Google e il diritto all’oblio: il comitato si riunisce a Roma il 10 settembre

Google vuole andare fino in fondo sulla questione relativa al diritto all’oblio. Per questa ragione ha radunato a Roma il suo comitato di esperti per discutere sulla questione durante un evento della durata di più di 3 ore.

Google si trova in queste settimane in una posizione tutt’altro che facile. Deve rispondere alla sentenza della corte che gli impone di fornire una risposta singolarmente a tutte le richieste inviate dai cittadini europei relative al diritto all’oblio.

Google si troverà a svolgere il ruolo di giudice al momento di decidere quali casi soddisfare e quali no. Pare che adesso Google, almeno leggendo la FAQ dell’evento, voglia approfondire la questione e rispondere alle domande degli esperti.

Nel comitato figurano membri prestigiosi:

  • Luciano Floridi, docente di filosofia ed etica dell’informazione presso l’Università di Oxford
  • Lidia Kolucka-Zuk, esperta di diritti civili e consulente del premier polacco
  • Jimmy Wales, fondatore di Wikipedia
  • Sylvie Kauffmann direttore di Le Monde
  • Frank La Rue, avvocato specializzato nella difesa dei diritti umani
  • Sabine Leutheusser-Schnarrenberger, ministro della giustizia tedesco
  • Peggy Valcke, professoressa e ricercatrice alla KU Leuven. Esperta di media innovation
  • José-Luis Piñar, ex direttore dell’agenzia spagnola per la protezione dei dati
  • David C. Drummond, responsabile dell’ufficio legale di Google
  • Eric Schmidt, presidente esecutivo di Google

Questa è la task force che dovrebbe fare chiarezza e allentare le tensioni che regolano gli interessi di big G e quelli dell’Europa.

Sono comunque tempi duri a livello legale per Google, a luglio avevamo segnalato anche l’intervento del Garante privacy che imponeva una maggiore trasparenza al colosso di Mountain View.

Dall’evento di Roma ci aspettiamo una folta presenza di accademici, politici, giornalisti ed esperti di diritti legati ai nuovi media e alla privacy dei cittadini. Il dibattito sarà sicuramente interessante e rappresenta un’occasione imperdibile per capire come si sta evolvendo lo scenario legato alla gestione dei dati personali degli utenti.

L’evento è completamente gratuito e sarà possibile seguirlo anche in streaming dal sito del Comitato di Google.

Via: Ansa.it

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Google Maps: a breve il pulsante esplora

Google Maps inserirà il pulsante esplora nell’app per Android e iOS. A partire da questa settimana le mappe di Google forniranno nuove informazioni per quanto riguarda i locali e i posti più belli che si trovano nelle immediate vicinanze dell’utente.

Basterà un tap nell’angolo destro dello schermo per accedere alla guida. Maps proporrà diversi luoghi e attività basandosi sulla distanza, l’orario e il clima.

Una volta raggiunto il posto è possibile accedere anche alle informazioni relative al locale o ristorante in cui ci si trova per consultare per esempio le recensioni.

Google ha deciso di intraprendere una battaglia contro TripAdvisor e soci?

Fonte: Google-latlong

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Il Garante della privacy impone più trasparenza a Google

Il gigante di Mountain View ha 18 mesi per rivedere e rendere più chiari i termini e le condizioni d’uso dei propri serivizi. Si tratta del primo caso in Europa ed è frutto di un’attività coordinata tra le diverse Autorità di protezione dei dati europee.

Cosa chiede il Garante? Il Garante fissa dei paletti, come si legge nel comunicato ufficiale. Google non può usare i dati degli utenti a fini di proliferazione se non avrà ottenuto prima un consenso esplicito. Nel provvedimento prescrittivo si richiede chiarezza e trasparenza assoluta.

Cosa vogliono le autorità da Google? Google deve rendere esplicito l’uso che fa dei dati degli utenti specificando che vengono monitorati e usati per creare pubblicità mirata. Deve specificare che le informazioni vengono raccolte con tecniche sofisticate e non solo come attraverso l’uso dei cookie.

Le autorità oridnano che venga fatta chiarezza anche per quelle che sono le procedure che l’utente deve seguire in caso di problemi.  Ovvero, a chi rivolgersi per esercitare i propri diritti.

Usare Google non significa accettare le condizioni. Google dovrà chiedere il consenso esplicito dell’utente per usare le informazioni a fini commerciali e per incrociare i dati. Il semplice utilizzo del servizio non vale come accettazione incondizionata delle regole.

Google deve definire anche i tempi di conservazione dei dati in base alle norme del codice privacy. La novità sostanziale in questo aspetto è l’imposizione da parte delle autorità di un tempo per risolvere le richieste degli utenti attivi.

I dati avranno un tempo. A Google si chiede di impiegare 2 mesi per l’eliminazione dei dati degli utenti attivi. Mentre dovrebbe impiegare un massimo di 6 mesi se si tratta di dati conservati in back up.

Google ha i mesi contati? Google ha 18 mesi per adeguarsi alle richieste del Garante che nel frattempo controllerà le attività del motore di ricerca più usato al mondo con molta attenzione.

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Google cambia idea: autorizzato l’uso di nomi inventati su YouTube e Google+

Buone notizie per i Troll? Google cambia idea e si scusa con gli utenti: ora è possibile usare qualsiasi nome su Google+ e, di conseguenza, anche su YouTube.

La decisione di Big G arriva dopo le proteste di molti utenti, che mal digerivano di essere obbligati a collegare i propri account Google+ a YouTube per lasciare un commento su un video.

Rimuovendo l’anonimato, Google sperava di mettere un freno ai commenti negativi, ai troll e allo spam su YouTube. Ma ora il gigante delle ricerche fa un passo indietro, e sembra aver capito che ci sono motivi legittimi per cui un utente può voler celare la propria identità online.

Ecco come Google ha chiesto scusa ai suoi utenti:

Sappiamo che chiedevate questo cambiamento da tempo. Sappiamo che la nostra policy dei nomi è stata poco chiara, e questo ha creato delle difficoltà ad alcuni utenti. Per questo ci scusiamo e speriamo che il cambiamento di oggi contribuisca a rendere Google il luogo accogliente che vogliamo che sia.

L’anonimato a volte può essere sinonimo di troll, ma può anche aiutare i dissidenti politici ad esprimersi senza timore di rappresaglie, ad esempio.

Un’onesta ammissione di colpa da parte di Google, che dimostra così la sua maturità.

Via: Google+

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OK Google ora disponibile anche in Italia

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OK Google ora disponibile anche in Italia

OK Google è finalmente in fase di distribuzione anche per il mercato italiano. Interrogando il motore di ricerca stupisce la precisione del riconoscimento vocale.

Inizia oggi la fase di introduzione del comando OK Google in Italia. La distribuzione sarà graduale, pertanto alcuni dispositivi potrebbero ancora non disporre dell’hotword (una sorta di parola magica) per le ricerche vocali. Pronunciando la hotword “Ok Google” si attiva automaticamente il microfono con cui è possibile inviare a Google la richiesta di una nuova ricerca.

Per averlo c’è bisogno dell’ultima versione di Google Now (si può verificare dalle impostazioni se è attivo sul dispositivo).

Da un rapido test si nota che il riconoscimento dell’italiano è quasi perfetto, resta solo l’anomalia relativa alla punteggiatura.

OK Google è attivabile per ora solo sullo screen principale del dispositivo. In futuro sarà richiamabile anche dalle schermate del menu. Per usarlo è necessario pronunciare le due parole insieme seguite dalla ricerca che si desidera effettuare.

Via: Androidworld.it

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Come cancellare i risultati di ricerca di Google che ti riguardano

A metà di maggio del 2014 la Corte di giustizia dell’Unione Europea ha deciso che gli utenti hanno il diritto all’oblio. Cosa significa? Cosa puoi fare? E, soprattutto, come dovresti farlo?  Nelle prossime righe troverai risposta alle tue domande.

Il diritto all’oblio di ogni utente implica il dovere da parte dei gestori di motori di ricerca, come Google, ad offrire agli utenti la possibilità di cancellare dal proprio elenco di risultati di ricerca i link ai siti web che contengano dati sensibili e personali.

Gli utenti possono richiedere a Google di applicare la procedura di rimozione dai risultati di ricerca, compilando un modulo online (scaricabile da qui).

La checklist che Softonic ti propone di seguito ti aiuterà a capire i punti a cui fare attenzione durante la compilazione della richiesta.

Una procedura caso per caso

Nell’introduzione alla richiesta di rimozione Google sottolinea che verranno prese delle decisioni in base ai singoli casi, legate a precise condizioni. I risultati di ricerca, ad esempio, devono soddisfare i seguenti requisiti:

  • Devono contenere il nome dell’utente interessato
  • Devono essere in contrasto con gli obiettivi per i quali sono stati elaborati/non sono rilevanti per gli scopi di utilizzo previsti/non sono pertinenti
  • Per ogni singola decisione viene considerato, in particolare, il tempo trascorso dalla pubblicazione

Google cercherà di prendere una decisione considerando, da un lato, il diritto alla protezione dei dati dei singoli e, dall’altro, il diritto all’informazione. Soltanto i cittadini dell’Unione Europea hanno la possibilità di far valere questo diritto.

Casi esclusi

In alcuni casi, la rimozione dai risultati di ricerca non è prevista. Di seguito ne elenchiamo alcuni:

  • Casi di frode fiscale
  • Reati contro i doveri d’ufficio e professionali
  • Abuso d’ufficio
  • Condanne penali
  • Condotta pubblica di ufficiali governativi

Cosa ti serve per compilare la richiesta

Per compilare la richiesta, oltre a una copia digitale del tuo documento d’identità valido con fototessera, sia in formato PDF che JPG, serve anche l’indirizzo internet incriminato (URL). Inoltre, è necessario indicare il motivo della richiesta di rimozione. Avrai anche la possibilità di specificare fino a tre ragioni in un campo di testo aggiuntivo:

  • Il risultato della ricerca è irrilevante
  • Il risultato della ricerca è obsoleto
  • Il risultato della ricerca è inappropriato per altre ragioni

Nei casi non chiari sarà necessario spiegare per quale motivo l’URL indicato fa riferimento all’utente. Ad esempio, se il nome non è riportato in modo chiaro sul sito, ma l’utente viene comunque chiamato in causa personalmente.

Ecco come richiedere la rimozione dai risultati di ricerca

Fase 1: identificazione dell’URL incriminato

Dopo aver verificato di soddisfare i requisiti per richiedere la rimozione dell’URL, dovrai annotare l’indirizzo web da eliminare.

Facendo click su uno dei risultati di ricerca, l’indirizzo corrispondente viene visualizzato nella barra degli indirizzi del browser. Per copiarlo, fai click nel campo dell’indirizzo, quindi evidenzia l’URL completo. Infine, copia l’URL negli appunti premendo Ctrl + C.

Fase 2: compilazione di tutti i campi

Nel modulo online di Google dovrai compilare tutti i campi obbligatori. Per inserire l’URL appena copiato potrai utilizzare la combinazione di tasti Ctrl + VÈ possibile inserire più URL.

Nel campo successivo, dovrai motivare la tua richiesta di rimozione.

Fase 3: caricamento di un documento d’identità

Dopo aver inserito tutte le URL e aver indicato una motivazione valida per ognuna, spiegando chiaramente perché ritieni che quelli indicati rappresentino una violazione del diritto di protezione dei dati personali, sarà necessario caricare una copia digitale del tuo documento d’identità. Per fare questo dovrai scansionarlo e salvarlo sul tuo PC in formato PDF o JPG.

Per caricarlo fare click sul pulsante Apri e seleziona il file corrispondente al tuo documento d’identità.

Fase 4: conferma dei dati e sottoscrizione della richiesta

Prima di inviare la richiesta a Google è necessario confermare innanzitutto che le informazioni sono state inserite correttamente. Ossia è necessario confermare di essere la persona interessata o di essere stato incaricato dalla persona interessata ad inviare la richiesta.

Nell’ultima fase, dovrai sottoscrivere il documento mediante una firma digitale. Per fare questo dovrai inserire la data del giorno corrente e confermare inserendo il tuo nome e confermando per l’ultima volta la correttezza delle informazioni inserite. Quindi non ti resta che attendere la prossima notifica di Google.

Una nuova era

La decisione della Corte di Giustizia Europea e l’applicazione del diritto all’oblio anche all’utente internet è sicuramente un passo importante verso una tutela sempre più crescente della privacy online, ma apre anche un dibattito, soprattutto da parte di chi difende senza mezzi termini il diritto all’informazione.

La tendenza generale sembra essere quella di porre dei freni a Google. Questa è confermata anche dall’apparente processo “de-googleizzazione” operato da Apple, uno dei suoi principali concorrenti.

E tu invece? Cosa pensi di questo provvedimento? È superfluo o potevano pensarci anche prima?

[Adattamento di un articolo originale di Tim Vüllers pubblicato su Softonic DE]

Google+ scoppia di salute. Big G difende il suo social network

Dopo le dimissioni di Vic Gundotra, che ha lasciato la direzione di Google+ dopo 8 anni, il futuro del social network sembrava segnato. E invece Google+ è più vivo che mai.

Abbiamo contattato Tolxdorff Moritz, International Community Manager a Google, e ci ha confermato che G+ non è affatto in pericolo. Moritz ha confermato anche che l’azienda di Mountain View continua a lavorare “al 100% in Google+ e nello sviluppo di nuove opzioni interessanti”.

La partenza di Gundotra aveva preoccupato un po’.  Sembra invece che il social network di Big G resterà uno dei pilastri di Google.

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Vic Gundotra lascia. Che fine farà Google+?

La notizia ha fatto il giro del mondo in poche ore: Vic Gundotra ha lasciato Google. Il responsabile di Google+ si licenzia dopo 8 anni.

Gundotra ha dato l’annuncio su Google+, ovviamente, senza entrare in dettagli su quello che sarà il suo futuro lavorativo. Larry Page, fondatore di Google, ha risposto dalle stesse pagine ringraziando Gundotra per il lavoro svolto.

Fino a qui tutto più o meno in linea con lo svolgimento abituale dei cambi ai vertici delle grandi imprese. Il sospetto che però nelle ultime ore sta circolando con sempre maggiore insistenza è che l’addio di Vic Gundotra possa significare anche la fine di Google+, il social network di Big G che non è mai riuscito a diventare, davvero, grande, né davvero social.

L’ipotesi più accreditata al momento è che Google+ continui ad esistere ma come una piattaforma, piuttosto che un prodotto, mettendo quindi fine al frustrante inseguimento di Facebook e Twitter. Secondo alcuni rumor riportati da TechCrunch, il team di Hangouts e quello di Foto saranno inglobati dentro il team Android. Cioè i talenti che lavorano ora per Google+ confluiranno dentro Android.

Rimane da vedere se queste voci saranno confermate, quello che sembra più probabile è che Google in futuro smetterà di imporre l’uso del proprio social network agli utenti, come fa attualmente, per esempio costringendo chiunque voglia lasciare un commento su YouTube a usare un account Google+.

 

Via: TechCrunch

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15 trucchi per Google, YouTube, Gmail e Google Maps

Ha 15 anni, ma possiede un impero. Ecco 15 trucchi per usare alla grande i prodotti più importanti dell’ecosistema Google.

Google è un quindicenne miliardario. Conta quasi 55.000 impiegati, ha un indice di ricerca che occupa più di 100 milioni di Gigabyte e, a partire dal 2010, ha acquisito una media di una società ogni settimana.

I tempi in cui Google era solo un motore di ricerca, quindi, sono lontani. Ora Big G possiede un’enorme quantità di prodotti con cui comunichiamo, lavoriamo, parliamo, guardiamo video ed esploriamo il mondo quotidianamente.

Ma nonostante la familiarità con servizi come Gmail, YouTube o Google Maps, ci sono sempre nuovi trucchetti da scoprire. Eccone quindici molto utili che forse non conosci.

Google Search

Lo shopping facile

Se fai acquisti online, Google Shopping è un solido alleato (che non tutti conoscono) per trovare quello che cerchi al miglior prezzo. Non solo puoi cercarci qualunque tipo di prodotto, ma puoi anche filtrare i risultati per zona in cui ti trovi, categoria, fascia di prezzo, marca, caratteristiche.

Ad esempio, se vuoi comprare un MacBook Pro puoi restringere i risultati per prezzo e per dimensioni dello schermo, lasciando fuori facilmente i modelli che non ti interessano.

Shopping MacBook Pro

Intervalli di numeri

L’operatore “..” serve a stabilire un intervallo di valori, e a limitare ad esso una ricerca.

Se ad esempio tu fossi un bassista interessato ad avere informazioni sui bassi a 5 o a 6 corde, potresti scrivere nel campo di ricerca di Google “bass 5..6 string”. In questo modo otterrai solo i risultati relativi a bassi, appunto, a 5 o a 6 corde.

Specificare un range

Un altro esempio. Se la tua passione fossero le moto e cercassi informazioni su modelli di cilindrata da 600 CC in su, le otterresti digitando “moto 600.. cc”. Se utilizzassi la stringa “moto 600 cc” senza i due punti, otterresti invece pagine relative alle sole moto di cilindrata 600.

Range con puntiniRange senza puntini

Il convertitore a portata di click

Google è anche un ottimo convertitore universale. Usa il campo di ricerca scrivendo direttamente la conversione che ti interessa (per esempio “convert 7 inches in cm”, ottenendo il risultato) o semplicemente “inches to cm”.

Convertitore

Cliccando sui menu a tendina puoi selezionare differenti dimensioni (velocità, peso o volume, ad esempio) e, per ciascuna di esse, diverse unità di misura (come centimetri, chilometri e miglia nautiche).

Convertitore menu a tendina

YouTube

Edita i video direttamente in YT

Da maggio del 2013 YouTube include tra i suoi servizi una suite di editing video. Ma non tutti la conoscono. Eppure offre degli strumenti molto interessanti, e c’è perfino lo slow motion! Dagli un’occhiata! Naturalmente i video editabili sono solamente i tuoi e quelli sotto licenza Creative Commons.

YT Video Editor

Restringi le ricerche

Non è sempre facile trovare il video che vuoi, in YouTube. Alcune stringhe di ricerca danno talmente tanti risultati da mettere a dura prova anche il navigatore più paziente, e non sempre si tratta esattamente di quello che stavamo cercando.

Per semplificarti la vita, però, c’è l’operatore “allintitle:”, che fa sì che ti vengano proposti solo i risultati che hanno tutte le parole della stringa nel titolo del filmato.

Se vuoi vedere Paul McCartney che suona Yestarday in uno show televisivo, ad esempio, scrivi “allintitle:paul mccartney tv yesterday”, e i video che avrai come risultati saranno sicuramente più coerenti con ciò che avevi in mente.

YT allintitle 01

YT allintitle

Condividi un video a partire da un punto specifico

Spesso quando condividi un video su un social network, non vuoi mostrarlo tutto, ma solo una parte di esso.

Per fare in  modo che il filmato che mostri agli amici parta automaticamente da un punto che vuoi tu, una volta cliccato su Share this video spunta la casella Start at e inserisci il minuto e il secondo esatti da cui vuoi che il video parta.

YT Start video at

Guarda film completi gratis legalmente

YouTube offre, oltre ai video classici, anche dei canali da cui puoi vedere molti film completi. Esiste anche una sezione gratuita, in cui sono presenti ad esempio alcuni classici non più protetti da copyright (ma non solo).

Film gratis

Gmail

Proteggiti dallo spam

La blogger Urooj Kazi di JustUfollow.com spiega un trucchetto molto interessante per diminuire la quantità di spam nella tua casella di posta. Ecco la traduzione del suo articolo sull’argomento.

Questo è l’aspetto tipico di un indirizzo gmail: xyz@gmail.com. È possibile aggiungere qualsiasi cosa dopo la xyz, separata da un segno “+”, e le email inviate a tale indirizzo verrà comunque consegnato nella tua casella.

Questo è possibile perché, Gmail tende a ignorare tutti i caratteri dopo il segno +. Quindi, xyz + justunfollow@gmail.com, xyz + nothing@gmail.com, xyz + kittens@gmail.com sono tutti lo stesso indirizzo email.

A cosa serve questo trucco? Se siete come me, vi abbonate continuamente a nuovi blog interessanti, feed di notizie, ecc. Ma come con la maggior parte delle cose nella vita, queste liste e-mail tendono a compromettersi, e improvvisamente il sito di cui ti fidavi inizia a mandarti spam.

Immaginiamo quindi una situazione ipotetica: stai seguendo gli aggiornamenti del blog di Google e ti sei registrato con l’email xyz + googleblog@gmail.com.

Se ricevi spam nella tua casella di posta elettronica e l’indirizzo riportato nel campo “a” è “xyz + googleblog@gmail.com”, saprai immediatamente quale mailing list è stata compromessa, e potrai immediatamente cancellarti.

Scarica posta di altri account in Gmail

La maggior parte di noi possiede tanti indirizzi email, anche con diversi provider. Specialmente se gestisci la posta tramite webmail, controllare tutti gli account richiede tempo ed è complicato.

Gmail però, grazie a Mail Fetcher, ti consente, con un semplice settaggio, di scaricare la posta di tutti i tuoi indirizzi in Gmail, in modo da averli tutti in un unico luogo. Per farlo, segui le istruzioni ufficiali fornite da Google.

imap-gmail

Invia un invito

Gmail offre uno strumento molto comodo per organizzare incontri (di lavoro e non) con altre persone. Se vuoi creare un evento e invitare persone a parteciparvi, crea un messaggio dalla webmail di Gmail e clicca sullo strumento Inserisci invito.

Invito

Le persone che lo riceveranno sono quelle che inserisci nel campo “A”. Compila i campi che ti interessano e invia il messaggio. I partecipanti riceveranno un’email come questa:

Invite to a meeting 01

Se accetteranno di partecipare al meeting, l’invito si trasformerà automaticamente in un impegno sul loro Google Calendar.

Mappe

L’opzione Vedi tutto

Quando visualizzi una zona con Google Maps, ti vengono anche mostrati alcuni punti di interesse commerciale. C’è un modo perché la web app ti mostri tutti quelli disponibili, invece che una piccola parte.

Basta zoomare su una zona che ti interessa e poi, nel campo di ricerca di Maps, inserire un asterisco (“*”). Schiacciando invio vedrai tutti i POI registrati.

Vedi tutto

Le mappe personalizzate

Maps Engine è un nuovo servizio con cui puoi creare e condividere mappe personalizzate. Il servizio è facile da usare, e l’opzione Take a tour ti guida passo per passo alla creazione di una nuova mappa).

Mappa personalizzata

Puoi, tra l’altro, raggruppare i luoghi di interesse in layer e anche visualizzare dati sulla mappa, una funzione che fa la felicità dell’utenza business.

Curiosità

Nella sua storia quindicennale, Google ha deposto decine di “ovetti con sorpresa”. Per chiudere questo articolo ne ricordiamo tre piccoli ma simpatici.

Tilt

Digitando “Tilt” nel campo di ricerca, i risultati saranno visualizzati su uno schermo storrto di qualche grado verso destra.

Tilt

Binary

Quando effettui una ricerca con Big G, ti viene mostrato il numero di risultati corrispondenti alla stringa inserita. E fin qui tutto normale. Ma se cerchi la parola “binary”, questo numero è indicato in codice binario!

Binary

Anagrammi

Se cerchi “anagram”, come suggerimento Google ti offrirà, be’… un anagramma della parola anagramma! Il suggerimento sarà adeguato alla lingua impostata.

Anagram

Tra i tantissimi trucchi e consigli, abbiamo selezionato i 15 che ci sembrano più utili e meno conosciuti, ma ce ne sono tanti altri. Segnalaci i tuoi preferiti!

Google+ si aggiorna su Android con nuove funzioni per le foto

Google ha rilasciato un importante aggiornamento per Google+ per Android che farà felice chi usa il social network di Big G per gestire ed editare le proprie foto. L’update apporta infatti un set aggiuntivo di filtri, una nuova sezione per tutte le foto e la possibilità di editare una foto dal computer e finire le modifiche su cellulare.

Tra le novità, quella sicuramente più interessante è l’introduzione del fotoritocco cross-device, che permette di cominciare a editare una foto su un dispositivo e continuare su un altro. Tutte le modifiche apportate sono non distruttive, cioè si possono annullare e tornare all’originale in qualunque momento.

Aggiunti anche un set di nuovi filtri ispirati da Snapseed, come effetti come Drama, Retrolux e HDR Scape, e le funzioni per tagliare e ruotare le foto.

Introdotta anche una nuova sezione in cui visualizzare tutte le foto, sia quelle sul dispositivo che quelle salvate nel Cloud.

L’aggiornamento di Google+ per Android migliora anche la visualizzazione delle foto: ora si può utilizzare la scroll bar sulla destra per sfogliare le immagini in ordine cronologico.

L’udapte verrà rilasciato gradualmente per tutti gli utenti nei prossimi giorni.