Tinder spopola tra gli atleti delle Olimpiadi

È Tinder mania. L’app di dating per Android e iPhone continua a guadagnare popolarità. Anche tra gli sportivi, visto che è usata da molti atleti tra una gara e l’altra delle Olimpiadi. Gli utenti Tinder di Sochi sono aumentanti del 400%. La simpatica snowbordista neozelandese Rebecca Torr ha persino dichiarato scherzosamente dal proprio profilo Twitter di voler fare “match” con il team Giamaicano di Bob. Gli ultimi a confessare di essere utenti dell’app di dating sono stati gli sciatori americani Joss Christensen, Gus Kenworthy e Nick Goepper. “La prima cosa che la gente fa quando arriva al villaggio olimpico è controllare Tinder“, ha dichiarato Kenworthy a TODAY.com.

L’effetto sembra essere contagioso e il CEO di Tinder, Sean Rad, ha dichiarato che la popolarità dell’app in Russia è incrementata moltissimo dall’inizio delle competizioni olimpiche.

Il funzionamento alla base di Tinder è simile a quello di Down (ex Bang with Friends): utilizza il profilo Facebook in maniera totalmente anonima, senza pubblicare nulla sulla tua bacheca.

Tinder, flirt geotag per iPhone

Rispetto a Down, Tinder utilizza anche la geolocalizzazione, e mostra le persone che potrebbero interessarti in base alla zona in cui ti trovi in quel momento. Meccanismo simile a Down anche per i Like: se l’altra persona non contraccambia non verrà mai a conoscenza del fatto che eri interessato a conoscerla. Se invece il Like è reciproco allora si accede ad una chat privata, dopo chiacchierare un po’ ed eventualmente decidere di incontrarsi di persona. In pista a Sochi o in un bar, in fondo cambia poco…

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Tutti pazzi per Bang with Friends. L’app Down spopola in Italia

Continua a far parlare di sé Bang with Friends, l’applicazione che permette di avere incontri hot con gli amici di Facebook. Down, l’app ufficiale di BWF per Android e iPhone, spopola infatti proprio tra gli italiani.

Secondo quanto riportato dalla società di Bang with Friends, gli utenti del Bel Paese effettuano match tra di loro molto di più rispetto al resto del mondo. La proporzione è impressionante: il numero di incontri nati in Italia su Down è di 20 volte superiore alla media. I match sembrano inoltre essere piuttosto fruttuosi, dato che più del 90% di utenti italiani scambia numerosi messaggi con le persone contattate attraverso l’applicazione.

Italians do it better? Sicuramente gli italiani usano con molta disinvoltura la tanto chiacchierata applicazione. Il funzionamento di Bang, lo ricordiamo, è molto semplice: l’app permette di selezionare gli amici di Facebook (e gli amici dei propri amici) con cui si vorrebbe avere un “incontro ravvicinato”. Nota dapprima con il nome, molto più esplicito, di Bang with Friends, l’app ora si chiama Down e permette di mostrare il proprio interesse agli amici più attraenti.

down - bang with friends

Oltre all’opzione “Get Down”, un invito molto esplicito, l’app include anche la possibilità di selezionare un contatto ed invitarlo ad un Date, un appuntamento vecchio stile.

Proprio questa sembra essere la modalità preferita dagli italiani, che scelgono l’opzione “get Dates” in misura maggiore rispetto agli utenti di altri paesi europei come Germania e Gran Bretagna. I soliti romanticoni. Anche se, curiosamente, le donne italiane scelgono “get Down” più degli uomini, 66% contro il 60%. E chi l’ha detto che le italiane sono troppo tradizionaliste?

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Le news più importanti del 2013: social network

Quello che sta per chiudersi è stato un anno intenso nelle reti sociali. Il 2013 ha visto Facebook cambiare, e diventare più “maturo”, Twitter puntare in alto e Google+ puntare… al mondo. O almeno provarci.

E per gli utenti dei social network, come è stato il 2013? Cosa cercano le persone nella Rete Sociale? E l’utente più ritwittato al mondo, chi è?

Ecco il 2013 dei social network!

Facebook – È tempo di cambiare

Il tempo passa per tutti, pure per Facebook. Ha da poco compiuto 10 anni Facemash, il primo esperimento di Mark Zuckerberg e predecessore del social network che ha conquistato il mondo. Facebook è nato poco dopo, il 4 febbraio del 2004.

Alla vigilia del suo decimo anniversario, la rete sociale di Zuckerberg è ancora protagonista del mondo social, anche se le alternative giovani, come Snapchat, sono pronte a rubare la scena (e intanto portano via pubblico fra i teenager).

Rinnovarsi o morire sembra essere il grido di battaglia di Facebook, che nel 2013 ha cambiato (quasi) tutto. Addio vecchia sezione notizie, ora c’è il  nuovo News Feed, una home page completamente rinnovata che offre immagini più grandi, feed multipli e uniformità di aspetto tra web e cellulari. Il News Feed è stato lanciato lo scorso marzo ma tantissimi utenti sono ancora in attesa che venga attivato sul proprio profilo.

C’è da attendere anche per Graph Search, il nuovo strumento di ricerca di Facebook che ti permette di trovare tutto e tutti, come per esempio scoprire chi sono “i miei amici fan di Star Wars e Harry Potter”, ma anche “le amiche dei miei amici che sono single e vivono nella mia stessa città”… Presentato a gennaio, Graph Search non è ancora disponibile nell’edizione italiana di Facebook, ma si può provare in anteprima da questo indirizzo.

graph search

Il 2013 è stato anche l’anno del lancio di Facebook Home, ambizioso progetto di un launcher per Android che fino ad ora non ha incontrato i favori del grande pubblico, e del miglioramento di Facebook Messenger, che ha un nuovo stile grafico, tante funzioni aggiuntive, una chat in stile WhatsApp e gli oramai immancabili adesivi.

Ma intanto i tempi sono maturi per un social network con meno gattini e più notizie, come testimonia il recentissimo aggiornamento dell’algoritmo di Facebook, che ora punta a favorire le news e i contenuti di qualità.

Facebook sta diventando serissimo. O no? Non rimane che aspettare il 2014 per sapere come evolverà il social network più diffuso al mondo.

Twitter – Piccoli passerotti crescono

Al passerotto blu i 140 caratteri cominciano ad andare stretti. Nel 2013 Twitter ha lanciato il suo servizio di video sharing, Vine. L’app ha fatto subito parlare di sé, per il dilagare di video porno che ne ha accompagnato il debutto (poi frenato) ma anche per l‘immediata popolarità, che ha portato l’applicazione a sbarcare felicemente su Android e, recentemente, anche su Windows Phone. Twitter ha inoltre costantemente migliorato l’usabilità della versione web e delle sue app, per esempio permettendo la sincronizzazione dei messaggi diretti fra tutti i dispositivi. Più comoda, quindi, ma anche più sicura, grazie all’introduzione nuovo sistema di verifica tramite un codice.

twitter security

E, per puntare in alto, il social network dei tweet ha lanciato nel 2013 anche il suo servizio di streaming musicale, Twitter #music, che però non sembra aver raccolto i favori del grande pubblico.

Con un numero di utenti in costante crescita, il sole continua a splendere nel cielo di Twitter. Ma ci sono nuvole all’orizzonte, soprattutto ora che Facebook sembra essere decisa a rubargli il campo d’azione, copiando, pardon, introducendo gli hashtag e i trending topic. Come sarà il 2014 di Twitter?

Google+ – Mi manda papà

Il social network di Google vuole liberarsi della sindrome della Cenerentola, e conquistare gli utenti che fino ad ora sono rimasti allegramente a pascolare tra il News Feed di Facebook e la Timeline di Twitter. E se non si convincono con le buone… ci pensa papà Google, che nel 2013 è sceso prepotentemente in campo, rinnovando totalmente Google+. Il social network di Big G è ora tutto nuovo, e ha integrato GIF nelle conversazioni, chiamate in HD su ogni dispositivo e altro ancora. In effetti ora Google+ è molto più carino, e offre anche strumenti di editing fotografico interessanti.

Google + editing fotografico

Ma papà Google insiste per farci usare il suo social network anche quando non ne abbiamo voglia, per esempio integrando Google+ nel sistema dei commenti di YouTube. Ora, chi chi vuole lasciare un commento su YouTube dovrà per forza avere un profilo su Google+, rinunciando così all’anonimato. Addio troll? Forse, ma intanto la rete protesta: il nuovo sistema di commenti di YouTube sembrerebbe infatti favorire lo spam.

Come sarà il 2014 di Google+? Speriamo continui a migliorarsi ulteriormente, rinunciando però a voler imporre la sua presenza a tutti i costi…

Gli utenti – Liberi di scegliere

Nel frattempo, cosa hanno fatto gli utenti dei social network? Fedeli ma non sempre, hanno continuato a usare con convinzione Facebook, Twitter e Google+ ma non hanno rinunciato a cercare alternative. Come per esempio Snapchat, l’app di foto-messaggi temporanei sempre più popolare fra gli adolescenti e che ha recentemente introdotto anche la sua versione della Timeline.

E a proposito di fedeltà, gli utenti del 2013 hanno mostrato particolare interesse per le app piccanti. Questo è stato infatti l’anno di Bang with Friends e Tinder, due applicazioni basate su Facebook che aiutano a procacciarsi incontri ravvicinati del terzo tipo. Il tutto in maniera anonima, più o meno

In questo scenario un po’ desolante, consola sapere che su Instagram, che ha recentemente festeggiato i 3 anni di vita,  l’hashtag più usato è #love.

instagram love

L’amore trionfa sempre, anche tra il popolo dei social network… Un popolo che non smette mai di sorprenderci, mai, anche per i suoi imprevedibili afflati di spiritualità. Per cui l’utente più ritwittato al mondo su Twitter è proprio lui, @Pontifex_it.

Misteri della fede…

Buon 2014!

Bang with Friends torna sull’App Store, ma cambia nome

Down. Questo il nuovo, discreto, nome che Bang with Friends ha ora sull’App Store. Ritirata a maggio, per motivi che Apple non ha mai voluto specificare, l’app che permette di avere incontri hot con gli amici di Facebook torna ora in versione iOS con un nuovo logo e un nome che più anonimo è impossibile. Depurata anche la descrizione dell’app, che ora dice semplicemente “scopri quali amici sono interessati a te”.


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Mentre la versione per Android conserva lo stesso nome, quella per iPhone e iPad si adatta quindi ai più restrittivi parametri dell’App Store.

down ios (bang with friends)

Non sembrano però risolti i problemi di privacy di Bang with Friends, dato che la nuova versione iPhone ha le stesse magagne della precedente. L’app è infatti collegata a Facebook, per cui se la si utilizza dal cellulare bisogna comunque ricordarsi di selezionare “solo io” come opzione di visibilità dei post di Bang with Friends su Facebook. Altrimenti basterà usare Graph Search per apparire nei risultati di ricerca alla voce “amici che usano Bang with Friends“. Alla faccia della riservatezza…

Apple ritira Bang with Friends dall’App Store. Sì iPhone, no Bang

bang with friends app store

Bang with Friends per iOS ritirato dallo Store. Se hai un iPhone non potrai quindi più proporre “bang” ai tuoi amici di Facebook. Ancora disponibile invece per Android e come applicazione di Facebook. Ma rimane il mistero sul perché Apple abbia ritirato l’applicazione.

Sono passate solo due settimane da quando la discussa applicazione Bang with Friends è sbarcata sui cellulari, ma sono bastati pochi giorni per far storcere il naso ad Apple, che ha provveduto a rimuovere l’app poco dopo il suo arrivo sull’App Store, senza per altro fornire nessuna spiegazione ufficiale.

Ma se il nome dell’app può far inorridire i puritani (traducibile più o meno con Sesso con gli amici), in realtà l’applicazione in sé non ha nulla di scandaloso, dato che si tratta sostanzialmente di un servizio di matchmaking limitato alla propria cerchia di amicizie su Facebook. La parte più calda potrebbe, eventualmente, accadere dopo che si utilizza l’app, ma quello non dipende dal market sul quale abbiamo scaricato l’applicazione…

Il funzionamento di Bang with friends è infatti piuttosto semplice: basta un account Facebook. Iscrivendosi all’app ci si ritrova a navigare la tra lista dei nostri amici, e non rimane che cliccare sul prescelto o la prescelta e proporgli un incontro hot (nella versione per Android ci si può anche limitare ad un invito a “hang” insieme, cioè passare il tempo). Se l’amico/a di Facebook usa Bang with Friends e nutre nei tuoi confronti lo stesso interesse, è fatta.

Ci sono problemi legati all’anonimato dell’app, questo sì. Infatti, se utilizzi Bang with Friends ma non selezioni “solo io” come opzione di visibilità dei post di Bang with Friends su Facebook, basterà usare Graph Search per apparire nei risultati di ricerca alla voce “amici che usano Bang with Friends“.

Ma questo è un problema dell’applicazione (e di Facebook, a volte poco trasparente circa le politiche di condivisione delle informazioni utilizzate dalle app), non di Apple. Sembrerebbe piuttosto che la ragione del ritiro di Bang with Friends dall’App Store stia proprio nel nome, troppo esplicito per i gusti di Apple.

Del resto è storia nota: Google sarebbe troppo permissivo con le app che arrivano al Google Play (dove effettivamente girano anche parecchie ciofeche) e Apple troppo severa.

Poi però succedono casi come quello di NRA: Practice Rage, un gioco sparatutto creato dall’Associazione che riunisce i venditori d’armi degli Stati e che inizialmente era stato rilasciato sull’App Store come +4, cioè con il rating corrispondente ai contenuti totalmente innocui. Solo dopo molte polemiche si è finalmente deciso di alzare il limite di età a 12+.

Ma l’esempio è chiaro: i criteri di Apple sono giusti oppure troppo arbitrari? E questo puritanesimo a chi giova?

Sicuramente la pubblicità fa bene a Bang with Friends, i cui iscritti continuano a lievitare senza sosta, forse più per curiosità che per altro.

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Ecco un’app che nelle scorse settimane ha fatto parlare parecchio di sé. Bang with Friends, il sexy-poke di Facebook è l’applicazione che ti permette di selezionare gli amici di Facebook con cui ti piacerebbe avere un “incontro ravvicinato”.

Ora l’app arriva anche per Android e iPhone, e segue lo stesso principio, con solo qualche piccola, trascurabile, novità.

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