RPCS3, l’emulatore PlayStation 3 per PC, ha raggiunto oggi quota 2.681 titoli “giocabili” su 3.559 censiti, secondo il database di compatibilità del progetto. In pratica, siamo attorno al 75% dell’intera libreria PS3 che RPCS3 sta monitorando. A gennaio 2026, nello stesso database, la percentuale era ferma al 70%, quindi la crescita c’è stata ed è chiara. Arriva anche in un passaggio delicato per l’universo PlayStation: Sony ha già messo in moto il piano di chiusura dei negozi digitali di PlayStation 3 e PlayStation Vita, secondo il calendario diffuso dall’azienda. E questo aumenta il rischio di perdere l’accesso a molti giochi usciti soltanto in formato digitale.
RPCS3 raggiunge un nuovo traguardo per la libreria PS3
Per chi usa l’emulatore, “giocabile” non vuol dire soltanto che il gioco parte. Nella classificazione di RPCS3, vuol dire che quel titolo si può finire, con un’esperienza nel complesso stabile e senza problemi seri lungo il percorso. Nel mondo dell’emulazione cambia parecchio, perché non è raro imbattersi in giochi che si avviano ma funzionano solo a metà, oppure si portano dietro bug tali da rovinare davvero la partita.
Il passaggio al 75% dice anche un’altra cosa: RPCS3 continua a migliorare sul piano tecnico, e lo sta facendo con una certa continuità. Durante il 2026, stando agli aggiornamenti pubblicati dal team RPCS3, sono arrivate ottimizzazioni per i PC ARM, un supporto migliore per PlayStation Move, correzioni grafiche e il caricamento diretto delle ISO. C’è anche una funzione interessante per aggiungere i giochi a Steam, così da integrarli più facilmente nella libreria PC.
Detto questo, il 25% che resta fuori comprende ancora una parte pesante delle esclusive PS3 più difficili da emulare. Dentro ci sono nomi come The Last of Us, God of War 3, Metal Gear Solid 4 e la serie Uncharted, che, in base allo stato di compatibilità riportato da RPCS3, spesso non risultano ancora completabili in modo davvero affidabile.
Chiusura del PlayStation Store: perché la preservazione conta di più
La crescita di RPCS3 pesa ancora di più se la si guarda accanto alle decisioni di Sony sui vecchi negozi digitali. Secondo il calendario comunicato dall’azienda, le chiusure partiranno ad agosto 2026 in Messico, Honduras e Nicaragua, poi si allargheranno ad altri Paesi dell’America Latina e del Medio Oriente nel corso del 2026, fino ad arrivare alla chiusura definitiva globale nel luglio 2027.
Chi ha già comprato dei giochi, almeno sulla carta, dovrebbe poter continuare a riscaricarli ancora per un certo periodo, sempre secondo quanto comunicato da Sony. Il nodo vero è un altro: una volta chiusi gli store, nuovi acquisti non se ne potranno più fare. E a quel punto i giochi disponibili soltanto in digitale finiscono in una posizione fragile, perché per i nuovi utenti rischiano di sparire del tutto dal mercato legale.
Per questo l’emulazione torna al centro del tema preservazione. Se l’hardware originale di PlayStation 3 dovesse farsi sempre più raro, o semplicemente iniziare a cedere per età e guasti, mantenere quel software accessibile altrove potrebbe diventare l’unico modo per non perdere una parte importante della storia dei videogiochi.
Il team parla apertamente di archivio e conservazione
Anche gli sviluppatori di RPCS3 stanno presentando sempre più il progetto in questi termini: conservazione. L’obiettivo dichiarato dal team è preservare l’intera libreria PS3, e la community viene incoraggiata ad archiviare giochi, aggiornamenti e DLC prima che l’accesso agli store venga meno.
Il quadro dell’industria rende questa urgenza ancora più concreta. Sony ha anche indicato, secondo i piani attribuiti all’azienda, che smetterà di produrre dischi fisici entro il 2028. È un altro segnale della velocità con cui il mercato si sta spostando verso il digitale. Per i consumatori vuol dire più comodità, sì, ma apre anche domande meno comode su proprietà, accesso e durata reale degli acquisti.
Per ora, quel 75% raggiunto da RPCS3 non è un traguardo finale. Somiglia molto di più alla prova che preservare il catalogo PlayStation 3 sta diventando, in fretta, una necessità concreta.
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