Warhammer 40.000: Dawn of War 4 è ufficiale e ha già una data: arriverà su PC, via Steam, il 17 settembre 2026. Per chi segue la serie da anni, la notizia che conta davvero è un’altra, ed è quella che salta subito agli occhi dalla presentazione: il nuovo capitolo vuole riportare Dawn of War verso un RTS più classico, con battaglie su larga scala, costruzione della base e controllo del territorio.
C’è anche un cambiamento pesante dietro le quinte. Stavolta lo sviluppo è nelle mani di KING Art Games, lo studio di Iron Harvest, mentre della pubblicazione si occuperà Deep Silver. Per la saga è un passaggio netto, visto che il nome di Dawn of War è sempre stato legato soprattutto a Relic Entertainment.
Dawn of War 4: ritorno alle radici RTS con campagna, co-op e modalità classiche
La direzione scelta per Warhammer 40.000: Dawn of War 4 sembra pensata per riprendersi quel pubblico che da tempo chiedeva un ritorno all’anima più strategica della serie. Da quanto emerso con l’annuncio, il pacchetto iniziale metterà insieme battaglie di massa, costruzione della base, una campagna con oltre 70 missioni, modalità cooperativa e il rientro di opzioni molto amate come Last Stand e Skirmish.
Sulla carta, è un’impostazione che rimette l’RTS tradizionale al centro dopo anni di discussioni su quale direzione dovesse prendere il franchise. Qui non si va verso formule ibride. L’idea, per come è stata presentata, è riportare in primo piano il Dawn of War più classico. Non stupisce quindi che l’annuncio abbia richiamato subito l’attenzione della community, che nel progetto vede un tentativo concreto di rimettere in moto il marchio.
Multiplayer sotto i riflettori: Space Marines contro Orki
Le prime anteprime si sono soffermate soprattutto sul multiplayer, con una presentazione che ha messo uno contro l’altro i Blood Ravens Space Marines e gli Orki. Entrambe le fazioni sono sembrate molto efficaci sul campo di battaglia, anche se dalle impressioni iniziali gli Orki paiono avere, almeno per ora, un leggero vantaggio in termini di pressione offensiva e presenza numerica.
La parte più interessante sta nel design asimmetrico delle fazioni. Da quello che si è visto nelle prove iniziali, i Blood Ravens ruotano attorno al controllo delle Energy Zones, un elemento centrale per mantenere il vantaggio tattico e supportare unità più specializzate.
Gli Orki, invece, puntano tutto su sciami, aggressione continua e superiorità numerica, con un ritmo capace di travolgere l’avversario se non viene fermato subito. Sempre guardando alle prime partite mostrate, il controllo delle Energy Zones aiuta a difendere meglio la mappa e sostiene uno stile di gioco più tecnico. Le somiglianze con altri RTS asimmetrici si vedono, ma Dawn of War 4 dà l’impressione di spingere un po’ più in là la differenziazione tra le due fazioni già da queste prime dimostrazioni.
Fazioni al lancio e sottorazze giocabili
Al lancio, Warhammer 40.000: Dawn of War 4 includerà quattro fazioni principali: Blood Ravens Space Marines, Orki, Necron e Adeptus Mechanicus. In più ci saranno anche i Dark Angels, presenti come sotto-fazione giocabile degli Space Marines, così da dare ancora più varietà a chi preferisce restare nell’Imperium.
L’assenza, almeno per il momento, di nomi molto richiesti come Eldar e Tiranidi non è passata inosservata. Detto questo, il roster iniziale sembra comunque abbastanza solido da offrirti stili di gioco diversi fin dal day one.
Roadmap post-lancio e prime reazioni della community
Gli sviluppatori hanno già tracciato una fase post-lancio piuttosto ricca. Nella roadmap annunciata compaiono Crusade Mode, nuovi lord per Necron e Orki e perfino un editor di missioni, un dettaglio che per molti appassionati di strategici pesa parecchio quando si parla di longevità. La promessa è di portare questi contenuti dopo l’uscita e, già adesso, proprio il mission editor è tra le novità che hanno attirato più attenzione.
La reazione della community, almeno in questa fase iniziale, resta cautamente ottimista. Da una parte c’è entusiasmo per il ritorno delle caratteristiche RTS più classiche, per la chiarezza mostrata sulla roadmap e per la presenza del mission editor. Dall’altra rimane un po’ di delusione per alcune fazioni storiche che non sono state ancora confermate.
Adesso resta da vedere se Dawn of War 4 riuscirà davvero a trasformare queste premesse in una vera rinascita per la serie.
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