Disney chiude la class action con 50 milioni: rimborsi per gli abbonati YouTube TV e DirecTV Stream

Disney, accordo da 50 milioni per chiudere la class action su YouTube TV e DirecTV Stream

A marzo Disney ha accettato di pagare 50 milioni di dollari per mettere fine a una class action che la accusava di aver contribuito all’aumento dei prezzi pagati dagli abbonati di YouTube TV e DirecTV Stream. Il cuore della contestazione riguarda le condizioni imposte per distribuire i canali Disney: per i ricorrenti, quelle clausole avrebbero limitato la possibilità per YouTube TV e DirecTV Stream di vendere pacchetti di live TV più economici.

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L’accordo è stato raggiunto a marzo e, dai documenti depositati presso il tribunale federale del Northern District of California, risulta che abbia già ottenuto una prima approvazione preliminare. Disney, in ogni caso, continua a negare di aver commesso irregolarità.

Chi può ricevere un pagamento dal fondo da 50 milioni

Nei documenti del settlement si legge che può presentare domanda chi ha avuto un abbonamento a YouTube TV o DirecTV Stream tra il 1° aprile 2019 e il 31 marzo 2026. La copertura include anche i vecchi servizi della piattaforma DirecTV, tra cui DirecTV Now e AT&T TV Now.

Sul portale online del settlement è indicata anche la scadenza: le richieste vanno inviate entro l’8 settembre 2026. L’udienza finale per l’approvazione dell’intesa, invece, è fissata al 14 gennaio 2027. Solo dopo il via libera definitivo del giudice potranno partire i pagamenti per chi ne avrà diritto.

Per ora non è ancora stata indicata in modo definitivo la somma che spetterà a ciascun abbonato. L’importo dipenderà dal numero complessivo di richieste valide che verranno presentate.

Perché Disney è finita in tribunale

La causa ruota attorno al peso che Disney ha nel mercato della TV in streaming, soprattutto grazie a marchi come ESPN e Hulu. Secondo gli abbonati che hanno avviato l’azione legale, l’azienda avrebbe usato questa forza contrattuale per imporre ai servizi di live pay TV la presenza di ESPN e di altri canali Disney nei pacchetti standard.

Detto più semplicemente, l’accusa è questa: le clausole inserite nei carriage agreement avrebbero reso più complicato per piattaforme come YouTube TV e DirecTV Stream offrire bundle più essenziali e meno costosi, spingendo nei fatti i consumatori verso abbonamenti più cari.

Disney respinge tutto e, nell’ambito dell’accordo, non riconosce alcuna responsabilità.

Pacchetti più leggeri, ma prezzi sempre più alti

Oltre al fondo economico, l’accordo include anche un altro impegno. Per i prossimi tre anni Disney dovrà prendere in esame eventuali proposte dei servizi di streaming per pacchetti con meno canali Disney e, in teoria, anche senza ESPN. Questo non vuol dire che arriveranno automaticamente nuovi bundle, ma che almeno ci sarà un’apertura formale a valutarli.

È uno degli aspetti più interessanti dell’intesa perché, almeno sulla carta, riporta al centro il tema dei pacchetti più snelli in un mercato che negli ultimi anni ha continuato a rincarare.

Nel periodo coperto dalla class action, guardando ai prezzi comunicati nel tempo dal servizio, il piano base di YouTube TV è passato da 39,99 dollari nel 2019 a 49,99 dollari, fino ad arrivare a 72,99 dollari nel 2023. Anche DirecTV Stream, stando ai listini pubblicati nello stesso arco di tempo, ha registrato aumenti costanti.

Un caso che arriva dopo anni di tensioni tra Disney e le piattaforme TV

Questa vicenda richiama anche i molti scontri commerciali che negli ultimi anni hanno coinvolto Disney, YouTube e DirecTV. Tra gli episodi più noti c’è il blackout di 15 giorni dei canali Disney su YouTube TV, un’interruzione che, secondo alcune stime circolate nel settore, sarebbe costata a Disney circa 110 milioni di dollari di ricavi persi.

Per gli abbonati il punto, alla fine, è soprattutto uno: se rientri nel periodo indicato, nei prossimi mesi potrai presentare domanda e poi attendere la decisione finale del tribunale, attesa nel 2027.

Google Health 5.02 arriva oggi: tornano nap tracking e attività oraria

Google Health si aggiorna oggi alla versione 5.02 su Android e iOS. Per Google è anche un modo per provare a rimediare alle tante critiche arrivate dopo il passaggio obbligatorio dall’app Fitbit a Google Health, concluso a maggio 2026. La novità che salta subito all’occhio nella versione 5.02 è il ritorno di due funzioni richieste a gran voce dagli utenti: il tracciamento dei sonnellini e il monitoraggio dell’attività oraria.

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Google Health 5.02: cosa cambia con l’aggiornamento

Con la versione 5.02, Google torna su uno dei punti che avevano irritato di più nella nuova esperienza Google Health: la rimozione di strumenti che per molti utenti Fitbit di lunga data erano semplicemente indispensabili. Rientra finalmente il nap tracking, quindi si possono di nuovo registrare i sonnellini fatti durante la giornata, e viene ripristinata anche l’attività oraria, con promemoria e riepiloghi utili per tenere sotto controllo quanto ci si muove ogni giorno.

Conta soprattutto per questo. Non tanto per la quantità di novità introdotte, quanto per quello che comunica. Google, di fatto, sembra aver capito il malumore esploso dopo il rebranding e l’unificazione della piattaforma dedicata a salute e benessere.

Perché il passaggio da Fitbit ha scatenato le critiche

Il debutto della nuova Google Health non era partito bene per una fetta consistente della community. Le lamentele si sono concentrate su tre aspetti molto netti: un’interfaccia considerata più confusa, la sparizione di alcune funzioni storiche e una sensazione diffusa di minore affidabilità.

A rendere bene il clima ci ha pensato anche un sondaggio di Android Authority. Dai risultati emergeva che oltre il 50% degli utenti trovava la nuova app più gradevole dal punto di vista estetico, ma peggiore nell’uso quotidiano.

Il punto, quindi, non era solo il cambiamento in sé. Molti si sono ritrovati con un’app più bella da guardare e meno comoda da usare. Per chi arrivava da Fitbit, era questa la sensazione più comune.

La roadmap estiva di Google per migliorare l’app

L’aggiornamento 5.02 si inserisce in un piano più ampio. Nella roadmap estiva 2026 tracciata da Google compaiono già altre correzioni e diversi miglioramenti, compresi interventi sul tracciamento dell’esercizio, una visibilità migliore del punteggio del sonno e modifiche alla registrazione dei pasti.

Accanto a questi ritocchi, Google sta spingendo anche su un Health Coach premium basato su Gemini, il modello di intelligenza artificiale dell’azienda, pensato per offrire suggerimenti personalizzati su fitness, sonno e alimentazione. C’è poi una funzione interessante che permette di registrare allenamenti e pasti partendo da un testo oppure da una foto.

Una piattaforma salute più ampia, ma il nodo resta la fiducia

Il redesign di Google Health fa parte di una strategia più larga: trasformare l’app in un hub centrale per i dati legati al benessere, in grado di raccogliere in un unico posto le informazioni dei wearable e, negli Stati Uniti, anche quelle delle cartelle cliniche. Google ha inoltre ribadito che i dati relativi a salute e benessere non verranno usati per Google Ads.

Resta da capire se questi aggiornamenti basteranno a trattenere gli utenti più delusi, alcuni dei quali hanno già minacciato di spostarsi su piattaforme concorrenti come Garmin. Per ora non esistono dati solidi sul tasso di abbandono dopo la migrazione, ma il rilascio della versione 5.02 di Google Health manda comunque un segnale chiaro: Google sa di dover intervenire in fretta.

Assassin’s Creed Shadows: il download gratis fino al 23 giugno è solo un rumor

Assassin’s Creed Shadows: nessun download gratis per tutti fino al 23 giugno

Nelle ultime ore si è diffusa parecchio, anche sulla scia di varie segnalazioni online, l’idea che Assassin’s Creed Shadows si possa scaricare gratis fino al 23 giugno. Al momento, però, non ci sono conferme concrete né annunci ufficiali in quella direzione: il gioco completo non risulta gratuito per tutti, mentre le notizie più recenti parlano solo di contenuti post-lancio pensati per chi il titolo lo possiede già.

Capisco perché la voce possa sembrare plausibile. Ma allo stato attuale Assassin’s Creed Shadows non è diventato gratis per un periodo limitato, e non compare da nessuna parte come download gratuito aperto a chiunque.

C’è anche un altro punto da chiarire: Assassin’s Creed Shadows non è neppure un’uscita freschissima. Il gioco di Ubisoft, stando alle informazioni ufficiali diffuse al lancio, è arrivato sul mercato il 20 marzo 2025 su PlayStation 5, Xbox Series X/S e PC.

Per adesso resta un titolo premium venduto a prezzo pieno, nelle edizioni Standard, Deluxe e Collector’s, come riportato nell’offerta ufficiale di Ubisoft. Tradotto: se vuoi giocarci, devi comprarlo, salvo eventuali sconti dei singoli store o iniziative particolari. In ogni caso, non stiamo parlando di un download gratuito per tutti.

Vale la pena fare questa distinzione perché il rumor mette insieme due cose che non coincidono affatto. Da una parte c’è il gioco completo, che continua a essere a pagamento. Dall’altra ci sono i contenuti gratuiti usciti dopo il lancio, ma accessibili solo a chi possiede già il titolo.

Assassin’s Creed Shadows è il quattordicesimo capitolo principale della serie e porta finalmente la saga nel Giappone feudale del XVI secolo, nella fase finale del periodo Sengoku. Tutto ruota attorno a due protagonisti giocabili, con approcci molto diversi: Naoe, una shinobi assassina costruita intorno alla furtività, e Yasuke, un samurai che punta molto di più sullo scontro diretto.

Sul piano del gameplay, Ubisoft ha messo in piedi un open world paragonabile per dimensioni a quello di Assassin’s Creed Origins. In più ha aggiunto un sistema di stagioni dinamiche che cambia il modo in cui puoi esplorare, infiltrarti e combattere. Proprio la presenza di due stili di gioco così distinti è stata una delle cose più apprezzate, perché rende più marcata la differenza tra stealth e combattimento rispetto ad altri capitoli recenti.

La novità più recente legata al gioco, in realtà, è l’aggiornamento 1.1.11, pubblicato il 16 giugno 2026 secondo Ubisoft. Non un free download completo. L’update ha aggiunto gratuitamente la missione narrativa Black Tides per chi possiede il gioco, insieme a due assassini templari d’élite e a nuovi progetti crossover dentro l’Animus HUB, sempre sulla base delle informazioni ufficiali diffuse con l’aggiornamento.

Si parla quindi di contenuti extra senza costi aggiuntivi per la community che già gioca, non di una promozione che rende gratuito l’intero gioco per chiunque.

Dopo il lancio, Assassin’s Creed Shadows ha ricevuto anche il primo DLC a pagamento, Claws of Awaji, uscito a settembre 2025 secondo il calendario dei contenuti di Ubisoft. L’accoglienza della critica, a giudicare dalle recensioni pubblicate al debutto, è stata nel complesso positiva, con elogi concentrati soprattutto sull’evoluzione del sistema stealth e di quello di combattimento.

Più sfumato, invece, il quadro sul lungo periodo. Rispetto alle recensioni iniziali, si è parlato meno della tenuta della base giocatori nel tempo, dell’andamento commerciale del titolo e della sua accoglienza in Giappone.

Per ora, insomma, restano indiscrezioni non confermate. Bisogna aspettare per capire se Ubisoft lancerà davvero una prova gratuita o una promozione aperta a tutti. Oggi, se speravi in un download gratis fino al 23 giugno, conviene controllare bene le fonti: le novità reali riguardano aggiornamenti e contenuti post-lancio destinati a chi il gioco l’ha già acquistato.