L’Odissea ha, tra traduttori ed esperti, una lunga tradizione di classicisti che ci lavorano sopra. Per questo non dovrebbe sorprenderci che l’adattamento di Nolan non abbia entusiasmato tutti loro, soprattutto quando si è preso forse qualche licenza di troppo. Qualcosa che ha fatto notare Emily Wilson in un articolo per la London Review of Books in cui ha criticato il film arrivando ad affermare che “mi vergognerei di aver scritto quella sceneggiatura”.
Una classicista senza peli sulla lingua
Affermando che “a differenza di altri film di Nolan, L’Odissea non è noiosa, grazie al materiale originale, che è impossibile rovinare del tutto. È uno spettacolo audiovisivo per tutta la famiglia, come un elaborato spettacolo di fuochi d’artificio del 4 luglio, e con un livello simile di profondità narrativa ed emotiva“, fa capire chiaramente che non prova alcuna affinità per i film di Nolan. Ma non sembra neppure che pensi che abbia capito qualcosa dell’Odissea.
Sul poema in sé, dice che “L’Odissea di Nolan manca di molti degli elementi che rendono grande il poema. Non ha nulla di convincente da dire sul tempo, la memoria, la storia, la guerra, né sulla relazione tra il glorioso ritorno di un guerriero e le vite della sua famiglia, dei suoi avversari, commilitoni, amici e vicini“. Ma ha qualcosa di buono sul piano narrativo o estetico, almeno? Neanche. “Manca di profondità psicologica, emotiva, politica ed etica. La sua struttura narrativa è artificiosa. La scrittura è pessima. Nessuno dei personaggi ha una motivazione convincente per le proprie azioni o parole. Non ci sono scene di sesso e tutto il cibo ha un aspetto orribile”.
Questo le è valso numerose critiche, dandole della snob e criticando il suo gusto, ma ciò che è innegabile è che le sue critiche non dipendono da un’assenza di fedeltà o dal non restare abbastanza vicina ai classici. È una critica brutale, ma fedele al testo, che può piacere o no, ma che parla di ciò che Nolan ha portato sullo schermo. O per essere precisi, su uno schermo IMAX. Quello che ciascuno ne ricavi è già un altro discorso.