Xbox Game Pass frena: per Mike Brown il modello non è sostenibile

Xbox Game Pass, il servizio in abbonamento di Microsoft, negli ultimi mesi non ha centrato i traguardi di crescita fissati dall’azienda. E per Mike Brown, ex creative director di Forza Horizon 5, il nodo è abbastanza chiaro: ai prezzi con cui era stato lanciato, il modello non sta in piedi. Brown lo ha definito “una buona idea” dal punto di vista dei giocatori, ma ha anche aggiunto che gli utenti disposti a pagare abbastanza perché il business funzionasse davvero erano troppo pochi.

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Le sue parole arrivano in una fase tutt’altro che semplice per Microsoft. Da mesi circolano indiscrezioni secondo cui la crescita degli abbonati è rimasta ben sotto le aspettative, e Game Pass viene citato sempre più spesso come uno dei punti più delicati del riassetto in corso nella divisione gaming.

Xbox Game Pass non ha centrato gli obiettivi di crescita

Stando alle informazioni emerse negli ultimi mesi, Xbox Game Pass si sarebbe fermato a circa 30 milioni di abbonati nel luglio 2026. È meno dei 34 milioni riportati all’inizio del 2024 e, soprattutto, è un numero lontanissimo dal traguardo interno di 77 milioni entro il 2026.

Basta guardare questi dati per capire perché, dentro Xbox, il servizio non venga più presentato come il motore capace di riscrivere il mercato. Il cambio di tono nasce lì. Conta la distanza fra quello che ci si aspettava e quello che è successo davvero.

Microsoft, del resto, il rallentamento lo ha ammesso pubblicamente. Asha Sharma guida Xbox e ha dichiarato che Game Pass “non è cresciuto al ritmo che ci aspettavamo” e che è diventato “troppo costoso per i giocatori”. Non è una frase da poco, soprattutto per una strategia che per anni era stata raccontata come centrale nel futuro del brand.

Gli aumenti di prezzo avrebbero inciso sugli abbonamenti

Uno dei temi più discussi resta il prezzo. In base alle ricostruzioni circolate negli ultimi mesi, l’aumento del 50% del piano Ultimate, introdotto nell’ottobre 2025, avrebbe causato la perdita di milioni di utenti. Sempre secondo quelle stesse ricostruzioni, Microsoft sarebbe poi tornata indietro nell’aprile 2026, abbassando di nuovo il costo dell’abbonamento.

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Il punto, però, è quello sollevato da Mike Brown. Se il servizio funziona solo finché resta molto conveniente per chi lo usa, ma a quel prezzo non produce abbastanza valore per l’azienda, tenere in equilibrio il sistema diventa complicato.

La strategia Xbox sta cambiando

I segnali di questo cambio di direzione si vedono già. Microsoft ha introdotto nuovi piani tariffari e ha anche comunicato che i prossimi Call of Duty non arriveranno più al day one su Game Pass.

È una scelta che rompe con l’impostazione più aggressiva seguita fin qui. Dietro, almeno stando a quanto è emerso negli ultimi mesi, ci sarebbero dubbi sempre più forti sulla capacità reale del servizio di spingere gli abbonamenti e, insieme, sostenere le vendite di console e di giochi premium.

Il dibattito sul valore dei giochi e la ristrutturazione Xbox

I dubbi non nascono solo dai numeri. Da tempo alcuni sviluppatori e dirigenti, sia dentro sia fuori Microsoft, sostengono che i lanci in abbonamento al day one possano abbassare il valore percepito dei giochi. Un ex responsabile di studio avrebbe perfino definito questo approccio una “corsa verso lo zero”.

Nel frattempo, il quadro economico resta poco chiaro. Diversi team indipendenti hanno raccontato che i fondi legati a Game Pass sono stati utili, ma continuano a mancare informazioni davvero trasparenti sulle formule di compensazione e su come vengano distribuiti i ricavi, soprattutto fra produzioni first-party e third-party.

E tutto questo succede mentre Microsoft sta riorganizzando in profondità il suo business gaming. Secondo i piani dell’azienda, entro l’anno fiscale 2027 sono previsti 3.200 tagli e la cessione di alcuni studi.

Messi insieme, questi elementi fanno sembrare la frenata di Xbox Game Pass qualcosa di più di un semplice passo falso commerciale. Sembra uno dei punti chiave del momento difficile che Xbox sta attraversando. La domanda, a quel punto, è quasi inevitabile: fino a che punto puoi spingere un modello in abbonamento se non cresce abbastanza, rischia di abbassare il valore percepito dei giochi e si trova nel mezzo di una ristrutturazione di queste dimensioni?

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Author: Jesús Bosque

{ "de-DE": "Ich bin Journalist mit über 30 Jahren Erfahrung in Videospielen und Technologie. Obwohl Videospiele schon immer mein Fachgebiet waren, habe ich begonnen, auch die komplexen Strukturen von Projektmanagement-Tools wie Asana sowie die Automatisierungen mit Make.com und N8N zu entdecken und zu genießen.", "en-US": "I’m a journalist with more than 30 years of experience in video games and technology. Although my specialty has always been video games, I’ve recently started enjoying exploring the intricacies of project-management tools like Asana, as well as automations with Make.com and N8N.", "es-ES": "Soy periodista con más de 30 años de experiencia en videojuegos y tecnología. Aunque mi especialidad siempre ha sido el videojuego, he empezado a disfrutar también de descubrir los laberintos de los programas de project management como Asana y las automatizaciones de make.com y de N8N", "fr-FR": "Je suis journaliste avec plus de 30 ans d’expérience dans le jeu vidéo et la technologie. Bien que ma spécialité ait toujours été le jeu vidéo, j’ai commencé à prendre plaisir à explorer également les méandres des outils de gestion de projet comme Asana, ainsi que les automatisations avec Make.com et N8N.", "it-IT": "Sono un giornalista con oltre 30 anni di esperienza nei videogiochi e nella tecnologia. Anche se la mia specialità è sempre stata il videogame, ho iniziato a divertirmi anche a scoprire i meccanismi degli strumenti di project management come Asana e delle automazioni con Make.com e N8N.", "ja-JP": "", "nl-NL": "Ik ben een journalist met meer dan 30 jaar ervaring in videogames en technologie. Hoewel videogames altijd mijn specialiteit zijn geweest, ben ik ook begonnen te genieten van het verkennen van de ingewikkelde wereld van projectmanagementtools zoals Asana en van automatiseringen met Make.com en N8N.", "pl-PL": "Jestem dziennikarzem z ponad 30-letnim doświadczeniem w grach wideo i technologii. Choć moją specjalizacją zawsze były gry wideo, ostatnio zacząłem również czerpać przyjemność z odkrywania zawiłości narzędzi do zarządzania projektami, takich jak Asana, oraz automatyzacji w Make.com i N8N.", "pt-BR": "Sou jornalista com mais de 30 anos de experiência em videogames e tecnologia. Embora meu foco sempre tenha sido os videogames, recentemente passei a gostar de explorar também os labirintos de ferramentas de gestão de projetos como o Asana e das automações com Make.com e N8N.", "social": { "email": "jesus.bosque@softonic.com", "facebook": "", "twitter": "", "linkedin": "" } }