
Spamming, spammare, spammer, spammatore: sono lemmi che ricorrono nelle nostre conversazioni quotidiane e che usiamo in tutte le salse. Il termine spam è entrato, da qualche tempo a questa parte, a pieno titolo nel lessico di ogni giorno, tanto degli smanettoni quanto degli utenti di meno esperti.
A ben 33 anni dal primo messaggio riconosciuto come spam e 13 anni dopo il suo inserimento nel New Oxford Dictionary of English, il termine viene comunemente usato per indicare l’invio massiccio di messaggi indesiderati per mezzo elettronico, generalmente con scopo pubblicitario. L’accezione più comune riguarda i messaggi inviati via e-mail, la cosiddetta junk mail (o UBE, unsollicited bulk e-mail).
Mentre quasi tutti siamo a conoscenza del suo significato, ben pochi sanno quale sia l’etimologia dell’espressione. Te lo sei mai chiesto? Ebbene, sappi che c’entrano il prosciutto e i Monty Python.
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È una storia che si ripete con frequenza imbarazzante. Compri e ricompri hard disk, ma prima o poi arriva il fatidico avviso che indica che lo spazio si è esaurito. E ti chiedi: “com’è possibile? Giusto poco tempo fa avevo centinaia di GB liberi! E adesso, cosa faccio???”.

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