Apple ha ritoccato verso l’alto i prezzi degli iPhone in Giappone il 17 luglio 2026. Dal nuovo listino Apple emergono aumenti che, su diversi modelli, arrivano fino all’11%: dentro ci sono la linea iPhone 17, iPhone Air e anche alcuni modelli di iPhone 16 ancora presenti in vendita.
I rincari più pesanti riguardano i modelli premium. Stando al listino Apple, iPhone 17 Pro Max passa da 194.800 a 214.800 yen, cioè un aumento del 10,3%. iPhone Air sale invece da 159.800 a 177.800 yen, per un incremento dell’11,3%.
Per i consumatori giapponesi, è uno dei ritocchi più visibili degli ultimi anni sul fronte smartphone Apple.
Apple aumenta i prezzi degli iPhone in Giappone: cosa cambia
Il nuovo listino Apple mette nero su bianco una revisione ampia dei prezzi in un mercato che per l’azienda ha sempre contato molto. Non parliamo di una correzione limitata a un singolo modello: l’aumento tocca buona parte dell’offerta iPhone oggi a catalogo.
Il caso che salta più all’occhio è quello dei dispositivi di fascia alta, dove il rincaro va ben oltre il 10%. Se oggi compri un iPhone top di gamma in Giappone, spendi decine di migliaia di yen in più rispetto a pochi giorni fa.
Secondo gli analisti, alla base della decisione c’è soprattutto la debolezza dello yen rispetto al dollaro. La valuta giapponese è scesa di recente ai minimi degli ultimi 40 anni, e questo rende più costoso importare e vendere in Giappone prodotti che dipendono da una filiera globale e da costi fissati in dollari.
Lo yen debole pesa sempre di più sull’elettronica importata
L’aumento deciso da Apple viene letto anche come un segnale più ampio della pressione che sta colpendo l’elettronica importata in Giappone. Quando la valuta locale si indebolisce, aziende come Apple si trovano davanti a una scelta semplice solo in apparenza: assorbire una parte dei costi oppure scaricarli sul cliente finale.
Nelle scorse settimane Apple aveva già lasciato intendere questa direzione. A giugno 2026 il CEO Tim Cook aveva definito gli aumenti di prezzo “inevitabili”, richiamando la crescita dei costi di produzione e delle spese lungo la supply chain.
Il caso del Giappone sembra la traduzione più concreta di quel messaggio.
Non è un caso isolato nel listino Apple
L’aumento dei prezzi degli iPhone in Giappone arriva dopo altri rincari applicati da Apple in vari mercati su alcune linee di Mac e iPad, oltre ai ritocchi ai servizi digitali come iCloud+ e Apple Music in diversi Paesi, Giappone compreso.
Detto questo, il quadro non è identico ovunque. Per ora gli aumenti introdotti in Giappone non compaiono negli Stati Uniti né in altri mercati monitorati.
C’è anche il movimento opposto. In Paesi come Spagna, Australia e Germania alcuni rivenditori hanno già iniziato a scontare gli iPhone 17 di circa il 6% in vista dell’arrivo di iPhone 18.
Il Giappone, quindi, resta un caso particolare: da una parte Apple difende i propri margini in un contesto valutario complicato, dall’altra si espone al rischio di rendere i suoi smartphone meno accessibili in un mercato molto competitivo.
Adesso resta da capire se Apple riuscirà a tenere ferma la propria quota oppure se il nuovo listino finirà per lasciare più spazio ai rivali.
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