CuspAI, Bezos tratta un round da 400 milioni
Secondo le voci emerse nelle ultime ore, CuspAI, la giovane startup di Cambridge fondata nel 2024 e focalizzata su strumenti di intelligenza artificiale per la scoperta di nuovi materiali, starebbe trattando una raccolta da circa 400 milioni di dollari a una valutazione di 2,6 miliardi. A guidare il round, sempre secondo le indiscrezioni, ci sarebbero Bezos Expeditions e Kleiner Perkins.
Per CuspAI sarebbe un round fuori scala. E riporterebbe Jeff Bezos a puntare con decisione su una tecnologia che non resta dentro il software, ma prova a incidere sul mondo fisico.
Da quello che filtra, l’operazione avrebbe come capofila proprio Bezos Expeditions e Kleiner Perkins. I term sheet, stando alle ricostruzioni, sarebbero già stati firmati. Un dettaglio che rende la voce più solida, anche se il round, almeno per ora, non risulta ancora chiuso in via definitiva.
Basta guardare i numeri per capire la portata del salto. A settembre 2025 la società sarebbe stata valutata 520 milioni e, in meno di un anno, il valore sarebbe salito a oltre quattro volte tanto.
Più di quattro volte.
Il mercato, del resto, sta premiando con forza le piattaforme che promettono di velocizzare la ricerca industriale, la chimica e l’energia.
CuspAI si racconta come una sorta di motore di ricerca del mondo materiale. In pratica usa modelli generativi e tecniche di progettazione inversa per trovare molecole o materiali con proprietà precise, per esempio una resistenza più alta, una conducibilità migliore o una maggiore tolleranza al calore.
Il traguardo dichiarato è ridurre in modo drastico i tempi della scoperta. Secondo la società, il processo può diventare fino a 10 volte più rapido rispetto ai metodi tradizionali.
C’è poi l’approccio synthesis-aware, che è forse uno degli aspetti più interessanti: non si ferma a individuare materiali promettenti solo in simulazione, ma cerca soluzioni che possano davvero essere sintetizzate e prodotte, in laboratorio oppure su scala industriale.
Qui sta uno snodo decisivo, perché uno dei limiti più evidenti del settore resta la distanza tra previsione digitale e validazione sperimentale. Trovare una molecola brillante sulla carta serve fino a un certo punto se poi, nella pratica, non la si può realizzare in modo economico, ripetibile e concreto.
E infatti è lì che molti progetti si fermano.
Nonostante sia nata da poco, CuspAI, almeno secondo quanto dichiarato dalla startup, ha già avviato collaborazioni con gruppi di primo piano: Meta sul fronte della cattura del carbonio, Hyundai nell’energia pulita e Kemira nella rimozione dei PFAS dall’acqua.
La società è stata fondata dal chimico Chad Edwards e dal ricercatore Max Welling. A darle ulteriore peso c’è anche un advisory board che, sempre secondo quanto riportato dall’azienda, comprende Geoffrey Hinton e Yann LeCun, due nomi che nell’intelligenza artificiale contano eccome.
L’interesse di Jeff Bezos, visto quello che sta succedendo attorno a questo settore, non sembra affatto casuale. Negli ultimi mesi il fondatore di Amazon ha mostrato un’attenzione sempre più netta verso le applicazioni dell’AI nel mondo fisico, dall’ingegneria alla manifattura, molto più che verso i chatbot più classici.
L’investimento in CuspAI arriverebbe anche a pochi giorni dalla presentazione di Prometheus, un nuovo laboratorio da circa 41 miliardi dedicato proprio a questi impieghi industriali.
Intanto il mercato si sta affollando in fretta. Tra i concorrenti ci sono XtalPi, valutata circa 2,5 miliardi, Periodic Labs, Altrove, Dunia Innovations e Lila Sciences.
Le somiglianze con questi player ci sono, ma CuspAI sembra voler spingere oltre proprio sull’idea di progettare materiali pensati per essere davvero fabbricati. Secondo una stima, il mercato della scoperta di materiali tramite strumenti computazionali avanzati passerà da 740 milioni nel 2025 a 2,77 miliardi nel 2030.
Detto questo, resta una scommessa che deve ancora dimostrare tutto. I cicli di validazione sono lunghi, i dati di qualità non bastano sempre, i modelli continuano spesso a restare opachi e servono laboratori automatizzati insieme a profili rarissimi, capaci di tenere insieme scienza dei materiali e software avanzato.
Per questo il round di CuspAI verrà guardato da vicino. Al momento si parla ancora di indiscrezioni non confermate. Adesso resta da vedere se la società riuscirà davvero a chiudere questo round record e se Jeff Bezos sarà davvero tra i nomi più pesanti della prossima corsa ai materiali progettati con l’AI.
Fonte e immagini: informazioni circolate nelle ultime ore.