicoli Tesla, alle navicelle SpaceX e ai robot Optimus di Tesla.
Sempre stando alle ricostruzioni emerse fin qui, Tesla fornirebbe anche batterie per alcuni progetti di SpaceX, mentre la connettività Starlink di SpaceX è già entrata nelle auto Tesla.
Per chi vede bene l’operazione, una fusione darebbe vita a un gruppo ancora più compatto, in grado di mettere insieme veicoli, robotica, energia, manifattura avanzata e infrastrutture spaziali dentro un’unica struttura societaria.
Ci sarebbe anche un altro effetto: rendere più lineare l’universo industriale che Elon Musk ha costruito negli ultimi anni.
Numeri enormi: quanto varrebbero insieme
Le cifre in ballo sono enormi.
Secondo le ricostruzioni di mercato, l’Ipo di SpaceX del giugno 2026 ha raccolto circa 75 miliardi, con una valutazione iniziale vicina a 1.770 miliardi.
Sempre secondo quanto viene ricostruito dal mercato, il titolo SpaceX avrebbe toccato una capitalizzazione di circa 2.100 miliardi già nella prima giornata di scambi.
Tesla, invece, a luglio 2026 veniva valutata dal mercato tra circa 1.230 e 1.480 miliardi di capitalizzazione.
Se si mettono insieme questi numeri, una fusione tra Tesla e SpaceX porterebbe alla nascita di uno dei gruppi quotati più grandi del pianeta.
Non stupisce, allora, che dopo le parole di Elon Musk alcuni analisti siano diventati ancora più ottimisti.
Gene Munster, per esempio, secondo le ricostruzioni di mercato avrebbe alzato dall’80% al 90% la probabilità di vedere un accordo nei prossimi anni.
Gli ostacoli veri: Cina, governance e azionisti
Il nodo è che un’operazione del genere non dipenderebbe solo da ciò che vuole Elon Musk.
Sul fronte regolatorio, per gli osservatori il dossier sarebbe molto delicato, soprattutto in Cina.
Tesla è fortemente esposta al mercato cinese, mentre SpaceX opera anche con contratti governativi statunitensi. Un intreccio che, secondo gli analisti, potrebbe far partire controlli molto severi.
Poi c’è la questione della governance.
Secondo le ricostruzioni circolate sul mercato, Elon Musk controllerebbe circa l’85% dei diritti di voto in SpaceX, ma solo intorno al 20% in Tesla.
Uno squilibrio del genere renderebbe inevitabili domande pesanti da parte degli azionisti di Tesla, che dovrebbero capire se l’operazione sarebbe davvero nel loro interesse.
A rendere lo scenario un po’ più plausibile c’è anche un precedente recente: secondo le ricostruzioni di mercato, nel 2026 SpaceX ha già assorbito un’altra società dell’ecosistema Musk in un’operazione valutata nel complesso circa 1.250 miliardi, una mossa che molti hanno letto come possibile anticipo di un consolidamento più ampio.
Per ora, comunque, non c’è nessun annuncio concreto.
Dopo le dichiarazioni pubbliche di Elon Musk, però, una fusione tra Tesla e SpaceX non sembra più fantafinanza. È un’ipotesi che il mercato ha iniziato a prendere sul serio.
Al momento restano indiscrezioni non confermate.
Ora bisogna solo vedere se a queste voci seguiranno dei fatti, e se Tesla e SpaceX finiranno davvero unite sotto un’unica struttura societaria.