Starbreeze porterà Payday 2 sul nuovo motore Diesel 3.0 e aprirà una open beta il 30 giugno su Steam. Per uno sparatutto uscito tredici anni fa, non è uno di quegli aggiornamenti messi lì per tenere acceso il nome: la società lo presenta come uno dei passaggi tecnici più pesanti mai fatti sul gioco, con interventi su stabilità, compatibilità e spazio occupato su disco.
Non è un ritocco cosmetico.
Da quello che ha spiegato Starbreeze, l’upgrade va a mettere mano proprio ai punti che la community si trascina dietro da anni: crash, limiti tecnici e un’installazione diventata fin troppo ingombrante.
Payday 2 passa a Diesel 3.0: cosa cambia davvero
La novità più grossa, almeno sulla carta, è il passaggio all’architettura a 64 bit. I giocatori PC la chiedevano da tempo.
Se tutto andrà come previsto, dovrebbe ridurre parecchio, e in certi casi cancellare del tutto, i crash legati alla memoria che hanno tormentato Payday 2 per anni, soprattutto nelle sessioni più lunghe o sulle configurazioni piene di mod.
C’è anche un altro cambio tecnico: l’abbandono di DirectX 9 in favore di DirectX 11, sempre stando a quanto comunicato da Starbreeze.
Chiariamolo subito: non è il tipo di aggiornamento pensato per dare al gioco una faccia nuova o per stravolgere la resa visiva.
Qui il punto è un altro. Rendere Payday 2 più efficiente sul piano tecnico, con possibili miglioramenti a prestazioni e compatibilità hardware, anche se lo fai girare su un PC non proprio recente o di fascia bassa.
Poi c’è il dato che, per molti, conta quasi quanto il resto: Starbreeze dice che la dimensione complessiva di Payday 2 dovrebbe passare da circa 86 GB a circa 32 GB.
Un taglio pesante. Vuol dire meno spazio occupato, download più gestibili e aggiornamenti meno fastidiosi da tenere sul disco.
Open beta dal 30 giugno su Steam
La fase di test parte il 30 giugno e, almeno per adesso, riguarda la versione Steam di Payday 2. È questo il perimetro indicato da Starbreeze.
Payday 2 con Diesel 3.0, al momento, è ancora una build preliminare. La beta servirà proprio a vedere come si comporta il nuovo motore fuori dall’ambiente interno di sviluppo, con tanti giocatori dentro e tutte le variabili del caso, prima di arrivare al rilascio definitivo.
Sulle console, invece, non ci sono ancora indicazioni precise.
Fin qui tutta la comunicazione si è concentrata sulla versione PC distribuita via Steam.
Sidetrack Games prende in mano lo sviluppo
Dietro questa nuova fase c’è anche un cambio non da poco nell’assetto del progetto.
Nel 2025 Starbreeze ha affidato lo sviluppo continuativo di Payday 2 a Sidetrack Games, uno studio nato con radici nella scena modding di Payday. Intanto il publisher, sempre secondo quanto riferito dalla stessa Starbreeze, ha spostato di più il proprio focus su Payday 3.
La mossa, a dire il vero, non sorprende troppo. Payday 2 continua ad avere una base di giocatori molto solida su Steam, almeno guardando i dati pubblici della piattaforma, e spesso resta sopra il terzo capitolo.
Per questo l’aggiornamento tecnico sembra anche una risposta piuttosto diretta a una realtà che dura da tempo: il vecchio Payday 2, per molti, resta ancora il capitolo centrale della serie.
Il nodo mod: entusiasmo sì, ma con cautela
La prima reazione della community è stata in larga parte positiva. Soprattutto per due motivi: il supporto ai 64 bit e il forte ridimensionamento del peso dell’installazione.
C’è però un punto che tiene tutti un po’ in allerta: la compatibilità delle mod.
Payday 2 è rimasto vivo anche grazie al lavoro dei modder, e un cambiamento così profondo rischia per forza di rompere parte degli strumenti e dei contenuti che i giocatori usano da anni.
Gli sviluppatori, comunque, hanno promesso di lavorare insieme ai creatori di mod durante la beta, come ha spiegato Starbreeze, così da facilitare l’aggiornamento dei progetti più diffusi.
Se il test filerà come deve, Payday 2 potrebbe ritrovarsi con una seconda giovinezza sul piano tecnico, senza perdere quello che lo ha tenuto in piedi così a lungo.