Auto connesse: cosa ci riserva il futuro?

Abbiamo già visto cosa sono le auto connesse e cosa lasciano intravedere all’orizzonte. Ma cosa succederà al mercato automobilistico nei prossimi 5 o 10 anni?

Con lo scopo di aumentare la sicurezza delle auto e la loro efficienza, sembra che tutto punti all’automatizzazione. La presenza intrinseca in un’auto del conducente potrebbe diventare presto obsoleta.

L’auto che si guida da sola: paura?

Le auto senza conducente sono ormai una realtà. Google ne ha dimostrato negli ultimi 6 anni la fattibilità e anche la loro utilità ed efficienza. I principali ostacoli all’applicazione di questa tecnologia alla realtà sono il codice stradale e la percezione pubblica.

Le norme e le leggi della strada, infatti, sono state create pensando a conducenti umani. Se le auto dovessero essere guidate da un computer, bisognerà creare delle norme specifiche. Queste leggi dipendono dai governi, pertanto, a questo proposito, non ci possiamo aspettare una risposta rapida.

Se da un lato vi è il problema codice della strada, dall’altro esiste una paura generalizzata ai veicoli guidati da robot. Anche se Google ci assicura che questi robot sono sicuri e sanno fare il loro lavoro, esiste ancora la credenza generalizzata che le macchine possano causare incidenti. Alla base vi è sicuramente molta disinformazione sulle cause degli incidenti stradali.

La maggior parte di essi, infatti, sono causati da un errore umano, non da anomalie tecniche. Questi errori umani possono essere dati da una mancanza di concentrazione, dal mancato rispetto delle norme di circolazione, a riflessi lenti o alle capacità alterate da sostanze assunte. Tutti questi inconvenienti scompaiono con le auto che si guidano da sole, le quali sono prevedibili, non si distraggono e sono programmate per rispettare le norme. E, come se non bastasse, non bevono!

L’idea che queste auto siano “programmate per ucciderci” è pertanto del tutto infondata. Esse sono invece programmate proprio per evitare incidenti. Ora, come fare per convincere i conducenti a non guidare più… è tutta un’altra storia! Non è facile di certo ammettere che una macchina è migliore di loro!

Le auto automatiche miglioreranno la tua vita

Bosch ha presentato un sistema con il quale il tuo smartphone comunicherà con l’auto. Quando arriverai a destinazione, l’auto parcheggerà da sola. Quando vuoi tornare alla macchina, basta chiamarla ed essa verrà a prenderti.

E possibile che tutto questo sembri fantascienza, invece è proprio dietro l’angolo.

Se ti piace avere il controllo alla guida, pensa anche a quante volte guidare può risultare pesante o noioso. La guida automatica o assistita ti permetterà di rilassarti e di farti dimenticare le ore e ore alla guida in cui dovevi far di tutto per mantenerti sveglio. Quanto più la guida è assistita, tanto più le auto saranno sicure. Se il 90% degli incidenti stradali sono dovuti a errori umani, le auto con guida automatica reagiranno più velocemente di qualunque essere umano e saranno capaci di evitare gli incidenti.

Oltre alla guida automatica, le connected cars saranno attente a ciò che succede attorno. Rileveranno un incidente sul tuo percorso con largo anticipo, o un imbottigliamento per il traffico.

Le auto connesse invieranno dati ad una base centrale che aiuterà le altre connected cars a reagire prontamente in caso di incidenti e code per il traffico.

Insomma, godi più che puoi della guida, perché fra 10 o 15 anni può darsi che la tua auto non abbia più bisogno di un conducente, ma sarà dotata di una guida automatica facile, sicura e rilassante.

Leggi anche i precedenti capitoli della serie:

Auto connesse: cosa sono?

Connected cars: cosa bolle in pentola?

Connected cars: cosa bolle in pentola?

Come saranno le auto connesse in un futuro prossimo? L’idea alla base è di rendere più accessibile al grande pubblico la tecnologia già esistente oggi.

Oggi molte auto sono in grado di stabilire una connessione solo con il telefono cellulare. Nel futuro queste vetture avranno accesso a internet e tecnologia propria; vedremo inoltre affidata una maggiore responsabilità di guida alle auto stesse (guida assistita).

Le auto “più connesse”

Oggi l’auto è connessa mediante un dispositivo mobile, ma in futuro avrà la sua propria connessione internet. Un esempio reale: la tecnologia più recente firmata SEAT utilizza l’antenna radio della tua auto per mantenere viva la connessione, qualora lo smartphone dovesse venir meno. È un grande passo avanti se si considera che il telefono a volte decide di “tradirci” quando meno ce l’aspettiamo.

Una vettura con una propria connessione ed un software espressamente progettato per la guida dovrebbe essere più efficiente di un’auto che si adatta alle app già esistenti su smartphone (come Google Maps).

Ma non andiamo troppo oltre, rimaniamo con i piedi per terra e guardiamo al breve termine. Come ti ho spiegato nel mio precedente articolo, in un futuro non tanto lontano potrai avere un controllo maggiore della tua auto tramite il telefono. Le tecnologie esistenti si combineranno in modo più coerente. Per esempio non sarà necessario disporre di un’applicazione installata per ricordarti dove hai parcheggiato l’auto e averne un’altra per accendere il condizionatore d’aria. Le funzioni offerte finora separatamente convergeranno tutte in un unico software.

Sarà inoltre possibile controllare l’interno della tua auto, dalla temperatura alla posizione di guida e alle stazioni radio preferite. E potrai salvare le preferenze in un profilo. Basta una selezione per guidare nelle condizioni che preferisci.

Prima che te ne possa rendere conto, un numero sempre maggiore di veicoli saranno compatibili con Android Auto di Google e CarPlay di Apple. Entrambi i sistemi hanno il vantaggio di essere stati creati da aziende specializzate nel software e ciò significa un miglioramento dei servizi integrati e interfacce fluide. I touch screen nelle auto non sono una novità, ma finora le case automobilistiche non si sono impegnate nel creare interfacce strabilianti. Ma ci penseranno Google e Apple a rimediare!

Nuovi display

Al di là dei display più comuni, alcune aziende, come la spagnola LABS4GLASS, stanno creando nuove schermate che vengono proiettate sul parabrezza. Lo “schermo” trasparente consente di tenere gli occhi sulla strada. Questa tecnologia funzionerà con lo smartphone e vi darà un’esperienza d’uso senza distrazioni, poiché non dovrai più prestare attenzione a un piccolo schermo e distogliere la vista dalla guida.

Guida assistita nelle auto connesse

Negli ultimi anni la tecnologia di guida assistita si è evoluta notevolmente, a partire dall’ABS fino al pilota automatico in autostrada. Per non parlare dei sensori di parcheggio, che ci aiutano a parcheggiare e ci indicano la vicinanza dell’auto ad oggetti esterni. Nel giro di un paio d’anni le connected cars introdurranno tante altre novità in questo senso.

Guidare su autostrada, ad esempio, richiederà sempre meno attenzione da parte di chi guida, giacché i sensori collegati alla nostra macchina ci permetteranno di mantenere una distanza di sicurezza e di non uscire fuori dalla nostra corsia. Non si tratta di una vera e propria guida automatica (come vorremmo!), ma è un aiuto che migliora in modo significativo la nostra sicurezza.

BMW sta sviluppando una tecnologia chiamata ActiveAssist, che si può vedere nel video qui di seguito.

È la tecnologia che più si avvicina al concetto di auto che si guida da sola; può viaggiare in autostrada senza guida umana. Ovviamente è necessaria la nostra supervisione. Certo, mantenersi svegli alla guida senza guidare sarà forse ancora più difficile!


La tecnologia dei sensori, che in genere reagiscono meglio di noi umani, migliorerà. Ciò significa che le code in autostrade diminuiranno. E non preoccuparti se non ti piace l’idea di lasciare fare tutto all’auto: si può sempre riprendere il controllo in qualsiasi momento.

Non mettere ancora via i guanti da pilota

Nei prossimi due o tre anni vedremo una maggiore integrazione delle funzionalità di guida assistita nelle vetture connesse. Le vetture senza conducente saranno una realtà, sempre più, ma accanto ad esse le sfide che si presenteranno saranno sempre maggiori.

Avremmo bisogno anche di nuove leggi che inglobino tali vetture e noi tutti sappiamo che i governi reagiscono molto lentamente a questa serie di modifiche. Mentre nel frattempo le aziende ci convinceranno che questi veicoli sono sicuri al 100%.

Vuoi sapere come saranno le auto senza conducente? Te ne parlerò nel prossimo capitolo della serie.

Se ti sei perso, invece, il precedente capitolo, eccolo qui:

Auto connesse: cosa sono?

Auto connesse: cosa sono?

Si parla spesso di auto connesse (o connected cars), ma cosa significa esattamente? In questa serie, suddivisa in tre episodi, ti spiegherò in cosa si traduce la tecnologia delle connected cars nelle auto d’oggi e in quelle che arriveranno nel breve e lungo termine. Non mancherò inoltre di sfatare alcuni miti. Sei pronto?

Connesse a cosa?

Il concetto di auto connessa è un po’ astratto, ma in sostanza si riferisce alla possibilità che le automobili possano comunicare con il mondo esterno e anche con altre automobili. E questo è possibile grazie allo smartphone o un dispositivo collegato alla rete internet, o ancora grazie a dispositivi mobili che usano sensori per esplorare l’ambiente ed entrare in contatto con altri veicoli e servizi. Siamo già abituati al GPS e agli schermi integrati, ma questa è una tecnologia molto più giovane.

Le auto connesse oggi

Al giorno d’oggi le connected cars non sono ancora una rivoluzione, ma danno già i primi segnali di ciò che verrà.

L’azienda spagnola SEAT, ad esempio, ha un sistema chiamato My SEAT (precedentemente conosciuto come Easy Connect), disponibile sia per Android che per iOS, ma che vanta già un accordo con Samsung. Fiat, invece, ha Uconnect LIVE, anch’essa per Android e iOS.

Entrambi i marchi offrono un tipo di connettività simile e sono buoni esempi di ciò che è già disponibile sul mercato delle auto oggi. L’Android Auto di Google, illustrato nel video sottostante (in inglese), è anch’esso destinato a diversi produttori e consente di connettere i dispositivi alla macchina.

Niente più distrazioni al volante

Una volta collegato il dispositivo, il veicolo adatta lo schermo alle diverse funzioni del telefono. Il vantaggio di questo è che lo schermo del dispositivo mobile che stai utilizzando non è più una distrazione al volante, poiché lo sguardo sarà ora rivolto esclusivamente sul pannello strumenti e sulla strada.

Tra le altre cose, è possibile inviare e ricevere chiamate, controllare la musica e ricevere notifiche di posta elettronica e social network. SEAT vanta un sistema di lettura ad alta voce delle mail, sempre come misura di sicurezza. È anche possibile utilizzare Internet per scaricare notizie e articoli.

FORD, ad esempio, ha completato i comandi vocali a bordo con un sistema di lettura ad alta voce dei messaggi in arrivo dai contatti social, Facebook, Twitter, Linkedin e così via. Meople Connector è un aggregatore di reti sociali che ti consentirà di usufruire di questa tecnologia.

L’idea, in definitiva, è quella di restare sempre connessi eliminando le distrazioni alla guida.

Miglior guida e manutenzione

Quando utilizzano i dati GPS, le vetture di oggi sono in grado di estrarre informazioni dai tuoi tragitti e contribuire a renderli più efficienti. Soprattutto quando si tratta di viaggi frequenti, le auto connesse si comportano quasi come un Apple Watch, elargendo consigli su come rendere il percorso più breve, più economico e rispettoso dell’ambiente. Se guidi con il motore a giri troppo elevati, per esempio, l’auto suggerisce di cambiare marcia per risparmiare.

Le connected cars già disponibili sono in grado di dirvi anche quando è necessario fare la revisione dell’auto e possono anche inviare dei report al servizio di assistenza per informarli in anticipo su quando è il momento migliore per portare il veicolo in officina.

In caso di incidenti, sistemi come BMW ConnectedDrive inviano informazioni di vitale importanza, come il luogo dell’incidente e il danno subito, al servizio di emergenza e di soccorso. Questo sistema sarà presto di serie su tutte le automobili nuove.

Nel segmento di gamma alta è possibile vedere già auto “consapevoli” della loro posizione su strada. Mantengono una distanza minima da altre vetture e possono frenare più prontamente di qualunque essere umano per prevenire gli incidenti. Questa tecnologia è sicura, ma il costo suppone una diffusione più lenta nelle auto di gamma più bassa.

Controlla l’auto dallo smartphone!

È possibile utilizzare applicazioni per il controllo della macchina da remoto. È possibile attivare l’aria o cercare dove si è parcheggiato. SEAT consente di scegliere tra una serie di profili e salire in macchina avendo già tutto pronto, se lo desideri. È inoltre possibile aprire e chiudere la vettura con le applicazioni per auto connesse, anche se c’è molto dibattito sul fatto se questa ci renda o no la vita veramente più facile.

Sarai tu alla guida… per ora…

Nonostante le notizie che leggiamo ogni giorno su auto senza conducente, esse sono ancora molto lontane. Le connected cars di oggi, invece, non sono una proposta così fuori dalle righe.

Avere social network, e-mail e altro integrati nel quadro strumenti è solo un aiuto per tenere gli occhi sulla strada. Naturalmente, tutti i consigli su come guidare l’auto in modo efficiente sono anch’essi molto utili, così come le potenzialità dell’uso dei dati di guida.

Leggi il secondo capitolo della serie:

Auto connesse: cosa bolle in pentola?

Windows 10: come impostare o cambiare il browser predefinito

Con l’aggiornamento a Windows 10 ti sarai reso conto che il tuo browser di default è ora il nuovo Microsoft Edge. Nonostante il successore di Internet Explorer sia di gran lunga migliore, a nessuno piacciono le imposizioni. Quindi se desideri cambiare il tuo browser predefinito, ecco i 5 semplici passi che ti consentiranno di farlo in un men che non si dica.

1. Apri il tuo browser preferito. Noi abbiamo scelto Firefox. Quando lo apri per la prima volta, Windows ti chiederà se vuoi impostarlo come browser predefinito. Accetta, come hai sempre fatto. La differenza è che in Windows 10 il procedimento non termina qui.

2. A seguire Windows 10 aprirà automaticamente la schermata delle applicazioni predefinite. Fai scroll per trovare l’opzione del browser.

3. Fai click sull’icona di Microsoft Edge.

4. Apparirà una nuova finestra con tutti i browser installati. Seleziona quello che vuoi scegliere come il tuo browser predeterminato.

5. Il tuo browser preferito verrà selezionato (vedi screenshot seguente).

Ti è stato utile? Leggi il resto dei nostri approfondimenti su Windows 10.

Come fare l’aggiornamento a Windows 10 su PC e smartphone

Windows 10 sarà disponibile il 29 di luglio su tutti i dispositivi compatibili.

Avrai già visto apparire un messaggio sullo schermo del tuo PC che ti chiede se desideri prenotarlo in anticipo. Nulla di preoccupante. L’aggiornamento a Windows 10 è gratuito per un anno a partire dalla data di uscita e l’installazione del nuovo sistema operativo è quasi automatica.

Installare Windows 10 sul computer

1. Se vuoi installare Windows 10 sul tuo PC sin dalla sua data di uscita, ti consiglio di accettare l’offerta di Microsoft e di prenotarlo. Così facendo, infatti, scarichi Windows 10 in anticipo e il 29 di luglio devi semplicemente installarlo.

In alternativa puoi non prenotarlo, quindi scaricarlo e installarlo gratis dal 29 luglio 2015 in poi per un anno.

Sia che tu voglia prenotare Windows 10 o installarlo con calma dopo la release date, il processo è semplice. Fai click semplicemente sul logo di Windows sulla task bar.

2. Dopo il 29 luglio 2015, riceverai una notifica che ti avvisa che Windows 10 è disponibile per l’installazione. Tutto ciò che devi fare è confermare e il procedimento sarà automatico.

Non devi preoccuparti di file e applicazioni installate; una volta completata l’installazione avrai ancora tutti i tuoi documenti e programmi a disposizione sul tuo PC.

3. Scopri maggiori dettagli sui requisiti e le versioni disponibili di Windows 10 con il nostro articolo “Windows 10: novità, requisiti minimi e versioni disponibili“.

Aggiornare lo smartphone a Windows 10

Aggiornare il tuo telefono da Windows Phone 8.1 a Windows 10 è altrettanto facile. Ma la data in cui potrai farlo dipende esclusivamente dalla tua compagnia telefonica. In teoria anche per i dispositivi mobili sarà disponibile a partire dal 29 di luglio, ma nella pratica tutto dipenderà dal tuo operatore. Ecco come controllare:

1. Fai swipe a sinistra per aprire l’elenco delle app

2. Vai su Settings

3. Fai scroll nella lista ed accedi alla sezione Phone update. Qui vedrai se il tuo smartphone è aggiornato o se esistono aggiornamenti disponibili. A partire dal 29 luglio l’upgrade gratuito dovrebbe apparire proprio in questa sezione.

Quando avrai Windows 10 anche sul telefonino, Microsoft ti dirà che terrà sotto controllo gli aggiornamenti di modo che tutti i telefoni vengano aggiornati allo stesso tempo, proprio come avviene con Apple e iOS.

Tuttavia questo non è applicabile a Windows Phone 8.1, ecco perché devi attendere l’aggiornamento a Windows 10 da parte dell’operatore per poter usufruire del servizio.

Leggi anche:

Windows 10: novità, requisiti minimi e versioni disponibili

Apple Music: cos’è?

Apple ha annunciato l’uscita di un nuovo prodotto, Apple Music. È un servizio di streaming musicale simile a Spotify e Pandora, ma con alcune caratteristiche uniche. La data di lancio ufficiale è il 30 giugno 2015 in 100 paesi.

Vediamo assieme cosa offre.

Innanzitutto…

Apple Music ti consente di riprodurre musica in streaming sul tuo PC, Mac, iPhone e, prossimamente, anche su Android e Apple TV (previsti per l’autunno 2015). Effettuata la registrazione, hai accesso ad una prova gratuita della durata di 3 mesi, dopo la quale il costo mensile del servizio sarà di $9,99. Esiste anche un abbonamento familiare, al pari di quello offerto da Netflix per la condivisione in famiglia, che costerà $14,99 al mese e grazie al quale potranno accedere ad uno stesso account Apple Music 6 persone.

Apple Music ha una biblioteca musicale di 30 milioni di brani, come Spotify. Ti darà anche accesso sul cloud alla musica che hai acquistato in iTunes e agli album che hai scaricato e aggiunto alla tua collezione. Puoi anche aggregare il contenuto di Apple Music alla tua biblioteca iTunes e salvare la musica per ascoltarla offline.

Curatori esperti

Nulla di nuovo, starai pensando. Apple punta invece a creare il servizio che tu vuoi, offrendo lo streaming da una libreria immensa e l’ascolto di playlist create e revisionate da esperti. Artisti e esperti musicali, infatti, creeranno le playlist che ti verranno suggerite a seconda delle tue preferenze. Più musica ascolti, più Apple Music ti suggerirà musica e playlist. Puoi anche sfogliare playlist relative ad un’attività, come fare jogging o guidare l’auto.

Radio 24 ore su 24

A tutto ciò si aggiunge la Apple Music Radio. Un servizio senza interruzione la cui stazione principale sarà Beats 1, che trasmette direttamente da New York e Londra, e sarà condotta da DJ Zane Lowe, Ebro Darden e Julie Adenuga, ex-speaker di BBC 1.

Apple Music contiene inoltre stazioni radiofoniche basate su generi musicali, dall’indie rock al funk, ma non si sa ancora quante esattamente.

Apple Music sarà disponibile anche per tutti coloro provvisti di un Apple ID, i quali non dovranno quindi sottoscrivere un nuovo abbonamento. I vantaggi per gli affiliati includono la possibilità di poter saltare i brani e passare ai successivi tutte le volte che lo si desidera.

“Stringi amicizia” con i tuoi artisti preferiti

L’ultima funzione di Apple Music si chiama Connect e consente agli artisti di condividere ciò che vogliono direttamente con i fan. È come se fosse un Twitter o un Tumblr integrato: potrai vedere foto, video, musica, aggiornamenti di stato e qualsiasi cosa gli artisti vogliano condividere con Apple Music. Apple afferma con non sarà un servizio filtrato, ma conoscendo i forti valori della compagnia, siamo quasi certi che non ci saranno contenuti “estremi” in Connect.

E Beats Music?

Apple Music si basa in parte su Beats Music, che Apple ha discontinuato nel 2014. Gli abbonati a Beats Music passeranno automaticamente al nuovo servizio, mantenendo intatte tutte le loro librerie, playlist, ecc.

Pubblicheremo una recensione completa di Apple Music non appena il servizio sarà disponibile.

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