WhatsApp ha annunciato la fine di un’era, quella di WhatsApp a pagamento. Addio ai 0,89 centesimi all’anno che tanto odiavamo (chissá perché poi…). Ora WhatsApp sarà gratis a vita! Ma… ci sarà un “prezzo” da pagare?
La notizia, annunciata ufficialmente nel blog di WhatsApp solo oggi, in realtà era stata già pre-annunciata in una conferenza tenutasi in Germania, secondo il portale Re/code, nella quale Jan Koum aveva giustificato il motivo della decisione con un “Non funziona!”.
Ma una domanda sorge spontanea: come guadagnerà i suoi soldini WhatsApp d’ora in avanti? L’app per ora non prevede l’aggiunta di pubblicità, bensì nuove maniere per mettere in contatto gli utenti con aziende e organizzazioni. Per esempio (ed è solo un’ipotesi) si potrebbe usare l’app per chiamare un taxi.
Secondo Re/code, la fine del pagamento annuale di WhatsApp è già vigente.
Ecco le parole ufficiali pubblicate sul blog di WhatsApp:
” […] siamo lieti di annunciare che WhatsApp non richiederà più il pagamento di un abbonamento. Per molti anni , abbiamo chiesto agli utenti di pagare una tassa per l’utilizzo di WhatsApp dopo il primo anno. Crescendo abbiamo scoperto che questo approccio non ha funzionato bene. Molti utenti WhatsApp non dispongono di un bancomat o una carta di credito, ed erano preoccupati di poter perdere la possibilità di comunicare con i loro amici e familiari dopo il primo anno. Così nel corso delle prossime settimane, rimuoveremo le tariffe dalle diverse versioni della nostra app e WhatsApp non richiederà più il pagamento per il servizio offerto.”
A partire dall’aggiornamento dello scorso novembre, Threshold 2, Windows 10 consente di aggiungere una quarta colonna di “piastrelle” alla schermata Start. Oggi ti spieghiamo come attivare quest’utile opzione che darà nuova vita al tuo mosaico.
1. Accedi a Opzioni > Personalizzazione > Start
2. Attiva l’opzione Mostra più riquadri
3. Questo è tutto! Hai già attivato la tua quarta colonna! Questa ti servirà per cambiare la dimensione delle tiles, creare gruppi di tiles e realizzare tutte le combinazioni che desideri. Ad esempio quattro colonne di dimensione media, due di dimensione grande o persino 16 colonne di piastrelle più piccole. Per cambiare la disposizione e le dimensioni basta accedere al menu contestuale con un click con il tasto destro.
A Softonic inauguriamo oggi una rassegna stampa settimanale con le principali notizie del mondo del software desktop e mobile, compresi videogiochi, internet delle cose e realtà virtuale. Se vuoi leggere in un batter d’occhio le principali notizie tecnologiche della settimana, non perderti la nostra serie di articoli, il cui appuntamento sarà ogni venerdì.
Ti aspettiamo!
Microsoft: supporto a Windows 8 interrotto
Sei stato uno dei pochi a gradire Windows 8, tanto da non volerlo lasciare per il più recente Windows 10? Beh, dovrai cambiare presto idea, poiché dal 12 gennaio Microsoft ha deciso di interrompere il supporto a Windows 8, che non riceverà più gli aggiornamenti di sicurezza, come invece continuerà ad accadere per Windows 8.1 e Windows 10.
Il 2016 vede nascere una nuova e promettente rete sociale. Si chiama Peach ed è una specie di Instagram volto a condividere, però, qualsiasi tipo di contenuto. Disponibile per ora solo su iOS, Peach consente di usare delle parole magiche per postare più velocemente il contenuto che cerchi, una specie di shortcut. Interessante!
Skype: videochiamate di gruppo presto disponibili su mobile
Sono passati 6 anni da quando Skype introdusse la funzionalità di videochiamata sui cellulari. Nelle prossime settimane verrà alla luce su Android, iPhone, iPad e Windows 10 la videochiamata di gruppo. Un grande passo in avanti per Skype per festeggiare i 10 anni dal lancio del primo servizio di videochiamata.
La corte di Strasburgo considera legittimo il licenziamento di un lavoratore che usava la posta aziendale a scopi personali. D’ora in avanti, quindi, l’impresa potrà spiare le mail e le chat inviate con gli strumenti aziendali e, se ciò avviene per uso privato, avrà tutto il diritto di licenziarti.
Le vendite dei PC sono in continuo declino. E anche se l’uscita di Windows 10 aveva riaperto un barlume di speranza, questo sembra essere svanito con i primi dati sull’andamento delle vendite nel 2015. Le vendite di PC Windows continuano a diminuire, mentre non accade lo stesso per i computer Apple. Riuscirà Windows 10 a convincere gli acquirenti?
Non sono buone notizie, purtroppo, quelle che arrivano dal fronte della sicurezza online. Arriva il nuovo anno e dopo la carica iniziale dei festeggiamenti, delle ferie, dei buoni propositi e dei nuovi e fiammanti regali tecnologici che qualcuno di noi avrà ricevuto, ci tocca anche dare uno sguardo alle minacce che ci aspettano e a come difenderci.
Due sono le notizie che si fanno notare: il virus che minaccia WhatsApp e il primo virus ransomware che attacca i file Windows. Ti spieghiamo di cosa si tratta.
Un virus attacca WhatsApp: attenzione a notifiche e chiamate perse
Dovresti fare sempre molta attenzione ogni qualvolta fai click su un link che ti arriva su WhatsApp: Comodo, azienda specializzata in Security, ha scoperto che alcuni utenti di WhatsApp sono stati attaccati da diversi malware e programmi non proprio sicuri.
Questo virus, lo etichettiamo in questo modo per semplificare, ha le sembianze di mail ufficiali di WhatsApp che notificano gli utenti su ipotetiche chiamate perse, messaggi audio o una notifica in generale. Il malware agisce quando l’utente fa click sul link, quindi il dispositivo viene infettato.
Questo malware è una variante della famiglia Nivdort, un insieme di malware che si replicano in diversi file del sistema.
“I delinquenti del web sono diventati geni del marketing”, afferma Comodo. “Ora cercano di ingannarci con frasi creative”.
Il primo virus ransomware del 2016 raggiunge un nuovo livello di minaccia
Un ransomware è un tipo di virus o malware che cripta i file di Windows e ti minaccia di eliminarli per sempre, a meno che non paghi (ransom significa appunto riscatto, in inglese).
Ransom32 è ricomparso sulla scena. Questo programma utilizza Javascript e può infettare anche sistemi che funzionano in Windows, Mac OS X o Linux.
I dati ottenuti da Fabian Wosar, esperto in sicurezza, sono abbastanza allarmanti: Ransom32 può essere usato da chiunque sappia come accedere ai suoi server occulti nella rete Tor. Con un semplice indirizzo Bitcoin, chiunque può crearsi la sua propria versione di questo pericoloso virus.
I proprietari di Ransom32 possono persino accedere a un pannello di controllo centrale da dove possono vedere statistiche di quanta gente sono riusciti a infettare e quanto denaro ci hanno guadagnato.
Questo programma può infettare il PC anche con mail spam. Si nasconde dietro file RAR e riesce ad autoestrarsi e installarsi senza che tu te ne renda conto. Quindi cripterà dati con determinate estensioni, come .jpg, .mp3, .mov, .mp4, .docx e così via.
Se agisci con buon senso, non dovrai preoccuparti di nulla: non aprire mail sospette, installa un antivirus e mantienilo aggiornato, crea copie di backup dei tuoi file.
Il dispositivo Android che hai appena acquistato non è sicuro. È come una casa senza porte né finestre: chiunque può entrarci e vedere cosa succede tra le sue pareti. Chiunque può aprire le applicazioni, rubare o alterare i dati presenti. Per questo, ancor prima di iniziare a usare il tuo nuovo dispositivo, devi configurarlo del punto di vista della sicurezza.
Purtroppo gli Android vengono così di default: una parte delle opzione di sicurezza sono già attive, mentre altre bisogna configurarle manualmente. Per esempio, il cellulare non può scegliere per te una password, né stabilire chi userà il dispositivo.
Per rendere il tuo Android più sicuro, segui i passaggi che ti spiego qui di seguito. È un protocollo semplice, che consiglio sempre ad amici e famigliari quando mi mostrano i loro nuovi e fiammanti, nonché insicuri, smartphone.
1. Aggiorna il sistema all’ultima versione
A meno che non siano dispositivi di recente lancio sul mercato, la maggior parte dei cellulari e tablet acquistati hanno già molti mesi rispetto alla data di fabbricazione. Le versioni di Android che hanno installate possono essere obsolete.
I principali aggiornamenti per il sistema operativo Android (ad esempio da Android 4.4 a Android 5 o 6) non solo modificano l’aspetto del sistema, ma vi aggiungono anche miglioramenti alla sicurezza molto utili. Quindi, quando puoi, installa subito gli aggiornamenti ufficiali del sistema operativo.
Per scaricare e applicare un aggiornamento del sistema Android, devi andare su Imposta > Info sul telefono > Aggiornamenti sistema. Puoi anche dare uno sguardo al forum online della pagina ufficiale del fabbricante, per vedere se sono previsti nuovi aggiornamenti.
2. Disattiva le app pre-installate che non userai
Una volta aggiornato il sistema operativo, vedrai che con lo smartphone vengono di default alcune applicazioni già installate. Alcune sono di Google, altre del fabbricante, altre ancora sono promozionali (come i giochi, ad esempio).
Se non le usi, possono supporre un rischio per la tua sicurezza. Sono programmi che si eseguono in background senza il tuo controllo. Basta che si crei una vulnerabilità in una di queste app, per mettere in pericolo i tuoi dati.
Per prevenire i problemi e, allo stesso tempo, diminuire il consumo di risorse e fare pulizia visiva, disattiva le applicazioni in questione da Imposta > Applicazioni.
3. Attiva l’antivirus integrato di Android
Google Play Services è il cuore della maggior parte dei dispositivi Android. Dà accesso ai servizi e alle app di Google, ma offre anche funzioni per la sicurezza molto utili. Senza di esso, si può usare ugualmente Android, ma non con la stessa comodità.
Una delle funzioni più utili, anche se la meno conosciuta, di Google Play Services è la protezione contro app dannose. Di solito non viene attivata di default nei dispositivi nuovi, ma io consiglio vivamente di farlo, piuttosto che installare un antivirus aggiuntivo.
Puoi attivare la verifica delle app, da Impostazioni Google (o Imposta > Google) > Sicurezza. Quindi attiva entrambe le opzioni della sezione Verifica app. Da questomomento in poi, Google eseguirà la scansione delle app e le bloccherà nel caso in cui dovessero contenere malware.
4. Imposta il blocco e la cancellazione da remoto
Android mette a tua disposizione uno strumento gratuito per trovare, bloccare e, nel peggiore dei casi, cancellare a distanza lo smartphone o tablet in caso di perdita o furto. Questo strumento di chiama Android Device Manager.
Se i dispositivi sono accesi e connessi a internet, ADM può localizzarli sulla mappa di Google e darti la possibilità di eseguire comandi essenziali per impedire l’uso delle app e dei dati presenti. Perché funzioni devi controllare che sia attivo.
Da Impostazioni Google (o Imposta > Google), apri la sezione Sicurezza e attiva le due opzioni presenti in Gestione dispositivi Android, che si riferiscono alla localizzazione da remoto e al blocco e cancellazione da remoto.
5. Attiva il blocco dello schermo
Bloccare lo schermo impedisce l’accesso allo smartphone e al tablet a persone non autorizzate, siano essi famigliari, amici o sconosciuti. Quasi un terzo degli utenti si dimentica di attivare questa funzione.
Ci sono vari sistemi di bloccaggio. Quello integrato in Android ha il vantaggio di non dover installare nulla, anche se non ha opzioni extra interessanti, come quella di fotografare l’intruso.
Se scegliessi di usare un’app a parte per bloccare lo schermo, come Screen Lock Guardian, ricorda di disattivare prima il sistema di blocco integrato di Android.
6. Crea account per utenti e ospiti
I tablet Android possono essere usati da tutta la famiglia e anche da invitati. È per questo motivo che Android consente di creare profili utenti e aggiungervi alcuni come invitati. Il loro funzionamento è simile a quello di un account Windows o Mac.
Un utente Android ha sul dispositivo lo spazio per salvare app e documenti, e i dati vengono protetti. Gli ospiti, invece, possono solo usare le app, ma non salvare dati in modo permanente.
Per creare e gestire profili utente, vai a Imposta > Utenti. Puoi quindi aggiungere, modificare o cancellare utenti (se sei il proprietario del dispositivo), così come attivare profili ospite.
7. Configura la sicurezza delle app
Infine, non dimenticare di configurare le opzioni di sicurezza delle tue app favorite, una volta scaricare sul dispositivo. Basta entrare nelle impostazioni delle singole app. Telegram, ad esempio, ha un suo sistema interno di blocco dello schermo.
Non dimenticare di mantenere sempre aggiornate le app che utilizzi per evitare falle di sicurezza. Puoi impostare l’aggiornamento automatico dal Google Play se connessi al WiFi.
Quali sono i migliori antivirus per Windows del 2016? Analizziamo i risultati dellecomparative indipendenti più prestigiose per proclamare i 5 vincitori. E non perderti il video con il nostro riassunto!
Windows 10 sta guadagnando un bacino di utenti sempre più ampio. Il suo livello di sicurezza, assieme a quello dei browser, è sempre maggiore. Molti però continuano a chiedersi se è necessario installare un antivirus, quando Windows ne ha già uno integrato. Ebbene, la risposta è “Sì, bisogna usarne uno”.
Anche gli utenti più esperti, infatti, potrebbero cadere nel tranello di Cryptolocker. E il semplice fatto che Windows 10 abbia un antivirus integrato è la prova che ne abbiamo ancora bisogno!
La domanda, però, è sempre la stessa: “un antivirus buono e magari anche gratis?”
Il potere delle comparative indipendenti
Come l’anno scorso, abbiamo riunito e analizzato i risultati di quattro comparative indipendenti: AV-Comparatives, AV-TEST, Dennis Technology Labs e Virus Bulletin (VB100). Abbiamo selezionato solo gli antivirus per i quali fossero presenti dati in almeno due comparative e abbiamo ristretto la cerchia a quelli più popolari in Europa.
Se vuoi saperne di più sulle 4 comparative utilizzate per proclamare i vincitori della comparativa antivirus 2016, fai scroll fino in fondo alla pagina o clicca qui.
Risultati di protezione: quale antivirus è migliore nel rilevare i malware?
Qual è il livello di efficacia degli antivirus nell’identificare le minacce più recenti? La media tra le quattro comparative ci darà dei punteggi per la protezione fornita da ogni antivirus. Quest’anno gli antivirus che forniscono tutti i dati sono AVG, BullGuard, ESET e Kaspersky; probabilmente non vinceranno il premio per la miglior capacità di rilevamento, ma non ci sono dubbi che si meriterebbero uno per la trasparenza.
Punteggio di protezione da 0 a 100. Punteggio più alto equivale a migliore protezione.
Gli antivirus che si distinguono in quanto a protezione garantita sono Norton, Panda e F-Secure. Come nei risultati dell’anno scorso, Norton non partecipa a AV-Comparatives né a VB. Microsoft non è più il fanalino di coda, quest’anno è Vipre.
Antivirus classificati per media di protezione. Punteggio più alto equivale a migliore protezione.
Risultati di performance: quale antivirus sovraccarica meno il PC?
Gli antivirus possono pregiudicare le performance del PC? Per scoprirlo abbiamo convertito i punteggi di performance di AV-Comparatives e AV-TEST in percentuali e abbiamo calcolato la media. Nella tabella che segue puoi leggere i risultati corrispondenti agli antivirus analizzati.
Punteggi di performance da 0 a 100. Punteggio più alto equivale a miglior performance.
Norton, che partecipa a una sola comparativa di performance, occupa il primo posto. È seguito da Avira e Avast. Quest’ultimo ha incredibilmente recuperato nella classifica. In coda, come l’anno scorso, si mantiene Vipre e Lavasoft.
Antivirus classificati per risultato medio di performance. Punteggio più alto equivale a miglior performance
Punteggi globali e vincitori della comparativa
Nella nostra comparativa ci serviamo esclusivamente di dati di protezione e di performance, i quali hanno entrambi lo stesso peso, un 50%. Siamo convinti che le ripercussioni sul sistema operativo sono importanti oggi tanto quanto il grado di sicurezza garantito.
Mostriamo il risultato qui di seguito su una scala da 0 a 10 (in verde), assieme al numero di test di protezione e performance a cui è stato sottoposto ogni prodotto (linea arancione, fino ad un massimo di sei).
Punteggio finale di protezione e performance (verde) e numero di test disponibili (arancione)
Per premiare gli antivirus che hanno partecipato a tutte le comparative (rispetto a quelli che hanno partecipato solo ad un paio) abbiamo applicato un fattore di correzione: 1 – numero di test / 4. Gli unici antivirus che per questo motivo sono stati penalizzati sono quelli che hanno partecipato a tre test. I risultati finali variano leggermente e possono apprezzarsi in questa grafica finale:
Punteggi finali dopo aver applicato il fattore di correzione corrispondente al numero di test realizzati
I migliori: Avira, Kaspersky, Norton, Avast e AVG
Quest’anno nella top 5 dei migliori antivirus abbiamo due prodotti a pagamento, Norton e Kasperky, e tre classici gratuiti, Avast, AVG y Avira. Il migliore, per performance ed efficacia, è il tedesco Avira.
L’antivirus di Microsoft è migliorato notevolmente, costituendo una soluzione accettabile per chi non desidera investire del denaro né installare programmi aggiuntivi. È migliorato soprattutto nel rilevamento del malware.
In coda troviamo prodotti come Vipre e G Data, penalizzati soprattutto per una performance di gran lunga al di sotto della media, un dettaglio che oggi non può passare inosservato.
Quindi, qual è la Top 10 degli Antivirus comparata con quella dell’anno scorso? Si può vedere in questa tabella, assieme alle variazioni nel posizionamento, in meglio o in peggio.
Quest’anno Avira recupera il primato, cosa che non era ancora successa nella nostra comparativa. Kaspersky, ad un solido secondo posto, preserva il ruolo del miglior alleato per la sicurezza a pagamento, mentre Norton sale di una posizione.
La crescita di Avast e AVG, invece, è fuori dal comune: è chiaro che quest’anno si sono dati una mossa, soprattutto in quanto a performance. Scendono leggermente Bitdefender e ESET; ricordiamo che a questi livelli bastano decimi di punteggio per perdere posizioni.
Anche se Windows 10 è un sistema più sicuro, e il suo antivirus è migliorato, avere una protezione in più è altamente consigliabile. Continueremo a consigliarlo l’anno prossimo? Tutto dipenderà da Microsoft…
Ecco le nostre fonti
Come accennato nei primi paragrafi di questa comparativa, per arrivare ai risultati sopra descritti ci siamo serviti dei dati forniti da quattro comparative indipendenti di software antivirus.
AV-Comparatives
AV-Comparatives è diventato il primo laboratorio certificato EICAR, un riconoscimento all’eccellente lavoro realizzato in tutti questi anni. Per questa comparativa ci siamo serviti dei dati di protezione in contesti reali risalenti al mese di ottobre 2015. Sono stati utilizzati anche i dati del test di performance, relativi sempre allo stesso mese.
AV-TEST
AV-TEST è un classico dei test indipendenti. Le sue prove sono simili a quelle realizzate da AV-Comparatives. Ci siamo serviti di dati relativi a ottobre 2015 in un sistema Windows 10. AV-TEST fornisce anche dati di performance relativi alla velocità a cui si realizzano le operazioni frequenti.
Dennis Technology Labs
È il laboratorio meno conosciuto, ma vanta una metodologia di scanning di alta precisione. Inoltre, è uno dei pochi test ad includere i risultati per Norton, un antivirus restìo per tradizione a lasciarsi analizzare. I risultati più recenti, relativi al periodo luglio-settembre 2015, comprendono punteggi per gli antivirus più popolari.
Virus Bulletin (VB100)
VB è dal 1989 una delle massime autorità in quanto a antivirus e analisi di malware. Il suo indice VB100 mette alla prova gli antivirus con un rigoroso test di rilevamento in cui non sono ammessi falsi allarmi, né tentativi falliti. Abbiamo preso in considerazione i dati di rilevamento reattivo e proattivo (RAP), che misura la percentuale di virus sconosciuti che sono stati bloccati con successo.