Ancora furti di password: violati 16 milioni di account email in Germania

Password e dati sensibili rubati per 16 milioni di account. Questa l’allarmante cifra riportata dall’agenzia tedesca per la sicurezza informatica (BSI), che ha comunicato di essere venuta a conoscenza dell’emergenza sicurezza analizzando un network di computer violati.

Si torna quindi a parlare di furto di dati e questa volta la scala dell’attacco hacker è l’equivalente di quasi un quinto della popolazione tedesca, cifra di molto superiore al già esorbitante numero di 2,9 milioni di account coinvolti nell’attacco ad Adobe dello scorso ottobre.

Non si conoscono ancora i dettagli del tipo di hacking ma da quanto sembra i cyber criminali hanno colpito quasi esclusivamente in Germania. Il furto di dati sarebbe avvenuto attraverso del software che raccoglieva illecitamente e-mail e password degli account. In alcuni casi sarebbero stati rubati anche dati di accesso a social network e portali di shopping online. La BSI ha creato una pagina dove gli utenti possono controllare se il proprio account è stato violato, anche se al momento il sito non è funzionante…

Leggi anche:

Come scegliere una password sicura

La peggiore password dell’anno è… Pubblicato l’elenco delle meno sicure

Truffe su Facebook: la ragazza in bikini colpisce ancora

Attacco hacker: non era solo WhatsApp. Coinvolti anche AVG e Avira

Ieri abbiamo riportato la notizia dell‘attacco a WhatsApp da parte di un gruppo hacker di attivisti palestinesi. Lo stesso gruppo, chiamato KDMS, ha attaccato anche altri siti web, tra cui i due colossi della sicurezza online, AVG e Avira.

I tre siti sono infatti ospitati dallo stesso servizio di hosting, Network Solutions, la cui violazione ha portato gli hacker ad avere, seppur momentaneamente, il controllo diretto dei domini.
L’hack è stato di tipo DNS redirection: chi cercava di entrare nei siti di Avira, AVG e Whatsapp visualizzava un messaggio che invocava la libertà per il popolo palestinese. Il gruppo KDMS ha rivendicato anche l’attacco a Leaseweb, la società di hosting che controlla circa il 4% del traffico internet globale.

hacker palestina

Avira, WhatsApp e AVG hanno confermato l’attacco. La dirigenza di WhatsApp ha assicurato che i dati degli utenti non sono stati compromessi e che stanno svolgendo ulteriori indagini sull’accaduto.
Tutti i siti colpiti sono ora nuovamente funzionanti e sembrerebbe che anche per i due antivirus non ci sia stata violazione delle informazioni degli utenti.

Generalmente, le operazioni di tipo DNS redirection sono per lo più innocue, o riconducibili a operazioni di cyber vandalismo. Un attacco di questo tipo a due colossi della protezione online apre però interrogativi piuttosto inquietanti sulle reali garanzie di sicurezza per gli utenti.

[Via: The GuardianCNET]

Leggi anche:

Attacco hacker ad Adobe, coinvolti 2,9 milioni di account

Hacker attaccano il sito di WhatsApp

Hacker palestinesi hanno attaccato il sito di WhatsApp questa mattina. Al momento l’emergenza è rientrata e il sito è tornato a funzionare con normalità. WhatsApp non ha ancora risposto ufficialmente in merito alla violazione di sicurezza di cui la società è stata vittima.
Per diversi minuti la pagina web della celebre app di messageria è stata sostituita da una messaggio che invitava alla liberazione del popolo palestinese. L’immagine del sito hackeato è stata riportata da Caschys Blog.

Whatsapp hack
Non sono disponibili informazioni su eventuali fughe di dati degli utenti.

Al momento il sito ufficiale di WhatsApp è di nuovo attivo. Vi terremo informati su eventuali sviluppi della vicenda.

[Via: Caschys Blog]

Leggi anche:

Spiare le conversazioni di WhatsApp? Impossibile, e illegale

Piratare un account Facebook potrebbe essere fin troppo facile

Circa un milione di account di Facebook sono vulnerabili e possono essere facilmente violati. Tutto quello di cui l’hacker in erba ha bisogno è un po’ di pazienza e un indirizzo Hotmail disattivato.
L’allerta proviene da uno studio condotto dai ricercatori della Rutgers University di Newark, nel New Jersey.

La ricerca, dal titolo minaccioso di “How to Hack into Facebook without being a Hacker“, sostiene che violare un account Facebook è tanto semplice quanto lo è entrare in possesso di un vecchio indirizzo di posta di Hotmail.

Effettivamente, Microsoft disattiva gli account Hotmail che risultano inutilizzati negli ultimi 270 giorni di inattività. A quel punto l’indirizzo può essere assegnato ad un nuovo utente che ne faccia richiesta.

Facebook invece utilizza un indirizzo di posta elettronica come username. E quindi, un hacker potrebbe accedere piuttosto facilmente a qualsiasi account di Facebook che utilizzi un indirizzo Hotmail scaduto.

Per verificare se un indirizzo Hotmail è scaduto gli hacker inviano una mail di test. Se si riceve un messaggio che indica che la “casella di posta del destinatario non è disponibile”, significa che quell’indirizzo è stato disattivato, e può essere richiesto da qualcun’altro, magari qualche male intenzionato.

A quel punto, entrare in Facebook è facile, basta inserire l’indirizzo e-mail rubato e poi selezionare l’opzione “Hai dimenticato la password?”. Facebook invierà una nuova password all’indirizzo e-mail rubato. E a quel punto si potrà accedere al profilo Facebook della vittima.

Tutto questo senza usare tecniche di phishing, brute force o trojans di alcuni tipo.

I ricercatori sostengono di aver avuto accesso, con questo metodo, a 15 account Facebook. Ovviamente lo scopo non era violare la privacy altrui, ma solo dimostrare quanto facile potesse essere accedere al profilo Facebook di qualcun’altro.

Nelle conclusioni dello studio si mette in evidenza che gli hacker potrebbero avere accesso a circa un milione di account Facebook. Non sono molti in confronto al miliardo di utenti del social network, ma è comunque una cifra inquietante.

Altri servizi di posta elettronica potrebbero essere altrettanto vulnerabili, anche se un portavoce di Google ha dichiarato che Gmail non ricicla gli indirizzi e-mail dei suoi utenti.

In una e-mail al New Scientist, un membro dell’equipe di Microsoft ha spiegato che “questo non è un problema con Facebook o Hotmail. Quando qualcuno smette di usare il suo account Microsoft, dovrebbe anche smettere di usare gli altri servizi Internet associati a quell’indirizzo. ”

[Via NewScientist]

Leggi anche:

Skypemageddon: un nuovo malware colpisce gli utenti italiani di Skype

Hacker all’attacco di Twitter. A rischio la sicurezza di 250.000 account

twitter-logoIl passerotto blu naviga in acque pericolose. Nei giorni scorsi pirati informatici hanno sferzato un attacco a Twitter che potrebbe aver compromesso circa 250.000 account. Dal blog ufficiale gli sviluppatori di Twitter hanno confermato che ci sono stati attacchi sospetti e che gli hacker potrebbero aver avuto accesso a password, indirizzi email e altri dati sensibili. L’attacco ha messo a rischio 250.000 account. Come “misura precauzionale” il team di Twitter ha provveduto nelle scorse ore a cambiare le password degli account a rischio. Gli sviluppatori hanno colto l’occasione per invitare gli utenti a disabilitare Java, vista la falla di sicurezza che ha colpito il software della Oracle nelle scorse settimane.