Molti di noi posseggono un computer privato, che usano a casa, un altro computer al lavoro, uno smartphone personale e uno aziendale. Quattro dispositivi che svolgono funzioni in gran parte simili.
In una situazione del genere è molto facile perdersi qualche informazione per strada. Dove avevo salvato quel numero di telefono? E su che browser avevo memorizzato quel bookmark? E l’appuntamento con il dentista, su che calendario sarà?
La tecnologia, che a dirla tutta è anche un po’ la causa di questo caos, ci viene in aiuto, creando gli strumenti per centralizzare tutta la nostra vita digitale. L’obiettivo è fare in modo che tutti i dispositivi che usiamo “comunichino” a tutti gli altri le informazioni che ci inseriamo dentro. È quel trend che chiamiamo sincronizzazione e che Apple ha cercato di concentrare in un ecosistema omogeneo in cui tutti i suoi prodotti e servizi comunicano facilmente: iCloud.
In iCloud tutte le operazioni di raccolta e ripartizione dei dati (messaggi di posta, contatti, calendari, note, promemoria, documenti, foto, musica) avvengono in automatico. L’utente non si accorge di nulla. Ma quando cerca nel Mac un’email inviata dall’iPhone, come per magia la trova. E se, mentre è in viaggio, vuole modificare con l’iPad un documento creato il giorno prima con il Mac, può farlo.
Alcuni utenti di iCloud però non hanno ancora una completa consapevolezza di tutte le potenzialità offerte da questo nuovo servizio. Per questo abbiamo deciso di descrivere la giornata tipo di un utente di iCloud. In questo modo sarà facilissimo capire a cosa serve iCloud concretamente, e come si fa a farlo funzionare.