iPhone: per KeyBanc il 2027 potrebbe deludere più di quanto ci si aspetti
Nel secondo trimestre del 2026 Apple ha continuato a rosicchiare spazio nel mercato smartphone. Però, secondo KeyBanc, il 2027 dell’iPhone rischia di essere meno solido di quanto oggi sconti il mercato: il consenso di Wall Street parla di una crescita dei ricavi intorno all’8,3% nell’anno fiscale 2027, mentre per la banca una stima più credibile è il 4,9%.
La lettura di KeyBanc, in sostanza, è questa: Apple resta in una posizione molto forte, ma spingere gli utenti a cambiare telefono con maggiore frequenza potrebbe diventare parecchio più complicato.
E se si mettono accanto le attese di Wall Street e quelle della banca, lo scarto si vede eccome.
Perché KeyBanc vede un 2027 più fragile per iPhone
Dietro la previsione più prudente di KeyBanc ci sono diversi elementi.
Il primo riguarda il possibile rialzo dei prezzi della futura linea iPhone 18 Pro, che secondo alcune stime potrebbe tradursi in un aumento fino a 200 dollari. A incidere sarebbero soprattutto i costi più alti dei componenti di memoria, insieme a una carenza di memoria che potrebbe trascinarsi fino al 2027.
Poi c’è il tema della domanda di sostituzione, soprattutto negli Stati Uniti, dove secondo KeyBanc stanno comparendo segnali di raffreddamento.
La banca mette sul tavolo anche incentivi meno aggressivi da parte degli operatori telefonici e cicli di sostituzione sempre più lunghi: detto in modo semplice, le persone si tengono lo smartphone per più tempo prima di passare al modello successivo.
E questo rallentamento della domanda di sostituzione, peraltro, non sembra fermarsi al solo mercato americano.
Movimenti simili si stanno vedendo anche altrove, America Latina compresa, e il punto sollevato da KeyBanc è piuttosto netto: se il trend prende piede, il problema non riguarderà solo Apple ma l’intero comparto.
Downgrade su Apple: sotto esame non c’è solo iPhone
La prudenza di KeyBanc non si limita agli smartphone.
La banca ha tagliato il giudizio su Apple, portandolo da Sector Weight a Underweight, con l’idea che il prezzo del titolo non incorpori fino in fondo i rischi di una crescita più lenta in varie divisioni: iPhone, certo, ma anche Mac, iPad, Wearables e forse perfino Services.
Per chi investe, non è un dettaglio.
Vuol dire che il punto non è soltanto la prossima generazione di telefoni, ma la capacità di Apple di tenere lo stesso passo su più aree in una fase di mercato che appare ormai più matura.
Se guardi Apple non solo come prodotto ma anche come azione, è qui che KeyBanc chiede di non abbassare la guardia.
Apple guadagna quote, ma il mercato non si scalda
Il paradosso è che questa fase di cautela arriva mentre Apple parte da una posizione di forza.
Stando ai dati di mercato citati da KeyBanc, nel secondo trimestre del 2026 Apple ha toccato una quota record del 20% nelle spedizioni globali di smartphone, in aumento rispetto al 17% di un anno prima.
Un dato ancora più impressionante se si pensa che, secondo gli stessi numeri richiamati da KeyBanc, il mercato globale è scivolato al livello più basso per un secondo trimestre negli ultimi 13 anni.
Tradotto: Apple continua a guadagnare terreno anche dentro un contesto debole.
Ed è proprio qui che si giocherà la partita dei prossimi mesi, capire se questa crescita potrà andare avanti con prezzi più alti e con utenti sempre meno propensi a cambiare iPhone ogni due o tre anni.
Per ora da Wall Street arriva un segnale cauto: la quota di mercato sale, sì, ma il 2027 potrebbe essere meno brillante di quanto molti prevedano.
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