Gioca a Mario Kart sul PC… con Minecraft!

Un fan di Minecraft ha creato una mappa che introduce nel gioco di Mojang uno dei circuiti della serie Mario Kart: il castello di Bowser. L’autore dell’originale adattamento è Holstian, un utente del forum Reddit.

Questa mappa di Minecraft sarà molto apprezzata dai tanti fan dei giochi Nintendo, in particolare di Mario Kart. L’unica differenza con l’originale risiede nei mezzi di locomozione. Ecco quindi i kart per i cavalli.

Alcune foto per dare un’idea:

Per conoscere meglio il funzionamento di questa particolare mappa di Minecraft non rimane che scaricarla, da questo indirizzo.

Via: Reddit

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Non tutti dicono I love you. Su Twitter le peggiori risposte di sempre al “Ti amo”

Un hashtag si aggira per l’Europa. Anzi, per il mondo. Il minaccioso #WorstReplyToILoveYou (#PeggioreRispostaAlTiAmo) ha dominato nei giorni scorsi le classifiche dei Trending Topic su Twitter.

Dal “Grazie” al “Buon per te”, le (pessime) risposte al Ti amo sono davvero tante. Con ironia, e un pizzico di masochismo, gli utenti di Twitter hanno pubblicato le peggiori di sempre.

Il quotidiano inglese The Mirror ha selezionato alcune tra le risposte più terrificanti. Ne riproponiamo alcune, con la speranza di non doverle mai ascoltare in prima persona…

Via: The Mirror

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I 10 migliori giochi Made in Italy: MirrorMoon EP [Episodio 10]

La serie dedicata ai migliori giochi Made in Italy giunge al termine. Per chiudere alla grande abbiamo scelto MirrorMoon EP, un gioco realizzato da Pietro Righi Riva e Nicolò Tedeschi. Entrambi formano il team Santa Ragione. Se ami un certo tipo di videogiochi il loro nome ti risulterà familiare. Al duo si aggiunge la collaborazione affiatata di Paolo Tajé.

MirrorMoon EP è un puzzle game originale in quanto a gameplay, stile e concetto. Il giocatore è chiamato a decifrare gli enigmi presenti nei pianeti dell’universo minimalista e colorato ideato da Santa Ragione.

Accendi il radar dell’astronave, inserisci il floppy e attiva i motori. MirrorMoon EP è un viaggio lunghissimo nel futuro, un’esplorazione dell’universo differente che ti lascerà senza fiato e con tante domande.

Un nuovo modo di esplorare lo spazio

L’universo è un posto meraviglioso. Da sempre alimenta la voglia di conoscenza dell’uomo e lo spinge verso l’esplorazione dell’ignoto. Un desiderio che mette alla prova le ambizioni dell’umanità fin dagli albori della nostra storia.

Nei giochi di fantascienza, però, non c’è sempre posto per la scoperta. Nella maggior parte dei videogame l’universo si converte in una mappa piena di pianeti da conquistare, arene gigantesche popolate di creature da far saltare in aria.

MirrorMoon EP è un FPS che non ti chiede di sterminare gli alieni. Nel gioco affronti un lungo viaggio meditativo verso l’ignoto. Attraverserai le costellazioni e le galassie più remote dell’universo.

Ognuna di loro è composta da tantissimi pianeti e ogni corpo celeste è assolutamente unico. La tua missione è esplorare qualcosa di sconosciuto in un processo che inizia nel cosmo ma si sviluppa dentro l’anima del giocatore, fino a smuoverne pensieri e sentimenti.

Ogni pianeta è una storia

MirrorMoon EP non è il tipico gioco che ti aiuta costantemente. Non ci sono tutorial, guide e spiegazioni. Il gameplay del gioco non è neanche intuitivo se vogliamo dirla tutta. Il gioco inizia con la plancia dell’astronave che si illumina nel buio.

La cabina di comando è graficamente studiata nei minimi dettagli. Ogni cosa è al suo posto. Ci sono tantissime leve e comandi che conferiscono una sensazione di tangibilità al viaggio e alla macchina.

Dopo un po’ di prove con i pulsanti riuscirai a partire alla volta del primo pianeta. Il viaggio può essere lungo ma le lunghe attese fanno parte del gioco e alimentano la voglia di scoperta.

[…] il contributo richiesto al giocatore è grande, sia in termini di interazione e desiderio di comprendere l’interazione, sia in termini di storia e di dare un’interpretazione al mondo di MMEP.

Una volta atterrato noterai che nel cielo galleggiano altri pianeti e satelliti. L’arma che impugni è l’oggetto che separa te dalla soluzione dell’enigma. Questa sorta di fucile può lanciare raggi da usare come segnali di posizionamento e può addirittura spostare l’intero pianeta.

Santa Ragione riesce a creare un puzzle originale in cui vengono coinvolti contemporaneamente l’intero ambiente di gioco e l’abilità del giocatore che interagiscono in una maniera nuova.

È particolarmente difficile creare un’interfaccia di gioco che sia abbastanza aliena da risultare straniante, ma allo stesso tempo in grado di generare delle sequenze memorabili così che, una volta scoperte, si fissino nella mente del giocatore.

Ad ogni azione corrisponde una reazione che altera il paesaggio circostante e, una volta trovata la chiave di lettura giusta, riuscirai a risolvere l’enigma che blocca il pianeta, sbloccando gli artefatti.

Le dinamiche tecniche non sbloccano nulla a livello narrativo, in effetti non è chiaro il motivo del viaggio. Alla guida di questa crociata intergalattica c’è il fascino della scoperta, è il vero motore che ti guida nella discesa sui diversi pianeti e il gusto del mistero è difficile da saziare.

Minimalismo, arte, cinema e i suoni giusti

MirrorMoon EP è un prodotto che incontrerai raramente nel mercato del gaming. Nel gioco convergono una serie di idee, citazioni e scelte estetiche di qualità. Partiamo dalla grafica del gioco realizzata in collaborazione con Gabriele Brombin. Il gioco non avrebbe avuto la stessa atmosfera senza un appropriato sviluppo estetico delle ambientazioni.

Giocare a MirrorMoon EP è anche un’esperienza cinematografica e un’occasione per rivivere certe scene scolpite nella memoria dei fan dei film di fantascienza. La plancia dell’astronave con la serie di dati indecifrabile che scorrono negli schermi ricorda Alien. La sensazione alienante che percorre tutto il gioco evoca lo spirito di 2001: Odissea nello Spazio.

Anche il comparto audio del gioco è di altissimo livello. I suoni realizzati da Michael Manning rendono le macchine e le azioni vive, mentre la colonna sonora conferisce a ogni pianeta un suono unico.

Michael ha fatto un gran lavoro, specialmente nel dare “fisicità” all’interfaccia, campionando suoni da componenti meccaniche reali che ha cercato e selezionato per le varie componenti.

Il bello del gioco è proprio questo: ti lascia evocare i ricordi e le sensazioni che preferisci mentre ti perdi tra i colori accesi del paesaggio minimalista. Uno scenario che il giocatore completa con la propria fantasia.

Leggi l’intervista completa a Santa Ragione

Softonic: Santa Ragione è uno dei team più apprezzati in Italia e all’estero. Prima di iniziare a parlare di MMEP ci piacerebbe saperne di più del vostro team. Potete parlarci di Santa Ragione?

Pietro: Grazie per il complimento! “Uno dei team più apprezzati” è un’esagerazione, sicuramente ci siamo fatti notare con un paio di titoli non tradizionali, e poi anche grazie alla voglia di andare di persona alle varie fiere ed eventi del giro.

Siamo sostanzialmente in 2 + 1, i due siamo io e Nicolò, il +1 è il leggendario Paolo Tajé, che ufficialmente non fa parte di Santa Ragione ma che in pratica è il nostro lead programmer oltre che co-autore di MMEP. Stiamo a Milano di solito, ma il 50% del tempo siamo in giro da qualche parte.

Softonic: MMEP è nato in poche ore durante la Global Game Jam e non si è aggiudicato l’Indipendent Game Festival per poco. Come è nata l’idea del gioco? È una domanda che di sicuro vi hanno proposto più volte. Se fosse possibile vorrei che mi raccontaste la genesi dell’idea (chi l’ha proposta, come vi siete coordinati per realizzarla in così poche ore…)

Pietro: Non è propriamente MMEP ad essere nato alla GGJ2012, ma piuttosto il prototipo di una delle meccaniche di base di MMEP, che allora chiamammo semplicemente MirrorMoon. L’idea è nata dal tema della jam, cioè l’Uroboro, il serpente che si morde la coda.

Da lì abbiamo approfondito il tema della prospettiva personale del ciclo della vita, cioè il modo in cui questo ciclo non è apparente al singolo individuo all’interno della sua percezione personale. Nicolò ha avuto l’idea di rappresentare un cammino percepito come lineare in prima persona, ma che fosse in realtà circolare da un punto di vista esterno.

Nicolò: Nel nostro team (ed ancora più nelle game jam) il processo creativo è spesso un processo condiviso. Difficile attribuire la paternità di un’idea. Tutto si rimescola e si rielabora continuamente. Inizialmente, durante la GGJ, avevamo iniziato a lavorare con due diverse camere di gioco affiancate l’una all’altra.

La prima in “prima persona” e la seconda in “terza persona”. Ben presto, però, ci è sembrato evidente che le due rappresentazioni dovevano coesistere nella stessa rappresentazione di gioco e sperimentando è nata una delle meccaniche base del gioco; il rapporto tra giocatore, pianeta e pianeta-luna. Diverse rappresentazioni dello stesso oggetto che coesistono in un unica “inquadratura”.

Softonic: La prima volta che ho giocato a MMEP non sapevo cosa fare. Non avevo la minima idea di come usare l’arma, come pilotare l’astronave e dove fossi. Nonostante avessi le mappe stellari ho avvertito una sensazione di smarrimento. È questo quello che cercate di trasmettere ai giocatori?

Pietro: Sì, anche se questo non è il messaggio, ma il segno che lo veicola. Vogliamo che i giocatori si facciano delle domande sulla funzione e il significato degli elementi di MMEP e che costruiscano una narrazione propria.

Nicolò: Questa è una delle cose su cui abbiamo lavorato molto per la versione EP post GGJ. La questione esplorativa era diventata fondamentale per noi e così decidemmo di espandere il concetto di esplorazione a tutte le componenti di gioco. MMEP ci coinvolge così in un percorso di riattribuzione del significato. Cos’è questo bottone? Che cosa mi comunica? Io cosa penso che faccia?.

Ci piace dire che MMEP è un gioco fatto di suggerimenti più che di informazioni certe. Quello spazio vuoto che è stato lasciato tra un pezzetto di informazione e l’altro è li perché venga riempito in maniera autonoma da ogni giocatore.

Softonic: Giocando a MMEP mi rendo conto che non sto solo viaggiando nello spazio e nel futuro, ma che sto tornando indietro nel tempo fino ai giorni della mia infanzia. Il design lowpoly mi ha fatto pensare alle giornate passate giocando su Amiga a Carrier CoMMEPand, Archipelagos o Space Max. Quali sono (se ce ne sono) i giochi del passato che hanno influenzato maggiormente MMEP?

Pietro: Principalmente uno, NOCTIS IV, di Alessandro Ghignola. Noctis è un simulatore di esplorazione spaziale puramente esplorativo. I punti in comune con MMEP sono evidenti, consiglio a tutti di provarlo.

Nicolò: Senza dubbio. Se c’è un gioco che ha influenzato MMEP è Noctis IV.

Softonic: Si è discusso a lungo sul concetto di familiarità nei giochi in relazione al successo commerciale di un prodotto videoludico: non conta che il gioco sia facile o difficile da padroneggiare, conta che risulti familiare al giocatore. Ho riflettuto su questo concetto in relazione a MMEP.

MMEP inizia con l’astronave che si accende nel buio. La luce del monitor illumina un floppy, una cartuccia, le leve e i pulsanti presenti nell’abitacolo… Queste componenti richiamano l’immaginario legato all’epoca “analogica” dei videogiochi e risultano decisamente familiari ai giocatori più anziani. Allo stesso tempo non sono nuove agli appassionati di cinema sci-fi in generale.

Non si tratta di una semplice citazione o di un esercizio di stile. La sensazione che ho è che abbiate usato certi colori e certe componenti nell’abitacolo per costruire l’immagine di un’astronave più familiare, in cui ogni azione si fa tangibile, credibile e acquisisce un senso personale per il giocatore. Cosa ne pensate di questa interpretazione? Avete ideato l’abitacolo pensando in questo o c’è di più?

Pietro: Sì, questa è una buona osservazione. Si tratta propriamente di un compromesso, da un lato non c’è una spiegazione esplicita del funzionamento, ma dall’altra usiamo elementi familiari per suggerire un uso o una interazione.

In generale, il design di MMEP è basato sul concetto di offuscamento e sul design inverso di forma e funzionalità. In pratica, partiamo da una forma e le attribuiamo funzione in base a quello che ci ispira, in modo che la forma non sia esplicita e il suo funzionamento non sia oggettivo. Allo stesso tempo, bilanciamo la difficoltà in modo da favorire la sensazione di scoperta e contemporaneamente prevenire l’abbandono del gioco per frustrazione.

Nicolò: È particolarmente difficile creare un’interfaccia di gioco che sia abbastanza aliena da risultare straniante, ma allo stesso tempo in grado di generare delle sequenze memorabili così che, una volte scoperte, si fissino nella mente del giocatore.

Softonic: MMEP è un gioco colto. È evidente che dietro questo lavoro c’è una lunga e profonda indagine, oltre alla passione. Chi ama il cinema noterà analogie con l’astronave di Alien o di 2001: Odissea nello Spazio. Personalmente l’atmosfera mi ha fatto pensare alla solitudine di Moon, mentre certe scelte cromatiche mi ricordano i lavori di Roger Dean. Quali sono le opere (film, libri, arte) che hanno ispirato il vostro lavoro e questo meraviglioso minimalismo?

Nicolò: Le influenze sono molto diverse e a volte non sono nemmeno coscienti credo. Sicuramente il lavoro di Jean Giraud in arte Moebius è parte del nostro bagaglio culturale. Ma anche i disegni e i modellini dell’architetto Lebbeus Woods sono diventati fonte di ispirazione per MMEP. Così come è stato fonte di ispirazione il già citato Alien (1979) di Scott, il lavoro del compositore Vangelis in Blade Runner (1982), fino ad arrivare a Stalker (1979) di Tarkovsky. In letteratura, invece, il lavoro di Stanislaw Lem è stato importante. Ha posto le basi di quella fanstascienza a su cui poggia MMEP, molto lontana dallo “sci-fi” Americano del cowboy nello spazio.

Softonic: Non ci sono tutorial, non c’è una narrazione convenzionale e tra un pianeta e l’altro ci sono lunghi viaggi, il che significa lunghe attese. Pensate che MMEP sia un gioco adatto a tutti parlando di difficoltà? In generale che opinione avete della difficoltà nei giochi contemporanei?

Pietro: Assolutamente no. MMEP non è difficile, ma chiaramente non è adatto a tutti. Richiede pazienza e anche creatività, perché il contributo richiesto al giocatore è grande, sia in termini di interazione e desiderio di comprendere l’interazione, sia in termini di storia e di dare un’interpretazione al mondo di MMEP.

Raramente penso ai giochi in termini di difficoltà, perché secondo me i giochi basati sulla sfida sono un genere, non un paradigma. Detesto giochi che limitano la libertà del giocatore con una sfida, quando questa non è il tema centrale del gioco.

Softonic: Negli ultimi giorni sto provando Destiny. Non sono un fan di questo genere di giochi ma bisogna riconoscere che la grafica e il mix di FPS e MMO può risultare accattivante per molti videogiocatori.

I giochi di fantascienza continuano a proporre mitragliatrici e lanciarazzi nella maggior parte dei casi e trascurano dettagli giganteschi. Un esempio? In Destiny c’è un pianeta all’interno di un altro pianeta, ma nessun cambiamento nelle leggi della fisica nel paesaggio circostante. Il videogiocatore è ancora legato all’azione più che all’esplorazione e alla credibilità del mondo in cui si muove.

Esiste un modo secondo voi per attirare l’attenzione del grande pubblico verso tipi di giochi differenti?

Pietro: Sì, penso che il modo sia parlare di temi che interessano al grande pubblico. La maggior parte dei giochi oggi si riferisce a sotto culture oppure ha un approccio completamente aculturale. I giochi aculturali sono quelli che raggiungono il grande pubblico per ora, ma penso che qualunque gioco che non parli di mostri, draghi e battaglie potrebbe avere qualche speranza.

Softonic: I suoni di Michael Manning e la colonna sonora rivestono un ruolo determinante nel gioco. La soundtrack è stata realizzata da 7 artisti diversi in totale libertà. Potete spiegarci la ragione di questa scelta e come si gestisce una collaborazione di questo tipo?

Nicolò: Michael ha fatto un gran lavoro, specialmente nel dare “fisicità” all’interfaccia campionando suoni da componenti meccaniche reali che ha cercato e selezionato per le varie componenti. La colonna sonora è stato invece un lavoro diverso, ma non è stato particolarmente complicato da gestire.

Volevamo avere una certa diversità e per questo abbiamo deciso di dividere il lavoro tra più artisti, lasciando libertà sull’interpretazione dei vari scenari presenti sui mondi di MMEP. Poi noi ci siamo assicurati che venissero rispettate delle semplici linee guida, così da avere sempre dei punti in comune anche nella diversità. Ad esempio siamo stati molto espliciti sul fatto che le musiche non potevano includere suoni organici o che ricordassero esseri viventi.

Softonic: Ho letto che girate il mondo e lavorate da ovunque. Vi chiedo quali sono le principali differenze tra la situazione dello sviluppo in Italia e nel resto dei paesi che avete visitato.

Pietro: Troppe da elencare, quella principale è la mancanza di una cultura diversificata in Italia, dove fanno videogiochi solo un certo tipo di persone.

Softonic: L’IGF vi ha aperto le porte di Steam. Non è stato altrettanto facile con Fotonica (complimenti per la conversione per iOS). Quali sono i pregi e i difetti della piattaforma sviluppata da Valve?

Nicolò: Che lo si voglia o no, ad oggi, la piattaforma di Valve è ancora un mezzo fondamentale per raggiungere un pubblico più vasto come studio indipendente. Le altre vetrine di spicco sono il PlayStation Network e per ultimo, ma molto più concorrenziale, c’è l’AppStore. Il grande pregio di Steam è una community molto attiva e vocale.

Questo è stato ottimo per MMEP perché puntavamo ad avere una comunicazione tra i giocatori che stavano esplorando la stessa galassia. Volevamo che si parlassero, che condividessero le loro scoperte e le loro interpretazioni. I forum di Steam, anche con la possibilità di scattare immagini di gioco e condividerle, non solo hanno semplificato il tutto ma direi che hanno addirittura stimolato molto questo dialogo.

Softonic: A cosa non potete proprio rinunciare mentre siete al lavoro su un gioco? Un tool, una musica, un elemento concreto.

Pietro: Tecnicamente, sicuramente a Unity perché ci permette di lavorare senza le competenze tecniche che sarebbero altrimenti necessarie.

Nicolò: Dopo due anni di collaborazione non so se possiamo fare a meno di Paolo Tajé. Se non ci fosse sarebbe terribile; non ci voglio neanche pensare!

Softonic: Sviluppare giochi è un sogno ma non è facile. Voi siete un punto di riferimento per molti nuovi sviluppatori italiani. Avete qualche dritta per chi sta iniziando?

Pietro: Il mio consiglio è di avere prima di tutto qualcosa da dire. Il mondo non ha bisogno di un altro platform 2D, e il mercato comincia a riflettere questa situazione. Chi sta iniziando deve avere delle motivazioni forti. “Mi piacciono i videogame” è una motivazione per scegliere questo linguaggio, ma non è un tema, di per sé. Se non si ha nulla da dire non bisognerebbe scegliere un lavoro creativo ma sottopagato come questo.

Nicolò: Fare progetti piccoli e concentrarsi sulle cose che sembrano ovvie. Creare tanti prototipi e buttarne via ancora di più. Spesso le cose interessanti si nascondono nelle cose che diamo per scontate, ed invece è li che dobbiamo scavare.

Quel punto in cui si incrociano gli universi

Santa Ragione realizza qualcosa che va oltre il gioco. MirrorMoon EP è quel punto preciso in cui arte, scienza e alchimia si incontrano e convergono in un videogame. MirrorMoon EP è un inno al sapere e alla conoscenza nell’accezione più profonda del termine.

Non riesco a pensare una maniera migliore per dipingere decenni di letteratura, di cinema Sci-Fi e di arte in una sola opera. Santa Ragione ci riesce focalizzandosi su quello che un gioco di fantascienza dovrebbe essere: amore per la scoperta.

Un concetto semplice che in MirrorMoon EP si sviluppa in maniera credibile e tangibile tanto da riuscire a traghettare il giocatore con successo in un gameplay ignoto. Le mappe stellari, i lunghi viaggi, tutto fa parte di un processo di cambiamento che coinvolge la visione personale del giocatore su un intero genere videoludico.

Forse non tutti sono pronti per questo tipo di esperienza, per valutarne i pregi, ma riconoscerete per lo meno la bellezza del messaggio. MirrorMoon EP invita a riflettere con senno e classe, veicolando al giocatore una vera innovazione e una diversa maniera di comunicare. Non dimentichiamo che tutto questo avviene nel medium più difficile da gestire e promuovere: il videogioco.

Leggi l’intera serie:

I 10 migliori giochi Made in Italy: Dengen Chronicles [Episodio 1]

I 10 migliori giochi Made in Italy: Woodle Tree [Episodio 2]

I 10 migliori giochi Made in Italy: Lost Yeti [Episodio 3]

I 10 migliori giochi Made in Italy: Goscurry [Episodio 4]

I 10 migliori giochi Made in Italy: OverVolt [Episodio 5]

I 10 migliori giochi Made in Italy: UFHO2 [Episodio 6]

I 10 migliori giochi Made in Italy: Assetto Corsa [Episodio 7]

I 10 migliori giochi Made in Italy: Futuridium EP [Episodio 8]

I 10 migliori giochi Made in Italy: The Waste Land [Episodio 9]

I 10 migliori giochi Made in Italy: MirrorMoon EP [Episodio 10]

Facebook Messenger: in arrivo i pagamenti elettronici?

Presto sarà possibile inviare denaro ai tuoi amici attraverso Facebook Messenger. Il social network ha integrato una funzione di pagamenti elettronici che funziona in modo molto simile a PayPal.

Individuata da uno studente all’interno del codice dell’app, la funzione ancora non è attiva, ma potrebbe diventare realtà molto presto.

Con la funzione di pagamenti in Facebook Messenger sarà possibile inviare denaro ai propri contatti in maniera semplice e intuitiva, come appare nelle immagini riportate da TechCrunch.

L’opzione richiede di associare una carta di credito o di debito al proprio account Facebook. Durante i pagamenti verrà richiesto un pin.

Se la funzione diventerà realtà, probabilmente Facebook prenderà una commissione sulle transazioni. Ma su questo, o su una data di lancio della nuova feature, non c’è per il momento nessuna certezza.

Fonte e immagine: TechCrunch

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La Technical Preview di Windows 10 si può installare direttamente anche su Windows 7

Dopo la presentazione della scorsa settimana, Microsoft ha reso disponibile a sviluppatori e utenti avanzati la Technical Preview di Windows 10.

La TP è disponibile anche per chi usa Windows 7, che può passare a Windows 10 come fosse un normale aggiornamento.

Per scaricare la TP di Windows 10 è necessario iscriversi al Windows Insider Preview Program, il programma di Microsoft che permette di testare le build anteprima e di rilasciare feedback.

In ogni caso, non raccomandiamo di sostituire il proprio sistema operativo con una preview che, oltre a essere instabile, scadrà nell’aprile del 2015.

La Technical Preview, come ogni altro tipo di beta, è instabile e non adatta ad essere usata come sistema operativo principale. Ai non addetti ai lavori che vogliono sperimentare Windows 10 consigliamo di installare la Technical Preview su una macchina virtuale.

Via: Neowin

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iPhone, Android o Windows Phone? La guida per scegliere bene il tuo smartphone

Quale sistema operativo scegliere? iOS, Android o Windows Phone? Oggi ti aiutiamo a trovare lo smartphone che fa per te.

Ogni anno la stessa storia: iPhone, Galaxy, Nexus, Lumia… Con l’avvicinarsi delle feste di fine anno, una marea di smartphone che si definiscono rivoluzionari arrivano nei negozi di tutto il mondo.

Ma come si fa ad essere sicuri di fare la scelta giusta? Come riconoscere lo smartphone che ci si addice di più?

Fortunatamente, la redazione di Softonic ha esaminato la questione e oggi ti aiuteremo a scegliere il sistema operativo mobile che fa per te con la nostra guida completa sui tre OS mobile più popolari.

Che tu sia un artista in erba, un fan dei videogiochi o un principiante, riuscirai sicuramente a riconoscerti in uno dei sei profili sui quali abbiamo concentrato il nostro confronto.

Scopri a quale profilo di utente corrispondi e quale sistema, tra iOS, Android o Windows Phone, è perfetto per te!

Il miglior smartphone per gli artisti

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Sei un appassionato di musica, registri video ogni volta che puoi e adori scattare foto con il tuo telefono? Abbiamo lo smartphone che fa per te! Qual è il sistema operativo mobile più adatto ai bisogni di un creativo? Quello che offre le app migliori? Ti diciamo tutto!

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Qual è il sistema operativo mobile più adatto ai bisogni di chi utilizza lo smartphone per lavorare? Quale OS è più efficace in ufficio? Abbiamo messo alla prova iOS, Android e Windows Phone per vederci più chiaro!

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Games-SectionSe sei come me, è possibile che passi moltissimo tempo a giocare sul tuo smartphone! Vari giochi disponibili, esclusive, giochi gratuiti… Abbiamo condotto un’indagine per individuare quale sistema operativo mobile è più adatto ai giochi.

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Sei preoccupato per la sicurezza dei tuoi dati personali? È del tutto normale. Ma qual è il sistema operativo più sicuro? Abbiamo messo a confronto i tre sistemi operativi mobile più popolari per rispondere a questa domanda e consentirti di fare la scelta giusta in tutta tranquillità.

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Ora hai tutte le informazioni che ti servono per scegliere lo smartphone più adatto alle tue necessità e alle tue abitudini. Proprio quello che ti ci voleva per affrontare con serenità il periodo delle feste e resistere alle tentazioni del marketing!

Hai fatto la tua scelta e hai deciso di fare il grande passo? Perfetto! Lasciaci un commento e condividi la tua esperienza spiegandoci quale sistema operativo mobile ha attirato la tua attenzione!

Articolo tradotto dal francese. Seguimi su Twitter: @SamSoftonic

Skankphone: il prototipo dell’iPhone, con una versione falsa di iOS

Ricorre oggi l’anniversario della scomparsa di Steve Jobs. Nel terzo anniversario dalla suo morte, fa tenerezza scoprire la sua ossessione per mantenere segreto il progetto di creazione del primo iPhone, considerato all’unanimità una delle più importanti rivoluzioni nel mondo della tecnologia.

La nascita dell’iPhone è stata avvolta nel mistero. Un mistero così fitto che Apple creò un finto telefono per depistare giornalisti e “spie”. Come riporta la redazione di The Next Web, “Skankphone” era un telefono cellulare creato dall’azienda di Cupertino per distogliere l’attenzione dal vero iPhone.

Il telefono comprendeva una falsa versione di iOS. Le immagini di Skankphone provengono da una vendita su eBay del telefono.

Fu per proteggere la nascita dell’iPhone che un team di developer lavorò a Skankphone, la versione falsa di iOS. Apple aveva due squadre al lavoro sull’iPhone, ognuna isolata dall’altra. E così, un team lavorava alla vera piattaforma iOS ma con un hardware falso mentre altri creavano il vero hardware ma con un software fasullo.

Roba che neanche alla CIA. Il mistero era così ben protetto che, si dice, durante la realizzazione del sistema operativo, i creatori di iOS non potettero mai vedere il vero iPhone.

Ma evidentemente tanta riservatezza funzionò. La nascita del primo iPhone, nel 2007, colse il mondo di sorpresa.

Questo il video del primo teaser promozionale dell’iPhone, trasmesso il 3 febbraio del 2007 durante la notte degli Oscar. Nel filmato vediamo una serie di attori rispondere al telefono con il classico Hello e, alla fine del video, appare la prima immagine dell’iPhone. Il resto, come si dice, è storia.

Via: The Next Web

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Indeciso cronico? Tira la moneta, con Cortana

L’assistente vocale dei dispositivi Windows Phone 8.1., Cortana, può aiutarci a decidere, con la funzione Tira una moneta.

Partire o restare? Carne o pesce? Samsung o iPhone? Dai grandi dubbi esistenziali fino alle piccole scelte da compiere quotidianamente, la vita può essere un inferno lastricato di opzioni, per gli indecisi. Ma se decidere è difficile, e a volte doloroso, in certi casi basta semplicemente tirare una monetina.

I possessori di telefoni Windows Phone 8.1 possono districarsi tra le scelte di tutti i giorni chiedendo a Cortana di lanciare una moneta o tirare i dadi.

I comandi sono rispettivamente Flip a coin e Roll a die e mostrano sullo schermo la monetina, con testa o croce, o il risultato del lancio dei dadi.

Le funzioni non saranno la cosa più utile del mondo ma possono rendere più semplice la vita agli indecisi. Purtroppo Cortana non è ancora disponibile in italiano. A meno di non voler usare Cortana in inglese, bisognerà aspettare almeno fino al 2015 per chiedere al proprio telefono di tirare una moneta per noi.

Fonte e immagini: WP Central

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Google Now in italiano: arriva la punteggiatura

La versione italiana di Google Now dispone finalmente della punteggiatura. Da oggi è possibile dettare i testi completi dei segni d’interpunzione sfruttando il sistema di riconoscimento vocale di Android.

Una funzione che gli utenti attendono da tempo e che permette di rendere i testi più completi e leggibili. Abbiamo provato a usare la punteggiatura e possiamo dire che funziona bene. Per inserire i segni basta dettare le parole: punto, virgola, due punti, punto esclamativo, punto interrogativo e i segni si aggiungeranno in automatico al testo.

Ci vuole un po’ di tempo per abituarsi ed è inevitabile sentirsi un po’ come Totò e Peppino quando si dettano punti e virgole nel testo. Purtroppo Google per ora non riconosce la tonalità delle espressioni umane. Siamo comunque convinti che è solo una questione di tempo prima di disporre di un riconoscimento vocale del dettato perfetto.

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LEGO Batman 3: il cavaliere oscuro nello spazio!

LEGO Batman 3 ti invita ad indossare il mantello dei supereroi dei fumetti della DC, in un’avventura tutta nuova e ricca di colori.

In LEGO Batman 3, l’uomo pipistrello ritorna in azione per lottare contro una terribile minaccia che viene da lontano. Questa volta non è Gotham City, ma sarà l’intero universo che Batman e i suoi compari dovranno salvare!

Vuoi saperne di più? Ottimo! Ho avuto la possibilità di partecipare ad una sessione demo del gioco in anteprima al Gamescom 2014. Ti racconto qui di seguito cosa penso di LEGO Batman 3.


La storia: un’alleanza impossibile…

Come nei due episodi precedenti, LEGO Batman 3 porta i nostri supereroi preferiti in una avventura completamente nuova. Questa volta, Batman, Robin, Superman, Flash e gli altri personaggi dei fumetti si alleano con i cattivi dell’universo della DC per contrastare Brainiac, un malvagio computer che vuole miniaturizzare interi pianeti per collezionarli.

Lego batman 3Batman potrà contare sui più grandi eroi della DC come Superman, Flash e Wonder Woman.

I nostri eroi visiteranno pianeti alieni popolati da strane creature e viaggeranno attraverso l’universo per evitare la fine del mondo in  una emozionante avventura.

Tutto sommato, la storia di LEGO Batman 3 è in realtà un pretesto per mettere insieme personaggi molto differenti in una singola avventura! Anche se il risultato è un po’ artificiale (cosa ci fa Batman nello spazio siderale?), questo vortice narrativo si sposa a meraviglia con la tradizione iconoclasta dei giochi della LEGO.

In LEGO Batman 3, i personaggi che tutti conosciamo ci verranno mostrati sotto una nuova luce, una buona occasione per deliziare grandi e piccini.

harley quinn lego batman 3

Harley Quinn, aiutante del Joker darà una mano ai supereroi.

Come in tutti i giochi LEGO, l’umorismo è anche qui onnipresente  e le gag e le barzellette da scolaretti saranno una costante. Gli sviluppatori di LEGO Batman 3 mi hanno rivelato che si sono divertiti molto con i classici personaggi DC. Il loro obiettivo era quello di creare versioni uniche di questi eroi che ci stanno tanto a cuore, accentuando alcuni tratti della loro personalità.

In questa versione esagerata dell’universo DC, Flash userà la sua velocità per afferrare il massimo delle monete d’oro, una tendenza che lo trasformerà in una sorta di Super Zio Paperone costantemente assetato di monete. Cyborg, nel frattempo, sarà un vero codardo, mentre Wonder Woman si ritroverà sempre di cattivo umore!

Ma i fan più accaniti possono stare certi che tutti questi cambiamenti saranno spiegati nella trama del gioco. In ogni caso, il risultato è semplicemente esilarante e gli eroi di LEGO Batman molto probabilmente ti faranno sorridere con le loro divertenti espressioni facciali e le gag stravaganti.

Il gameplay: una esperienza per tutta la famiglia

Una formula vincente non si cambia. In linea di massima, LEGO Batman 3 adotta, giustamente, il gameplay che ha dato il successo alla serie nel passato. I livelli che sono stati presentati riprendono il sapiente mix di gioco d’azione beat them all, gioco platform e puzzle.

In totale, si può scegliere tra 150 personaggi per esplorare i 45 livelli del gioco. Ogni eroe ha diversi costumi e una varietà di poteri speciali. Ad esempio, durante la dimostrazione, Flash si è trasformato in un eroe ad alta velocità per distruggere il suo nemici alla velocità della luce.

Il supereroe era in grado di usare la sua velocità sovrumana per assemblare i pezzi LEGO a tutta birra. Speriamo che gli sviluppatori saranno così fantasiosi anche per gli altri 149 personaggi del gioco!

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Beast Boy può trasformarsi in uccello, gorilla o pesce

In LEGO Batman 3, spetterà a te scegliere quali poteri utilizzare per sbarazzarsi dei nemici e degli ostacoli che appariranno sul tuo cammino. In LEGO Batman 3, la forza bruta non è l’unica chiave per il successo.

La cooperazione giocherà ancora un ruolo molto importante e bisognerà combinare i diversi poteri del tuo eroe per utilizzare l’ambiente a proprio vantaggio ed andare avanti.

La grande novità, il livello che ci è stato presentato aveva delle fasi del gioco shoot ’em up, in cui gli eroi dovevano attaccare la nave del cattivo Brainiac nello spazio. Piuttosto divertente!

La grafica: l’unico limite è lo spazio

LEGO Batman 3 esplora un universo più vasto che mai. Batman lascia le strade ombreggiate di Gotham e si dirige verso le stelle. La nostra sessione di gioco si è tenuta su Odym, il pianeta delle Lanterne Blu.

Visivamente, il livello presentato mi ha fatto una ottima impressione. Il pianeta che gli eroi hanno visitato durante la demo è un piccolo paradiso con giungle lussureggianti, molto colorate e con una fauna extraterrestre.

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Basta con le strade malfamate di Gotham, prossima direzione, le stelle!

Ma LEGO Batman 3 darà anche al nostro eroe la possibilità di visitare i luoghi di culto dei fumetti della DC, come la Batcaverna o la torre della Lega della Giustizia.

Per completare l’opera, la camera del gioco utilizza l’effetto di una lente tilt shift, che dà l’impressione di giocare in realtà con delle Minifigure LEGO.

Una dichiarazione d’amore ai fan

LEGO Batman 3 mi è sembrato proprio come una lettera d’amore ai fan dei personaggi DC, sia grandi che piccoli. In questa sessione demo ho notato sicuramente la passione che si poteva leggere negli occhi degli sviluppatori.

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Ogni eroe ha diversi costumi e una varietà di poteri speciali.

Tutto indica che la TT Games tiene molto a cuore l’uso dei materiali originali e ho piena fiducia che riuscirà ad offrire un gioco all’altezza delle aspettative dei fan. Hanno addirittura incluso il Batman della serie TV degli anni sessanta! Incredibile!

Un titolo rinfrescante e adattissimo per tutta la famiglia, del quale aspetterò con impazienza il suo rilascio.

LEGO Batman uscirà su PC, Xbox One, Xbox 360, PS4, PS3, PS Vita, Wii U e Nintendo 3DS a fine 2014. Nell’attesa, Maria ti raccomanda altri cinque grandi giochi ai quali tutti i membri della famiglia possono giocare!

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