Andrew Garfield, protagonista di Artificial, il film di Luca Guadanigno su Sam Altman e OpenAI, ha rilasciato un’intervista in esclusiva a Variety sul perché Amazon abbia deciso di non distribuire il film e Neon abbia deciso di prenderlo. Sottolineando che hanno creato un film molto più scomodo e complesso di quanto Amazon potesse permettersi.
Un film che ha fatto discutere
A questo proposito, Garfield non ha evitato nessun argomento, anche se lo fa senza abbandonare un tono cordiale. “Credo che ci siano certe cose che funzionano in certi contesti e non in altri, e loro [Amazon] non hanno fatto altro che sostenerci e incoraggiarci mentre facevamo il film“, lasciando intendere che, come è stato riportato in precedenti occasioni, il film è risultato scomodo per OpenAI, un importante partner commerciale di Amazon, per la sua rappresentazione di Altman.
Sul suo ruolo, ha sostenuto che “ci sono moltissime interviste. C’è una grande quantità di materiale visivo, audio e reportage. Io, naturalmente, mi sarebbe piaciuto molto conoscere Sam, e mi piacerebbe ancora farlo“, sottolineando che “sto interpretando la versione del personaggio che era scritta nella sceneggiatura, e credo che, anche se uno vuole essere il più fedele possibile a questo, comunque non arriverai mai a capire nessuno fino in fondo”. Difendendo il suo lavoro e il modo in cui hanno portato sullo schermo il CEO di OpenAI.
Dopo l’acquisizione da parte di Neon del film praticamente completo per 40 milioni di dollari, sembra che alla fine riusciremo a vederlo, anche se non abbiamo una data di uscita. Ma sembra che, con queste dichiarazioni, sia chiaro che i rapporti con Amazon non si sono deteriorati in tutto questo. E che la rappresentazione che viene fatta nel film di Altman, certamente, non è affatto benevola.