Negli ultimi giorni, TBH: Task Bar Hero si è preso la scena su Steam ed è diventato uno dei casi più inattesi dell’estate. Questo free-to-play ha raggiunto un picco di oltre 546.130 giocatori contemporanei, stando ai dati mostrati da Steam, e ha scalato in fretta la classifica dei titoli più giocati sulla piattaforma di Valve. Ma l’ascesa di TBH: Task Bar Hero si è portata dietro fin dall’inizio una polemica pesante: molti utenti raccontano di essersi ritrovati un Game Ban permanente sul profilo Steam senza aver davvero barato e, in parecchie segnalazioni, vengono tirate in ballo anche applicazioni lasciate aperte in background che fino a quel momento erano considerate del tutto innocue.
TBH: Task Bar Hero su Steam: record sì, ma anche molte polemiche
Per capire da dove nasce un boom del genere basta guardare come funziona il gioco. TBH: Task Bar Hero è un idle RPG pensato per stare direttamente nella barra delle applicazioni del PC e ti lascia andare avanti anche mentre lavori, navighi o fai altro. L’idea è semplice, immediata, e si presta benissimo a chi vuole fare progressi senza stare lì a dedicargli tutta l’attenzione.
Il problema è che, anche se a prima vista TBH: Task Bar Hero sembra quasi un’esperienza da single player, dentro c’è anche un’economia collegata al Marketplace di Steam. Gli oggetti ottenuti durante le partite possono essere venduti, quindi il tempo speso in gioco può trasformarsi in un guadagno reale.
Qui sta il punto. Ed è anche il motivo per cui entra in scena un anti-cheat così aggressivo: secondo gli sviluppatori di TBH: Task Bar Hero, il rischio di bot, farming automatico e abusi del sistema è molto più alto del normale.
False ban e un’etichetta pubblica sul profilo Steam
Le proteste dei giocatori non riguardano solo la perdita dell’accesso o dei progressi. Su Steam, infatti, un Game Ban può comparire come etichetta pubblica sul profilo, e questa cosa ha effetti diretti sulla reputazione dell’account.
Da lì le lamentele si sono alzate subito di tono. Diversi utenti sostengono che a far scattare il rilevamento siano stati software che non hanno nulla a che vedere con il cheating, con il risultato di ban vissuti come ingiusti.
Anche la pagina Steam del gioco racconta bene l’aria che si respira in queste ore. Nonostante numeri da fenomeno virale vero e proprio, TBH: Task Bar Hero ha una valutazione “Nella media” sulla sua pagina Steam, e molte recensioni negative puntano il dito soprattutto contro ban ritenuti errati, bug e problemi di stabilità dei server.
Server sotto pressione, marketplace spento per il momento
Il successo improvviso ha messo in difficoltà anche l’infrastruttura del gioco. Nugem Studio e Tesseract Studio hanno ammesso i problemi tecnici e si sono scusati pubblicamente per l’instabilità, spiegando che l’ondata di nuovi utenti, insieme all’attività dei bot usati per il farming, ha peggiorato ancora di più la situazione.
Per contenere i danni, Nugem Studio e Tesseract Studio hanno anche disattivato temporaneamente il marketplace interno. Una scelta che fa capire quanto l’economia del gioco pesi nella gestione di questa emergenza.
La risposta degli sviluppatori
Sul tema dei ban, gli autori di TBH: Task Bar Hero hanno difeso il sistema spiegando di aver esteso la raccolta dei dati prevista nei termini di servizio, così da individuare meglio i comportamenti illeciti. Gli sviluppatori hanno anche ribadito che le sanzioni non vengono assegnate “a caso” e hanno parlato di una politica a due strike per gli account che usano programmi di terze parti non autorizzati.
Resta però il nodo vero della questione: la fiducia dei giocatori. Finché resterà la paura di ricevere un ban permanente per software considerati innocui, il successo di TBH: Task Bar Hero rischia di restare legato a doppio filo alla polemica.
Nel frattempo il caso ha attirato attenzione anche in Corea del Sud, dove TBH: Task Bar Hero sembra avere una community importante e dove si discute anche di possibili legami dello studio con il mercato locale. E allora il punto diventa anche etico: fino a che punto è accettabile spingere su un anti-cheat così aggressivo, con una raccolta dati più estesa e il rischio di ritrovarsi un marchio pubblico sul profilo Steam, pur di difendere l’economia del gioco?