House of the Dragon, nessuna anticipazione sulla stagione 3: Ryan Condal parlava di Blood and Cheese
Nelle ultime ore Ryan Condal, showrunner di House of the Dragon, è intervenuto per chiarire un equivoco che online ha preso piede in fretta: la serie HBO non ha anticipato nessun colpo di scena della stagione 3. Le frasi rilanciate in rete si riferivano a Blood and Cheese, uno dei momenti più discussi e disturbanti della première della stagione 2, non a una terza stagione che, peraltro, non è ancora entrata in produzione.
Il nodo della questione è questo: si è parlato parecchio di una presunta “rivelazione” sulla stagione 3, quando in realtà Condal stava commentando una scena che il pubblico ha già visto.
Parliamo di Blood and Cheese, la sequenza che ha riacceso subito la guerra tra i Targaryen e che ha spinto spettatori e critica a confrontarsi non soltanto sulla violenza dell’evento, ma anche sul modo in cui HBO ha deciso di portarlo sullo schermo.
Condal ha raccontato che l’intenzione creativa dietro quella scena non era cercare la crudeltà per il gusto di scioccare.
Ha definito Blood and Cheese una “sequenza da colpo finito male”, quindi un piano andato storto, costruito per far crescere tensione e orrore senza scivolare in qualcosa di gratuito o volutamente oltraggioso.
La differenza, qui, conta parecchio. Chi ha letto Fire & Blood di George R.R. Martin sa bene che Blood and Cheese era una delle parti più attese, e anche più temute, dai lettori.
Nell’episodio, due assassini ingaggiati da Daemon Targaryen si introducono nella Fortezza Rossa per mettere in atto una vendetta che finisce per colpire in modo tragico la famiglia di re Aegon II Targaryen.
Quindi no, non è solo uno shock piazzato lì per far discutere. È un passaggio narrativo decisivo.
Dentro la storia, l’evento arriva come conseguenza diretta della morte di Lucerys Velaryon nel finale della prima stagione.
È il momento in cui House of the Dragon ti fa capire che il conflitto non si può più arginare: la faida dinastica, a questo punto, è guerra aperta.
Ed è lì che la serie accende davvero il motore drammatico del resto della stagione 2.
Il trauma inflitto alla fazione dei Verdi e la responsabilità indiretta della fazione dei Neri fanno salire ancora la posta, e rendono più feroce il conflitto al centro della Danza dei Draghi.
Sul fronte ascolti, la première della seconda stagione ha raggiunto 7,8 milioni di spettatori negli Stati Uniti nelle prime 24 ore, contando tutte le piattaforme, secondo i dati diffusi da HBO.
È un risultato solido, anche se resta circa il 22% sotto i quasi 10 milioni ottenuti dal debutto della serie nel 2022, sempre stando ai numeri comunicati da HBO.
Intanto HBO ha già rinnovato House of the Dragon per una terza stagione, e lo ha fatto ancora prima dell’esordio del nuovo blocco di episodi.
Il messaggio, di fatto, è abbastanza netto: al di là delle discussioni su un ritmo più lento in questa annata e di un debutto meno travolgente rispetto al fenomeno iniziale, il network continua a considerare il franchise uno dei suoi asset più importanti.
La stagione 2, d’altronde, è stata spesso raccontata come una lunga fase di preparazione, più concentrata a mettere i pezzi al posto giusto che a sfogare subito tutta la propria forza spettacolare.
Lo stesso Ryan Condal ha confermato che eventi enormi, come la Battaglia del Gullet, sono stati spostati più avanti.
Insomma, è ancora presto per chiudere il discorso.
Gran parte del dibattito pubblico si è concentrata sulle reazioni immediate a Blood and Cheese negli Stati Uniti e nel Regno Unito. Restano invece molto meno leggibili l’andamento internazionale, la tenuta degli ascolti nel medio-lungo periodo e l’effetto concreto che questa scelta potrà avere sulla futura stagione 3.
Per adesso, la notizia vera è molto meno clamorosa di come è stata raccontata online: il “grande shock” su cui Ryan Condal è tornato nelle sue dichiarazioni è già andato in onda, e serve a preparare l’escalation che House of the Dragon vuole scatenare nei prossimi capitoli.
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