Joy-Con Nintendo: arriva la procedura ufficiale per cambiare la batteria, ma solo su alcuni modelli europei
Nintendo ha messo online una procedura ufficiale, 13 passaggi in tutto, per sostituire la batteria dei Joy-Con. Insieme alla guida c’è anche un Battery Replacement Kit dedicato, con batteria nuova, cacciavite, pinzette in plastica, spudger e nastro adesivo. C’è però un dettaglio che cambia parecchio il quadro: solo alcune versioni aggiornate dei Joy-Con originali vendute in Europa, almeno stando alla documentazione diffusa da Nintendo.
Il limite, insomma, è molto netto. Non si parla di tutti i Joy-Con in circolazione, ma soltanto di alcune revisioni aggiornate del modello originale arrivate sul mercato europeo.
Quindi no, non è la soluzione universale che molti speravano per i controller Nintendo Switch già sparsi per casa. La notizia è meno dirompente di quanto possa sembrare a una prima lettura.
Come funziona la sostituzione della batteria dei Joy-Con
Nintendo chiede di usare un Battery Replacement Kit ufficiale e ha fissato una procedura dettagliata che, almeno sulla carta, permette di cambiare la batteria in autonomia.
I 13 passaggi, però, non sono proprio una formalità: bisogna aprire il controller, rimuovere componenti interni e poi richiudere tutto applicando anche un nuovo adesivo.
Non è la classica batteria estraibile da telecomando. Qui si parla di una riparazione vera e propria, anche se guidata.
Non a caso, alcuni osservatori la descrivono come qualcosa di più vicino a un piccolo smontaggio che a una banale sostituzione della batteria. C’è poi un altro dettaglio interessante: il passaggio alle viti Phillips standard, che sui nuovi modelli rende possibile l’apertura con strumenti molto più comuni rispetto alle vecchie tri-wing.
Perché Nintendo lo sta facendo: le nuove regole UE
Dietro questa scelta ci sono le nuove norme europee sulle batterie, che entro il 2027 imporranno prodotti di consumo con batterie sostituibili direttamente dagli utenti, secondo il nuovo quadro regolatorio UE.
È uno degli effetti più visibili del diritto alla riparazione in Europa, e si vede già nel modo in cui viene pensato l’hardware.
Nel caso di Nintendo, la questione non si ferma ai singoli controller.
Secondo i piani dell’azienda, Nintendo prevede infatti di interrompere in Europa la vendita di Nintendo Switch originale, Nintendo Switch Lite e Nintendo Switch OLED entro febbraio 2027, perché adeguare queste piattaforme alle nuove regole verrebbe considerato troppo costoso. L’hardware più recente, come Nintendo Switch 2, viene invece progettato tenendo già conto di questi requisiti.
Quali Joy-Con sono compatibili e quali no
La procedura vale soltanto per le revisioni europee HAC-015-01 e HAC-016-01 dei Joy-Con originali.
Restano fuori i controller più vecchi che i giocatori hanno già in casa, così come le unità vendute fuori dall’Europa.
Tradotto: la grande maggioranza degli utenti Nintendo Switch, almeno per il momento, non potrà limitarsi ad aprire la nuova guida Nintendo e usarla per sistemare i Joy-Con che possiede già.
Il peso dei problemi storici dei Joy-Con
Il tema è delicato anche per un altro motivo: i Joy-Con si trascinano dietro da anni la reputazione legata al cosiddetto Joy-Con drift, il difetto che provoca movimenti fantasma degli stick analogici.
La vicenda ha portato con sé proteste dei consumatori, cause legali e perfino una maxi sanzione in Francia: a giugno 2026 Nintendo è stata multata per 35 milioni di euro per pratiche giudicate ingannevoli nei confronti dei consumatori.
Nintendo, peraltro, in diversi mercati ha già riparato gratuitamente i Joy-Con colpiti dal drift anche fuori garanzia, compresi il Nord America e, più di recente, l’Europa.
Resta comunque un punto ancora poco chiaro, sia per te sia per il resto del pubblico: Nintendo non ha ancora comunicato il prezzo del kit ufficiale, e non si sa nemmeno se queste versioni più facili da riparare arriveranno anche fuori dal mercato europeo.
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