Valorant entra a scuola nelle Filippine: sarà nel curriculum

Valorant entra nel curriculum scolastico nelle Filippine

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Dal 2026, Valorant di Riot Games farà parte del curriculum Matatag nelle Filippine. A dirlo è il Department of Education filippino, che prevede una lezione per il Grade 10 dedicata al benessere digitale.

Se per te Valorant è soltanto uno sparatutto competitivo da ranked, nelle Filippine qualcuno ha deciso di portarlo anche in aula. Il Department of Education lo ha inserito tra i materiali didattici.

L’idea non è insegnare agli studenti a vincere più partite.

La scuola vuole prendere il linguaggio degli esports e usarlo per lavorare su competenze trasversali: teamwork, pensiero strategico, gestione del tempo, fair play online.

Valorant nel curriculum scolastico filippino

Nel programma Matatag, stando a quanto previsto dal curriculum del Department of Education filippino, agli studenti viene chiesto di riconoscere obiettivi e meccaniche di Valorant, spiegare strategie e ruoli degli agenti, mostrare rispetto e correttezza nel gioco online e applicare concetti legati agli esports anche all’organizzazione di eventi.

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Detta più semplicemente, il videogioco diventa un caso pratico per parlare di collaborazione e cittadinanza digitale, non soltanto di prestazione.

La formulazione scelta nel curriculum Matatag collega il tema in modo esplicito al benessere personale e a stili di vita salutari.

La cosa colpisce soprattutto per un motivo: prova a spostare la conversazione fuori dai soliti stereotipi sul gaming e verso un uso più consapevole delle piattaforme online e delle dinamiche competitive.

Se guardi a come il Department of Education imposta il discorso, il centro non è il risultato della partita. È il comportamento digitale di chi gioca.

Cosa si vuole insegnare davvero con un gioco competitivo

Nel caso di Valorant, il ragionamento è piuttosto diretto: ogni match richiede comunicazione costante, lettura della situazione, coordinazione dei ruoli e decisioni rapide sotto pressione.

Per il Department of Education filippino, queste caratteristiche possono trasformarsi in strumenti utili per allenare abilità che servono anche fuori dal gioco.

Tra i risultati di apprendimento indicati dal curriculum compaiono infatti lavoro di squadra, comunicazione efficace, strategia, gestione del tempo e comportamento responsabile in rete.

Il messaggio arriva forte e chiaro: se metti il videogioco dentro un contesto educativo strutturato, può diventare un mezzo per ragionare sulle abitudini digitali degli studenti, invece di essere liquidato come una semplice distrazione.

Non solo Valorant: le scuole possono scegliere anche altri giochi

C’è poi un dettaglio curioso: Valorant non è l’unico titolo in lista.

Il curriculum completo del Department of Education filippino lascia alle scuole la possibilità di lavorare anche con altri esports e videogiochi, fra cui League of Legends, Dota 2, Hearthstone, StarCraft II, Rocket League, Minecraft, FIFA, PUBG e Tekken.

Valorant, quindi, è uno dei casi più visibili, ma fa parte di una strategia più ampia.

E la scelta ha senso anche guardando al contesto locale.

Nelle Filippine gli esports crescono da anni. Sono molto popolari tra i più giovani, esistono programmi universitari dedicati e il riconoscimento continua ad allargarsi anche in ambito accademico e sportivo, compresa la presenza negli eventi UAAP (University Athletic Association of the Philippines).

Se segui il settore, non è difficile capire perché proprio lì un videogioco competitivo possa trovare posto in classe più facilmente che altrove.

Una tendenza globale, tra opportunità e dubbi

L’uso dei videogiochi nella didattica, in fondo, non è una novità assoluta.

In altri contesti si è già visto Assassin’s Creed usato per la storia, oppure altri titoli impiegati per l’apprendimento linguistico.

Sul piano economico, il mercato degli esports nell’educazione viene stimato a 3,2 miliardi di dollari nel 2025, con proiezioni che arrivano fino a 8,1 miliardi entro il 2034, trainate dall’adozione istituzionale e dalle borse di studio.

Restano però parecchie domande aperte.

Chi sostiene questo approccio parla di maggiore motivazione, capacità decisionale e collaborazione. I critici, al contrario, mettono in guardia dallo stress competitivo, da un’enfasi eccessiva sulle ricompense e dalla scarsità di prove di lungo periodo sugli effetti educativi e sul benessere digitale.

Per adesso, il caso filippino fa vedere soprattutto questo: per la scuola del 2026, capire i videogiochi può contare quanto vietarli.

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Author: Chema Carvajal Sarabia

{ "de-DE": "Journalist, spezialisiert auf Technologie, Unterhaltung und Videospiele. Über das zu schreiben, was mich begeistert (Gadgets, Spiele und Filme), ermöglicht es mir, bei Verstand zu bleiben und mit einem Lächeln im Gesicht aufzuwachen, wenn der Wecker klingelt. PS: Das stimmt nicht 100% der Zeit.", "en-US": "Journalist specialized in technology, entertainment and video games. Writing about what I'm passionate about (gadgets, games and movies) allows me to stay sane and wake up with a smile on my face when the alarm clock goes off. PS: this is not true 100% of the time.", "es-ES": "Content Manager - Periodista especializado en tecnología, entretenimiento y videojuegos. Escribir sobre lo que me apasiona (cacharros, juegos y cine) me permite seguir cuerdo y despertarme con una sonrisa cuando suena el despertador. PD: esto no es cierto el 100 % de las veces.", "fr-FR": "Journaliste spécialisé dans la technologie, le divertissement et les jeux vidéo. Écrire sur ce qui me passionne (gadgets, jeux et films) me permet de rester sain d'esprit et de me réveiller avec le sourire aux lèvres quand le réveil sonne. PS : cela n'est pas vrai 100 % du temps.", "it-IT": "Giornalista specializzato in tecnologia, intrattenimento e videogiochi. Scrivere di ciò che mi appassiona (gadget, giochi e film) mi permette di mantenere la sanità mentale e di svegliarmi con un sorriso sul viso quando suona la sveglia. PS: questo non è vero al 100% del tempo.", "ja-JP": "", "nl-NL": "", "pl-PL": "", "pt-BR": "Jornalista especializado em tecnologia, entretenimento e videogames. Escrever sobre o que me apaixona (gadgets, jogos e filmes) me permite manter a sanidade e acordar com um sorriso no rosto quando o despertador toca. PS: isso não é verdade 100% do tempo.", "social": { "email": "chemacs91@gmail.com", "facebook": "", "twitter": "https://twitter.com/chematopetazo", "linkedin": "" } }