Epic Games Store si ridisegna: più utenti, ma sempre più simile a Steam

Epic Games Store: Epic rimette mano a launcher e store per avvicinarsi a Steam

A quasi otto anni dal debutto dell’Epic Games Store, Epic Games ha deciso di intervenire in modo pesante su alcune parti centrali del suo store PC. L’idea è semplice: renderlo davvero più competitivo rispetto a Steam, la piattaforma di Valve che sul mercato computer continua a giocare in casa e a dettare il ritmo.

Per Epic, l’Epic Games Store resta un progetto pensato sul lungo periodo, non un esperimento riuscito a metà da archiviare e dimenticare. Il problema è che la distanza dal rivale resta enorme, soprattutto nel punto che conta di più: le vendite dei giochi di terze parti.

Basta guardare gli ultimi numeri diffusi dalla stessa Epic Games per capire dove sta l’intoppo. La piattaforma continua a crescere per utenti e per spesa complessiva, ma questa crescita non si traduce ancora in un aumento degli acquisti di titoli non first-party.

Ed è da qui che parte la decisione di ricostruire alcune componenti centrali del launcher e dell’esperienza utente.

Epic Games Store cresce, ma Steam resta il padrone del PC

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Alla fine del 2024, stando ai dati condivisi da Epic Games, l’Epic Games Store è arrivato a 295 milioni di utenti PC, con 25 milioni in più rispetto all’anno precedente. A dicembre 2024, sempre secondo Epic Games, la piattaforma ha toccato anche un picco di 74 milioni di utenti attivi mensili, un dato che conferma come continui ad attirare pubblico.

È salita anche la spesa complessiva sullo store. Nel 2024, secondo Epic Games, ha raggiunto 1,09 miliardi di dollari, in aumento del 15% rispetto all’anno prima.

Il punto critico, però, è un altro. Questa crescita non si riflette allo stesso modo sui giochi di terze parti: secondo i dati di Epic Games, la spesa per questi titoli è scesa del 18% su base annua, fermandosi a 255 milioni di dollari. È il secondo calo consecutivo.

Qui sta il problema.

È anche per questo che Epic, nel mercato PC premium dei giochi di terze parti, resta ancora un attore relativamente piccolo. Le stime la collocano attorno al 3% del mercato, mentre Steam continuerebbe a controllarne circa il 74-75%, con ricavi 2024 compresi tra 9,8 e 10,8 miliardi di dollari, sempre sulla base di stime di mercato.

I giochi gratis restano l’arma migliore di Epic

Se c’è una mossa che continua a funzionare, è quella dei giochi gratuiti. Nel corso del 2024, secondo Epic Games, Epic ha regalato 89 titoli, riscattati in totale 595 milioni di volte.

Tim Sweeney, CEO di Epic Games, ha già descritto questa iniziativa come il sistema di acquisizione utenti più conveniente per lo store, e i numeri continuano a dargli ragione.

Molto meno convincenti, invece, le costose esclusive a pagamento che avevano caratterizzato i primi anni dell’Epic Games Store. Lo stesso Tim Sweeney ha ammesso in passato che molti di quegli accordi non si sono rivelati investimenti particolarmente efficienti, soprattutto se confrontati con i risultati portati a casa dal programma dei giochi gratis.

Il nuovo piano di Epic: più funzioni, più community, meno distanza da Steam

Per provare a diventare davvero più competitiva, Epic Games ha annunciato una revisione profonda del launcher e dello store. Il bersaglio è abbastanza evidente: avvicinarsi a Steam sul terreno delle funzioni e della qualità della vita per gli utenti.

Tra le novità previste ci sono recensioni degli utenti, profili giocatore, strumenti per la community, una libreria migliorata, un supporto ai controller più affidabile, il gifting, il pre-load dei giochi e sistemi social e chat più sviluppati.

C’è poi il gifting, che permette di regalare i giochi, insieme al pre-load e a una libreria ripensata per rendere lo store più utile nell’uso quotidiano.

Le somiglianze con Steam saltano all’occhio, ma il punto, per Epic, è soprattutto chiudere il gap sul fronte delle funzionalità. L’obiettivo è smettere di essere soltanto il posto dove si passa a riscattare il gioco gratis del giovedì e diventare una piattaforma più completa.

Anche gli sviluppatori restano al centro della strategia

Sul fronte sviluppatori, Epic continua a spingere su incentivi molto aggressivi. Il revenue split resta fissato sull’88/12, una delle formule più favorevoli disponibili oggi sul mercato, mentre programmi come Epic First Run possono permettere agli studi di trattenere il 100% dei ricavi per i primi sei mesi in cambio dell’esclusiva, secondo le condizioni illustrate da Epic Games.

In fondo la scommessa resta la stessa di sempre: attirare utenti con i giveaway, fare in modo che lo store diventi più utile e più familiare, e convincere sviluppatori e publisher che su PC esiste ancora spazio per un’alternativa credibile a Steam.

Overwatch 2: su Neon Junction puoi già morire per colpa delle api

Blizzard ha messo online Neon Junction, la nuova mappa ibrida di Overwatch 2, martedì 16 giugno 2026. E sì, dentro questa mappa puoi davvero finire al tappeto per colpa delle api. In vari punti del livello ci sono alveari distruttibili che si possono rompere sparandoci contro e, quando saltano, liberano uno sciame che fa danni leggeri nell’area. Da soli non bastano a buttare giù un eroe in piena salute, ma se sei già rimasto con pochissima vita possono diventare il colpo di grazia più assurdo di tutta la partita.

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Overwatch 2: su Neon Junction puoi davvero morire per colpa delle api

Sono proprio questi alveari distruttibili ad aver acceso la community nelle prime ore dal debutto di Neon Junction. Sui social e nei forum stanno già circolando clip di giocatori eliminati mentre cercano di salvarsi, per poi essere chiusi da uno sciame partito quasi per sbaglio.

Per ora il tono delle reazioni è soprattutto scherzoso. In un gioco pieno di abilità appariscenti, ultimate che spostano i match e kill ad altissima tensione, farsi battere da un alveare è il tipo di sconfitta che lascia addosso più vergogna che rabbia.

Gli alveari funzionano anche per un’altra ragione. Il danno delle api non sembra pensato per dominare la partita, quanto per aggiungere caos al momento giusto. È una trovata piccola, leggibile subito, e perfetta per far nascere quei momenti imprevedibili che poi finiscono dritti nelle clip da condividere.

Neon Junction è uscita il 16 giugno e punta tutto su interattività e stile

Neon Junction è arrivata il 16 giugno 2026 come parte della Stagione 3: Into the Tiger’s Den, stando a Blizzard. L’ambientazione è quella di una città dal taglio urbano, ispirata al Giappone, piena di insegne al neon e di richiami visivi a zone come Akihabara e Shinjuku.

La direzione artistica è già tra le cose che i giocatori stanno apprezzando di più, insieme alla quantità di elementi interattivi sparsi per la mappa. Le api, del resto, non sono neppure l’unico pericolo ambientale del livello.

C’è anche un treno in movimento, e quello non perdona: se finisci sui binari nel momento sbagliato, ti elimina all’istante. Tra sciami e convogli, Neon Junction sembra costruita apposta per rendere ogni push meno leggibile e ogni errore potenzialmente spettacolare.

Una mappa importante anche per la storia di Shion

Neon Junction non è solo un nuovo scenario multiplayer. È anche il territorio di Shion, il 52° eroe di Overwatch 2 e leader del clan Hashimoto, sempre secondo Blizzard.

Dentro la mappa ci sono riferimenti alla storia di Shion, dettagli di lore ed Easter egg che la collegano in modo diretto all’arco narrativo attuale del gioco. L’aggiornamento stagionale porta con sé anche Shion come eroe DPS ad alta mobilità, un nuovo Battle Pass, cosmetici di livello Ultra e Anima Strike, un evento narrativo di tre settimane, ancora secondo Blizzard.

Prime impressioni positive, ma il vero impatto competitivo è ancora tutto da valutare

Le prime reazioni a Neon Junction, nel complesso, sono buone, soprattutto sul fronte dell’estetica e dell’interattività. Allo stesso tempo, nelle discussioni iniziali c’è già chi sostiene che la mappa possa dare un leggero vantaggio all’attacco, anche se per dirlo davvero è ancora presto.

Lo stesso vale per le morti causate da api e treno. Al momento non ci sono dati ufficiali né analisi approfondite che dicano quanto incideranno davvero sulle partite. Una cosa, però, Neon Junction l’ha già fatta: si è fatta ricordare. Anche se probabilmente nessuno avrebbe scelto di farlo venendo sconfitto da uno sciame.

Puoi seguire Laura Ceridono su Twitter: @LauraCeridono.

Helldivers 2, disponibile la patch 6.3.0: Campagne Galattiche e nuovo bioma

Helldivers 2: arriva l’aggiornamento 6.3.0 Machinery of Oppression

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Helldivers 2 si aggiorna alla versione 6.3.0, chiamata Machinery of Oppression. È una delle patch più corpose uscite finora per lo shooter cooperativo di Arrowhead Game Studios, e dentro c’è parecchia roba: arrivano le Campagne Galattiche, gli Exosuit vengono potenziati e ci sono anche interventi su biomi, armi e qualità della vita.

Il pezzo grosso, stavolta, sono proprio le Campagne Galattiche. Si tratta di un nuovo sistema diviso in più fasi che, nelle parole di Arrowhead Game Studios, cambia il modo in cui partecipi alla guerra globale, con obiettivi più chiari, più contesto narrativo e ricompense specifiche per ogni campagna.

Per Arrowhead Game Studios è un passaggio importante nel lavoro di supporto continuo al gioco.

Lo studio ha spiegato di essere “impegnata a introdurre i miglioramenti necessari per tenervi in battaglia”, presentando questo update come una risposta abbastanza diretta sia alle richieste della community sia ai problemi emersi negli ultimi mesi.

Qui non si parla soltanto di bilanciamento. Sembra piuttosto un tentativo piuttosto netto di rendere l’esperienza live service più leggibile, più pronta a reagire e, soprattutto, più interessante sul lungo periodo.

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Le nuove Campagne Galattiche allargano, in pratica, il concetto dei Major Orders, che fin qui hanno guidato gli sforzi collettivi dei giocatori in un modo che non sempre risultava chiarissimo.

Secondo Arrowhead Game Studios, la guerra con questo sistema viene spezzata in più fasi e affiancata da una struttura più ordinata, pensata per farti capire meglio cosa sta succedendo nel conflitto e perché certe operazioni contino davvero.

Se sei tra quelli che seguono con attenzione la narrativa emergente di Helldivers 2, questa è una novità che conta.

A dare peso a questa nuova impostazione c’è anche il Control Center, un terminale inedito che trovi direttamente sulla nave del giocatore.

Da lì, sempre secondo Arrowhead Game Studios, puoi controllare i progressi delle campagne attive e consultare un archivio dedicato agli eventi passati.

Ed è proprio la parte dell’archivio una delle aggiunte più interessanti, perché permette di seguire l’evoluzione della Guerra Galattica in modo molto più lineare, con molta meno confusione rispetto a prima.

Poi ci sono i buff agli Exosuit, che erano tra gli interventi più richiesti.

Dopo tutte le critiche ricevute per la loro fragilità, Arrowhead Game Studios dice che tutti i mech hanno ottenuto un aumento sostanziale della resistenza, sia per il telaio principale sia per gli arti.

Inoltre, sempre secondo lo studio, il tempo di ricarica per richiamare un mech scende da 10 a 8 minuti. L’idea è chiara: renderli più pratici da usare e meno frustranti durante le missioni.

E non finisce lì.

Machinery of Oppression 6.3.0 aggiunge anche un nuovo bioma boschivo autunnale, insieme a una serie di ritocchi più ampi che toccano armi, stratagemmi e nemici.

Per quanto riguarda la qualità della vita, Arrowhead Game Studios parla anche di un sistema di ricarica più reattivo. È uno di quei cambiamenti che magari si notano meno a colpo d’occhio, ma che possono pesare parecchio sul ritmo delle missioni.

Anche il momento in cui questo aggiornamento arriva difficilmente sembra casuale.

Helldivers 2 sta ancora cercando di riprendere slancio dopo una fase segnata dal calo dei giocatori, dal burnout della community, da scelte di bilanciamento che hanno fatto discutere e da diversi problemi tecnici.

Gli sviluppatori di Arrowhead Game Studios hanno promesso anche più trasparenza sulla direzione futura del gioco, anche se su questo fronte non è ancora arrivato un quadro davvero completo.

Questa patch, però, sembra voler essere il primo segnale concreto di quel cambio di passo.

Le prime reazioni della community restano caute, ma nel complesso sono positive, soprattutto per il potenziamento dei mech e per la promessa di una guerra galattica più comprensibile e organizzata meglio.

Qualche dubbio resta comunque. C’è chi continua a chiedere più opzioni di personalizzazione, chi vorrebbe limiti meno severi alle munizioni dei mech e chi si domanda quanto le nuove campagne riusciranno davvero a tenere nel lungo periodo.

Per ora, però, Helldivers 2 sembra aver trovato finalmente un aggiornamento capace di mettere mano, tutto insieme, a diversi problemi centrali.