Minecraft: disponibile lo Snapshot 14w04a

Mojang ha rilasciato lo snapshot 14w04a di Minecraft, che introduce novità tanto nel survival che per i creatori di mappe. Per quanto riguarda il survival mode, tra gli altri cambiamenti lo snapshot aggiunge la possibilità per Iron Golems e Zombie Pigmen di far cadere oggetti quando vengono uccisi, migliora l’Intelligenza Artificiale degli abitanti del villaggio (alcuni ora sono in grado di fare cose) e da l’1% di possibilità di incontrare oggetti rari durante il looting.

minecraft snapshot_14w04a

Per i creatori di mappa sono stati aggiunti nuovi comandi, nuovi filtri e risolti molti problemi associati alla clonazione.

L’elenco completo delle nuove funzionalità e delle correzioni di bug si può trovare sul sito di Mojang.

Per avviare lo snapshot 14w04a di Minecraft, apri il launcher del gioco e seleziona il pulsante “New Profile”. Rinominalo “snapshot”, seleziona la voce “Enable experimental development snapshots” e salva. Per tornare alle versioni normali, selezionale dalla lista del launcher in basso a sinistra.

Minecraft Snapshot

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Kim Dotcom lancia Baboom: cosa si nasconde dietro una falsa rivoluzione musicale

Kim Dotcom, il capriccioso fondatore di MegaUpload, ha presentato Baboom, una nuova piattaforma di musica online che si trova a metà strada tra Spotify e iTunes.

La grande idea di questo bizzarro personaggio è un nuovo affronto alle principali etichette discografiche. Si tratterà di un altro capriccio di un hacker piantagrane o di una vera alternativa ai canali tradizionali? Scopriamolo insieme.

Baboom

Il grande e unico protagonista di Baboom è Kim Dotcom

Tutto per la musica… di Kim Dotcom

A prima vista, Baboom è un’applicazione molto bella. Peccato che il suo catalogo contenga solo un artista: Kim Dotcom! È forse uno scherzo? Nient’affatto. Baboom non è altro che uno scenario meraviglioso per il lavoro musicale del suo fondatore.

Tuttavia, nonostante si tratti di una semplice dimostrazione e il suo catalogo sia alquanto limitato, Baboom ha già un livello di sofisticazione che ricorda Rdio, una piattaforma concorrente di musica in streaming.

Il perfezionismo di questa nuova piattaforma si riscontra anche nella qualità dei file audio. Secondo la versione presentata al pubblico, Baboom offrirà le canzoni in formato FLAC, che fornisce una qualità audio di gran lunga superiore a quella della maggior parte dei servizi concorrenti.

Ma la vera innovazione di Baboom si trova nel suo modello di business.

Rdio

Baboom mostra un livello di sofisticazione paragonabile a quello di Rdio

Un concetto tutt’altro che rivoluzionario

Gli artisti dovrebbero offrire la loro musica gratuitamente e i fan dovrebbero pagare solo se gli piace davvero

È in questi termini che Kim Dotcom riassume l’ideologia che, secondo lui, sta alla base della creazione di Baboom.

Dopo il suo lancio, la piattaforma consentirà agli artisti di pubblicare e vendere le loro canzoni in base alle proprie condizioni e senza intermediari, un vero affronto all’industria musicale.

Con Baboom, gli artisti otterrebbero circa il 90% dei ricavi generati dalle loro vendite, a differenza del 7,7% offerto dall’industria musicale per le vendite di MP3. Una vera rivoluzione, secondo Kim Dotcom.

Tuttavia, questo concetto non è poi così innovativo e ricorda tanto Bandcamp, una piattaforma di distribuzione di musica online nata nel 2007 e che ti consente di scoprire della musica gratuitamente e di dare supporto direttamente ai tuoi autori preferiti. Bandcamp, inoltre, restituisce già agli artisti dei ricavi simili a quelli offerti da Baboom (tra l’85 e il 90%).

Ma se i sistemi di finanziamento e di distribuzione alternativi come Bandcamp, My Major Company e Kickstarter stanno diventando sempre più popolari (gli artisti di Bandcamp hanno guadagnato 58 milioni di dollari dalla nascita del servizio), Baboom potrebbe fare la differenza offrendo una maggiore visibilità a un modello economico alternativo ancora poco conosciuto tra il grande pubblico.

Bandcamp

Il concetto di Baboom ricorda molto quello di Bandcamp

Un nuovo modello per la pubblicità su internet

Sebbene il concetto di base non sia così rivoluzionario, Baboom crea un nuovo sistema basato sulla pubblicità che dovrebbe consentire agli artisti di guadagnare del denaro anche se offrono la loro musica gratuitamente.

In definitiva, gli utenti di Baboom possono aggiungere un’estensione al proprio browser che sostituirà gli annunci di internet con della pubblicità che proviene dalla società di Kim Dotcom.

Gli utenti volontari verranno ricompensati con dei crediti che possono poi spendere sulla piattaforma di musica (circa 10 album gratuiti all’anno).

Kim Dotcom intende convincere gli inserzionisti a emanciparsi dall’egemonia delle agenzie di pubblicità tradizionali, vendendo loro gli spazi a un 50% in meno rispetto alla concorrenza.

Un progetto che, se vedrà la luce, dovrebbe avere un grave impatto sulle attività di pubblicità online e susciterà senza ombra di dubbio l’ira di Google, una società che deve la maggior parte dei suoi ricavi alla pubblicità (95% nel 2012).

Kim Dotcom

Il messaggio di Kim Dotcom potrebbe spaventare gli artisti indipendenti

Baboom, un cavallo di Troia nascosto in un carillon?

Al di là di ogni considerazione musicale, è il nuovo modello di pubblicità disegnato da Kim Dotcom a rappresentare la vera rivoluzione di Baboom.

Più che un attacco ai tradizionali canali di vendita di musica o alle grandi società del mondo dello spettacolo, la piattaforma musicale sarà invece il lancio di un nuovo modello di business, in totale contraddizione con gli ideali di libertà e altruismo proclamati dal suo creatore.

Un messaggio che potrebbe spaventare però gli artisti indipendenti tanto agognati dalla piattaforma.

Mentre attendiamo il lancio di Baboom, ti piacerebbe scoprire il servizio di musica online perfetto, più forte di Spotify, Deezer e Beats Music?

[Adattamento di un articolo originale di Samuel Marc su Softonic FR]

Photo Credits © Ian McPherson

Google Calendar: un bug invita persone agli eventi anche se non vuoi

Il calendario di Google aggiunge persone agli eventi per errore? Sembrerebbe di sì, stando a quanto riportato dal developer Terence Edens.  Se abbiamo citato l’indirizzo di posta elettronica di una persona in un evento, Google ci chiederà se vogliamo aggiungere quella persona all’evento. Se rifiutiamo l’opzione, Google aggiungerà la persona ugualmente….

Quella che doveva essere una funzione aggiuntiva di Google Calendar (aggiungere automaticamente le persone menzionate nell’evento) si è trasformata in un problema. Abbiamo testato l’errore rilevato da Terence Eden e, in effetti, è così.

Quindi, se inseriamo l’email di qualcuno in un evento come informazione aggiuntiva, non abbiamo più modo di impedire che la persona riceva una notifica. Esiste effettivamente l’opzione per rimuovere dall’evento un contatto, ma a quanto pare non funziona.

Google sta già lavorando sul problema ma, fino a quando non si sarà risolto, bisognerà stare attenti a chi citiamo in Google Calendar, perché potrebbe leggere quello che abbiamo scritto…

Questo il funzionamento del bug spiegato nel video di Terence Edens:

[Via: Terence Eden’s Blog]

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Attento alle estensioni di Chrome, alcune mordono…

Accendo il PC, apro Chrome e dopo un po’ i miei programmi preferiti vengono coperti da pagine pubblicitarie. L’antivirus non dice nulla. Cosa sta succedendo?

Questi segnali ti fanno capire che una delle estensioni di Chrome è passata al “lato oscuro”, ovvero un malintenzionato ne ha preso il controllo e l’ha fatta diventare un malware.

Ti spiego come funziona, cosa fa Google per prevenire il problema e come puoi difenderti dalle estensioni dannose.

Da estensione popolare a malware in poche ore

Le estensioni sono degli strumenti molto potenti: tra le altre cose, possono memorizzare informazioni sul tuo computer e modificare l’aspetto delle pagine che visiti. Per questo, Google le controlla e rimuove quelle che considera dannose (meno dell’1%). In linea di massima, le estensioni sono sicure, ma c’è un aspetto che Google non ha preso in considerazione: che cosa succede se una di queste dovesse cadere nelle mani sbagliate?

Di recente, due estensioni sono state vendute e trasformate in adware: mentre gli utenti navigavano, queste iniettavano pubblicità in un modo piuttosto fastidioso. Google le ha scoperte e le ha cancellate, ma non subito: più di 30.000 utenti sono stati colpiti. Pensa a cosa succederebbe se un’estensione venisse acquistata da un malintenzionato… sarebbe un vero disastro!

Ci sono decine di migliaia di estensioni, ma i passaggi di proprietà non sono controllati

Gli autori delle estensioni di successo ricevono continuamente delle offerte da persone che vogliono acquistare i dati degli utenti, sostituire gli annunci o generare del traffico per alcuni siti. Alcuni vogliono comprare l’estensione per poi modificarne il codice. Tutto questo ha un solo obiettivo: guadagnare del denaro in modo disonesto.

Come si difende Google Chrome?

Google Chrome è stato costruito per essere un browser molto sicuro: le pagine vengono caricate su schede isolate da cui nessun elemento dannoso può uscire e, ad ogni avvio, il browser aggiorna una lista nera dei siti pericolosi. Le estensioni devono dichiarare le proprie intenzioni prima di accedere ai tuoi dati e vengono disabilitate se richiedono delle autorizzazioni diverse dopo un aggiornamento.

Dato che le estensioni e le applicazioni sono diventate sempre più importanti, Chrome ne ha rafforzato la sicurezza. Ogni elemento, per esempio, deve dichiarare il tipo di autorizzazioni necessarie per svolgere i suoi compiti. Questa sicurezza si è evoluta nel corso degli anni e ora è impossibile che vengano installate delle estensioni senza che te ne accorga. Da gennaio 2014 non è possibile installare degli elementi non appartenenti a Chrome Web Store, il negozio ufficiale.

Google vuole bloccare l’installazione manuale delle estensioni di Chrome

Cosa puoi fare per difenderti

Con l’impossibilità di installare delle estensioni che si trovano al di fuori di Chrome Web Store, Google ha creato una prima linea di difesa. Allo stesso tempo, i controlli di sicurezza fanno in modo che un’estensione dannosa non rimanga a lungo nel Web Store. Tuttavia, se vuoi evitare delle spiacevoli sorprese, meglio prendere delle precauzioni.

Innanzitutto, ti consiglio di installare Extensions Update Notifier, un’estensione che ti informa sull’aggiornamento delle estensioni installate sul tuo PC. In questo modo puoi identificare l’elemento dannoso e denunciarlo a Google usando il modulo di contatto.

Extensions Update Notifier ti avvisa ogni volta che un’estensione viene aggiornata

Se, durante la navigazione, viene visualizzata della pubblicità inaspettata, carica il browser in modalità incognita: navigando senza le estensioni, puoi confermare se il problema è di Chrome o se ha un’altra origine. Se hai rimosso un’estensione, ma questa continua a comparire, ti trovi di fronte a un malware esterno che invade il browser (in questo caso, è necessario un antivirus).

Dei commenti come questi dovrebbero metterti in guardia (fonte)

Quando vuoi installare dei nuovi elementi, diffida del numero di stelle e leggi le osservazioni che appaiono nella scheda “Recensioni” dello Store: ti indicheranno qual è lo stato attuale dell’estensione e la sua affidabilità. Se c’è una sfilza di commenti con una sola stella, meglio lasciar perdere.

Che cosa succede se torno a Firefox?

Chrome è diventato un sistema onnipresente, in grado di farci dimenticare le applicazioni desktop. Ovviamente, il suo successo ha portato anche una maggiore attenzione da parte dei criminali informatici. Google ha quindi provveduto al rafforzamento della sicurezza, ma ha anche chiuso la porta a tutto ciò che sta al di fuori di Chrome Web Store.

Questa chiusura aumenta notevolmente la sicurezza di Chrome, ma crea anche molte polemiche: Google assomiglia sempre di più ad Apple, con il suo mercato di applicazioni chiuso e un rigido controllo su ciò che gli utenti possono installare. Tuttavia, niente di tutto questo impedisce la rivendita delle estensioni e la loro successiva conversione in adware.

Considerando quanto sta accadendo con Chrome, il ritorno a Firefox è un’opzione sempre più interessante. Sembra che il browser di Mozilla sia molto più sicuro nella gestione delle estensioni, con un controllo da parte del team che impedisce l’accesso a elementi pericolosi. Con Firefox puoi anche disattivare completamente l’aggiornamento automatico delle estensioni.

Hai avuto qualche esperienza con delle estensioni dannose?

[Adattamento di un articolo originale di Fabrizio Ferri-Benedetti su Softonic ES]

30 anni di Mac. Dalla folle bellezza alla bellezza delle folle

Oggi il Mac compie 30 anni. Tre decadi di storia della tecnologia, e non solo. Innovativo, rivoluzionario, originale. 30 anni dopo, cosa è rimasto, cosa è cambiato? Ripercorriamo le tappe del debutto e scopriamo anche se il Mac è destinato a diventare “il nuovo Windows” o no.

Era il 24 gennaio del 1984 quando un giovane Steve Jobs presenta al mondo il primo Macintosh, il computer e il sistema operativo che avrebbero fatto la storia di un pezzo importantissimo della tecnologia.

Il primo Mac era piccolo, user friendly, si chiamava come una varietà di mela e parlava, come possiamo apprezzare nel suggestivo filmato d’epoca, quando Steve Jobs armato di papillon (l’epoca dei girocolli neri non era ancora arrivata) tira fuori da uno zainetto il computer di “folle bellezza”.

Fu il primo sistema operativo ad introdurre un’interfaccia grafica con le icone, le finestre sovrapposte su più livelli, il cestino, gli appunti…

Il Macintosh 128K incorporava due programmi destinati a fare la storia: MacWrite e MacPaint. Mentre i software dell’epoca ancora funzionavano in modalità testuale, MacWrite fu il primo a introdurre il cosiddetto WYSIWYG (What You See Is What You Get, “quello che vedi è quello che ottieni”), riproducendo fedelmente sullo schermo il layout della pagina e i caratteri. Insieme al programma di disegno MacPaint, MacWrite è stata una delle killer application che hanno reso popolare il concetto di interfaccia grafica, e in particolare quella del Macintosh.

Curiosamente, nel primo Mac debuttarono anche Word ed Excel, che furono sviluppati dalla Microsoft appositamente per Apple, mentre la versione per Windows fu rilasciata solo nel 1989.

Il primo Mac fu annunciato a pochi giorni del debutto commerciale da uno spot televisivo diventato celebre. Nel filmato, diretto da Ridley Scott, una ragazza lancia un martello contro uno schermo gigante, mettendo fine al predominio del Grande Fratello che stava ipnotizzando la massa: il 24 gennaio Apple computer presenterà il Macintosh. E vedrete perché il 1984 non sarà come “1984”. Il riferimento è ovviamente al romanzo 1984 di George Orwell: il Mac si propone quindi come la risposta al Pensiero Unico. E ai PC di IBM…

Non a caso Think different diventerà lo slogan del Mac e accompagnerà un sistema operativo rivoluzionario, destinato a cambiare il corso della storia.

Ma la storia ha percorsi a volte imprevedibili. Con gli anni la forza rivoluzionaria di quel “pensa differente” prenderà una piega inaspettata, e Apple punterà a diventare un fenomeno di massa. Scicchettosa, ma comunque massa. Il resto (iPod, iPhone, e l’inevitabile predominio di iOS sullo sviluppo di OS X) è storia…

Per i 30 anni del Macintosh ci siamo chiesti proprio questo: OS X è il nuovo Windows?

Mac compie 30 anni: OS X è il nuovo Windows?

Il Mac compie 30 anni. E OS X, da sistema operativo di nicchia, è diventato di massa. Perché e in che modo Apple ha cambiato target? E con quali conseguenze?

Il 24 gennaio del 1984 Steve Jobs presenta al mondo il primo Mac della storia. Da allora molte cose sono cambiate. Facendo felice qualcuno, e scontentando qualcun altro. In particolare, a mettere il broncio è stata l’utenza professionale, un tempo coccolata da Cupertino e poi passata in secondo piano.

Ripercorriamo la storia dell’azienda dall’inizio ad oggi, e vediamo cosa è successo e perché.

Editoria, musica, cinema? Apple!

All’azienda della Mela si possono muovere molte critiche, ma non certo quella di essere un’azienda statica. Che abbia sempre “pensato differente” è stato chiaro fin dal primo momento.

Il capostipite di tutti i Macintosh aveva, già nel 1984, l’interfaccia grafica che tutti i personal computer avrebbero avuto tanti anni dopo. E il sistema operativo era, assieme al quasi coevo AmigaOS, l’inizio di una rivoluzione che ha tracciato il percorso dell’informatica come oggi la conosciamo.

Un vecchio MacLe potenzialità dei sistemi Apple conquistano fin dall’inizio alcuni settori professionali, che resteranno per molto tempo il target di riferimento principale dell’azienda. Già nel 1985, grazie a MacPublisher e ad Aldus PageMaker, il Mac e il suo sistema operativo diventano infatti gli strumenti d’elezione per l’editoria.

Questa leadership si rinforza con il tempo, e nonostante le applicazioni di desktop publishing diventino disponibili anche per altre piattaforme, il mondo della grafica resta fedele alla Mela. QuarkXpress domina il settore per tutti gli anni 90, e Photoshop ed Illustrator su sistemi Apple sono lo standard per grafici, pubblicitari, designer.

Ma ci sono altri due settori che beneficiano della potenza delle macchine e degli OS di Cupertino: il cinema e la musica. Final Cut Pro (che vede la luce, così come lo conosciamo oggi, nel 1999, dalle ceneri del progetto originario di Adobe Premiere) si afferma rapidamente come uno degli standard per il montaggio video professionale, assieme ad AVID, e tale rimane per lungo tempo.

La genesi di Logic Pro è simile. Il sequencer, creato dalla tedesca Emagic, poi acquistata dalla Apple, si divide con Pro Tools il mercato dei programmi di produzione musicale negli studi di tutto il mondo, offrendo una piattaforma non semplice da usare, ma completissima, e corredata di plugin di qualità top.

Windows e il PC di massa

windows-old-logoLa storia dell’OS di Microsoft è differente. Fin da subito si impone come il sistema operativo di elezione dell’utenza non professionale, che non ha esigenze specifiche ma cerca un prodotto a buon prezzo che le dia accesso agli strumenti di uso quotidiano del computer.

L’interfaccia a finestre arriva solo con Windows 95, ma il fatto di non essere legato ad un hardware specifico rende l’OS Microsoft appetibile per tutti coloro che vogliono un computer casalingo, che improvvisamente sono diventati tanti, tantissimi. Inizia quindi l’era del PC di massa.

E il sistema operativo perfetto per questa fascia di utenti è proprio Windows. E così il mondo si trova nettamente diviso: i professionisti di editoria, musica e montaggio cinematografico (e altre nicchie creative) coi loro Mac, e il resto del mondo dall’altra con i PC.

Gli equilibri si rompono

Per molti anni questa situazione resta stabile. Il Mac rimane un’opzione di fascia alta (anche come prezzo), e l’azienda continua a investire moltissimo nello sviluppo del suo OS (che dal 2001 si chiama OS X), mentre i PC con installato Windows sono lo standard per i lavori d’ufficio, per navigare in internet e gestire la posta elettronica.

iPodPoi qualcosa cambia. Con il travolgente successo di vendite del nuovo gadget di Apple, l’iPod (che nasce nel 2001, ma che diventa un prodotto di culto a partire dal 2005), Cupertino inizia ad investire sempre di meno in OS X, e sempre di più nei suoi nuovi, remunerativi prodotti: lettori musicali, smartphone e tablet.

Il popolo di professionisti Mela-dipendenti inizia a storcere il naso, e la voce si alza sempre più fragorosa: per favore, occupatevi dello sviluppo dell’OS (lo slogan ufficiale è: Back to Mac!). Ma col passare del tempo risulta sempre più evidente che la Apple sta cambiano target. I Mac si trasformano sempre più in prodotti cool, costosi gadget che tutti devono avere per potersi davvero dichiarare alla moda.

Final Cut e Logic: i simboli della nuova politica Apple

I testimoni principali di questo cambio di rotta sono Final Cut e Logic, due dei figli più amati dell’azienda di Cupertino.

Final-Cut-Pro-logoFinal Cut Pro X è la nuova release del programma di montaggio, uscita il 21 giugno del 2011, ed è il prodotto che subisce la trasformazione più profonda. Quello che era stato per anni uno dei programmi top per il montaggio video professionale, viene trasformato d’improvviso in un prodotto semi-pro, perfetto per l’utente standard che vuole qualcosa di più complesso rispetto ad iMovie, ma decisamente inadatto ai professionisti del cinema per la mancanza di tantissimi strumenti avanzati di editing.

La reazione dei montatori è immediata. C’è chi passa ad AVID, e chi decide di continuare a lavorare con l’ultima versione “seria” di FCP finché è possibile. E dopo, si vedrà. Di certo è che il programma non fa più per loro.

LogicProXLogic Pro, dal canto suo, è rimasto fedele professionisti a livello qualitativo, ma ha anche fatto due grossi passi verso il musicista casalingo: un’interfaccia in stile GarageBand, decisamente più semplice ed allettante per il non professionista, con una gran cura nel design degli strumenti (amplificatori, effetti a pedale, microfoni, tutto assume improvvisamente un’irresistibile aria vintage) e un calo drastico del prezzo, a fronte di un pacchetto che decuplica l’offerta, che diventa sorprendentemente ricca.

La mossa, in realtà, risulta ancora più orientata al mercato non pro se si considera un altro fattore: la facilità con cui la nuova versione di Logic Pro (che ricordiamo è disponibile esclusivamente per Mac) è piratabile. Fino alla versione 6 è infatti difficilissimo craccare l’app, perché era necessaria una dongle key fisicamente connessa ad una presa USB del Mac perché Logic funzionasse. Poi, improvvisamente, questa draconiana misura di sicurezza scompare, e di colpo basta scaricare illegalmente la suite (facile), inserire un seriale (facilissimo) e il pacchetto è tuo.

Logic - Stomp boxes ampli effettiPerché Apple ha fatto questo? Semplice: per vendere più Mac. Un Logic Pro ad un prezzo competitivo e con protezioni facilmente aggirabili è la chiave attirare tanti musicisti dilettanti o semiprofessionali, che così comprano i computer Apple per poter avere una DAW di alto livello potenzialmente gratis. Un target, questo, che prima per Logic non era neppure considerato.

Figli (iOS) e figliastri (OS X)

Ma ci sono anche altre prove della sterzata di Steve Jobs e successori. Ad esempio, le enormi quantità di risorse che Cupertino sta investendo nello sviluppo di iOS. I sistemi operativi mobili sono evidentemente diventati il centro degli sforzi di sviluppo degli ingegneri Apple. È da tempo che non vediamo vere rivoluzioni in OS X. Le nuove release sembrano sempre, più che altro, dei corposi service pack, e la maggior parte delle nuove feature puntano all’integrazione con iOS.iPhone 5

Di contro, su quest’ultimo prodotto si investono fortune. Basti pensare al restyling radicale che c’è stato con iOS 7. E al proliferare di i-dispositivi di varia natura, che dell’OS sono il prezioso guscio.

Benvenuto, utente medio!

Al centro della nuova era Apple, quindi, c’è evidentemente l’utente comune, e il Mac con OS X assume un doppio valore: gadget irresistibile e, accidentalmente, personal computer, per svolgere le attività che prima erano dominio quasi assoluto di Windows.

Microsoft, dal canto suo, sta pian piano assottigliando il gap qualitativo (in termini di performance e, soprattutto, di stabilità) tra il proprio sistema operativo e OS X, diventando un’alternativa plausibile anche per i settori che storicamente erano pertinenza di Apple. Le carte si mischiano.

Mac è il nuovo Windows

Qual è dunque il morale della favola? Che Mac è ora il fenomeno di massa che un tempo era Windows. E lo è diventato mettendo in secondo piano la sua utenza storica, per andare a competere in una fetta di mercato differente.

Non che in questo ci sia qualcosa di intrinsecamente sbagliato. È naturale che le aziende orientino il proprio operato in direzione del profitto. E c’è anche da dire che OS X è tuttora, probabilmente, il sistema operativo migliore in circolazione.

Ma a volte si ha la sensazione chiara che questa logica quantitativa prevalga su quella qualitativa, e quando accade resta un po’ d’amaro in bocca. Specialmente quando sei, come me, un utente Mac di vecchia data, abituato a pagare per l’eccellenza, e non solo per prodotti molto buoni e magistralmente impacchettati.

Vuoi sapere tutto sul mondo Mac? Leggi i nostri articoli dedicati alla Mela!

Google: più informazioni sui link nei risultati di ricerca

Google si prepara ad offrire ai suoi utenti informazioni aggiuntive nei risultati di ricerca. Disponibile al momento solo su Google USA, la nuova funzione permette di visualizzare l’origine dei siti (persona o società) che appaiono nei risultati. Google pop up

Attraverso un popup vengono quindi mostrate informazioni aggiuntive sui siti o sugli autori di blog ritenuti più “rilevanti”. La notizia è stata comunicata sul blog ufficiale di Google Search, anche se nell’annuncio non vengono specificati esattamente i criteri utilizzati per la selezione dei siti. I dati mostrati sono ottenuti attraverso il Knowledge Graph, strumento di Google che permette di ottenere risultati di ricerca più approfonditi.

Per Bart Niechwiej, Software Engineer di Google, la funzione permetterà di aiutare l’utente a scegliere il miglior link tra i risultati di ricerca. Vedremo se la novità avrà successo negli Stati Uniti, preludio ad un eventuale arrivo anche in Europa.

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Skype si aggiorna su Windows: minore consumo di risorse per chi usa Chrome

Update di Skype per Windows. L’aggiornamento alla versione 6.13 risolve il bug che comportava un eccessivo consumo di risorse usando Skype sui PC che hanno Chrome come browser principale, rallentando così le prestazioni del computer. L’update introduce anche una maggiore stabilità per le chiamate di gruppo e in modalità DPI.

skype

Skype, acquisita da Microsoft nel 2011, ha sostituito l’anno scorso Windows Live Messenger, che ha chiuso per sempre.

Il passaggio forzato da Messenger a Skype non è stato facile per gli utenti, e in tanti ancora lamentano la scomparsa del vecchio caro WLM. Ma intanto Skype ha continuato a lavorare per migliorare costantemente la qualità del servizio, introducendo per esempio i video messaggi su tutte le piattaforme e le chiamate in HD.

Ma gli altri non stanno a guardare, e la concorrenza di LINE e Viber (tra gli altri) si fa sempre più pressante…

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I migliori giochi per PC per giocare con la tua famiglia

Continuiamo con la nostra serie “I migliori giochi per PC per…”. Oggi è il turno dei giochi che ti faranno passare dei bei momenti in compagnia dei più piccoli.

Hai figli, fratelli, nipoti o cugini in età scolare? Ti piacerebbe giocare con loro? Molto probabilmente sarai un appassionato di giochi come Call of Duty: Ghosts ma, purtroppo per te, questi videogame non sono adatti a un pubblico giovane. Tuttavia, ciò non significa che, per passare dei momenti in compagnia della famiglia, dovrai sorbirti l’ultimo capitolo di Peppa Pig.

Esistono dei giochi che piacciono a grandi e piccini? Certo che sì. Ci sono molti videogame con un gameplay accessibile a tutte le età e che offrono una trama e una grafica davvero sorprendenti. Vediamoli insieme!

Rayman Legends: viva il lavoro di squadra!

Quando ero piccola, mi piaceva giocare ai giochi di piattaforma e devo ammettere che me la cavavo abbastanza bene. Immagina come saranno bravi i bambini di oggi, che sono nati circondati da mouse, pad e tablet!

Sebbene esistano molti giochi di piattaforma per PC, ti consiglio Rayman Legends. Questo videogame di Ubisoft, oltre a essere molto bello e divertente, si adatta perfettamente a tutte le età grazie a un multiplayer asimmetrico.

Ciò vuol dire che un personaggio è il protagonista (saltare, attaccare i nemici e avanzare), mentre gli altri hanno un ruolo di supporto, muovendo le piattaforme o tagliando le corde per andare avanti. Troppo facile per il tuo piccolo? Allora scambiatevi i ruoli e lascia che sia lui il personaggio principale.

Scarica Rayman Legends

Lego Marvel Super Heroes: molta azione, zero violenza

A chi non piacciono i supereroi? Probabilmente, con tutti questi film pieni di uomini con calzamaglia, mantelli e costumi vari, sarai un po’ stufo di tanti superpoteri, ma questo non vale per i piccoli di casa.

I più giovani, e non solo, ameranno Lego Marvel Super Heroes. Questo gioco di Traveller Tales offre tutti gli elementi tipici del genere: molti segreti, centinaia di personaggi con abilità diverse, un multiplayer per due, un grande senso dell’umorismo e, in questo caso, un divertentissimo mondo aperto ambientato nella New York di Spiderman.

Un gioco che ti offrirà dei bellissimi momenti in famiglia grazie alla totale assenza di scene violente, a un umorismo innocente (ma di grande successo) e a una difficoltà accessibile a quasi tutte le età.

Scarica Lego Marvel Super Heroes

Sonic & All-Stars Racing Transformed: ogni gara è un’avventura

I simulatori di guida piacciono molto ai più piccoli ma, sfortunatamente, la maggior parte sono troppo complessi per loro. Le cose cambiano però con Sonic & All-Stars Racing Transformed, un gioco particolarmente consigliato per bambini dai 7 anni.

Nel videogame puoi controllare il leggendario riccio, tutti i suoi amici e anche i personaggi SEGA più pittoreschi, da quelli di Football Manager a Shogun di Total War. L’obiettivo è chiaro: arrivare per primi al traguardo in un circuito pieno di ostacoli colorati e originali, in cui dovrai guidare dei veicoli che possono trasformarsi in altri oggetti. Nel gioco possono partecipare fino a 4 giocatori contemporaneamente, trasformando così la partita in una grande festa in famiglia.

Il videogame prende spunto da Mario Kart ma, a differenza di questo, possiede veicoli aerei e marittimi e dà la possibilità di fare acrobazie. Ai tuoi bambini piacerà senz’altro e anche a te, non prendiamoci in giro!

Scarica Sonic & All-Stars Racing Transformed

SimCity: costruisci la tua città

È vero che l’ultimo capitolo di Maxis non prevede la modalità multiplayer, ma al gioco classico possono partecipare più persone. E poi, a quale bambino non piace costruire?

Le molte opzioni di gestione potrebbero mettere in difficoltà i tuoi figli , ma ti propongono un altro modo di giocare. Mantieni le redini della partita e chiedi loro di indicarti dove collocare gli edifici o cosa manca nella tua città. In questo modo si sentiranno utili e, senza rendersene conto, impareranno dei piccoli concetti di organizzazione, che li potranno aiutare a mantenere più ordinata la loro camera.

SimCity avrà presto un plus: potrai installare delle mod. Ciò aumenterà all’infinito le possibilità di gioco, come avviene già con questi titoli.

Scarica SimCity

Bad Piggies: divertimento per piccoli geni

Angry Birds e compagnia bella sono molto popolari sui telefoni cellulari, ma la maggior parte dei loro giochi sono disponibili anche per Windows.

Ti proponiamo uno spin-off della serie in cui i protagonisti sono i maialini verdi. Nel gioco dovrai aiutarli a recuperare le tanto agognate uova, costruendo dei bizzarri mezzi di trasporto con i pezzi che troverai in ogni livello.

Come SimCity, anche Bad Piggies potrebbe essere un po’ complesso per i più piccoli (infatti , il gioco viene classificato come PEGI +3), ma potranno comunque aiutarti a costruire i mezzi. Per i più grandi, soprattutto quelli con un talento innato per la costruzione, la logica e la matematica, il gioco non comporta molte difficoltà e probabilmente sarai tu l’aiutante, non viceversa.

Scarica Piggies Bad

Il divertimento oltre i tablet

È molto facile dare ai bambini un tablet e lasciarli giocare da soli. A volte questi momenti possono aiutarti a riposare un po’, ma i piccoli vogliono anche giocare con i più grandi e non dovresti perdere l’opportunità di condividere dei bei momenti con loro grazie al PC. Vi divertirete insieme e, a volte, potreste imparare qualcosa di utile.

Ti è piaciuto questo articolo? Allora non perdere le prossime puntate di “I migliori giochi per PC per…”

… installare mod

… giocare con i tuoi amici

… giocare per brevi periodi di tempo

… giocare col multiplayer online

… eliminare lo stress

… allenare la mente

… provare emozioni

Prossimamente su Softonic!

[Adattamento di un articolo originale di Maria Baeta su Softonic ES]

Tomb Raider disponibile su Mac

Una giovane Lara Croft approda sul Mac App Store. Tomb Raider è disponibile da oggi per OS X 10.9.1 e successivi. Square Enix porta quindi al mercato dei videogamer per Mac, la cui community di giocatori è sempre più numerosa, le avventure di Lara, che qui conosciamo nella fase iniziale della celebre saga, quando la giovane ragazza inizia il suo percorso da eroina.

Già disponibile dallo scorso anno per PC, PS3 e Xbox 360, il gioco sviluppato da Crystal Dynamics e pubblicato da Square Enix sbarca anche su OS X.

lara croft mac

Mentre i precedenti giochi di Tomb Raider erano concentrati principalmente sull’esplorazione e la risoluzione di puzzle, questo reboot è diverso e offre molta più azione. I giocatori dovranno trasformare Lara Croft da archeologa alle prime armi in una coraggiosa eroina. Un ottimo titolo per gli amanti dei giochi d’avventura.

Tomb Raider per Mac è disponibile sul Mac App Store a un prezzo di 44,99€ e i requisiti minimi sono:

  • Mac: OS X 10.9.1 o successivi
  • Processore: 2.0GHz, RAM: 6GB, Grafica: 512MB, Spazio libero: 10GB.
  • Le seguenti schede grafiche NON sono supportate: ATI serie X1xxx, ATI serie HD2xxx, Intel serie GMA, Intel HD3000, NVIDIA serie 3xx, NVIDIA serie 7xxx, NVIDIA serie 8xxx e NVIDIA serie 9xxx.
  • Le schede grafiche della serie Intel HD4000 richiedono una CPU Intel i7 o superiore.

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