Wistron, gruppo taiwanese che produce per alcuni dei più grandi marchi tech, ha aperto il 21 luglio a Fort Worth, in Texas, il suo primo stabilimento produttivo negli Stati Uniti. L’azienda dice di aver già fatto partire anche la produzione di massa dei sistemi Nvidia GB300 Grace Blackwell Ultra. Il progetto vale 700 milioni di dollari e segna un passaggio pesante per la filiera americana di Nvidia: per Wistron, è la prima volta che queste piattaforme vengono costruite su larga scala negli Usa.
Wistron in Texas: debutto negli Usa e primo impianto per i GB300
Per Wistron, nome storico della manifattura taiwanese e fornitore di primo piano per l’industria tech, la fabbrica di Fort Worth vale per due motivi.
È il suo ingresso industriale diretto negli Stati Uniti. E, insieme, uno dei segnali più concreti della strategia con cui Nvidia e i partner che le stanno attorno stanno portando una quota sempre più ampia della produzione sul territorio americano.
Il sito texano, infatti, non nasce da solo.
Si inserisce in un piano più largo. Nvidia ha parlato di investimenti fino a 500 miliardi di dollari nell’arco di quattro anni per rafforzare infrastrutture e capacità produttiva negli Stati Uniti. La scelta di Wistron fa capire che anche i fornitori si stanno muovendo nella stessa direzione.
Produzione in aumento e fino a 1.000 posti di lavoro entro fine anno
Nei piani diffusi da Wistron, la fabbrica dovrebbe arrivare entro fine anno a produrre decine di migliaia di schede di calcolo al mese.
C’è poi il capitolo occupazione. Sempre stando a quanto riferisce l’azienda, il sito ha già generato più di 500 posti di lavoro e il traguardo fissato per dicembre è quello dei circa 1.000 dipendenti.
Per il mercato americano la ricaduta può essere molto concreta: tempi di consegna più rapidi, meno dipendenza dalle rotte internazionali e una catena di fornitura più stabile.
Per Nvidia il vantaggio è un altro, ed è piuttosto diretto: avere una base manifatturiera più vicina ai grandi clienti dei data center e delle infrastrutture di calcolo.
Una fabbrica progettata in digitale e pronta ai prossimi chip Nvidia
Wistron ha spiegato che il sito D1 di Fort Worth è stato progettato prima in forma di gemello digitale completo, usando Nvidia Omniverse, e solo dopo nella sua versione fisica.
L’impianto nasce anche con una forte spinta sull’automazione. La stima indicata da Wistron parla di un livello vicino al 60%.
C’è un dettaglio che racconta bene l’approccio scelto: l’uso di Nvidia Omniverse per progettare e simulare la fabbrica in digitale prima dell’avvio operativo vero e proprio.
E non finisce qui. La struttura non dovrebbe fermarsi ai prodotti attuali. Sempre secondo quanto indicato da Wistron, il sito viene già visto come uno snodo anche per le future piattaforme Nvidia Vera Rubin. In altre parole, Fort Worth viene posizionata come una fabbrica chiave non solo per l’attuale generazione Blackwell, ma anche per quello che arriverà dopo.
Perché questa apertura conta per il settore
Manager e osservatori leggono questa apertura come un altro segnale del ritorno della produzione avanzata negli Stati Uniti. Costruire sul posto componenti e sistemi ad alte prestazioni può alleggerire i colli di bottiglia logistici, distribuire meglio il rischio lungo la catena di fornitura e rendere le consegne più regolari proprio mentre la domanda resta molto alta.
Il mercato se n’è accorto subito.
A Taiwan, dopo l’annuncio, il titolo Wistron ha messo a segno un rialzo marcato. E secondo alcune indiscrezioni l’azienda starebbe già preparando un secondo impianto, più grande, ancora a Fort Worth. Se questa ipotesi verrà confermata, il messaggio è abbastanza netto: il Texas si sta candidando a diventare uno dei nuovi poli manifatturieri più rilevanti per l’universo Nvidia.
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