Dungeons & Dragons ha ufficialmente una nuova serie a fumetti: Dungeons & Dragons: Total Party Killers. È una miniserie in quattro numeri pubblicata da Dark Horse Comics, e il primo albo è uscito il 22 luglio 2026.
Qui non si segue l’ennesima classica compagnia di avventurieri. La storia mette in primo piano un gruppo di mostri che, dopo la morte del loro padrone, un mago, prova a restare vivo e a guadagnarsi la libertà.
Attorno a loro, ovviamente, si scatena anche la corsa al bottino lasciato dal defunto incantatore, con tutto il caos che una campagna di D&D promette quando le cose iniziano a sfuggire di mano.
Il centro di Dungeons & Dragons: Total Party Killers è proprio questo party fuori asse, formato da alcune delle creature più iconiche del gioco di ruolo.
Nel gruppo ci sono un licantropo, un cubo gelatinoso, un mind flayer, un death knight e perfino un baby beholder. Basta questo elenco per capire subito dove vuole andare la serie: un tono più ironico, più imprevedibile, meno vicino alle solite avventure fantasy.
L’idea, in fondo, è ribaltare l’immaginario classico di Dungeons & Dragons e guardarlo da un altro lato.
Qui i mostri non sono il boss di fine dungeon o l’ostacolo da abbattere prima dei titoli di coda. Diventano personaggi veri, costretti a stare insieme anche se hanno differenze enormi, istinti inconciliabili e obiettivi che spesso vanno in direzioni opposte. Nelle intenzioni del progetto, da questo attrito nasce una miscela di umorismo, combattimenti e una complicità piuttosto insolita.
C’è poi Valindra Shadowmantle, nome che i fan di lunga data di Dungeons & Dragons riconosceranno subito e personaggio già ben presente nella lore del gioco. Il suo inserimento lascia pensare a un legame più diretto con l’universo narrativo ufficiale del brand, quindi a qualcosa che va oltre la semplice gag del “party di mostri”.
La serie è scritta da Christopher Hastings, con disegni di Denis Medri, colori di Dan Jackson e lettering di Lucas Gattoni.
Hastings ha raccontato il progetto come un’occasione per riprendere i mostri più celebri di Dungeons & Dragons da un punto di vista diverso, spingendo sia sulle gag sia sui rapporti inattesi tra personaggi che, almeno sulla carta, non dovrebbero funzionare insieme.
L’uscita di Dungeons & Dragons: Total Party Killers conta anche per un altro motivo, stavolta editoriale.
Dopo il passaggio della licenza dei fumetti di Dungeons & Dragons da IDW Publishing a Dark Horse Comics nel 2025, questa miniserie è una delle prime mosse concrete del nuovo corso. Per chi legge, vuol dire soprattutto l’inizio di una fase creativa nuova per un marchio che, negli ultimi anni, ha cercato di allargarsi parecchio oltre il tavolo da gioco.
Il debutto arriva infatti in un momento in cui il franchise si sta espandendo su più fronti.
Oltre ai fumetti, continuano a circolare notizie sui progetti live-action legati a Dungeons & Dragons, compresa una serie Netflix e una possibile produzione HBO collegata al fenomeno Baldur’s Gate 3.
Dentro questo quadro, Dungeons & Dragons: Total Party Killers sembra una scelta azzeccata: è subito riconoscibile per chi conosce già il mondo di D&D, ma resta abbastanza accessibile e abbastanza strana da incuriosire anche chi non ha mai tirato un dado a venti facce.
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