Mechanical Turk: Amazon chiude ai nuovi clienti dal 30 luglio 2026
Dal 30 luglio 2026 Amazon Web Services non accetterà più nuovi clienti su Mechanical Turk, la piattaforma di micro-lavori online di Amazon. AWS ha anche precisato che gli attuali Requester e Worker potranno continuare a usarla dopo quella data, perché il servizio passerà in modalità di manutenzione, con aggiornamenti limitati alla sicurezza e alla disponibilità.
Con questa decisione Amazon Web Services ridimensiona in modo definitivo una delle piattaforme più conosciute della gig economy digitale e mette, di fatto, un punto alla sua fase di espansione.
Per chi usa già la piattaforma, però, non cambia tutto da un giorno all’altro: secondo AWS, gli attuali Requester e Worker potranno continuare a operare anche dopo la scadenza.
AWS ha spiegato che Mechanical Turk entrerà in modalità di manutenzione, con aggiornamenti limitati alla sicurezza e alla disponibilità del servizio.
Mechanical Turk entra in maintenance mode
La scelta di AWS riguarda l’ingresso di nuovi clienti, non la chiusura immediata dell’intera piattaforma.
Mechanical Turk continuerà a funzionare per chi è già registrato, ma senza nuovi sviluppi di prodotto.
In sostanza, la maintenance mode vuol dire questo: Amazon terrà il servizio attivo e protetto, ma non aggiungerà nuove funzioni.
È un passaggio che pesa, perché conferma il tramonto di un prodotto che per anni ha occupato un posto centrale nel mercato dei micro-lavori online.
Secondo AWS, Amazon sta anche reindirizzando i nuovi clienti verso Amazon SageMaker Ground Truth, una soluzione gestita per l’annotazione dei dati.
La mossa riflette un cambiamento più ampio del settore: meno marketplace aperti, più piattaforme chiuse e controllate, con una supervisione maggiore sulla qualità del lavoro svolto.
Perché Mechanical Turk è stato così importante
Lanciato nel 2005, Mechanical Turk ha contribuito a rendere popolare il modello delle Human Intelligence Tasks, piccoli incarichi retribuiti da svolgere online.
Col tempo Mechanical Turk è stato usato per ricerca accademica, classificazione e validazione dei dati, moderazione dei contenuti e altre attività ripetitive che restavano difficili da automatizzare del tutto.
Per molti ricercatori e per molte aziende, Mechanical Turk è stato per anni uno strumento essenziale: rapido, flessibile e relativamente economico.
Secondo stime storiche, nel 2019 la piattaforma poteva contare su almeno 250.000 lavoratori nel mondo, con una presenza internazionale molto forte, soprattutto in India.
I problemi di qualità e la concorrenza dei sistemi automatici
Il declino di Mechanical Turk non è arrivato all’improvviso.
La piattaforma convive da tempo con problemi di qualità dei dati, presenza di bot, frodi e risultati poco affidabili.
Per molte organizzazioni, questi limiti hanno reso più complicato usare il servizio per attività sensibili.
A rendere il quadro ancora più intricato si è aggiunto l’uso, da parte degli stessi worker, di modelli linguistici generativi.
Secondo uno studio del 2023, una quota significativa degli utenti usava questi strumenti per completare i task.
Un paradosso, per un marketplace nato proprio sull’idea di affidarsi direttamente al lavoro umano.
Nel frattempo, diversi sistemi automatici sono ormai in grado di svolgere almeno una parte delle attività che un tempo venivano affidate a una platea di lavoratori online.
Questo ha ridotto il peso di piattaforme aperte come Mechanical Turk e ha spinto il mercato verso servizi più verticali e più controllati.
Per ora Mechanical Turk non sparisce del tutto, ma il messaggio è chiaro: per Amazon il futuro non passa più da qui.