Se usiamo Zoom, tocca aggiornare l’applicazione quanto prima. Il motivo, come molte altre volte, è la sicurezza, perché i ricercatori di A Security hanno scoperto una vulnerabilità che permetteva a un altro partecipante di prendere il controllo di un dispositivo durante una qualsiasi videochiamata. Come l’hanno trovata? Molto semplice, con meno di 20 prompt inviati a modelli di intelligenza artificiale, uno dei quali disponibile pubblicamente.
Una videochiamata poteva bastare per prendere il controllo
Secondo quanto spiegano in A Security, il problema era nel sistema di annotazioni di Zoom, lo strumento che ci permette di disegnare sullo schermo durante una riunione. Un messaggio preparato con questo obiettivo poteva far sì che venisse eseguito codice da remoto sul dispositivo di un altro partecipante, in modo silenziOSo e con il solo requisito di essere presenti alla chiamata.
L’errore era presente in Windows, macOS, Linux, Android e perfino iOS. Con questo sistema, l’attaccante poteva accedere ai dati del dispositivo, attivare la videocamera o il microfono e, peggio ancora, installare malware. Il rischio riguardava praticamente qualsiasi dispositivo compatibile con l’applicazione.
La cosa più sorprendente è che A Security afferma di avere messo a punto un exploit funzionante in meno di 24 ore. Abbiamo già visto come certi hacker usano l’IA per controllare computer, mentre Zoom integra anche l’intelligenza artificiale nella sua piattaforma. Arrivare però a un attacco di questo tipo con soli 20 messaggi a un’IA mette in evidenza l’importanza della sicurezza in un momento in cui nulla sembra abbastanza sicuro.
Zoom ha già pubblicato l’aggiornamento necessario, quindi aggiornare l’app chiude la vulnerabilità e ci permette di continuare a usare Zoom con la protezione più recente disponibile. Almeno, finché un’altra IA non tornerà alla carica.