GTA 6 arriva prima su Netflix: il video esteso debutta il 27 agosto

Rockstar Games ha annunciato che Grand Theft Auto VI (GTA 6): An Extended Look, un nuovo contenuto dedicato a Grand Theft Auto VI, debutterà su Netflix il 27 agosto. Gli abbonati alla piattaforma potranno guardarlo con circa sei ore di anticipo rispetto alla pubblicazione su YouTube e sul sito ufficiale di Rockstar Games.

Netflix Scarica

Per un’uscita attesa a questo livello, non è una scelta qualunque. Fa notizia già da sola.

Rockstar, stavolta, non partirà dai suoi canali più ovvi. Per il nuovo reveal di GTA 6 ha scelto Netflix come prima vetrina.

GTA 6 su Netflix: quando arriva An Extended Look

An Extended Look arriverà su Netflix il 27 agosto, come confermato dall’annuncio pubblicato da Rockstar Games.

Per il publisher di Grand Theft Auto è un test del tutto nuovo. Una collaborazione del genere, finora, non si era vista.

Il video si chiamerà proprio An Extended Look, e già questo è bastato per accendere subito la community.

Non sembra il classico Trailer 3 mascherato con un altro nome. La formula scelta fa pensare a qualcosa di più corposo, con la possibilità concreta di vedere sequenze di gameplay, uno sguardo più approfondito al mondo di gioco oppure una presentazione più ordinata e ampia del progetto.

Per adesso Rockstar Games non ha ancora chiarito durata precisa o contenuti del filmato. Però il titolo scelto lo separa abbastanza nettamente da un teaser tradizionale, e intanto l’attesa per il 27 agosto continua a salire.

Perché il reveal di GTA 6 è così importante

Le aspettative attorno a Grand Theft Auto VI sono enormi anche per un motivo molto semplice: stiamo parlando di uno dei franchise più redditizi di sempre.

Secondo i dati di vendita più recenti diffusi da Take-Two Interactive, la società madre di Rockstar Games, a maggio 2026 la serie Grand Theft Auto aveva superato i 470 milioni di copie vendute.

Negli stessi dati diffusi da Take-Two Interactive, Grand Theft Auto V risultava vicino ai 230 milioni di copie. Quanto al franchise nel suo complesso, dal 2013 avrebbe generato oltre 10,58 miliardi, stando alle stime citate nel settore.

Con cifre così, ogni mossa legata alla comunicazione pesa.

Gli analisti stimano che GTA 6 possa vendere tra 35 e 40 milioni di copie nel primo anno.

E quindi sì, anche decidere dove far debuttare un nuovo video diventa una scelta con un peso commerciale tutt’altro che secondario.

La spinta di Netflix nel gaming

L’accordo serve anche a Netflix, che continua a cercare spazio nel gaming.

Secondo i risultati diffusi dalla società, la piattaforma aveva superato i 325 milioni di abbonati paganti entro la fine del 2025. Negli ultimi anni, inoltre, ha già ottenuto riscontri positivi sia sul fronte delle installazioni sia su quello del coinvolgimento con i titoli Grand Theft Auto presenti nella sua offerta videoludica.

Avere in esclusiva temporanea un contenuto di GTA 6 vuol dire quindi legare il marchio Netflix a uno degli appuntamenti gaming più grossi del 2026.

E il ritorno in termini di visibilità va ben oltre il pubblico più appassionato.

Reazioni contrastanti e data di uscita sullo sfondo

La reazione di fan e addetti ai lavori, intanto, è stata tutt’altro che uniforme.

C’è chi legge questa partnership come una mossa rivoluzionaria. Altri, molto meno entusiasti, non hanno apprezzato l’idea di dover passare da Netflix per vedere il video qualche ora prima.

Sul fondo resta la domanda che conta davvero: quando uscirà il gioco?

Al momento Grand Theft Auto VI è previsto per il 19 novembre 2026, almeno in base a quanto comunicato finora da Rockstar Games e Take-Two Interactive. Nel settore, però, continua a circolare anche un’altra ipotesi: che uno slittamento al 2027 non sia ancora del tutto da escludere.

Nel frattempo, il 27 agosto si sta già trasformando in una data chiave. Servirà a capire quanto Rockstar Games sia davvero pronta a mostrare del suo prossimo colosso.

Se aspetti GTA 6 da anni, questa è una data da segnare.

Ormai è ufficiale: uno dei film più attesi degli ultimi anni non si farà mai. “Non vogliono farlo”

“C’è stato solo un Blade e ci sarà solo un Blade”. La frase che Wesley Snipes buttava lì in Deadpool & Wolverine provocò le risate di un pubblico consapevole dei problemi che stava avendo il nuovo film sul cacciavampiri interpretato da Mahershala Ali e che avremmo visto prima o poi. Tuttavia, l’attore ha appena dichiarato che quel film, definitivamente, non accadrà. Ops.

Disney+ Scarica

Blade Retro

Così, le uniche apparizioni di Ali come il vampiro cacciavampiri più famoso della storia si ridurranno a un cameo vocale nella scena post-credit di Eternals. Blade è effettivamente apparso in Marvel Zombies con il mantello di Moon Knight, ma la voce gliel’ha data Todd Williams. E dopo aver aspettato 7 anni, alla fine ha messo fine al progetto e si è dedicato ad altro. Con buona ragione.

“Se Blade deve diventare realtà, non è con me. Il modo migliore in cui posso rispondere a questa domanda è, quando vedo quello che fa per me, si trattava di scegliere tra questo e quello, e preferisco questo. Non voglio offenderli, faccio questo lavoro da circa 30 anni, e ho imparato che quello che ti è destinato arriva, e quello che non ti è destinato no. Per qualche ragione, quel progetto non era per me”. Molto signorile, molto ben spiegato, ma adesso abbiamo bisogno che qualcuno ci racconti i retroscena.

Anzi, l’attore ha insistito: “Sto bene. Hanno miliardi di dollari, mi hanno sotto contratto, se avessero voluto farlo, lo avremmo fatto. Quindi il film non si farà. Quando vedo il mio nuovo film (Your mother your mother your mother) e Blade, non avrei potuto fare entrambi, e il motivo per cui questo film esiste è perché quel progetto è saltato e Bassam ha avuto tempo, spazio, energia e concentrazione per scriverlo e tornare da me”.

Di certo, avverte già che per quanto lo riguarda sarebbe già finita. Si è concluso quel capitolo della sua vita per sempre: “Ho potuto allenarmi per più di un anno per Blade. In questo modo mi sento in qualche modo appagato sul piano creativo, nel mio percorso personale. Ma sono pronto a smettere di rispondere a domande su Blade. A quelle domande devono rispondere loro. Non vogliono farlo, quindi dovrebbero rispondere a quelle domande. Il libro in cui si racconterà tutto quello che succede in casa Marvel sarà semplicemente incredibile.

Tomb Raider: Catalyst, il 2028 resta un rumor: Amazon non conferma

Tomb Raider: Catalyst potrebbe non uscire più nel 2027 e finire invece al 2028. A rilanciare l’ipotesi è stata Gematsu nelle ultime ore, citando alcune dichiarazioni attribuite a Jeffrey Gattis, dirigente della divisione gaming di Amazon. Poco dopo, però, Amazon Games ha raffreddato tutto, spiegando a Gematsu di non avere “nulla di nuovo” da comunicare sulle tempistiche e aggiungendo che lo sviluppo starebbe andando bene. Tradotto: sulla finestra di lancio di Tomb Raider: Catalyst, al momento, non c’è ancora una posizione ufficiale chiara.

Chi aspetta da anni una data d’uscita precisa per Tomb Raider: Catalyst, quindi, potrebbe dover pazientare ancora più del previsto.

In una dichiarazione inviata a Gematsu, Amazon Games ha anche detto che ulteriori dettagli arriveranno più vicino al lancio.

E il punto, alla fine, resta questo: la finestra di lancio è ancora ufficialmente incerta.

Tomb Raider: Catalyst, finestra di lancio ancora incerta

Tutto nasce dalla distanza tra i due messaggi. Da una parte, stando a quanto riportato da Gematsu, Jeffrey Gattis avrebbe indicato che Tomb Raider: Catalyst uscirà dopo Tomb Raider: Legacy of Atlantis e che il piano attuale guarderebbe al 2028.

Dall’altra, la successiva comunicazione di Amazon Games non conferma affatto quella finestra.

È una formula abbastanza standard, sì, ma qui pesa parecchio. Amazon Games non smentisce in modo diretto il 2028 e, nello stesso momento, evita anche di renderlo ufficiale.

In sostanza, se stai aspettando un chiarimento definitivo, quello che è arrivato finora è solo una correzione del tono preso dalle indiscrezioni, non una risposta vera alla domanda centrale: Tomb Raider: Catalyst è ancora previsto per il 2027 oppure no?

Da dove nasce l’ipotesi del rinvio

Prima di queste dichiarazioni, Tomb Raider: Catalyst veniva di solito accostato a una finestra di uscita nel 2027. Per questo le parole attribuite a Jeffrey Gattis, sempre secondo quanto riportato da Gematsu, sono state lette come il primo segnale apparentemente ufficiale di uno slittamento di un anno.

Da quanto emerso, il manager avrebbe collocato il gioco dopo Tomb Raider: Legacy of Atlantis, parlando quindi di un’uscita pianificata per il 2028.

È proprio questo passaggio che ha acceso la discussione e frammentato parecchio la copertura mediatica, anche perché il chiarimento successivo di Amazon Games non ha davvero chiuso la questione.

Catalyst non è il remake Legacy of Atlantis

Tomb Raider: Catalyst e Tomb Raider: Legacy of Atlantis, comunque, non sono lo stesso progetto. Catalyst sarebbe il prossimo capitolo principale della serie, sviluppato da Crystal Dynamics e realizzato con Unreal Engine 5. Legacy of Atlantis, invece, è un remake del gioco originale del 1996.

Tomb Raider: Legacy of Atlantis, sempre sulla base delle informazioni circolate finora, sarebbe già slittato dal 2026 al 12 febbraio 2027. Se Tomb Raider: Catalyst dovesse davvero arrivare dopo quel titolo, allora il 2028 smetterebbe di sembrare solo una voce e diventerebbe una possibilità concreta. Anche qui, però, manca ancora una conferma ufficiale definitiva.

Il contesto attorno a Crystal Dynamics

La discussione sulla data d’uscita arriva anche in un momento delicato per Crystal Dynamics, che nelle ultime settimane è finita al centro dell’attenzione per recenti licenziamenti. Lo studio, almeno per ora, non ha chiarito pubblicamente la situazione.

Per chi segue la serie, il quadro al momento è piuttosto semplice. Tomb Raider: Catalyst è ancora in sviluppo, Amazon Games parla di progressi positivi, ma la data resta sospesa. Per adesso siamo ancora nel campo delle indiscrezioni non confermate. Tocca aspettare per capire se Tomb Raider: Catalyst uscirà davvero nel 2027 oppure se il rinvio al 2028 diventerà realtà.

Segui su Twitter @LauraCeridono.

Star Wars 50 anni: nel 2027 torna al cinema il film del 1977

Per il 50° anniversario di Star Wars, Lucasfilm ha confermato una notizia che i fan aspettano da una vita: a febbraio 2027 tornerà in sala la versione cinematografica originale, non alterata, del 1977 di Star Wars: Una nuova speranza. Quello che invece Lucasfilm non ha annunciato è un remake ufficiale di Una nuova speranza, L’Impero colpisce ancora o Il ritorno dello Jedi.

Online, però, la notizia è stata letta in modi un po’ troppo larghi. In realtà il centro delle celebrazioni del 2027, per come le ha presentate Lucasfilm, è molto più preciso: rendere omaggio all’uscita del primo film del 1977, Star Wars: Una nuova speranza, con una serie di iniziative pensate sia per i fan di lungo corso sia per chi vuole tornare al capitolo da cui è cominciato tutto.

Disney+ Scarica

Star Wars 50 anni: cosa ha annunciato davvero Lucasfilm

La novità più grossa è anche quella che molti appassionati inseguivano da anni: a febbraio 2027 arriverà finalmente nelle sale la versione cinematografica originale e non alterata del 1977 di Star Wars: Una nuova speranza.

Per una saga che nel corso dei decenni è stata ritoccata, rimontata e aggiornata più volte, il peso simbolico di questa scelta è evidente.

Se aspettavi da tempo di rivedere sul grande schermo il montaggio originale del primo Star Wars, questa è con tutta probabilità la notizia più importante di tutta la celebrazione.

Per adesso, però, Lucasfilm non ha ancora spiegato nel dettaglio come funzionerà la distribuzione internazionale. Quindi resta da capire in quali mercati, oltre agli Stati Uniti, questa riedizione arriverà davvero.

Non solo cinema: fumetti, audiolibri e una grande mostra

Il programma per il 50° anniversario di Star Wars non si fermerà certo alla sala cinematografica.

Fra le iniziative annunciate c’è anche Star Wars: A New Hope: Triple Take, una graphic novel che racconterà il film del 1977 attraverso tre punti di vista diversi: Luke Skywalker, la Principessa Leia e Han Solo.

Un modo piuttosto curioso, e anche efficace, per riprendere una storia che tutti conoscono già e darle un taglio più intimo.

2 febbraio 2027 arriveranno anche nuove versioni integrali in audiolibro dei romanzi originali tratti dai film di Una nuova speranza, L’Impero colpisce ancora e Il ritorno dello Jedi, almeno stando al programma presentato da Lucasfilm.

La voce scelta per la narrazione sarà quella di Marc Thompson, nome familiarissimo per chi ascolta prodotti legati all’universo Star Wars.

Sul versante degli eventi dal vivo, Lucasfilm ha annunciato anche l’apertura, sempre a febbraio 2027, di Star Wars: The Experience, una grande mostra immersiva ospitata al Franklin Institute di Philadelphia.

Ed è uno di quei dettagli che fa capire bene la direzione presa da Lucasfilm: trasformare il cinquantesimo anniversario in qualcosa di più ampio, quasi un evento culturale, e non solo in una sequenza di uscite editoriali o prodotti home entertainment.

Un 2027 ricco di iniziative, ma con diversi punti ancora poco chiari

A far pensare che siamo soltanto all’inizio ci ha messo del suo anche un rappresentante di Hasbro, secondo il quale Lucasfilm sta preparando una spinta importante per i 50 anni del franchise, con altri prodotti, collaborazioni ed eventi distribuiti lungo tutto il 2027.

Detto questo, qualche zona grigia resta.

Al di là degli audiolibri, i piani concreti di Lucasfilm per L’Impero colpisce ancora e Il ritorno dello Jedi non sono ancora stati chiariti fino in fondo.

Per ora, quindi, tutto lascia pensare a una celebrazione concentrata soprattutto sul primo film, quello che nel 1977 ha cambiato per sempre il cinema pop e, di riflesso, anche il mondo del gaming, del collezionismo e dell’intrattenimento nerd più in generale.

In poche parole: niente remake della trilogia classica, almeno per il momento.

Per i fan che hanno sempre sognato di rivedere al cinema la versione originale di Star Wars: Una nuova speranza, però, il 2027 potrebbe comunque diventare un anno da ricordare.

Seguimi su Twitter @LauraCeridono.

John Wick lascia HBO Max il 31 luglio: gli altri film in scadenza

John Wick uscirà da HBO Max il 31 luglio 2026.

HBO Max Scarica

Quel giorno spariranno dalla piattaforma tutti e quattro i film della saga con Keanu Reeves, insieme ad altri titoli pesanti come Alien: Covenant e Wuthering Heights. Sono proprio quei film che finiscono spesso nella lista dei “li recupero all’ultimo” quando si avvicina la scadenza.

Per chi usa abitualmente i servizi di streaming, il meccanismo è noto: il catalogo gira in base alle licenze. Alcuni film arrivano, altri se ne vanno, ma a fine mese il movimento su HBO Max si noterà parecchio, soprattutto se segui action, fantascienza o classici.

Il punto grosso, qui, è John Wick. Il 31 luglio 2026 usciranno insieme tutti e quattro i capitoli, e non è una perdita da poco per uno dei franchise action più popolari degli ultimi anni. Si sente subito, anche perché non sparisce un singolo film: se ne va un’intera saga che continua a essere vista e rivista.

Tra gli addii più rilevanti ci sono anche Alien: Covenant, capitolo ben noto della storica serie sci-fi, e Wuthering Heights, che continua ad avere un richiamo forte per chi ama il cinema in costume e gli adattamenti letterari. Se stai pensando a una maratona di fine mese, o vuoi recuperare qualcosa che esca un po’ dai soliti giri, sono titoli da segnarsi.

Non tutte le rimozioni, però, cadranno l’ultimo giorno del mese. Alcuni film lasceranno HBO Max prima, quindi vale la pena dare un’occhiata al calendario con un minimo di attenzione. Tra i casi già segnalati ci sono Knox Goes Away, in uscita il 25 luglio, e Capturing the Friedmans, documentario candidato all’Oscar, che lascerà il catalogo il 26 luglio.

JustWatch Scarica

Se apri HBO Max solo ogni tanto, è il momento classico in cui conviene riguardare la watchlist. I contenuti in scadenza tendono a passare sotto traccia, poi un giorno li cerchi e non ci sono più.

Il motivo, comunque, non ha nulla di strano e non dipende da una scelta editoriale particolare. È il normale funzionamento del mercato dello streaming. Molti film arrivano sulle piattaforme attraverso accordi di licenza che hanno una durata limitata. Quando quei diritti scadono, i titoli vengono rimossi. A volte il contratto si rinnova, altre volte i film ricompaiono da un’altra parte.

Nel caso di John Wick, l’uscita dal catalogo arriva proprio mentre il franchise resta attivissimo. Lionsgate ha già confermato un quinto film e, stando alle indiscrezioni, il progetto sarebbe in sviluppo con il possibile ritorno sia di Keanu Reeves sia del regista Chad Stahelski. L’interesse intorno alla saga, quindi, è ancora altissimo. Anche per questo la rimozione pesa di più.

Per ora, però, non si sa ancora quali Paesi saranno coinvolti da queste uscite né dove finiranno i film dopo l’addio a HBO Max. Il punto, per chi vuole vederli lì, è semplice: il tempo utile è adesso, negli ultimi giorni disponibili prima del 31 luglio.

Segui su Twitter @LauraCeridono.

Resident Evil svela il nuovo trailer: più horror, ma la timeline divide i fan

Il nuovo trailer del film Resident Evil, diretto da Zach Cregger e atteso in sala il 18 settembre 2026, mette subito in chiaro una cosa: questo nuovo reboot cinematografico non seguirà la strada del classico adattamento dei giochi.

Resident Evil 2 Scarica

Non ha molto a che fare con i live-action più action del passato. Le immagini vanno da un’altra parte, con un tono più brutale, più sporco, apertamente apertamente horror, e con sequenze tese e violente che sembrano riportare il franchise Resident Evil dalle parti delle sue radici survival.

E il cambiamento non si ferma allo stile. Al centro della storia c’è Bryan, un corriere sanitario interpretato da Austin Abrams, finito dentro una vicenda di sopravvivenza del tutto originale.

Quindi no, non siamo davanti a una trasposizione diretta di Resident Evil 1, Resident Evil 2 o di uno degli altri capitoli principali della saga Capcom, ma a un racconto nuovo costruito dentro l’universo della serie. Proprio questa scelta, nelle prime ore dopo l’uscita del trailer, ha acceso il dibattito tra i fan.

Zach Cregger ha raccontato che la vicenda si muove in parallelo agli eventi di Resident Evil 2. Un dettaglio bastato da solo a far partire subito le domande sulla collocazione temporale del film e sui possibili legami con i personaggi storici.

Nel trailer, comunque, ci sono diversi richiami che chi conosce bene i giochi riconosce al volo: dal classico punto di salvataggio con la macchina da scrivere alla grafica delle munizioni, familiare a chi segue il franchise da anni.

Per Resident Evil questo è il secondo reboot cinematografico. Dopo la lunga stagione dei film con Milla Jovovich, il franchise aveva già provato a rilanciarsi nel 2021 con Resident Evil: Welcome to Raccoon City, accolto in modo piuttosto diviso da pubblico e critica.

Nemmeno il tentativo seriale di Netflix è riuscito davvero a rimettere in moto il marchio sul piccolo schermo, e infatti si è chiuso in fretta.

Il nuovo film arriva così in un momento delicato. Da un lato c’è la voglia di vedere finalmente un Resident Evil che funzioni davvero al cinema. Dall’altro c’è una fanbase attentissima alla fedeltà verso il materiale originale.

Le prime reazioni online al trailer fotografano bene questa spaccatura. Una parte dei fan si dice delusa per l’assenza, almeno nel trailer, di figure iconiche come Leon, Claire o Jill, e per il fatto che il film non sembri adattare direttamente uno dei giochi più amati dell’intera saga.

Altri, invece, trovano interessante proprio questa libertà creativa: l’atmosfera è tesa, il ritmo sembra aggressivo e l’impronta horror appare più marcata rispetto a molti dei precedenti tentativi live-action.

Zach Cregger, già noto per Barbarian e Weapons, ha ripetuto più volte che il suo obiettivo era prima di tutto fare un grande horror capace di reggersi anche da solo. Allo stesso tempo ha assicurato che gli appassionati dei videogiochi non usciranno delusi dal risultato finale.

A spingere l’attesa ci sono anche le prime indiscrezioni arrivate dalle proiezioni di prova, che sarebbero andate molto bene. Uno dei primi spettatori ha perfino descritto il film come una “versione horror di Fury Road”, definizione che fa pensare a un mix di tensione continua, caos e adrenalina.

Per ora il trailer non scioglie tutti i dubbi sulla timeline, ma conferma un punto preciso: questo Resident Evil vuole staccarsi in modo netto da quello che si è visto in passato. E, nel bene o nel male, ci sta già riuscendo.

GTA 6, Rockstar Games incontra il sindacato: stop al crunch

Rockstar Games: primo faccia a faccia ufficiale con il sindacato, ma crunch e licenziamenti restano sul tavolo

A luglio 2026 il Rockstar Game Workers Union (RGWU), affiliato all’Independent Workers’ Union of Great Britain, ha avuto il suo primo incontro formale con il management di Rockstar Games. Intanto il sindacato continua a chiedere all’azienda il riconoscimento volontario nel Regno Unito, mentre restano ancora senza soluzione i punti più delicati: crunch, lavoro da remoto e licenziamenti.

Grand Theft Auto V Scarica

Il passaggio più rilevante è arrivato proprio a luglio 2026, con questo primo confronto ufficiale tra il Rockstar Game Workers Union e i vertici di Rockstar Games.

Per il RGWU è stato “un passo nella giusta direzione”, l’inizio di un percorso che, nelle intenzioni del sindacato, dovrebbe portare in tempi brevi ad aprire negoziati su una serie di richieste che i lavoratori considerano centrali.

Rockstar e sindacato, cosa chiedono i dipendenti

La piattaforma del RGWU ruota attorno a cinque richieste molto nette: stop al crunch, trasparenza sugli stipendi inclusi i bonus, più flessibilità nell’organizzazione del lavoro con la possibilità di lavorare da remoto, l’impegno a non rimpiazzare il personale con tecnologie automatizzate e una tutela contro i licenziamenti.

Il punto più delicato, però, resta il crunch. Parliamo dei periodi di lavoro intensissimo, con orari che si allungano per settimane, una pratica che da anni accompagna il dibattito sull’industria dei videogiochi e che, in modo particolare, riguarda Rockstar Games.

Rockstar Games Launcher Scarica

Il Rockstar Game Workers Union chiede regole più solide per evitare questi picchi di lavoro e sostiene che ogni singola ora di straordinario debba essere pagata.

Per Rockstar Games, alle prese con uno dei lanci più attesi del decennio, questo tema ha un peso enorme, sia sul piano pratico sia su quello simbolico.

Le accuse di superlavoro hanno segnato per anni l’immagine del settore. I dipendenti di Rockstar Games vogliono evitare che il prossimo capitolo di Grand Theft Auto finisca legato alle stesse controversie.

Smart working e licenziamenti: i nodi più tesi

C’è poi un altro fronte che resta molto caldo: quello del lavoro da remoto.

I dipendenti di Rockstar Games chiedono di riavere le opzioni di smart working utilizzate negli ultimi anni, ma all’inizio del 2024 Rockstar Games aveva chiuso questa possibilità, spiegando la scelta con motivi di sicurezza.

Il clima si è fatto ancora più duro dopo i licenziamenti dell’ottobre 2025, quando oltre 30 dipendenti di Rockstar Games nel Regno Unito, in Canada e in India sono stati mandati via.

Da una parte i lavoratori e l’Independent Workers’ Union of Great Britain hanno parlato di comportamento antisindacale. Dall’altra Rockstar Games ha sostenuto che quei provvedimenti fossero collegati a gravi violazioni relative a informazioni riservate.

Cosa può succedere adesso

Per ora il Rockstar Game Workers Union continua a puntare sul riconoscimento volontario, ma ha già chiarito di ritenersi abbastanza solido da andare avanti anche con una richiesta formale o con la procedura prevista dalla legge, se dai colloqui con Rockstar Games non dovessero arrivare risultati concreti.

In precedenti ricostruzioni giornalistiche era stata perfino tirata in ballo l’ipotesi di uno sciopero prima dell’uscita di Grand Theft Auto VI.

Il confronto apertosi nelle ultime settimane tra Rockstar Games e il Rockstar Game Workers Union, quindi, non riguarda soltanto uno dei nomi più pesanti dell’industria. Potrebbe anche trasformarsi in un precedente osservato da vicino da tutto il settore.

Il caso Rockstar Games, infatti, si inserisce dentro una tendenza più ampia: il sostegno alla sindacalizzazione nel mondo dei videogiochi sta crescendo, dopo anni segnati da ristrutturazioni e tagli.

Mistborn: niente film a novembre 2026, la data riguarda altro

Mistborn, la saga fantasy di Brandon Sanderson, non sbarcherà al cinema a novembre 2026. Se stai aspettando un nuovo romanzo o, soprattutto, il primo adattamento cinematografico di Mistborn, conviene quindi abbassare un attimo le aspettative: la data circolata in questi giorni rimanda a tutt’altro.

Tabletop Simulator Scarica

Sul fronte del franchise, la novità davvero pesante resta un’altra: il film di Mistborn è ancora in sviluppo dopo l’acquisizione dei diritti del Cosmere da parte di Apple TV+ nel gennaio 2026. L’intesa, descritta da più parti come molto contesa, potrebbe diventare il tassello decisivo per mettere in piedi una grande saga fantasy divisa tra cinema e streaming.

Mistborn novembre 2026: perché la data sta creando confusione

Non c’entra il film. Il legame tra Mistborn e novembre 2026 riguarda invece il versante giochi da tavolo e giochi di ruolo dell’universo creato da Brandon Sanderson, una parte del Cosmere che sta crescendo parecchio ma che, finora, ha ricevuto meno attenzione dai media generalisti rispetto alle notizie sull’adattamento cinematografico.

A novembre 2026 uscirà infatti Mistborn: Legacy, un’avventura per gioco di ruolo inserita nel più ampio Cosmere Roleplaying Game. Il lancio arriverà insieme a un manuale base, una guida all’ambientazione e vari accessori dedicati.

Sempre nello stesso mese, e più precisamente il 18 novembre 2026, è attesa anche l’uscita di The Well of Ascension, una nuova espansione per Mistborn: The Deckbuilding Game.

Il punto è questo: novembre 2026 conta per i giochi ambientati nel Cosmere, non per il film.

A che punto è il film di Mistborn

Sul lato cinema, Mistborn è ancora nel pieno dello sviluppo. A luglio 2026 Brandon Sanderson ha detto di essere vicino a completare la sceneggiatura del primo film, ma al momento il progetto non sembra avere il 2027 come finestra realistica di uscita.

Tra riscritture dello script, scelta del regista e normali tempi di produzione, c’è ancora strada da fare.

Questo, però, non vuol dire che l’adattamento di Mistborn sia fermo. Vuol dire piuttosto che si trova in quella fase delicata in cui si decide il tono del film e si impostano le fondamenta dell’intero franchise.

Il ruolo di Brandon Sanderson e perché i fan sono ottimisti

Uno degli aspetti che ha dato più fiducia ai fan riguarda il controllo creativo rimasto nelle mani di Brandon Sanderson.

Il coinvolgimento dell’autore non è solo formale: Brandon Sanderson partecipa in prima persona come sceneggiatore e produttore, una situazione piuttosto rara per adattamenti fantasy di queste dimensioni e accolta molto bene da chi segue la saga.

Brandon Sanderson ha già lasciato trapelare anche qualche dettaglio sull’impostazione del film.

Vin dovrebbe essere un po’ più grande rispetto alla versione dei libri, quindi collocata nella tarda adolescenza, mentre per Kelsier l’obiettivo dichiarato da Brandon Sanderson sarebbe quello di trovare un attore di alto profilo.

Anche l’accordo con Apple TV+ viene letto come una mossa più ampia, e non solo in funzione di un singolo film.

Mistborn potrebbe diventare il fulcro cinematografico del Cosmere, mentre The Stormlight Archive potrebbe ritagliarsi lo spazio di grande serie TV. Per adesso, però, la notizia da tenere bene a mente è semplice: novembre 2026 riguarda giochi da tavolo e giochi di ruolo, non ancora il cinema.

Apple cresce ancora nel mercato PC: Mac +10,1% mentre il settore cala

Mercato PC: nel secondo trimestre 2026 spedizioni in calo, Apple cresce del 10,1%

Nel secondo trimestre del 2026, stando ai dati della ricerca citata in questo articolo, il mercato mondiale dei PC ha perso slancio: le spedizioni globali si sono fermate a 68,2 milioni di unità, con un calo del 4,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. È la prima flessione dopo nove trimestri consecutivi di crescita. Nello stesso arco di tempo, Apple si è mossa in direzione opposta, con spedizioni di Mac in aumento del 10,1% su base annua.

Apple, insomma, ha fatto eccezione rispetto all’andamento generale del mercato.

Le spedizioni di Mac sono arrivate a 6,7 milioni di unità, il 10,1% in più rispetto a un anno fa, e hanno portato la quota di Apple al 9,9%, sempre sulla base degli stessi dati di ricerca.

Mercato PC in calo nel secondo trimestre 2026

Alla base di questa frenata, secondo la ricerca, c’è soprattutto la carenza globale di memoria e unità di archiviazione, che ha colpito la filiera proprio mentre la domanda continuava a tenere in diversi segmenti.

La scarsità di componenti ha fatto salire i prezzi, con rincari stimati tra il 20% e il 40%, ancora una volta secondo la ricerca.

Per i produttori le conseguenze si sono viste subito: costi in aumento, listini ritoccati, margini messi sotto pressione.

Per i consumatori e per molte aziende, invece, l’effetto più evidente è stato un altro. Acquisti rimandati, soprattutto quando si trattava di modelli non indispensabili o di rinnovi che potevano aspettare ancora un po’.

Il rallentamento ha coinvolto gran parte dei grandi nomi del settore. Lenovo, HP e Dell, che restano tra gli attori principali del mercato PC, hanno tutte registrato un calo delle spedizioni nello stesso periodo, sempre secondo la stessa ricerca. Un segnale piuttosto netto: la debolezza è diffusa e non riguarda solo una nicchia o un singolo segmento.

Apple cresce controcorrente, ma non per un “MacBook Neo”

Il risultato di Apple spicca ancora di più perché arriva in un trimestre negativo per quasi tutti gli altri.

Non c’entra un presunto MacBook Neo. In alcune letture questa tenuta è stata collegata a quel nome, ma nei dati della ricerca citata non c’è alcun riscontro, e quel prodotto, molto semplicemente, non esiste.

La crescita di Apple sembra piuttosto legata a fattori già noti: una domanda ancora solida per l’attuale gamma Mac, la forza del marchio, l’integrazione con l’ecosistema Apple e l’attenzione del pubblico in vista dei prossimi aggiornamenti della linea.

Il punto è questo: Apple ha potuto contare su una base utenti più propensa a restare dentro il proprio ecosistema anche in una fase di rincari, mentre altri produttori hanno sentito più pesantemente l’effetto dei rinvii negli acquisti.

La domanda business regge e cambia anche la concorrenza

Anche con un trimestre in calo, il mercato continua ad avere alcuni appoggi importanti.

Uno dei principali è il ciclo di rinnovo aziendale legato alla fine del supporto a Windows 10, arrivata nell’ottobre 2025. A questo si aggiunge la necessità di sostituire molti notebook comprati durante il boom del lavoro da remoto del 2020.

Più avanti, poi, c’è un altro elemento da tenere d’occhio: la pressione competitiva dei portatili basati su architettura ARM. Secondo le previsioni riportate dalla ricerca, potrebbero superare un quarto del mercato PC entro il 2027. Se succedesse, gli equilibri del settore cambierebbero parecchio, con ulteriore pressione sul tradizionale mondo x86.

Per ora il quadro del trimestre resta abbastanza chiaro: il mercato dei PC ha ricominciato a raffreddarsi, ma Apple è tra le poche aziende che sono riuscite a trasformare un contesto sfavorevole in un vantaggio competitivo.

Segui @LauraCeridono su Twitter.

Ted Lasso 4 ha già una data: debutto il 5 agosto 2026 secondo un report

Per chi aspettava un segnale chiaro, adesso c’è: Ted Lasso tornerà davvero su Apple TV+ con una quarta stagione dal 5 agosto 2026. A dirlo è un nuovo report, che parla anche di una trama già impostata e di buona parte del cast pronta a rientrare.

Apple TV Scarica

Se avevi letto il finale della terza stagione come un addio vero e proprio, questo aggiornamento cambia parecchio le cose. Stando al report, il ritorno non è più un’ipotesi vaga: c’è già una data, la direzione della storia è stata fissata e gran parte del cast sarebbe già confermata. Insomma, non sembra più un progetto in bilico.

Sempre secondo il report, dentro la produzione si respira parecchio ottimismo sulla qualità dei nuovi episodi, al punto che qualcuno avrebbe tirato fuori perfino la “magia” della prima stagione.

E non è un dettaglio da poco, visto quanto sia complicato rimettere in moto una serie così amata che, per tanti spettatori, aveva già chiuso il suo percorso.

Ted Lasso stagione 4: data di uscita, trama e cast

La quarta stagione di Ted Lasso debutterà il 5 agosto 2026 su Apple TV+ e, secondo il report, avrà 10 episodi.

La pubblicazione seguirà il solito schema settimanale: sempre secondo il report, uscirà un episodio ogni mercoledì, con il finale fissato al 7 ottobre 2026.

Il punto centrale, ovviamente, resta il ritorno di Jason Sudeikis nel ruolo di Ted.

La presenza di Jason Sudeikis è sempre stata vista come indispensabile per qualunque revival della serie, e lo stesso report segnala anche il momento in cui l’attore sarebbe entrato ufficialmente nel progetto.

Senza Jason Sudeikis una vera stagione 4 non sarebbe mai esistita.

Nuova direzione per la storia

La novità più grossa riguarda l’impianto narrativo.

Secondo il report, Ted non tornerà soltanto a rifare quello che faceva prima: nella nuova stagione allenerà una squadra femminile di calcio di seconda divisione a Richmond.

È uno sviluppo che riprende e allarga una delle piste lasciate aperte dal finale della terza stagione, quando si intuiva la possibilità di costruire qualcosa attorno alla squadra femminile dell’AFC Richmond.

C’è poi un altro aspetto interessante: questa nuova direzione permette di spostare Ted in un contesto diverso senza spezzare i temi che hanno reso la serie così riconoscibile.

Non sembra la copia di ciò che abbiamo già visto. Anzi, questa scelta potrebbe aiutare lo show a scansare l’effetto déjà-vu, mettendo il protagonista dentro una situazione nuova ma ancora coerente con quello che Ted Lasso ha sempre raccontato: leadership, crescita personale, comunità e sport come spazio di cambiamento.

Cast di ritorno e nuovi ingressi

Secondo il report, accanto a Jason Sudeikis rivedremo diversi volti chiave del cast originale, fra cui Hannah Waddingham, Juno Temple, Brett Goldstein e Jeremy Swift. La nuova stagione porterà anche personaggi inediti, affidati a Tanya Reynolds, Jude Mack, Faye Marsay, Rex Hayes, Aisling Sharkey, Abbie Hern e Grant Feely.

L’insieme, tra veterani e nuovi arrivi, sembra costruito per lasciare intatta l’identità della serie e insieme aprire davvero un capitolo diverso, con dinamiche più fresche.

Se avevi paura di un’operazione mossa solo dalla nostalgia, è qui che Apple prova a far capire che il ritorno di Ted Lasso vuole essere qualcosa di più.

Perché Apple punta ancora su Ted Lasso

Per Apple TV+, Ted Lasso resta uno dei titoli di punta del catalogo.

La serie ha messo insieme 61 candidature complessive ai Primetime Emmy ed è ancora uno dei prodotti più riconoscibili della piattaforma. Per questo non sorprende che Apple TV+ voglia continuare a investire sul franchise, anche se l’annuncio della stagione 4 ha già spaccato una parte del pubblico tra entusiasmo e timore.

Da una parte c’è la voglia di ritrovare uno dei personaggi più amati degli ultimi anni. Dall’altra resta la paura di tirare troppo una storia che, per molti, si era chiusa nel modo giusto.

Ed è proprio qui che il ritorno si gioca tutto: Apple TV+ non deve soltanto rimettere Ted sullo schermo, deve convincerti che c’è ancora qualcosa di nuovo da dire.

A rendere il quadro ancora più curioso ci sono poi le voci secondo cui Jason Sudeikis potrebbe avere in testa un nuovo arco narrativo di tre stagioni, lasciando intendere che il futuro di Ted Lasso potrebbe spingersi ben oltre il 2026.

Per adesso, però, restano indiscrezioni non confermate. Bisogna solo aspettare per capire se Ted Lasso andrà davvero oltre questa nuova stagione.

Intanto il messaggio è chiaro: Ted è tornato, e Apple TV+ vuole far passare l’idea che non sarà soltanto una reunion nostalgica.