L’amministrazione Trump ha rimesso mano, stando alla National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA), al programma satellitare geostazionario GeoXO della stessa agenzia. Il piano ora prevede una costellazione più piccola, da sei satelliti a quattro, e l’eliminazione di diversi sensori avanzati. Tra le conseguenze più pesanti ce n’è una che riguarda da vicino il monitoraggio degli incendi boschivi: uno degli strumenti più promettenti per seguire dall’alto il fumo rischia di sparire.
Tra i tagli più pesanti c’è, sempre in base alla documentazione NOAA, quello dell’Atmospheric Composition instrument (ACX), progettato per misurare con grande dettaglio la qualità dell’aria e l’evoluzione delle nubi di fumo. Per molti esperti, rinunciare a questo sensore significa indebolire in modo netto la capacità di proteggere la popolazione durante gli episodi di inquinamento estremo.
GeoXO ridotto: cosa cambia per il monitoraggio del fumo
GeoXO è il prossimo grande programma geostazionario della NOAA e dovrebbe raccogliere l’eredità degli attuali satelliti meteorologici. Nella versione iniziale includeva più piattaforme e una serie di strumenti pensati non soltanto per le previsioni del tempo, ma anche per osservare la composizione dell’atmosfera, gli oceani e vari rischi ambientali.
Con la revisione, il progetto si è ristretto parecchio. Il punto più discusso è la cancellazione di ACX, lo strumento che avrebbe fornito, secondo la NOAA, misure ad alta risoluzione e quasi in tempo reale di inquinanti come ozono, biossido di azoto e particolato. Tradotto: avrebbe permesso di seguire il fumo degli incendi con molta più precisione, con dati utili anche su scala locale.
Ed è proprio questo il punto. Il fumo cambia in fretta direzione, intensità, composizione. Se devi capire quali quartieri, quali città o quali regioni verranno colpiti nelle ore successive, un sistema del genere può pesare davvero nelle decisioni di scuole, ospedali, lavoratori all’aperto e persone con problemi respiratori.
L’impatto sanitario potrebbe valere miliardi
Secondo gli specialisti del settore, la capacità che si perderebbe avrebbe potuto aiutare milioni di persone a ridurre l’esposizione durante gli episodi di fumo più gravi. Una stima richiamata dagli esperti parla di benefici sanitari annuali attorno ai 13 miliardi, grazie ad allerte migliori e informazioni più tempestive.
Qui non si parla soltanto di vedere dove sta bruciando un incendio. Il punto è capire dove andrà il fumo e quanto sarà rischioso respirarlo. Negli ultimi anni gli incendi in Nord America hanno mostrato una cosa molto concreta: gli effetti possono superare i confini e colpire zone lontanissime dalle fiamme, compresi grandi centri urbani densamente popolati e comunità vulnerabili. Per te questo si traduce in qualcosa di semplice: l’aria può peggiorare anche se il fuoco è a grande distanza.
Perché i tagli e perché sono contestati
La motivazione ufficiale, per la NOAA, è il contenimento dei costi e un ritorno alla missione meteorologica di base, cioè al meteo nel senso più stretto del termine. Molti scienziati, però, non accettano questa distinzione. I dati climatici e chimici dell’atmosfera, sostengono, contano sempre di più anche per migliorare i modelli meteorologici e per gestire meglio i rischi.
I tagli a GeoXO, poi, non arrivano nel vuoto. Si inseriscono in un quadro più ampio di ridimensionamento della capacità di ricerca della NOAA, tra proposte di bilancio più severe, timori legati a pensionamenti anticipati, licenziamenti e perdita di competenze interne.
Il Congresso frena, ma le alternative non bastano ancora
Da Capitol Hill è arrivata una resistenza bipartisan. La House Appropriations Committee, la commissione stanziamenti della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti, ha respinto diverse modifiche proposte e ha chiesto alla NOAA di preservare nel programma GeoXO capacità avanzate di acquisizione di immagini e rilevamento atmosferico, come si legge nel testo della commissione.
Nel frattempo restano disponibili altre fonti di dati. Ma un sostituto completo non lo sono. Satelliti commerciali focalizzati sugli incendi, come FireSat, i sistemi europei Copernicus e piattaforme operative come il Fire Information for Resource Management System (FIRMS) di NASA e U.S. Department of Agriculture (USDA) rimangono strumenti utili, però non è affatto chiaro che possano rimpiazzare del tutto ciò che ACX avrebbe offerto sul Nord America.
Il valore di quel sensore stava proprio lì: nel monitoraggio continuo, geostazionario, pensato anche per seguire in modo capillare l’impatto del fumo sulla qualità dell’aria.
E allora il nodo diventa anche etico. Ha senso tagliare proprio i sensori che potrebbero dirti dove e quando l’aria diventerà pericolosa da respirare?
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