Android TV: la Google TV in veste rinnovata

L’Android TV si è lasciata alle spalle l’infelice Google TV per far spazio a un “ambiente” compatibile con più piattaforme. Scopriamo assieme i dettagli.

È innegabile che Google TV sia stato un flop. La piattaforma lanciata nel 2010 si è concentrata troppo sulla creazione di un ecosistema basato su una versione ormai obsoleta del sistema operativo Android. Google ha tentato di costruire un ponte tra la tecnologia mobile e i salotti degli utenti con Nexus Q che, sebbene sia stato annunciato, non ha mai visto la luce.

Android TV

Il lancio di Chromecast ha dimostrato che Google ha compreso perfettamente il desiderio di molti utenti di collegare app e TV in modo semplice. Questa volta l’intuizione è stata accolta dal successo sperato. Il posizionamento a livello di prezzo è perfetto considerando che questo dispositivo trasmette contenuti in streaming da internet che possono essere gestiti mediante smartphone o tablet. Sebbene le app supportate siano ancora limitate rispetto a quelle disponibili su Android, la piattaforma è compatibile con molte di quelle più usate.

Dunque l’annuncio di Android TV a Google I/O 2014 non è stato poi una sorpresa così sensazionale. Quello che invece ha realmente sorpreso il pubblico è che Google ha presentato un dispositivo che rappresenta un’evoluzione di Chromecast e una riprogettazione di Google TV, tutto sotto la piattaforma Google Cast.

Nel corso di I/O, ho avuto la possibilità di dare un’occhiata al kit di sviluppo per Android TV  in azione e, da quello che ho visto, la piattaforma promette bene.

Android sulla tua TV

La versione per gli sviluppatori era rapida, reattiva e va già oltre Chromecast per quanto riguarda le app supportate.

In un certo senso, Google ha dato vita a vari livelli di prodotto da mettere a disposizione agli utenti e Android TV è stata pensata per porre fine all’enorme frammentazione dei sistemi operativi delle SmartTV. Basti pensare che in passato molti produttori hanno sviluppato sistemi operativi proprietari per le loro SmartTV, relegandole però all’utilizzo con un unico marchio.

Android TV

Android TV è un’assoluta novità a questo proposito e offrirà agli utenti un’esperienza omogenea. Adesso, sarà possibile utilizzare Android TV indipendentemente dalla marca di televisore che si possiede.

Eppure, Google non trascura coloro che possiedono TV più datate, infatti metterà a disposizione dei produttori di terze parti gli strumenti per realizzare i set-top box per Android TV. Per il momento, Razer è l’unica azienda che ha annunciato ufficialmente il lancio di un set-top box per Android TV.

Una delle nuove funzionalità, tra le più interessanti, non supportata da Chromecast, è la possibilità di scaricare e installare direttamente i giochi da Google Play. Questo rappresenta un enorme vantaggio rispetto agli altri set-top box e sembra che sfidi direttamente Fire TV di Amazon.

Parlando con i rappresentanti che stavano facendo la dimostrazione di Android TV, ho chiesto loro quale fosse il prezzo al quale prevedevano di posizionarla sul mercato. Mi hanno risposto che sarebbero stati i produttori di apparecchiature originali a stabilire il prezzo delle rispettive Android TV. Li ho incalzati e ho chiesto loro se il prezzo sarebbe stato simile a quello di Fire TV. Mi hanno risposto, con un sorriso ammiccante, che questo non li avrebbe affatto sorpresi.

Un mercato inesplorato

Quando si parla di Fire TV si riscontrano un paio di problemi, soprattutto quando si tratta di giochi. Il primo è che il controller comporta una spesa aggiuntiva di $40 oltre ai $99 già spesi per l’acquisto di Fire TV. Il secondo è che i giochi devono necessariamente essere acquistati su Amazon App Store, che non offre una quantità di prodotti paragonabile a quella di Google Play. Se a questo si aggiunge anche che Fire TV dispone soltanto di 8 GB di memoria (a confronto dei 16 GB che ho visto nel kit per gli sviluppatori di Android TV) ne consegue che non sarà possibile installare un numero consistente di videogiochi.

amazon fire tv

Le brevi demo a cui ho assistito durante Google I/O mostravano app come Eat24TED, tuttavia i giochi occuperanno un posto importante in Android TV; mi è stato riferito che tutte le app disponibili sul Google Play Store saranno compatibili. L’unica cosa che gli sviluppatori dovranno aggiungere è il supporto del controller.

Android TV developers kit controller

Riempire le lacune

Android TV e Chromecast fanno parte della piattaforma Google Cast. Sono due dispositivi separati, che presentano funzioni diverse, ma credo che Google abbia fatto una mossa azzeccata a tenere sotto controllo il lato software di Android TV e a lasciare ai produttori la decisione relativa alla costruzione del nuovo dispositivo.

Con Android TV Google riuscirà a riempire due lacune sul mercato: in primo luogo è un tentativo di superare la frammentazione nel settore delle SmartTV, in secondo luogo, di penetrare nuovamente il mercato dei set-top box riducendo notevolmente il profilo di rischio.

Poiché uno degli obiettivi di Google è quello di unificare Android su tutte le sue piattaforme, gli sviluppatori non dovranno più lavorare su una piattaforma alla volta, ma potranno creare un’app per un ecosistema compatibile con più piattaforme.

Scopri tutte le altre novità annunciate a Google I/O 2014.

[Articolo originale di Christopher Park su Softonic EN]

Google conquista altre piattaforme con Android L

Assistere al discorso di apertura Google I/O 2014 keynote è stata un’esperienza surreale: Google trasmetteva un livestream su YouTube, ma essere seduto tra il pubblico e vedere le demo dal vivo mi ha fatto venire la pelle d’oca.

Sebbene sia riuscito effettivamente a trovare un posto soltanto dopo circa quindici minuti dall’inizio, mi sono emozionato di fronte alla demo di Android L o alle linee guida del nuovo Material Design, che per certi versi è la risposta alla riprogettazione del design di iOS 7.

Android L non si ferma all’ambito mobile: Android WearAndroid AutoAndroid TV dimostrano la chiara intenzione di Google di ampliare Android anche su altre piattaforme. Non a caso le app di Android saranno presto disponibili anche in Chrome OS di Google.

Con Material Design, Android subisce un vero e proprio makeover dal punto di vista grafico, che interesserà anche le app di terze parti. Google ha dedicato molto tempo al tentativo di unificare le piattaforme utilizzando un design comune allo scopo di uniformare l’esperienza utente su qualsiasi dispositivo.

Material Design

Il piano di unificazione grafica di Google inizia proprio da Material Design. L’interfaccia di Android sarà molto più colorata e interattiva, come si è visto chiaramente durante la demo di Android L, dove sono state evidenziate le differenze tra Gmail su smartphone e tablet. Se, da un lato, Material Design semplifica il design, dall’altro continua a offrire un’esperienza utente intuitiva. Gli aggiornamenti di Gmail e l’app del tastierino numerico sono due esempi molto chiari.

Android L Gmail redesign

Da parte di Google è stato molto lungimirante presentare il nuovo Android L e pubblicare un’anteprima per gli sviluppatori, per consentire loro di aggiornare le app in base alle nuove linee guida di design.

Sebbene in Android L non sarà più presente il vecchio runtime di Android, Dalvik, sostituito ormai da ART (che verrà lanciato ufficialmente con Android L) e nonostante il nuovo OS sia stato progettato per migliorare la velocità, i nuovi elementi animati potrebbero rallentare i dispositivi meno potenti.

Ecco che ritorna sempre la stessa domanda: Android L sarà supportato sui dispositivi più datati? Google Play Services svolge un ottimo lavoro poiché esegue l’aggiornamento automatico dei dispositivi, tuttavia questa funzione non è equivalente al passaggio a un sistema operativo completamente nuovo.

Android Wear

Non c’è una ragione vera e propria per possedere uno smartwatch. Per certi versi, il fatto che sia multipiattaforma lo rende più problematico per quanto riguarda il profilo di utilizzo, poiché gli sviluppatori devono fornire l’accesso a più sistemi operativi. L’esperienza di Samsung ha dimostrato, ad esempio, che collegare uno smartwatch a un unico dispositivo non è la soluzione migliore.

L’idea di Android Wear è certamente più interessante perché questo prodotto non si propone come sostituto di uno smartphone ma ne ottimizza l’esperienza offrendo i profili di utilizzo più comuni.

Android Wear Nexus 5 LG G Watch

I primi smartwatch Android Wear saranno lanciati negli Stati Uniti a luglio; inizialmente, saranno dotati principalmente di app Google per una migliore usabilità, ma presto supporteranno anche le app di terze parti. Poiché utilizzo molti servizi di Google come Google Now, penso che potrebbe essere davvero comodo visualizzare le stesse informazioni senza dover tirare fuori il telefono.

Android Wear LG G Watch

Android Wear è appena nato e sarà molto interessante assistere all’evoluzione della piattaforma, quando gli sviluppatori inizieranno a modificare le app per renderle compatibili con lo smartwatch.

Varrebbe la pena aspettare anche solo per la fantastica funzionalità di proximity unlock, ossia la possibilità di sbloccare il tuo smartphone con Android L mediante collegamento Bluetooth da Android Wear. Questo significa che non sarà più necessario inserire un codice PIN o una password per sbloccare il tuo dispositivo. Basterà semplicemente la vicinanza del telefono allo smartwatch per sbloccarlo automaticamente.

Android Auto

Google ha annunciato anche altre due novità: Android Auto e Android TV. Fino ad oggi Google è stata piuttosto vaga relativamente ai progetti per il settore automobilistico, finalmente è stata fatta chiarezza grazie ad Android Auto.

Android Auto Audi

Android Auto è una versione ottimizzata di Android che è collegata in streaming a un display inserito sul cruscotto del veicolo. Android Auto è stato progettato per il controllo vocale, in modo da non distrarre l’utente dalla guida.

Uno degli obbiettivi perseguiti da Google con lo sviluppo di Android Auto è stato rendere la guida più sicura ed eliminare i fattori di distrazione. Ciò nonostante è stato divertente vedere in molte demo che il conducente doveva guardare e, perfino, toccare lo schermo.

Android Auto Audi Google Maps

Entro la fine dell’anno, Android Auto sarà installato su alcune auto campione. Android Auto non sarà certo la ragione che ti convincerà ad acquistare un’auto ma potrebbe essere un fattore da considerare.

Android TV

Uso Chromecast tutti i giorni perché è più piacevole vedere i video in streaming su YouTube su un grande schermo. Android TV è un’altra piattaforma progettata per uniformare il profilo della SmartTV che, di norma, è frammentario e utilizzato solo come “add-on”. Poiché la maggior parte delle app è disponibile su altre piattaforme come le console o set-top box, l’idea di unificare la piattaforma è davvero ottima.

Android TV

L’altro lato della medaglia è che gli utenti dovranno acquistare una TV o un nuovo hardware in grado di supportarla. Razer ha annunciato un set-top box per Android TV che è un’ottima soluzione per coloro che non intendono comprare una nuova TV.

Android TV developers kit controller

Poiché possiedo già un Chromecast, l’unico modo in cui potrei utilizzare Android TV è per giocare ai videogiochi. Lo streaming dei video su Chromecast attraverso le app supportate funziona già in modo eccellente, quindi non sono del tutto convinto che sia proprio necessario passare ad Android TV.

Il release autunnale dimostrerà se questa piattaforma Smart TV sarà in grado di sopravvivere con Android.

Android e Chrome OS

In passato sono circolate voci insistenti circa la possibile fusione di Chrome OS e Android in un unico sistema operativo. Sebbene questa eventualità non appaia plausibile, con il lancio di Android L la comunicazione tra loro sarà decisamente ottimizzata. Le notifiche che riceverai sul telefono verranno visualizzate in Chrome OS e le app Android potranno essere utilizzate sui Chromebook.

Nel discorso di apertura è stato citato l’esempio di Evernote, che è pertinente, tuttavia non sarebbe comunque più semplice utilizzare la web app? Sarebbe decisamente più interessante vedere app che non dispongono di una versione web ma che possono essere visualizzate su Chrome OS.

Questa nuova possibilità di comunicazione tra Android e Chrome OS è una risposta all’integrazione di Apple tra iOS e OS X. Sebbene i Chromebook abbiano un discreto successo, questa funzionalità che consente di utilizzare trasversalmente due piattaforme corre il rischio di rimanere inutilizzata.

Android sarà pervasivo

Gli annunci fatti in occasione di Google I/O 2014 dimostrano che Android si sta trasformando in qualcosa di diverso rispetto a una semplice piattaforma mobile.

La versatilità del sistema operativo verrà dimostrata il prossimo autunno, in corrispondenza del lancio di Android L e delle altre piattaforme Android. Android non è pensata per essere una piattaforma verticale come Apple ha fatto con iOS e OS X. L’obiettivo di Google è che Android si evolva e cresca anche su altre piattaforme consentendo agli sviluppatori di progettare app compatibili con più dispositivi e, attualmente, sta mettendo loro a disposizione gli strumenti.

Collegare tutti gli aspetti della vita degli utenti mediante Google o, più precisamente Android, potrebbe sollevare preoccupazioni relative alla privacy. Tuttavia, se stai già utilizzando i servizi di Google sul web, collegarli tramite Android OS non sarà poi così strano. Se sei un utente Android, probabilmente hai un account Gmail, cerchi le indicazioni stradali con Google Maps e acquisti le tue app su Google Play Store.

Attualmente le preoccupazioni relative alla privacy e alla protezione dei dati personali sono più sentite, ma molte app che normalmente si usano raccolgono i dati degli utenti. La differenza è che Google offre strumenti di produttività e prende la sicurezza molto sul serio. Senza considerare alcune singolari acquisizioni della società, Google è interessata a offrire un’esperienza “connected” per anticipare quello che gli utenti desiderano e offrire i risultati che possano risultare loro di reale utilità.

Android

Sarà sicuramente interessante seguire l’evoluzione di Android L, Material Design e delle altre piattaforme. Android L ha completamente ridisegnato il sistema, collegandolo a tutte le nuove piattaforme.

Quando questi progetti verranno lanciati in autunno, probabilmente le differenze tra quello che è stato annunciato a I/O e la release completa saranno enormi.

Leggi anche l’opinione di Daniel: Android L’onnipresente: Google ti seguirà dappertutto

[Articolo originale di Christopher Park su Softonic EN]

Google I/O 2014: tutte le notizie

Oggi, 25 giugno 2014, si è svolto a San Francisco il Google I/O, l’evento organizzato annualmente da Google per presentare agli sviluppatori e alla stampa tutte le novità software e hardware di Google.

La giornata di oggi è stata davvero ricca di annunci importanti, dal nuovo sistema operativo, Android L, fino agli smartwatch e alle macchina intelligenti.

Google arriva dappertutto. E tutte le strade portano ad Android…

Ecco le principali novità che sono state annunciate:

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Google I/O 2014: pensiamo alla salute. Annunciato Google Fit

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Google I/O 2014: annunciato Android TV, il sistema operativo per la televisione

Si svolge in queste ore a San Francisco la conferenza di Google I/O. Nel corso della keynote è stato presentato ufficialmente il sistema operativo di Google per il piccolo schermo. Arriva Android TV, che funzionerà su hardware specifico ma anche su set-top come Apple TV e console.

Google vuole trasformare il televisore in uno smartphone.

Android TV

L’intrattenimento è il focus principale di Android TV. L’applicazione usa il contenuto proveniente dal Google Play ma anche da servizi di terze parti come Netflix e Hulu.

Android TV sarà in grado di fornire consigli sulla base di ciò che si vede e utilizzare le informazioni di Google per aggiungere schede sui programmi preferiti. Android TV punta anche al mondo dei videogiochi e funzionerà non solo sui televisori ma anche su computer o console.

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Google I/O 2014: presentato Android Wear

Nel corso della conferenza Google I/O è stato presentato ufficialmente Android Wear, il sistema operativo di Google per i dispositivi indossabili.

In concreto, Android Wear è destinato agli smartwatch presentati oggi, Samsung Gear Live e LG G Watch, e a quelli che verranno.

Tra le funzioni presenti, dalle ricerche vocali, grazie al comando OK Google, alle risposte ai messaggi e alle email. Possibile anche effettuare chiamate mediante comandi vocali. Il sistema permette inoltre di riprodurre musica o controllare altri dispositivi Android.

Android Wear è connesso anche ad altri servizi di Google, come Google Calendar. Insieme a Google Now, la missione di Android Wear è quella di offrire l’informazione giusta nel momento giusto, in un unico colpo d’occhio.

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