Chrome: su Canary spunta Ask Gemini accanto al testo selezionato
Google sta testando in queste ore, in una build sperimentale di Google Chrome Canary, cioè la versione di prova del browser, una barra flottante che compare quando selezioni parole o frasi su una pagina web. Dentro c’è anche il pulsante “Ask Gemini“, quindi un accesso diretto a Gemini, l’assistente AI di Google.
Gemini si sta infilando sempre di più dentro Google Chrome, e presto questa presenza potrebbe diventare ancora più immediata.
Google non ha ancora annunciato nulla in via ufficiale, ma da come la funzione si presenta in Chrome Canary si capisce abbastanza bene dove vuole andare il browser. L’idea sembra essere quella di rendere Gemini una presenza fissa durante la navigazione, senza obbligarti ad aprire nuove schede o a passare in continuazione da un menu all’altro.
Il test avvistato in Chrome Canary aggiunge una piccola toolbar contestuale con quattro elementi principali: “Ask Gemini”, “Copy”, “Share” e il menu con i tre puntini. In pratica, ti basta evidenziare una parte di testo su una pagina e il pop-up compare subito, proprio accanto alla selezione.
Il tasto che attira di più l’attenzione, ovviamente, è “Ask Gemini”. Se lo tocchi, si apre il pannello laterale di Gemini con il testo selezionato già inserito in automatico come prompt, almeno per quello che si vede ora in Chrome Canary. Per chi lo usa spesso vuol dire un passaggio in meno rispetto al solito copia e incolla, o al clic destro con la voce dedicata.
Se durante la navigazione usi spesso Gemini, il vantaggio si capisce al volo: puoi chiedere una spiegazione su un paragrafo, farti riassumere un passaggio oppure approfondire un concetto senza interrompere troppo il ritmo della lettura.
Ed è anche qui che può nascere il problema. La stessa caratteristica che rende utile questo strumento potrebbe farlo diventare fastidioso. Se la barra dovesse spuntare ogni volta che selezioni del testo, rischierebbe di risultare invasiva, soprattutto per chi evidenzia spesso frasi solo per copiarle, confrontarle o leggerle meglio.
Google, comunque, sembra averlo messo in conto. Nel menu dei tre puntini compaiono infatti opzioni come “Hide for this site” e “Settings”, sempre all’interno della build sperimentale di Chrome Canary. Al momento, però, “Settings” non porta a controlli specifici per Gemini, ma alle impostazioni generali dei contenuti di Google Chrome. Un segnale piuttosto chiaro del fatto che la funzione sia ancora agli inizi.
Questo esperimento, in ogni caso, non arriva dal nulla. Negli ultimi mesi Google ha aggiunto diversi punti di accesso a Gemini dentro Google Chrome: dalla scorciatoia “@gemini” nella barra degli indirizzi alla voce “Ask Gemini” nel menu contestuale del clic destro, fino a un pulsante dedicato nella toolbar, già comparso in altri test.
L’obiettivo sembra abbastanza chiaro: trasformare Gemini in un livello sempre disponibile del browser. Già oggi il pannello laterale può aiutarti a riassumere pagine, confrontare informazioni tra schede e interagire con servizi Google come Gmail e Calendar. In alcuni test limitati negli Stati Uniti sono apparse anche funzioni più autonome, per esempio nella compilazione di moduli o nella gestione delle prenotazioni.
Fin qui, il riscontro generale degli utenti è stato piuttosto buono: meno cambi di scheda e più velocità nelle attività di tutti i giorni. Restano però i dubbi sulla privacy, perché per funzionare davvero bene l’assistente deve poter leggere il contenuto della pagina aperta.
La disponibilità di Gemini in Google Chrome si è già allargata a molte aree del mondo, tra cui Stati Uniti, Canada, India, Nuova Zelanda, America Latina, Africa, Medio Oriente e Asia-Pacifico. L’Europa, invece, continua a muoversi più lentamente: il lancio è ancora incompleto e, secondo diverse ricostruzioni, il motivo sarebbe legato ai vincoli imposti dal Regolamento generale sulla protezione dei dati, cioè il GDPR.
Per ora, comunque, si parla di indiscrezioni che Google non ha confermato ufficialmente. Bisognerà vedere se questa barra flottante con Ask Gemini finirà davvero nella versione stabile di Google Chrome.