OpenAI e Getty Images hanno annunciato oggi un accordo pluriennale che permetterà a ChatGPT di mostrare immagini con licenza Getty nelle funzioni di ricerca e scoperta. Le due aziende hanno chiarito un punto subito, senza lasciare spazio a equivoci: l’intesa riguarda la visualizzazione e il licensing, non l’impiego dei contenuti di Getty Images per addestrare i modelli.
Tradotto in termini pratici, per chi usa ChatGPT questo significa risultati visivi più affidabili e una provenienza dichiarata in modo chiaro. Per Getty Images, invece, si apre un nuovo canale di ricavi legato alle piattaforme conversazionali.
C’è poi un aspetto che conta quanto l’annuncio stesso: capire che cosa questa intesa tra OpenAI e Getty Images non include.
L’addestramento dei modelli resta fuori. OpenAI e Getty Images lo hanno specificato in modo esplicito: i contenuti di Getty Images non saranno usati da OpenAI per il training. Si tratta quindi di un accordo di visualizzazione e licensing, non di un accesso all’archivio finalizzato a sviluppare o addestrare i sistemi.
Getty Images in ChatGPT: cosa prevede l’accordo
In base a quanto annunciato da OpenAI e Getty Images, l’archivio fotografico di Getty potrà apparire nelle risposte di ChatGPT quando sarà pertinente alla richiesta fatta dall’utente.
Le immagini, hanno spiegato le due società, verranno mostrate con attribuzione. E non è un dettaglio secondario, anzi. In una fase in cui la provenienza dei contenuti è diventata un tema delicato per piattaforme, editori e creator, sapere subito da dove arriva ciò che ChatGPT mostra fa una differenza concreta. È uno dei punti più interessanti dell’accordo, proprio perché l’attribuzione rende immediatamente leggibile l’origine del contenuto.
Sui termini economici dell’operazione, invece, le due aziende non hanno diffuso dettagli.
Questo rende complicato capire quale potrà essere l’effetto reale sui conti di Getty Images nel lungo periodo, anche se il mercato ha reagito con entusiasmo all’idea che il licensing per le piattaforme conversazionali possa diventare una linea di business più rilevante del previsto.
Il mercato scommette sul valore del licensing
La reazione degli investitori è stata immediata: nel pre-market del 22 giugno 2026 il titolo Getty Images è arrivato a segnare un rialzo fino al 200%.
Un balzo che riflette l’attesa per altri accordi dello stesso tipo e, soprattutto, la convinzione che gli archivi professionali possano tornare al centro del sistema dei motori di risposta e dei nuovi servizi di ricerca.
Per Getty Images, questa intesa ha anche un peso strategico evidente.
Fino a pochi anni fa l’azienda era infatti tra i nomi più esposti sulla linea dura contro l’uso non autorizzato delle immagini, come mostrava la causa avviata nel 2023 contro Stability AI. Oggi il segnale sembra diverso: non soltanto scontro legale, ma anche la scelta di monetizzare il proprio catalogo attraverso accordi strutturati con le grandi piattaforme.
Un trend che può allargarsi a news, musica e intrattenimento
L’operazione, del resto, non nasce dal nulla.
Getty Images aveva già siglato un accordo simile con Perplexity nel 2025, e questa mossa si inserisce in una tendenza più ampia: le piattaforme cercano sempre di più fonti premium, con licenze chiare, per abbassare il rischio di contenziosi sul copyright e, allo stesso tempo, rendere più affidabili i risultati mostrati agli utenti.
È anche per questo che molti osservatori vedono in questa partnership un possibile precedente per altri settori basati su diritti gestiti, dalle news alla musica, fino all’intrattenimento.
Le somiglianze con altri accordi di licensing già visti nel mondo dell’AI ci sono, e si notano. Ma l’intesa con OpenAI sembra spingersi un passo oltre, perché porta l’archivio di Getty Images direttamente dentro l’esperienza di risposta di ChatGPT.
Restano comunque parecchie domande aperte: non è ancora chiaro come verranno remunerati fotografi e contributori, se saranno previsti meccanismi di opt-out e quale impatto potranno avere accordi di questo tipo sul dibattito più ampio che riguarda attribuzione, proprietà intellettuale e regole del settore.
Per ora, però, il segnale più netto è questo: l’archivio di Getty Images si è appena ritagliato un nuovo spazio di primo piano, dentro le risposte di ChatGPT.