Le news più importanti del 2013: social network

Quello che sta per chiudersi è stato un anno intenso nelle reti sociali. Il 2013 ha visto Facebook cambiare, e diventare più “maturo”, Twitter puntare in alto e Google+ puntare… al mondo. O almeno provarci.

E per gli utenti dei social network, come è stato il 2013? Cosa cercano le persone nella Rete Sociale? E l’utente più ritwittato al mondo, chi è?

Ecco il 2013 dei social network!

Facebook – È tempo di cambiare

Il tempo passa per tutti, pure per Facebook. Ha da poco compiuto 10 anni Facemash, il primo esperimento di Mark Zuckerberg e predecessore del social network che ha conquistato il mondo. Facebook è nato poco dopo, il 4 febbraio del 2004.

Alla vigilia del suo decimo anniversario, la rete sociale di Zuckerberg è ancora protagonista del mondo social, anche se le alternative giovani, come Snapchat, sono pronte a rubare la scena (e intanto portano via pubblico fra i teenager).

Rinnovarsi o morire sembra essere il grido di battaglia di Facebook, che nel 2013 ha cambiato (quasi) tutto. Addio vecchia sezione notizie, ora c’è il  nuovo News Feed, una home page completamente rinnovata che offre immagini più grandi, feed multipli e uniformità di aspetto tra web e cellulari. Il News Feed è stato lanciato lo scorso marzo ma tantissimi utenti sono ancora in attesa che venga attivato sul proprio profilo.

C’è da attendere anche per Graph Search, il nuovo strumento di ricerca di Facebook che ti permette di trovare tutto e tutti, come per esempio scoprire chi sono “i miei amici fan di Star Wars e Harry Potter”, ma anche “le amiche dei miei amici che sono single e vivono nella mia stessa città”… Presentato a gennaio, Graph Search non è ancora disponibile nell’edizione italiana di Facebook, ma si può provare in anteprima da questo indirizzo.

graph search

Il 2013 è stato anche l’anno del lancio di Facebook Home, ambizioso progetto di un launcher per Android che fino ad ora non ha incontrato i favori del grande pubblico, e del miglioramento di Facebook Messenger, che ha un nuovo stile grafico, tante funzioni aggiuntive, una chat in stile WhatsApp e gli oramai immancabili adesivi.

Ma intanto i tempi sono maturi per un social network con meno gattini e più notizie, come testimonia il recentissimo aggiornamento dell’algoritmo di Facebook, che ora punta a favorire le news e i contenuti di qualità.

Facebook sta diventando serissimo. O no? Non rimane che aspettare il 2014 per sapere come evolverà il social network più diffuso al mondo.

Twitter – Piccoli passerotti crescono

Al passerotto blu i 140 caratteri cominciano ad andare stretti. Nel 2013 Twitter ha lanciato il suo servizio di video sharing, Vine. L’app ha fatto subito parlare di sé, per il dilagare di video porno che ne ha accompagnato il debutto (poi frenato) ma anche per l‘immediata popolarità, che ha portato l’applicazione a sbarcare felicemente su Android e, recentemente, anche su Windows Phone. Twitter ha inoltre costantemente migliorato l’usabilità della versione web e delle sue app, per esempio permettendo la sincronizzazione dei messaggi diretti fra tutti i dispositivi. Più comoda, quindi, ma anche più sicura, grazie all’introduzione nuovo sistema di verifica tramite un codice.

twitter security

E, per puntare in alto, il social network dei tweet ha lanciato nel 2013 anche il suo servizio di streaming musicale, Twitter #music, che però non sembra aver raccolto i favori del grande pubblico.

Con un numero di utenti in costante crescita, il sole continua a splendere nel cielo di Twitter. Ma ci sono nuvole all’orizzonte, soprattutto ora che Facebook sembra essere decisa a rubargli il campo d’azione, copiando, pardon, introducendo gli hashtag e i trending topic. Come sarà il 2014 di Twitter?

Google+ – Mi manda papà

Il social network di Google vuole liberarsi della sindrome della Cenerentola, e conquistare gli utenti che fino ad ora sono rimasti allegramente a pascolare tra il News Feed di Facebook e la Timeline di Twitter. E se non si convincono con le buone… ci pensa papà Google, che nel 2013 è sceso prepotentemente in campo, rinnovando totalmente Google+. Il social network di Big G è ora tutto nuovo, e ha integrato GIF nelle conversazioni, chiamate in HD su ogni dispositivo e altro ancora. In effetti ora Google+ è molto più carino, e offre anche strumenti di editing fotografico interessanti.

Google + editing fotografico

Ma papà Google insiste per farci usare il suo social network anche quando non ne abbiamo voglia, per esempio integrando Google+ nel sistema dei commenti di YouTube. Ora, chi chi vuole lasciare un commento su YouTube dovrà per forza avere un profilo su Google+, rinunciando così all’anonimato. Addio troll? Forse, ma intanto la rete protesta: il nuovo sistema di commenti di YouTube sembrerebbe infatti favorire lo spam.

Come sarà il 2014 di Google+? Speriamo continui a migliorarsi ulteriormente, rinunciando però a voler imporre la sua presenza a tutti i costi…

Gli utenti – Liberi di scegliere

Nel frattempo, cosa hanno fatto gli utenti dei social network? Fedeli ma non sempre, hanno continuato a usare con convinzione Facebook, Twitter e Google+ ma non hanno rinunciato a cercare alternative. Come per esempio Snapchat, l’app di foto-messaggi temporanei sempre più popolare fra gli adolescenti e che ha recentemente introdotto anche la sua versione della Timeline.

E a proposito di fedeltà, gli utenti del 2013 hanno mostrato particolare interesse per le app piccanti. Questo è stato infatti l’anno di Bang with Friends e Tinder, due applicazioni basate su Facebook che aiutano a procacciarsi incontri ravvicinati del terzo tipo. Il tutto in maniera anonima, più o meno

In questo scenario un po’ desolante, consola sapere che su Instagram, che ha recentemente festeggiato i 3 anni di vita,  l’hashtag più usato è #love.

instagram love

L’amore trionfa sempre, anche tra il popolo dei social network… Un popolo che non smette mai di sorprenderci, mai, anche per i suoi imprevedibili afflati di spiritualità. Per cui l’utente più ritwittato al mondo su Twitter è proprio lui, @Pontifex_it.

Misteri della fede…

Buon 2014!

Android 5.0: Oreo, Snickers o Twix. A noi piacerebbe… mangiarlo così!

Android 4.0 KitKat lascia ben sperare i golosi utenti Android sul nome delle future versioni del sistema operativo targato Google. E allora, fantastichiamo insieme sulla scelta del nome della prossima versione?

I nomi ci rappresentano e la loro scelta non sempre è cosa facile. Big G sembrava aver intrapreso la strada delle caramelle per deliziare i palati dei propri utenti. E invece poi ha cambiato le carte in tavola scegliendo la famosa barretta di cioccolato della Nestlé, KitKat, per contraddistinguere il neonato Android 4.4.

Ora cosa succederà? Noi abbiamo ipotizzato due possibili scenari: Google utilizzerà i nomi dei dolci casarecci più comuni per i prossimi SO o piuttosto continuerà a prendere ispirazione dall’industria alimentare mondiale.

L’alfabero Android è arrivato con l’ultimo SO alla lettera K. Quindi, come da tradizione, è probabile che proceda in ordine alfabetico per selezionare il prossimo nome. Abbiamo provato a guardare dentro la sfera di cristallo e di idee bizzarre ne son venute fuori, eccome! Ecco le più papabile scelte. E chissà se la tua fantasia si allinea con la nostra…

Ritorno al passato – Tutti gli Android dalla A alla K

Dagli albori ai giorni nostri: la dolcissima storia di Android è questa qui:

  • Apple Pie – versione 1.1 non ufficiale
  • Banana Bread – versione 1.2 non ufficiale
  • Cupcake – versione 1.5
  • Donut – versione 1.6
  • Eclair – versioni 2.0, 2.1
  • Froyo – versioni 2.2, 2.2.3
  • Gingerbread – versioni 3.0, 3.2
  • Honeycomb – versioni 3.0, 3.2
  • Ice Cream Sandwich – versioni 4.0, 4.0.4
  • Jelly Bean – versioni dalla 4.1 alla 4.3
  • KitKat – versione 4.4

E ora che? Android 5.0 tutti gli scenari possibili

Non abbiamo la certezza che il prossimo SO di Google seguirà la scia dello scenario mangereccio. Ma le opzioni che ci tentanto di più sono le seguenti.

Android 5.0: L come Lion

Android 5.0 o 4.5 verrà presentato sicuramente nel 2014. Ed è alle porte! La lettera dell’alfabeto che gli spetta è la… L. L come Lion e come il famosissimo cioccolato della Nestlé. Quindi la collaborazione tra le due imprese potrebbe facilmente essere un degno seguito. Unico inconveniente? La similitudine con il nome scelto dall’acerrimo nemico Apple, per il sistema operativo Mac – OS X 10.7.

Le immagini dell’articolo sono state creata da Abel Bueno

M come M&M’s

Android M&M’s? Perché no! Per gli amanti dei dolci i confetti colorati sono una vera delizia. E le dimensioni ridotte e il prezzo contenuto potrebbero anche essere un buon auspicio per una versione low cost dei dispositivi Android. I dolcetti sono prodotti dalla Mars. Chissà cosa ne pensano loro.

N come Nutella

Be’, questo sarebbe un vero colpo basso. La Nutella è un nome che si associa alla colazione e agli spuntini di milioni di persone in tutto il mondo. Riuscirebbe Android Nutella a conquistare la vita tecnologica di tanti altri utenti? Nutella è un prodotto della Ferrero.

O come Oreo

Gnam! Il biscotto croccante, fuori cioccolato e dentro ripieno di crema al latte, farebbe senz’altro impazzire i palati dei fedelissimi Androidiani. E perché no, potrebbe anche attrarre nuovi golosi utenti. Oreo è un prodotti della società Kraft.

P come Pringles

Android Pringles, concediamoci un’eccezione ai dolci, protagonisti indiscussi di questo articolo. La forma ricurva delle patatine più famose del mondo potrebbero, infatti, caratterizzare lo schermo pieghevole che sembra essere il futuro degli smartphone. Pringles sono un prodotto venduto dalla Procter&Gamble, nel 2012 vendute alla Kellogg.

R come Rocher

Ferrero Rocher il delizioso cioccolato con nocciole che strabordano ovunque nel loro guscio di wafer. Acquolina in bocca al solo pensiero! E forse queste caratteristiche si adatterebbero alla tecnologia sempre più avanzata dei dispositivi Android, che vedono il cuore tecnologico ricco di dettagli e l’interfaccia utente gradevole e user friendly. Ferrero Rocher è prodotto dalla Ferrero.

S come Snickers

Lo Snickers è una tavoletta di cioccolato molto nutriente. Android Snickers potrebbe soddisfare la fame dei propri utenti col nuovo sistema operativo mobile! Lo Snickers, inoltre, è fatto a strati. Ciò potrebbe essere ”tradotto” con una maggiore stratificazione e integrazione dei servizi Google come Google Now o Google Plus? Snickers è prodotto dalla Mars.

T come Twix

Twix, due barre in una e… potrebbe Android sorprendere tutti con una duplice natura? Non so, magari due interfacce utente o forse l’annuncio dell’integrazione dei dispositivi Android con i Google Glass. E vissero per sempre felici e contenti. Twix è prodotto da Mars.

Android U, V, W, X, Y e Z

Forse questo futuro è troppo remoto anche per la nostra fervida immaginazione. O forse semplicemente per allora non accadrà nulla perché gli smartphone saranno superati e ci saranno solo i Google Glass, orologi intelligenti o altri gadget che non possiamo nemmeno ipotizzare. Insomma, chi vivrà vedrà, e noi attenderemo il futuro con ansia.

Ma, ehi, se hai altri suggerimenti per prossimi nomi, lasciaceli in un commento, noi siamo pronti ad ascoltarli!

[Adattamento di un articolo di Radek Grabarek su Softonic PL]

Flutter: controlla il computer con le mani come un Jedi

Controllare il PC e il Mac senza mouse né tastiera, solo con la webcam? Si può, con Flutter. E ora che l’ha comprata Google cosa succederà?

L’abbiamo visto su decine di film di fantascienza. Avete presente? Di solito c’è un operatore di computer con addosso una tutina di carbonio e con lo sguardo indifferente di chi sta stendendo la lavatrice dei bianchi, seduto su una sedia hi-tech. Davanti ha la proiezione di uno schermo virtuale di computer, e lui muovendo le mani in aria sposta lucine blu, diagrammi e simboli apparentemente senza senso, decretando in tal modo la cancellazione di qualche galassia periferica. E ora tutto questo sta diventando realtà.

Be’, non proprio. Ma siamo sulla strada giusta. Grazie a Flutter. Questa applicazione per Mac e per PC, che Google ha recentemente acquistato per una discreta sommetta, permette di controllare alcune funzioni di una serie di applicazioni usando i movimenti delle tue mani e una webcam.

Come funziona Flutter e cosa puoi farci

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Per provare tu stesso la magia, ti basta avere una webcam. L’installazione è rapida. Le app che controlli con Flutter sono Grooveshark, Netflix, Pandora, PowerPoint, Spotify, VLC, Winamp, Windows Media Player, YouTube, iTunes.

Le impostazioni sono nella tray di sistema, le trovi cliccando col tasto destro del mouse sull’icona del programma.

Flutter - il menu nella tray di sistema

Dallo stesso menu puoi anche installare l’estensione di Chrome (con cui controllare Netflix, YouTube, Grooveshark e Pandora ), vedere il tutorial delle gesture e la lista delle app controllabili con Flutter.

Da qui puoi stabilire manualmente quale comandare con i gesti delle mani, oppure scegliere Auto Select. Quest’ultima opzione fa sì che Flutter si associ dinamicamente all’ultima applicazione che hai portato in primo piano tra quelle compatibili.

Flutter funziona in background, ed è questo che la rende eccezionalmente comoda. Se ascolti musica mentre scrivi, ad esempio, puoi fermare la musica, farla riprendere o passare al brano successivo con semplici gesti della mano, senza dover interrompere ciò che stai facendo.

Google ha comprato Flutter: cos’ha in mente?

Per il momento l’uso di Flutter è limitato ad alcuni lettori multimediali. Ma la tecnologia è molto promettente. E se Big G ha deciso di accaparrarsi questa giovanissima startup, un motivo ci sarà.

È possibile che l’integrazione di Flutter con Chrome significhi l’intenzione di sviluppare Chrome Apps controllabili con gesti, non solo con la voce? Siamo a un passo dall’avere tastiere virtuali, proiettate sulla scrivania? O suoneremo strumenti musicali che in realtà non ci sono? O giocheremo a scacchi con amici dall’altra parte del mondo su scacchiere fatte di luce e colori? È divertente pensare che potremmo poterlo fare presto.

Intanto Flutter dichiara che la loro ricerca proseguirà al fianco di Big G. Che non fa mai le cose tanto per fare. Insomma: dietro quest’acquisizione potrebbe nascondersi un grosso pezzo di futuro che potrebbe cambiare la nostra vita. Vale davvero la pena restare in ascolto.

Vuoi provare anche tu le vie della Forza? E allora scarica Flutter per PC o acquista la versione Mac!

E chi ha più bisogno di Photoshop? Guida all’editor fotografico di Google+

Il social network Google Plus offre gratuitamente una serie di potenti strumenti di editing di foto. Ecco dove sono e cosa puoi farci.

Un anno fa Google comprò Nik Software, e con essa il suo prodotto di punta, Snapseed, un eccellente editor di immagini fino a quel momento disponibile per iOS, Android e PC Windows. E da qualche giorno ne ha integrato i suoi filtri ed effetti in Google Plus.

I tool sono tanti e potenti. Per usarli, accedi al tuo profilo Google da Google Chrome (con gli altri browser non funzionerà) e dal menu Home scegli Photos.

Accesso a Snapseed - Scegli menu Foto

Ora scegli il tab Albums, scegline uno e seleziona una foto all’interno di esso, dopodiché seleziona una foto da uno dei tuoi album, e clicca su Edit.

Edit

Sulla destra puoi selezionare le modifiche da applicare alla foto. Sono divise in due categorie di strumenti: Basic Adjustments e Creative Adjustments. Per ogni tool ci sono dei preset, che puoi modificare a tuo piacimento lavorando sui parametri che ogni strumento offre.

Il primo tool che incontriamo, però, è Auto Enhance, che ti permette con un click di migliorare sensibilmente l’immagine applicando un set di modifiche automatiche (che puoi anche personalizzare con il tasto Customize).

Auto enhance

Di seguito troviamo Tune Image, con cui puoi regolare i parametri di base, tra cui luminosità, contrasto e saturazione.

Tune Image

Il tool Selective Adjust serve invece a regolare gli stessi parametri ma su una zona specifica della foto. Per prima cosa devi aggiungere un Control Point, cliccando prima su Add Control Point in alto a destra, e poi nel centro approssimativo della parte di foto che vuoi editare.

Dopodiché devi scegliere la dimensione dell’area da modificare con il primo tool (Size, è una freccia a due punte). Tenendo cliccato il tasto del mouse, muovi il puntatore a destra e sinistra per ingrandire e rimpicciolire l’area di intervento, che vedrai evidenziata in rosso.

Selective Adjust - Scegli dimensione area di intervento

Fatto questo, seleziona uno dei tre strumenti (B, C ed F, cioè Brighness, Contrast e Saturation) ed applicali tenendo schiacciato il tasto sinistro del mouse, muovendolo a destra e a sinistra per scegliere la quantità di effetto.

Selective Adjust - Applica l'effetto

Details, invece, offre due tool utilissimi, con cui puoi regolare il contrasto tra zone di diversa luminosità aumentando la nitidezza delle immagini.

Details

Nella sezione Crop and rotate ci sono quattro strumenti: Rotate (per ruotare la foto manualmente), Ratio (per ritagliare la foto con un diverso rapporto di dimensioni di base e altezza),  Straighten (per raddrizzare foto storte) e Right e Left (per ruotare in senso orario e antiorario con incrementi di 90 gradi).

Crop and rotate

Gli strumenti della sezione Creative Adjustments sono sette, e sono di pregevole fattura.

Black & White offre tre parametri per trasformare le foto in scatti in bianco e nero. I risultati sono gradevolissimi, e anche esagerando un po’ ottieni effetti interessanti.

Black and White

Center Focus ti permette di evidenziare parti delle fotografie sfocando il resto dell’immagine.

Center Focus

Anche in questo caso puoi esagerare un po’, esercitando la tua creatività.

Center Focus esagerato

Con Drama esasperi alcuni parametri relativi al colore, con risultati, appunto, drammatici. Su alcuni soggetti questo può essere utile. L’effetto “minatore al tramonto” sul primissimo piano che stiamo usando, ad esempio, non è proprio il massimo!

Drama OK estremo

Frames aggiunge delle cornici alla foto. Ce ne sono 23 tra cui scegliere. Per ciascuna puoi stabilire lo spessore.

Frames

Lo strumento Tilt-shift serve ad ottenere un effetto modellino (che ottieni, ovviamente, anche con Photoshop, ma ci vuole un po’ più di pazienza). Anche in questo caso il nostro primissimo piano non si adatta al tipo di strumento…

Tilt shift

Il tool Tilt-shift invece funziona molto bene con i paesaggi, specialmente urbani. Ecco un esempio:

Tilt shift urbano

Grazie ai tanti parametri su cui puoi intervenire, i risultati ottenibili sono sorprendenti.

Il filtro Vintage, che oramai è diventato onnipresente in qualunque applicazione di fotoritocco in stile Instagram, fa quello che promette: simula l’effetto a bassa fedeltà delle macchine fotografiche degli anni 70 e 80. Anche qui puoi sbizzarrirti con i parametri.

Vintage

Se però non ti dovesse bastare, con Retrolux puoi aggiungere altri effetti rétro, tra cui light leaks, graffi ed effetto pellicola.

Retrolux

Se non sei soddisfatto del risultato ottenuto con l’utilizzo degli strumenti di Snapseed, puoi eliminare tutti gli interventi cliccando su Revert.

Revert

Cosa si può desiderare di più da un editor fotografico, per giunta gratuito? Ovviamente per quantità di strumenti in realtà non potrà mai sostituire i grandi nomi del settore come Photoshop o il buon vecchio GIMP. Ma per la maggior parte degli utenti non professionali, si tratta di una piccola suite che copre tutte le necessità di ritocco fotografico offrendo qualità e grande usabilità.

Un bellissimo regalo di Big G ai suoi utenti, proprio in prossimità del suo quindicesimo compleanno.

Ci sono cose che però Snapseed su Google+ non può fare. Ad esempio, la “chirurgia estetica digitale”! Scopri 5 trattamenti di bellezza che puoi fare con Photoshop.

Le Chrome Apps potrebbero essere la fine di Windows, OS X e Linux. Ecco perché

Le Chrome Apps cambieranno la nostra vita digitale quotidiana? Probabilmente sì. Perché sono l’inizio (quieto) di una grossa rivoluzione.

E così, mentre la pluriennale guerra tra OS X, Windows e Linux impazza, arriva Google e cambia le carte in tavola. Che muove il cavallo e fa scacco ai re.

In concomitanza con il quinto compleanno di Chrome, infatti, Big G ha inaugurato un’inedita sezione del Chrome Web Store chiamata Per Desktop, che offre una nuova tipologia di prodotto: le Chrome Apps.

Overview

Si tratta di applicazioni che girano sul browser Chrome, e che lo trasformano all’istante in un vero e proprio sistema operativo. Quindi ora, accanto a Google Chrome OS, Mountain View schiera un “OS nell’OS” che si insedierà nei computer Windows, Apple, dando vita ad un ecosistema parallelo di applicazioni, e quindi di “vita digitale”. Vediamo di che si tratta più nel dettaglio.

Che differenza c’è tra un’app, una web app e una Google App?

Tecnicamente, questi nuovi prodotti non sono distinguibili da un’applicazione tradizionale. Puoi infatti usare le Chrome Apps offline e lanciarle direttamente dal desktop con il Chrome App Launcher che compare automaticamente quando installi la prima Chrome App nel tuo computer.

L’unica reale differenza che noterai è che per poter funzionare una Chrome App ha bisogno del browser Chrome installato (ma non necessariamente aperto). Non si possono usare con altri navigatori web.

Si tratta quindi di quelle che eravamo soliti chiamare web app? Nemmeno! Poiché le Chrome Apps si possono usare anche offline e si avviano dal desktop, tramite il launcher.

Tutto questo ti sembra poco chiaro? Be’… lo è! Ed è Google stesso che lo dichiara in un’intervista a The Verge, affermando che “Gli utenti potrebbero non comprendere totalmente cosa voglia dire Chrome App, e questo va bene“. E dopo una rassicurazione del genere, possiamo proseguire l’analisi più serenamente!

Le Google Apps, sempre citando Google stesso, uniscono “la velocità, la sicurezza e la flessibilità del Web moderno alle potenti funzionalità disponibili in passato solamente nel software installato sui dispositivi”.

Launcher

Un esempio concreto: Wunderlist per Chrome. Una volta installata potrai lanciarla esattamente come un’applicazione desktop normale, si aprirà in una finestra totalmente indipendente da Chrome e potrai usarla anche offline.

Le liste di cose da fare che caricherai, se sei loggato con il tuo account, saranno salvate online (quando una connessione Internet sarà disponibile) e potrai accedervi da qualunque altro dispositivo.

Anche dal punto di vista dell’integrazione con l’hardware non c’è grande differenza con le applicazioni tradizionali. Questa nuova categoria di app, infatti, ha accesso alle periferiche del tuo computer connesse via USB e Bluetooth. Supportano anche le fotocamere digitali.

Ovviamente sono strettamente connesse con il cloud di Google: tutto viene infatti rigorosamente salvato in Google Drive (ma anche in locale, se vuoi). Oltre alla comodità di avere tutti i tuoi documenti in un unico luogo virtuale, Chrome sincronizza il tuo lavoro costantemente. Questo vuol dire che, con un semplice login nel tuo account da un qualsiasi computer, puoi riprendere i tuoi lavori esattamente da dove li avevi lasciati.

In questa fase di lancio le Chrome Apps a disposizione nello store sono 50.

Ma allora a noi cosa cambia? E perché uno sviluppatore dovrebbe creare una Chrome App invece di un’app tradizionale?

Tanti dispositivi, un solo sistema operativo

In questa fase iniziale, l’impatto delle Chrome Apps sul mondo dell’informatica non sarà immediatamente percepibile. E invece, una rivoluzione è dietro l’angolo.

Google Chrome, infatti è il browser più diffuso al mondo, ed è disponibile per tutti i dispositivi fissi e mobili. Questo vuol dire che uno sviluppatore, per poter distribuire la sua applicazione su tutti i dispositivi fissi e mobili, non dovrà più riscriverla daccapo ogni volta. Gli basterà scriverla una volta sola, sotto forma di Chrome App. E tutti potranno usarla da PC, Mac, Linux, Android, iPhone (oltre che dai dispositivi che girano su Google Chrome OS, naturalmente).

Chrome

L’impatto potenziale di questo nuovo prodotto nel mercato è notevole. Le Chrome Apps, infatti, sono di fatto una sorta di cavallo di Troia (nel senso tradizionale del termine, non parliamo di malware) con cui Big G si insedia in altri sistemi operativi e ne prende (almeno in parte) il posto. Non solo: Google Chrome OS si candida ad essere, entro qualche anno, un sistema operativo di serie A, al pari di Windows  e OS X, offrendo tramite le Chrome Apps tutto quello che servirà agli utenti per lavorare, giocare, produrre, creare.

Naturalmente, perché tutto questo accada servirà tempo. Prima di poter contare, a livello qualitativo e quantitativo, su un’offerta di applicazioni di qualità sterminata come quella attualmente disponibile per Windows, OS X e Linux, passerà qualche anno. Ma se questo gigantesco progetto di Google prenderà piede tra gli sviluppatori, il successo tra gli utenti seguirà a cascata. E molte cose cambieranno. Seguiremo gli sviluppi con interesse.

Il successo di un nuovo progetto, però, non è garantito al 100%, neanche se lo firma Big G. Anche nella storia di Google, infatti, ci sono stati dei flop

Il Minuto Softonic: Android, Watch Dogs, WhatsApp e Google Chrome

Come ogni venerdì il Minuto Softonic ti informa sulle notizie più importanti della settimana sul mondo del software in 60 secondi di video.

Questa settimana: Android, Watch Dogs, WhatsApp e Google Chrome.


brightcove.createExperiences();

Chrome compie 5 anni. Il browser più utilizzato del mondo ha celebrato il suo quinto compleanno questa settimana. Google Chrome ha visto la luce il 2 settembre del 2008. E dopo mezzo decennio di successi, si avvicina rapidamente alla versione numero 30, attualmente in fase di test.

Watch Dogs, ecco le missioni opzionali. Il gioco di Ubisoft mostra, in un nuovo video di 15 minuti, alcune delle sfide opzionali che puoi affrontare tra una missione e l’altra. Salvare persone in difficoltà, infiltrarsi in webcam altrui e porre fine alla minaccia di altri hacker.

WhatsApp include un editor video. La nuova versione di WhatsApp per Android include un rudimentale strumento di editing video. Il tool ti permette di tagliare i filmati per poterne inviare un pezzo specifico ai tuoi contatti. Funziona sia con video appena girati che con quelli che hai già nella tua galleria.

Android 4.4 ha un nome! La nuova versione del sistema operativo di Google, che aveva il nome provvisorio di Key Lime Pie, si chiamerà a sorpresa KitKat! Non si sa ancora quando uscirà o cosa offrirà di nuovo, però è evidente che Android non può permettersi un attimo di riposo. La concorrenza, ora nelle mani di Microsoft, ha subito reagito all’annuncio.

Guarda le puntate precedenti del Minuto Softonic!

Google pronto a comprare Waze e a dominare il mercato delle mappe

La notizia non è ancora confermata ufficialmente ma Google sarebbe sul punto di acquistare Waze per 1.3 miliardi di dollari, come riportato da Globes.

Wave è una piattaforma di mappe per guidare basate sulle segnalazioni degli utenti in tempo reale.

waze android

La società israeliana iniziò come start-up nel 2007 e oggi conta 50 milioni di utenti e applicazioni per Android, iPhone e le altre piattaforme mobili.

L’acquisto di Waze da parte di Google segnerebbe un notevole passo avanti nella guerra delle mappe. Waze è uno dei navigatori sociali più apprezzati dagli utenti e offre mappe sempre aggiornate, oltre ad altre informazioni utili come le segnalazioni stradali inviate dalla comunità per avvertire su incidenti, pericoli, autovelox, strade chiuse e altro.

È evidente come l’integrazione di un servizio del genere dentro Google Maps renderebbe le mappe di Big G praticamente insuperabili sul mercato.

In passato già Facebook e Apple si erano interessate all’acquisto di Waze, ma con Apple non si erano raggiunti accordi sul prezzo mentre Facebook chiedeva a Waze di spostare gli uffici in California. Google permetterebbe invece all’azienda di rimanere in Israele.

Se l’acquisto fosse confermato, le mappe di Google diventerebbero davvero social, oltre che uno degli strumenti più completi per la navigazione da web e da cellulare.

Leggi anche:

Le meraviglie del nuovo Google Maps

Google Chrome: risposta vocale anche da desktop, e in italiano

Con l’ultimo aggiornamento alla versione 27, Google Chrome ha introdotto anche nelle sue versioni desktop il supporto alla ricerca vocale in stile Google Now.

Ora il browser non solo riconosce la nostra voce, ma risponde anche. La funzione, disponibile in italiano, è la stessa che abbiamo conosciuto con Google Now, sia per Android e da poco anche su iOS.

Per provare la funzione basta andare su Google (usando Chrome) e cliccare sull’icona del microfono.

google ricerca vocale chromeGoogle risponde quindi ora alle nostre domande, in italiano.

Domande semplici, tipo qual è la capitale di… o quanti anni ha…

I risultati vengono visualizzati in formato schede bianche, stile Google Now.

google now su desktop

Leggi anche:

Google Now e i misteri di un’app “magica”

Come riavere Google nel browser

Oh, no! È scomparso Google!

Di sicuro è una frase che hai già sentito, o che magari hai pronunciato proprio tu, qualche volta. A volte, infatti, succede che la pagina iniziale di Google di colpo non sia più dove l’avevi sempre avuta, e al suo posto sia comparso un altro motore di ricerca sconosciuto e con pubblicità. E cercando dalla barra di ricerca rapida? Uguale.

La colpa è dei cosiddetti hijacker, che fanno in modo, di solito durante il setup di altri programmi, di farti installare applicazioni che tu non vorresti, con cui riescono a controllare la configurazione del browser del tuo PC. Gli antimalware, di solito, non riescono a bloccare questo tipo di grayware E tu ti ritrovi un nemico in casa.

Per fortuna, però, eliminare questi “dirottatori di browser” è semplice e rapido. Ecco come si fa a riavere Google al suo posto usando l’utility ADWCeaner.

Continue reading “Come riavere Google nel browser”

Google chat: ora la cronologia delle conversazioni si attiva di default

google hangouts

Google ha rimosso la possibilità di disattivare la cronologia delle chat per impostazione predefinita. Il cambiamento è avvenuto ieri, in seguito al lancio del nuovo Hangouts (per iOS e Android).

Una delle caratteristiche principali di Hangout, come enfatizzato durante la presentazione di ieri all’evento I/O, è che con la nuova chat di Google non devi più preoccuparti di perdere nulla. Tutte le chat sono memorizzate, e tutto quello che si condivide, come le foto, è automaticamente salvato e accessibile da tutti i tuoi dispositivi.

Già prima le chat erano automaticamente salvate in Gmail, ma fino a ieri si poteva scegliere di non salvarle per impostazione predefinita. Ora invece la cronologia delle conversazioni si attiva di default e l’unico modo per evitarlo è di scegliere di non salvare la chat. Ma si può fare solo su conversazioni singole.

Chi ama mantenere le proprie chat private forse non apprezzerà questo cambiamento apportato dal nuovo sistema di chat unificato di Hangouts. Ma la maggior parte degli utenti probabilmente preferisce avere le proprie conversazioni salvate per impostazione predefinita.

[Fonte: Google Talk Help]