Instagram 6.0: l’aggiornamento di troppo?

L’ultimo aggiornamento di Instagram era davvero necessario? Potrebbe avere delle amare conseguenze sulla sua usabilità? A mio avviso… sì.

Aggiungere continuamente nuove opzioni di editing non è sempre la soluzione ideale e, a mio parere, questa versione 6.0 di Instagram perde buona parte della sua intuitività.

Instagram ha appena portato a termine un aggiornamento importante della sua app per iPhone e Android (il servizio è disponibile anche per Windows Phone 7).

Qual è l’obiettivo? Far sì che Instagram 6.0 sia la tua sola e unica app di foto ritocco. Tra l’altro, i team di sviluppo sono ormai riusciti a superare i loro rivali più agguerriti, ovvero VSCO Cam (AndroidiPhone), Snapseed (AndroidiPhone) o ancora Pixlr Express (AndroidiPhone).

Secondo un recente studio condotto dalla banca d’investimento Piper Jaffrey, Instagram è il social network preferito dagli adolescenti americani. Questo eccellente risultato deriva in parte dalla sua facilità di utilizzo. L’aggiornamento alla versione 6 cambierà qualcosa?

Nuove opzioni di editing

L’aggiornamento di Instagram riguarda in realtà una sola schermata dell’app: quella della scelta dei filtri. Come puoi vedere dalle due foto che seguono, per integrare le nuove opzioni i team di sviluppo non hanno esitato a modificare l’interfaccia.

Ecco un breve video di presentazione delle nuove possibilità di Instagram 6 installato su un iPhone 4S.


Instagram prima e dopo l’aggiornamento su un iPhone 4S

Le miniature dei filtri sono state ingrandite ma, in compenso, le opzioni per sfocare, aggiungere una cornice e ritagliare l’immagine spariscono dalla schermata. Il pulsante Lux, che ti consente su aumentare la luminosità e il contrasto di una foto, rimane nello stesso posto. Oltre a queste modifiche, bisogna notare 2 evoluzioni importanti:

  • Potrai ora effettuare un doppio tap sul filtro che intendi scegliere per controllare la sua intensità su una scala da 0 a 100. In questa stessa schermata si nasconde l’icona della cornice.

Ora è possibile modificare l’intensità dei filtri Instagram

  • Il simbolo della chiave inglese nasconde una serie di opzioni di editing. Dalla saturazione agli effetti di sfocatura passando per il ritaglio, si contano almeno 10 cursori personalizzabili.

Una serie di opzioni che probabilmente non serviranno a niente

È davvero così utile avere tante opzioni di modifica per foto che poi saranno comunque compresse prima di essere pubblicate? Personalmente, ho faticato a ritrovare i miei automatismi in questo nuovo Instagram mentre, prima dell’aggiornamento, era molto più semplice ritagliare l’immagine o aggiungerci una cornice.

Risulta ora molto più complicato aggiungere una cornice a una foto

Al momento uso davvero poco queste 10 nuove opzioni di editing. La sfocatura, le cornici e i filtri erano già ampiamente sufficienti. Non ho nessuna intenzione di effettuare ulteriori passaggi per postare un contenuto.

Ad ogni modo, alcuni pulsanti come il cursore In breve, non hanno praticamente alcun effetto.

Il team di Instagram hanno aggiunto queste opzioni solo per rendere l’applicazione più professionale? Penso che sia così…

L’aggiornamento per superare VSCO Cam e le altre app

Passo un sacco di tempo a testare tutte le app di foto per smartphone e non sono sicuramente il solo. Per un lungo periodo gli utenti esperti di Instagram ritoccano le loro immagini con app terze prima di postarle.

I professionisti optano per una tecnica ancora più radicale: preparano i loro contenuti su PC o Mac, li importano sullo smartphone e poi pubblicano tutto su Instagram (vedi il nostro tutorial Come importare contenuti dal tuo PC).

L’aggiornamento di Instagram permetterà a queste persone di passare per un’app terza e di modificare le loro immagini con le opzioni originarie di Instagram? Ne dubito fortemente.

VSCO Cam, per citarne una, è da tempo riconosciuta come la migliore utility per rendere più suggestive le proprie immagini. Questo servizio propone filtri di qualità superiore e le opzioni di cattura delle foto sono più complete; mi riferisco in particolare alla possibilità di separare esposizione e messa a fuoco mentre si scatta la foto.

VSCO Cam, probabilmente la migliore app di foto ritocco sul mercato

Che dire poi degli altri utenti che non conoscono tutte queste app di foto ritocco? Forse non si avventureranno nelle impostazioni avanzate di Instagram. I diversi filtri proposti correggono già tutte le imperfezioni più comuni (luminosità troppo bassa, contrasto troppo elevato e via dicendo).

Per tutte queste ragioni, mio caro Instagram, rimango convinto del fatto che questo aggiornamento non sia davvero necessario. Perchè te la prendi direttamente con le altre app di fotoritocco quando la maggior parte degli utenti finiscono per postare le loro foto o i loro video sul tuo social network?

Se anche tu, come me, ami Instagram, non esitare a consultare la nostra guida completa per sapere tutto sul sociale network delle foto.

[Articolo originale di Baptiste Brassart su Softonic FR]

I 5 grandi problemi di Android: Google li risolverà?

Android è un ottimo sistema operativo, ma ci sono delle cose da sistemare, dettagli che fanno innervosire chi lo usa ogni giorno. Quali sono i principali problemi?

Android è il sistema operativo più utilizzato sugli smartphone. Il suo sviluppo dipende da Google, che fornisce ai produttori una versione base che sarà poi modificata.

Ho chiesto ai nostri lettori quali sono i problemi di Android che li infastidiscono di più. Ho fatto una lista dei 5 più comuni ed ho fornito delle soluzioni che Google potrebbe implementare nelle future versioni di Android.

Non è possibile rimuovere le applicazioni installate di fabbrica

Ogni produttore può installare le proprie applicazioni su Android e non vi è alcun modo, semplice e immediato, per eliminarle. Nelle ultime versioni di Android puoi disattivarle, ovvero nasconderle, ma se vuoi eliminarle dovrai eseguire il root del telefono (ed ottenere privilegi come se fossi l’amministratore in Windows).

Ci sono applicazioni che non puoi rimuovere, ma solo disattivare (e ciò solo su Android 4)

È colpa di Google? Sì e no. Essendo un sistema aperto, chiunque lo può modificare, è vero. Ma è anche vero che Google potrebbe facilitare l’acquisizione di privilegi di amministratore, senza dover cambiare il sistema operativo o rischiare di invalidare la garanzia.

Non si può scegliere a quale funzione abbassare il volume

Se abbassi il volume al telefono, lo togli a tutto. Quando metti la modalità vibrazione, tutto vibra. Non puoi decidere, per esempio, di abbassare la suoneria di WhatsApp ma di mantenere la suoneria del telefono a tutto volume. Il controllo dei livelli dei suoni dipende dalle impostazioni di ogni applicazione o dal produttore.

SmartVolume ti consente di cambiare il volume delle chiamate e delle notifiche separatamente

Ciò che ora può essere fatto solo con applicazioni come SmartVolumeLightFlow dovrebbe essere integrato nelle future versioni di Android. Da non dimenticare la modalità Non disturbare, un’altra caratteristica che non è presente negli Android di base e che per ora puoi aggiungere con applicazioni come Do Not Disturb.

Non poter controllare le autorizzazioni di ogni applicazione

Su Android non puoi controllare i permessi di ogni app. Quando ne installi una nuova, Android ti informa delle autorizzazioni necessarie, ma puoi accettarle o rifiutarle in blocco. Non hai la possibilità scegliere. Questo è più facile, ma ti dà meno controllo sulla sicurezza.

Con AppOps puoi decidere quali autorizzazioni accettare e quali negare per ogni app

Google aveva introdotto una funzionalità denominata AppOps che ti consentiva di scegliere quali autorizzazioni usare o meno attraverso degli interruttori, ma è stata rimossa, forse per evitare problemi con gli autori (a nessuno piace che la propria pubblicità venga disattivata). Per ora, puoi solo riattivare AppOps con delle applicazioni non ufficiali.

Il cellulare ha poco spazio di archiviazione e non usa bene la scheda SD

La varietà di telefoni Android è incredibile e lo stesso si può dire della quantità di spazio che offrono. Alcuni telefoni hanno così poca memoria interna che dopo l’installazione di quattro applicazioni compare il temuto messaggio Spazio in esaurimento. A quel punto ti tocca eliminare i file o usare delle utility che spostano le applicazioni sulla scheda SD.

FolderMount risolve i problemi della memoria interna, ma richiede il root…

È molto grave che Android non preveda lo spostamento completo di un’app sulla scheda SD, né fornisca un’opzione per installarle tutte di default sulla memoria esterna. La risposta a questo enigma sta nella varietà di applicazioni e di telefoni Android: un’opzione di questo tipo per tutti potrebbe generare dei problemi. Ma non costa nulla aggiungere una funzione sperimentale.

Non c’è ancora l’integrazione nativa con il desktop

Una delle applicazioni più popolari per Android è AirDroid, che ti consente di usare il cellulare da un browser, accedere ai file e così via. Android non offre nulla di simile di fabbrica. Un’altra applicazione che sta avendo molto successo è Pushbullet, che permette lo scambio di file, collegamenti e notifiche con Windows.

Pushbullet è un’applicazione per scambiare dati tra telefono e PC

Anche in questo caso, Google lascia la decisione ai produttori e agli sviluppatori. Non esiste, per esempio, una suite di sincronizzazione ufficiale, bensì utility come Kies o LG PC Suite. Google dispone delle infrastrutture per fare qualcosa di simile a Kies, AirDroid o Pushbullet, perciò che questo venga implementato non dipende solo dai produttori di Android.

Alla fine la colpa è di tutti e di nessuno

Quando succede qualcosa con un iPhone o un Lumia, il responsabile è chiaro: Apple o Microsoft. Tuttavia, se hai un Android e la batteria del telefonino dura poco, o se il browser è lento, le cose non sono più così chiare. Puoi dare la colpa al produttore, a Google o all’autore dell’applicazione per non averla ottimizzata su migliaia di telefoni diversi.

Il mondo Android è così frammentato che è difficile distinguere tra i problemi che dipendono da Google o da altri. Se Samsung aggiunge molte applicazioni inutili, per esempio, la colpa non è di Google. Tuttavia è vero che Google potrebbe facilitare la rimozione di quelle app.

Se Google non ha ancora risolto questi problemi è perché la soluzione potrebbe generare malcontento ed enormi problemi per i produttori e gli autori. Android si sta avvicinando a un limite che può essere superato solo attraverso un’unificazione forzata. Purtroppo non può essere il sistema operativo di tutti e accontentare tutti allo stesso tempo.

Sarà Android L la soluzione a questi problemi?

[Adattamento di un articolo originale di Fabrizio Ferri-Benedetti su Softonic ES]